
È dunque cominciata ufficialmente oggi la cinquantottesima edizione del Festival di Berlino, uno dei tre grandi, imperdibili festival del cinema d’Europa assieme a Cannes e Venezia. Ed è cominciata decisamente nel migliore dei modi, come si suol dire in queste situazioni, dacché i direttori artistici hanno scelto come film d’apertura per questa edizione nientemeno che la nuova pellicola di Martin Scorsese, ‘Shine a Light’.
Si tratta, forse ne avete sentito parlare, di un concerto filmato dei Rolling Stones in un piccolo teatro di Broadway, il Beacon Theatre, dove soli 2800 fortunati, questa la capienza massima del vetusto teatro, hanno potuto contribuire alla realizzazione del film godendosi pure un paio d’ore dei vecchi Stones. Che saranno vecchi finché volete, nelle due ore di film almeno venti volte ho visto il femore di Mick Jagger cedere oppure ho temuto che Keith Richards cadesse vittima di un colpo apoplettico, per non parlare poi di Charlie Watts, però sanno ancora come funziona, e sanno ancora regalare un paio d’ore di sano, sanissimo rock.
E dal canto suo il buon, piccolo Martin Scorsese non ha mai dimenticato come si fa del buon cinema, sia che si tratti di un film di fiction che sbaraglia i concorrenti alla serata degli Oscar, di un documentario su Bob Dylan (’No Direction Home’, recuperatelo se l’avete perso) o di un concerto filmato degli Stones. In questo caso il regista italoamericano sá che deve girare in un ambiente ristrettissimo e quindi, per forza di cose, con un numero magari insoddisfacente di macchine da presa. Si concentra quindi sull’ottimizzazione di altri dettagli tecnici.
Il sonoro, prima di tutto, che farò certamente felici i nerd digitali all’uscita del dvd, é estremamente curato, pulitissimo e incredibilmente chiaro e potente. Il montaggio abbastanza frenetico, che distoglie certamente l`attenzione dal fatto che i punti di visti sono in numero minore di quanto sperato. E, sopra ogni cosa, la fotografia, affidata a due direttori piuttosto giovani, ma terribilmente preparati e rodati da collaborazioni molto importanti; l’una, Ellen Kuras ha lavorato con Michel Gondry, l’altro, Robert Elswit, con Paul Thomas Anderson.
Uno Scorsese, quindi, che con tutta la sua ironia, il suo talento e il suo mestiere sforna un’altra piccola chicca del cinema musicale, dopo che aveva giá abbondantemente contribuito a innalzare il livello del genere con capolavori come ‘The Last Waltz’, ‘Feel Like Going Home’ e, appunto, il giá citato ‘No Direction Home’.
Masamune
08 feb 2008 - 14:12 - #1..visto ieri sera uno spezzone…
si direbbe mooooooooooooooooolto carino :D