The House That Jack Built : polemiche e reazioni da Cannes per il nuovo film di Lars von Trier

Il controverso Lars von Trier torna a Cannes con "The House That Jack Built" e scatena polemiche.

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Ancora polemiche per il controverso regista Lars von Trier, stavolta legate al suo ultimo film, The House That Jack Built recentemente presentato a Cannes. A quanto sembra il film di Von Trier avrebbe spinto oltre un centinaio di persone ad uscire dalla sala prima del termine dle film. Ramin Setoodeh di Variety l'ha definita su Twitter come: "una delle esperienze cinematografiche più spiacevoli della mia vita". Questo sembra essere il sentimento generale di molti che hanno assistito al film, basato sulle reazioni online e alla prima ondata di recensioni della critica.

The House That Jack Built è incentrato su un serial killer, interpretato da Matt Dillon, che oltre ad uccidere donne, pare uccida brutalmente anche bambini. Nell'attuale panorama hollywoodiano è del tutto comprensibile che un film con donne torturate e uccise da un uomo possa risultare ancor più stridente di quanto non lo sia normalmente. Uma Thurman, che ha parlato contro Harvey Weinstein ed è stata una delle voci principali del movimento #MeToo, ha recitato nel film, ma ha rifiutato di partecipare alla premiere a Cannes. La sua assenza è stata notata da coloro che hanno partecipato alla proiezione.

 

La trama ufficiale del film:

 

Stati Uniti, anni '70, seguiamo l'estremamente intelligente Jack attraverso 5 episodi e siamo introdotti agli omicidi che definiscono lo sviluppo di Jack come serial killer. Guardiamo la storia dal punto di vista di Jack. Egli vede ogni omicidio come un'opera d'arte in sé, anche se la sua disfunzione gli procura problemi nel mondo esterno. Nonostante il fatto che la polizia si faccia sempre più vicina (situazione che provoca e mette una grande pressione su Jack), contrariamente ad ogni logica, Jack è determinato a sfidare la sorte. L'obiettivo finale è l'opera d'arte definitiva: una raccolta di tutti i suoi omicidi rappresentati in una casa che egli costruisce. Lungo la strada sperimentiamo le descrizioni di Jack delle sue condizioni personali, problemi e pensieri attraverso una conversazione ricorrente con l'ignoto Verge, una miscela grottesca di sofismi mescolati ad una autocommiserazione quasi infantile e a spiegazioni approfondite di quelle che per Jack sono ardue e pericolose manovre.

 

 

Ancher se alcuni di quelli che hanno visto il film lo hanno definito oltremodo disturbante e orribilmente raccapricciante, The House That Jack Built sembra aver conquistato alcuni fan del genere horror, cinefili dal palato forte e naturalmente gli estimatori di Von Trier. Estimatori a prescindere, una gran parte delle reazioni sui social media appaiono fortemente negative, ma anche fortemente divisive, si passa dal definire il film oltraggioso a chi già eleva il film allo status di cult. Quel che appare evidente è che The House That Jack Built si è già guadagnato il titolo di film più controverso del 2018.

Ricordiamo che Lars von Trier era stato precedentemente bandito da Cannes sette anni or sono per alcune sue dichiarazioni su Adolf Hitler. Il festival ha revocato il divieto in modo che potesse mostrare The House That Jack Built quest'anno. Nonostante gli spettatori che hanno abbandonato la sala e le reazioni sui social media, coloro che sono rimasti fino alla fine del film pare abbiano tributato una lunga standing ovation all'ultimo lavoro di Von Trier, che nel bene e nel male si conferma un gran provocatore.

 











 

 

 

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