Go Home – A casa loro: trailer dello zombie-movie di Luna Gualano al cinema il 15, 16 e 17 aprile

Go Home – A casa loro: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film horror di Luna Gualano nei cinema italiani dal 15 al 17 aprile 2019.

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Dopo la tappa alla Festa del Cinema di Roma (Alice nella Città - Panorama Italiano) arriva nelle sale d'Italia Go Home – A casa loro, lo zombie-movie italiano che sarà nei cinema solo il 15, 16 e 17 aprile.

La trama segue un ragazzo di estrema destra costretto a rifugiarsi in un centro di accoglienza durante un’epidemia zombie. Il ragazzo scoprirà così che l’unico luogo sicuro al mondo è diventato proprio quel posto che lui non voleva.

Go Home – A casa loro è un horror allegorico, uno zombie movie. Lungi però dall’essere un horror “fine a se stesso”, vuole riprendere la tradizione del genere, partendo dalla “lettura” di colui che l’ha creato: George A.Romero. Il regista, grazie ai suoi film, intendeva svelare le contraddizioni all’interno della società americana. E come Romero, con Dawn of the dead, rivolgeva un’esplicita accusa al consumismo e alla massificazione programmata della società moderna, Go Home si propone di utilizzare gli zombie come metafora di una società sempre più chiusa, spaventata, aggressiva nei confronti dei migranti, dei profughi, del “diverso da sé” in generale.

Luna Gualano – Regista

 

 

NOTE DI REGIA

 

“Go home – A casa loro” è un lungometraggio, un horror allegorico, nello specifico uno Zombie movie. Il film è ambientato in un centro d’accoglienza, fuori dal quale infiamma una manifestazione di estrema destra. Conseguentemente ad una rissa, la situazione degenera e, inspiegabilmente, si scatena una apocalisse zombie. Come Romero intendeva svelare le contraddizioni all’interno della società consumistica americana, utilizzando e re-inventando la figura dello zombie, Go Home – A casa loro si propone di utilizzare gli zombie come metafora di una società sempre più chiusa, spaventata, aggressiva nei confronti dei migranti, del “diverso da se” in generale. Il film è un capovolgimento della prospettiva. L’idea è quella di utilizzare l’elemento “fantastico” per descrivere una cruda ed attuale realtà sociale. La regia del lungometraggio riflette questa intenzione. Sono presenti diversi elementi “realistici”, a partire dall’utilizzo di diversi attori non professionisti, attualmente richiedenti asilo e ospiti in diversi centri d’accoglienza della capitale. La performance dei ragazzi è frutto di un lungo lavoro svolto all’interno del laboratorio permanente, da me fondato: Il Ponte sullo Schermo. L’idea di coinvolgere delle persone che hanno vissuto o stanno ancora vivendo in un centro d’accoglienza è dovuta a diversi fattori. Sicuramente il più rilevante è la consapevolezza di non poter descrivere e mostrare un vissuto così drammatico senza l’apporto di chi è stato costretto a viverlo sulle proprie spalle. La consapevolezza dello “straniero” e de “l’altro da se” come valore aggiunto e non come un disvalore. Inoltre, Go Home – A casa loro è stato girato in multilingua (vengono parlate, oltre all’italiano, diverse altre lingue africane ed europee), per dare risalto e realismo alle scene di dialogo tra i protagonisti del film. A tutto ciò si contrappongono delle inquadrature curate e dei movimenti di camera fluidi. La mia intenzione è quella di riuscire, nonostante le diversità linguistiche e culturali, a far immedesimare lo spettatore nei protagonisti. Perchè credo che per combattere il razzismo e l’indifferenza non ci sia modo migliore che far indossare allo spettatore “i loro panni” e farlo vivere, per un po’, “A casa loro”, assieme a loro. [Luna Gualano]

 

 

La regista, montatrice ed esperta in compositing Luna Gualano si avvicina alla regia la prima volta nel 2007 cominciando a seguire diversi set, sia come regista in piccoli progetti, che come assistente nel reparto. Nel 2012 realizza per Mediaset quattro speciali per i film della collana 6 Passi nel giallo. Dopo aver diretto diversi spot e videoclip musicali, nel  2013 comincia le riprese del suo primo lungometraggio, Psychomentary, prodotto da Red-Carpet. Il film vince due premi al TOHorror Film Fest, per la migliore opera prima e i Migliori Effetti speciali. Insegna alla Roma Film Academy ed è docente volontaria di regia e video making presso “Il ponte sullo schermo”, un’associazione di promozione sociale da lei creata. L’associazione si propone di dare i mezzi espressivi e insegnare il linguaggio cinematografico a categorie sociali “deboli” e/o a rischio; attualmente le lezioni sono rivolte a diversi ragazzi immigrati ospiti nei centri d’accoglienza romani.

 

 

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