Santiago, Italia - trailer del documentario di Nanni Moretti

Santiago, Italia: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul documentario di Nanni Moretti nei cinema italiani dal 6 dicembre 2018.

[Per visionare il trailer clicca sull'immagine in alto]

 

Dopo la proiezione  al Festival di Torino, il 6 dicembre arriva nelle sale Santiago, Italia, il film-documentario di Nanni Moretti che racconta, attraverso le parole dei protagonisti e materiali di repertorio, i mesi successivi al colpo di stato dell'11 settembre 1973 che pose fine al governo democratico di Salvador Allende. Moretti non si concentra sul lato politico della vicenda, ma bensì su ruolo che ebbe l’ambasciata italiana a Santiago, un luogo che ha salvato la vita di molti che hanno chiesto asilo politico e che prima diede rifugio a centinaia di oppositori del regime del generale Pinochet per poi consentire loro di raggiungere l'Italia.

 

La trama ufficiale:

 

Dal settembre 1973, dopo il colpo di stato del generale Pinochet, l’ambasciata italiana a Santiago ha ospitato centinaia e centinaia di richiedenti asilo. Attraverso interviste ai protagonisti si racconta la storia di quel periodo drammatico, durante il quale alcuni diplomatici italiani hanno reso possibile la salvezza di tante vite umane.

 

 

L’Italia degli anni Settanta era un paese che aveva fatto la guerra partigiana, che aveva difeso lo statuto dei lavoratori. Era un paese simile a quello che sognava Allende in quel momento lì. Oggi viaggio per l’Italia e vedo che assomiglia al Cile peggiore… È una società di consumismo, dove non ti frega niente della persona che hai accanto, e se la puoi calpestare la calpesti. Questa è la corsa: l’individualismo.

Nanni Moretti

 

I PROTAGONISTI DEL DOCUMENTARIO

 

La carrellata di testimonianze raccolte da Moretti includono operai, avvocati, musicisti, giornalisti, registi e anche un cardinale.

 

Era un Paese innamorato di Allende e di ciò che stava succedendo. Era fantastico, era giusto, era bello. Ricordo che all’epoca girai un film che si chiamava “Il primo anno”, che era la ripresa di tutto ciò che succedeva mese dopo mese, per un anno, il primo anno di Allende. Era stupendo, era una festa continua. In campagna, in città, nelle case, c’era un’allegria che in Cile non avevo mai visto.

Patricio Guzmán - regista

 

Perché c’erano due politiche, una che diceva bisogna “avanzar sin transar”, colpire finché il ferro è caldo, e gli altri che dicevano: bisogna andarci piano perché non bisogna spaventare troppo la borghesia, perché la borghesia bisogna trattarla bene. E questa è una politica che è vecchia come il cucco da parte di un settore della sinistra. Noi socialisti, la grande maggioranza del Partito socialista era per questa politica del “avanzar sin transar”, senza transigere. Cioè tu ce l’hai già semi rovesciato l’albero, che fai , lo raddrizzi o lo metti giù? Noi pensavamo che bisognava metterlo giù.

David Muñoz - operaio

 

Io non so contro chi lotta questo governo. Contro il popolo del Cile. E’ una cosa stranissima: un esercito che lotta contro il popolo della sua patria per imporre una situazione con la forza.

Raúl Silva Henríquez - cardinale

 

Ricordo che mi trovavo lì, bendata e all’improvviso qualcuno bussa alla porta e vedo una delle torturatrici che era una che si divertiva, che quando ti torturavano gridava: “Dagliene ancora, perché questa sa e non vuole parlare”. Mi dice: “Signora Marcia, perché non esce un attimo, che le voglio chiedere un favore?” Io esco, lei mi toglie la benda, ed era incinta di sette o otto mesi... Stava per diventare madre, aspettava un figlio. Stava lavorando a maglia, e allora mi fa uscire per farsi aiutare. “Lei saprà sicuramente lavorare a maglia”, mi dice, per farsi aiutare a fare un golfino per il suo bebè. Ecco perché ti dico che è una follia, perché mi ricordo di essermi seduta accanto a lei e di averle insegnato a lavorare a maglia, pensando che magari qualche minuto dopo mi avrebbe ammazzato.

Marcia Scantlebury - giornalista

 

 

 

 

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