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Torino Film Festival: Alexandra, Nelle tue mani, The Elephant and the Sea, The Blue Hour

Pubblicato: 28 nov 2007 da Gabriele C.

alexandra sokurovPer fortuna che c’è Sokurov. In questa ordinaria seconda (personalmente parlando: il festival è in realtà al suo quinto giorno) giornata del Torino Film Festival, il regista russo dà una lezione di cinema a tutti. Il suo Alexandra, già osannato a Cannes 60, riprende il tema caro al regista della Storia, raccontato ancora con la poesia e la raffinatezza tecnica che ha fatto grande la filmografia di Sokurov.

Se a Venezia Mikhalkov ci presentava col suo bel 12 una versione di La parola ai giurati aggiornata ai tempi delle tensioni della guerra in Cecenia, anche il regista di Arca Russa vuole dire la sua su questa guerra. Ma non in modo politico o “banalmente” schierato, anche perché la guerra e le battaglie non si vedono: si vedono semmai le conseguenze sul territorio e gli stati d’animo degli esseri umani.

In più Galina Vishnevskaija offre una prova molto naturale del suo personaggio, e rende la sua Alexandra una nonna con le idee chiare, convinta delle sue idee per quanto riguarda la guerra, piena di amore per il nipote e piena di speranze. Da segnalare la splendida fotografia e l’uso delle luci, il tutto finalizzato a rendere le inquadrature più marroni possibili. Per ora è il film che più mi è piaciuto in questi primi due giorni.

the elephant and the seaPoi la giornata mi ha offerto film che non mi hanno entusiasmato. Ad iniziare da The Elephant and the Sea del malese Woo Ming Jin, che racconta la storia di due persone nella costa malese in un periodo contaminato da un’epidemia. Poesia e tante domande si fondono in uno stile che manderà in visibilio gli appassionati del cinema orientale puro, mentre provocherà grandi sbadigli in chi non può manco vedere un Kitano qualsiasi.

In concorso, come il precedente, troviamo anche The Blue Hour di Eric Nazarian, un film corale con quattro personaggi principali. La tradizione americana in questo campo la conosciamo tutti: da Altman fino agli episodi più recenti, come P.T. Anderson e Inarritu, questo tipo di pellicole hanno appassionato e fatto discutere critica e pubblico.

La pellicola ha dei momenti interessanti, soprattutto nell’episodio del chitarrista di colore, però la scelta (condivisibile) di usare una sceneggiatura con meno dialoghi possibili si rivela un’arma a doppio taglio: non avvince e rischia di annoiare. E poi la scelta di far incrociare in poche ma significative scene alcune delle storie principali sembra agli occhi dello spettatore solo l’ennesima furbata per mantenere alta un’attenzione che altrimenti non ci sarebbe.

Va ancora peggio, purtroppo, con Nelle tue mani di Peter Del Monte, che torna sul grande schermo dopo sette anni dal suo ultimo film. Interpretato da una bellissima (e spesso anche non male) Kasia Smutniak e da un convincente Marco Foschi, il film è una tormentata storia d’amore divisa tra la presunta follia di lei e la pazienza (pure troppa!) di lui.

La tensione necessaria per un’operazione drammatica del genere, nonostante un’imbarazzante scena d’apertura, sembra cominciare subito, ma la pellicola fa subito calma piatta. E non solo: tra scene comiche che nulla c’entrano col contesto e alcuni dialoghi e situazioni assolutamente prevedibili oppure improbabili, si arriva ad un finale che più irritante non si può. Un gran peccato, ma le risate in sala del pubblico confermano l’idea di essere davanti ad un brutto film: con alcune potenzialità, forse, ma non sfruttate a dovere.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di marco.p3

    marco.p3

    28 nov 2007 - 17:34 - #1
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    the blue hour è il film ke vede tra i protagonisti alyssa milano… qualcuno ha potuto vederlo oppure sapete se verrà distribuito nelle sale dopo il festival?

  • […] La sesta giornata di Torino Film Festival (personalmente la terza), rispetto a quella precedente, va sicuramente meglio. Forse perché Lars e la sua fidanzata di plastica hanno intenerito i cuori degli spettatori, forse perché le confessioni in albergo dei due protagonisti di The railroad sono autenticamente commoventi, oppure perché 10 items or less è il film che non ti aspetteresti quando leggi il nome del suo regista (quel Brad Silberling che qualcosa di simpatico, come Casper, l’ha azzeccato, ma ha lasciato anche brutte tracce dietro di sè). […]

  • […] Ma vediamo tutti gli altri premiati: - Premio speciale della giuria: The elephant and the sea di Woo Ming Jin - Miglior attrice: Joan Chen per The home song stories di Tony Ayres - Miglior attore: Kim Kang-Woo per Gyeongui seon / The railroad di Park Heung-sik. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ - Miglior documentario: La Naciòn Mapuce di Fausta Quattrini (Svizzera/Italia/Argentina, 2007) - Premio speciale della Giuria: L’esame di Xhodi di Gianluca e Massimiliano De Serio (Italia, 2007) - Menzione speciale: Biùtiful Cauntri di Esmeralda Calabria, Giuseppe Ruggiero e Andrea D’Ambrosio (Italia, 2007) - Miglior cortometraggio: Giganti di Fabio Mollo - Premio speciale della giuria premio Kodak: Primogenito Complesso di Lavinia Chianello e Tomàs Creus (Italia/Brasile, 2007) - Menzione speciale: Il resto di una storia di Antonio Prata - Premio miglior cortometraggio Spazio Torino: Il lavoro di Lorenzo De Nicola - Premio Cipputi 2007: In fabbrica di Francesca Comencini (nessun voto) 0 Commenti […]

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    […] The Blue Hour Voto: dal 5 al 6 […]

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