The Call, non rispondere. La recensione

pubblicato: giovedì 24 gennaio 2008 da infamous in: Recensioni Orientale Horror/Terrore

locandina di the call, non rispondereThe Call, non rispondere. (Chakushin ari - Giappone - 2003) di Takashi Miike, con Kou Shibasaki, Shin’ichi Tsutsumi, Kazue Fukiishi, Anna Nagata, Atsushi Ida, Mariko Tsutsui.

Una ragazza riceve un messaggio sul suo telefono, è lei stessa ad averlo mandato. Sentire la propria voce terrorizzata che urla non è certo rassicurante, due giorni dopo, nel momento stesso in cui era stato inviato il messaggio, la ragazza muore e un messaggio arriverà ad un amico, iniziando così una catena di morte di cellulare in cellulare.

Questo, che è tra le altre cose il primo film di Takashi Miike distribuito in Italia, è un oggetto controverso un po’ perchè se confrontato con il meglio della filmografia miikiana non può che quantomeno essere in difetto, un po’ perchè se confrontato con il panorama coevo del Jhorror, sebbene un po’ tardo (forse in chiusura), non sfigura di certo a fianco dei suoi prossimi parenti.

Alla prima visione, un paio di anni fa, mi ricordo che l’indignazione era multipla, sia per il film in sè, sia perchè trovavo discutibile il fatto che venisse distribuito questo the call rispetto che ne so a Gozu, ma a distanza di tempo devo ricredermi parzialmente, non è così malaccio come mi ricordavo. Certo non sarà l’originalità fatta horror e il film cade spesso di tono e mordente, ma possiamo prenderlo tranquillamente come un’antologia del Jhorror, una selezione delle situazioni più sfruttate ed efficaci di quel tipo di cinema.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Pecca forse di una sceneggiatura contorta, che rimanda continuamente il motivo delle uccisioni, quando crediamo di aver capito chi e perchè usa il telefono per uccidere subito il film cambia direzione, indirizzando i sospetti su qualche altra cosa, fino a far perdere le coordinate allo spettatore. Da questo punto di vista è sicuramente scaltro e coraggioso, ma tutta questo complicare finisce per uccidere l’interesse più che aumentare il mistero e nella migliore delle ipotesi fa scomparire la paura a favore del raziocinio.

Tuttavia la forza di Miike si sente, nella costruzione degli interni, che gira come al solito in modo splendido, ma qui con l’aggiunta di quel tocco di brivido che li rende ancor più inquietanti e straniati. E rimane poi tutto un discorso sulla famiglia e i rapporti familiari (infatti è dalla famiglia, sui giovani, che parte il terrore) che è tanto vero quanto i massacri nelle villette che sentiamo in tv.

Non che lo rivaluti appieno, rimangono dei difetti bene in evidenza e non si può certo dire che la tensione rimanga alta per tutto il film, ma certamente è meglio di quanto mi ricordassi e sicuramente è superiore ad occhi chiusi al remake americano One Missed Call.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 2.33 su 5)
condividi 4 commenti
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • IL MORALIZZATORE

    24 gen 2008 - 16:49 - #1
    -1 punto
    Up Down

    OTTIMA LOCANDINA X I GESTORI TELEFONICI

  • Profilo di Marco Vega

    Marco Vega

    24 gen 2008 - 19:01 - #2
    -1 punto
    Up Down

    questo film l’ho visto al cinema, quando sono uscito ho detto ai miei amici:
    “adesso basta! non mi faccio più fregare, non me ne frega niente non andrò mai più a vedere ste stron-ate di pseudohorror orientali”

  • ugino

    03 gen 2009 - 13:34 - #3
    0 punti
    Up Down

    bellisimo andate a vederlo e spettacolare realistico

  • giacoma

    03 gen 2009 - 13:36 - #4
    0 punti
    Up Down

    spettacolare mai visto un film cs bll il mglore in assoluto

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento

Network Blogo