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Redacted: recensione in anteprima

Pubblicato: 29 feb 2008 da Gabriele C.

Commenti dei lettori

Redacted - Brian De PalmaRedacted (Redacted, USA, 2007) di Brian De Palma; con Kel O’Neill, Ty Jones, Daniel Stewart Sherman.

Mahmoudiya, a sud di Bagdad, 2006. La Sarabande di Georg Friedrich Händel esalta la staticità dei soldati, in piedi con le armi in mano, aspettando chissà chi e chissà cosa. Un nemico che non si vede, una tensione psicologica che si mescola con la noia del nulla. Per vendicare la morte di un tenente, i soldati americani decidono una notte di intraprendere una spedizione contro gli iraqueni.

Il risultato è sconvolgente: la famiglia di una quindicenne viene sterminata, e lei prima stuprata e poi ammazzata. Così Brian De Palma ritorna a raccontare la guerra americana: nell’89 era l’anno di Vittime di guerra, il film sul Vietnam; oggi è il momento di Redacted, il film sull’Iraq. Perché l’America non ha ancora imparato dai suoi errori.

Ma attenzione: Redacted è un film che si può leggere su più livelli. Credo che De Palma con Femme Fatale abbia iniziato un cammino che è la summa della sua idea di cinema. Passando per Black Dahlia fino a questo Redacted, si può parlare di trilogia del linguaggio? Se Femme Fatale era l’apice della vitalità della macchina da presa, della tecnica e del virtuosismo, Black Dahlia, riprendendo un geniale spunto di Mauro Gervasini, ne “canta” la morte: coi suoi stereotipi, il suo tradimento verso Ellroy, il suo déjà vu e le sue citazioni.

E con Redacted si arriva al nuovo linguaggio, per esplorare le verità e le finzioni del cinema e dei media. E per fare ciò De Palma ritorna per la seconda volta sul tema della guerra e per la prima volta lavora col digitale. Tutte le letture e analisi del film riconducono ad un perfetto film alla De Palma. Quando lo vidi a Venezia, notai come questa novità nella filmografia del nostro nasconda comunque il suo stile.

Non mancano i piani-sequenza dei reportage televisivi della troupe francese, della videocamera spesso statica di un soldato, non mancano nascosti “split-screen” (i video simil-YouTube e i blog), ed è forse un caso la scelta della colonna sonora (oltre a Barry Lyndon, si vedano anche le immagini finali con quelle terrificanti foto sulle note della Tosca)?

E Redacted è anche e soprattutto un’analisi originale e inedita in stile mockumentary. Si parte da una celebre frase: la prima vittima di guerra è la verità. De Palma fa scattare l’allarme sullo stato dei media: tv e giornali sono i primi artefici della morte dell’informazione, e per vedere e capire sul serio è rimasto un solo strumento. Che poi è il nuovo linguaggio, che continua a evolversi ed è l’oasi dove ancorare la speranza per uno spiraglio di verità: Internet.

I video dei soldati, delle opinioni della gente, dei blog non corrotti: tutto si contrappone alla censura e al rimaneggiamento dei media che costruisce una neo-realtà propagandistica, con tutte le fazioni pronte a dire ciò che fa loro comodo. Tutto va a formare la visione della guerra nel 2000, con una forza drammatica e di denuncia che raggiunge alcuni momenti di tensione e rabbia notevoli.

Ancora una volta, quindi, è in scena l’immagine. Brian De Palma ne è il maestro indiscusso, ne è il teorico per eccellenza. Ed ha compiuto un passo in più che nessuno aveva mai osato. Il cinema era vivo, forse è morto, forse non lo è affatto, o forse è risorto. Ce lo dirà il tempo: quello che è certo, è che Brian De Palma è il cineasta più vivo, assieme a pochi altri, dei nostri tempi.

Voto Gabriele: 9
Voto Simona: 8 e mezzo

Dal 14 marzo su Sky Prima Fila.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 5 su 5)
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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di neodie

    neodie

    29 feb 2008 - 16:17 - #1
    1 punto
    Up Down

    Pensare che ce lo vediamo dritto dritto su Sky… I tempi che cambiano!

  • Profilo di danny86

    danny86

    29 feb 2008 - 20:42 - #2
    1 punto
    Up Down

    Sullo SkyLife di Marzo c’è scritto che è disponibile su PrimaFila già da oggi 29 febbraio. C’è stato uno slittamento?

  • no

    03 mag 2008 - 16:57 - #3
    0 punti
    Up Down

    Questo film/documentario è brutto, banale, retorico, fatto male. Inutile.