Una Luna chiamata Europa: trailer italiano, foto e poster del film di Kornél Mundruczó

Una Luna chiamata Europa: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film drammatico di Kornél Mundruczó nei cinema italiani dal 12 luglio 2018.

 

Movies Inspired il prossimo 12 luglio porta nei cinema italiani Una Luna chiamata Europa, il nuovo film del regista ungherese Kornél Mundruczó (White God).

 

Aryan viene ferito mentre cerca di attraversare illegalmente la frontiera ungherese. Sopravvissuto, il ragazzo scopre che ha ricevuto in dono la capacità di levitare. Rinchiuso in un campo di rifugiati, riesce a scappare con l’aiuto del dottor Stern che vuole sfruttarne lo straordinario potere.

 

Il cast del film: Merab Ninidze, Zsombor Jéger, György Cserhalmi, Móni Balsai, András Bálint, Lajos Valázsik, Péter Haumann, Ákos Birkás e Sándor Terhes.

Il regista Kornél Mundruczó spiega il significato del titolo:

Una delle lune del pianeta Giove, scoperte da Galileo, si chiama Europa. Per me era importante considerare questo film come una storia europea, radicata in un’Europa in crisi, inclusa l’Ungheria. Allo stesso tempo, cercavo di dargli un’aria da fantascienza contemporanea. Sono appassionato di questo genere fin dall’infanzia e penso che ciò si percepisca in certi miei film precedenti, come White God – Sinfonia per Hagen o Tender Son - The Frankenstein Project. Abbiamo inoltre lavorato attorno all’idea di straniero domandandoci chi sia il vero straniero. È una questione di punto di vista. Giove è sufficientemente lontano da noi perché ci si possa porre nuovi interrogativi sulla fede, i miracoli, la diversità.

 

 

Mundruczó spiega come il film sia stato influenzato da un tema di stretta attualità: i rifugiati.

Ho cominciato a rendermi conto della questione dei rifugiati quando, nell’ambito di una vasta installazione teatrale, ho messo in scena Viaggio d’inverno di Franz Schubert. L’Europa era agli albori della crisi. Durante il lavoro di preparazione e la costruzione delle scenografie ci siamo recati in un campo per rifugiati a Bicske, in Ungheria, per una o due settimane. Quello che ho visto lì mi ha sconvolto. Ho avuto l’impressione che essere straniero, diverso, fosse uno stato d’essere. C’era una strana forma di santità in quelle persone perché si trovavano in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio. L’immagine o l’allegoria della privazione è molto vicina alla liturgia cristiana, che conosco bene perché mi è stata inculcata nell’infanzia. Non hai né un passato né un futuro, c’è solo il presente, ma anch’esso è incerto. Non sai neanche se sei ancora te stesso, se sei la persona che eri quando sei partito, o se sei diventato qualcun altro durante il viaggio. Non si può essere testimoni di questo senza sentirsi solidali. Sarebbe disumano.

Kornél mundruczó, nato nel 1975, è sceneggiatore, regista teatrale e cinematografico ungherese, fondatore di Proton Cinema e Proton Theatre. Una luna chiamata Europa è il suo quinto film ad avere goduto di un’anteprima mondiale al Festival di Cannes. In precedenza Mundruczó aveva presentato Johanna, Delta, Tender Son - The Frankenstein Project e White God - La sinfonia di Hagen (vincitore nel 2014 della sezione Un Certain Regard).

 

una-luna-chiamata-europa-foto-e-poster-del-film-di-kornel-mundruczo-41.jpg

 

 

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