Non abbiamo ancora parlato di The Road, thriller post-apocalittico tratto da La strada, romanzo scritto due anni fa da Cormac McCarthy, di cui abbiamo visto recentemente la trasposizione cinematografica dei Coen di Non è un paese per vecchi. Ne parliamo ora, dato che è stata annunciata la data di distribuzione negli USA, ossia il 26 novembre, il giorno prima del Giorno del Ringraziamento.
The Road tratta di un padre di famiglia che, col figlio appresso, tenta di raggiungere il sud dove ci dovrebbe essere un clima più vivibile e meno pericoloso. Infatti sono passati dieci anni da quando il mondo è stato colpito da una terribile apocalisse nucleare, rendendo la Terra un posto freddo e buio, ma soprattutto pericolosissimo a causa delle persone che ormai la abitano disperatamente.
Il regista del film è John Hillcoat, che nel 2005 ha diretto l’acclamato The Proposition, e la sceneggiatura è stata scritta da Joe Penhall. Il protagonista sarà interpretato da Viggo Mortensen, mentre la moglie, la cui figura sarà presente attraverso flashback, sarà interpretata da Charlize Theron.
.:Hellboy:.
22 mar 2008 - 21:34 - #1la trama è abbastanza un classico, ma si preannuncia comunque interessante. La scelta di Viggo come protagonista sembra buona, un po meno la Theron che a mio avviso è sopravvalutata come attrice. Anche perchè oltre essere bella bella in modo assurdo (xD9 non ha grandi doti…è finita per caso in qualche buon film come Monsters e Nella Valle di Elahm ma il resto della sua filmografia non è granchè, basti pensare ad Æon Flux, The Italian Job! Personalmente non l’ho mai apprezzata.
Mr.Smog
22 mar 2008 - 21:41 - #2Il libro è un ca-po-la-vo-ro.
Il film, spiace dirlo, non potrà essere all’altezza in nessun modo.
Diobo’, sarei contento di sbagliarmi, sia chiaro, ma non credo proprio sia possibile.
rika92
22 mar 2008 - 23:17 - #3Io il libro non l’ho letto, però al corso di teatro l’insegnate ci ha fatto lavorare su una delle scene! xD
Non è certo una trama che eccelle in originalità, ma questo tipo di storie, in qualunque salsa le metti, funzionano sempre!
Stefano Sgambati
23 mar 2008 - 10:10 - #4Per il libro confermo ciò che dice Mr. Smog, è un capolavoro totale, puro McCarthy (autore ancora troppo sconosciuto almeno qui in Italia secondo me).
Quel che mi stupisce è la Theron, nel libro comparirà per tre pagine o giù di lì…
LadyArwen
23 mar 2008 - 11:26 - #5in effetti nel libro i protagonisti sono il padre e il figlio, gli altri personaggi sono comparse. La Theron si accontenta di una comparsata perché ama il libro, sono a bordo per brevi ruoli anche Robert Duvall e Guy Pearce. Da tenere d’occhio il ragazzo che interpreta il figlio, Kodi Smit-McPhee, l’ho visto in “Romulus, my father” e l’ho trovato eccezionale. Viggo al solito farà un lavoro eccezionale, non mi sorprenderebbe se arrivasse un altra nomination agli Oscar
bloodyanarkin
09 ago 2010 - 22:34 - #6Cosa ne fai di un romanzo da pulitzer quando lo metti in mano ad un regista
buon mestierante come Hillicot, ma non certo di talento?
Un film lento, poco incalzante rispetto alle potenzialità offerte dalle
vicende narrate da Cormac McCarthy con la brava Charlize Theron resa
praticamente ingiudicabile da un pessima sceneggiatura e un Viggo Mortensen
poco convincente; del personaggio paterno nulla traspare rispetto al carisma
che offriva, anzi, ne emerge una caricatura deprimente e vittimista.
Ottima invece la prova del giovane McPhee, l’unico per la quale se non altro
hai voglia di seguire il film fino alla fine.
L’aggiunta di Duvalle e Pearce fanno ulteriormente pensare ad un inutile
spreco di attori che con un regista decente avrebbero potuto offrire spunti
interessanti pure come personaggi secondari.
Un lavoro non pessimo, ma comunque mediocre, che rispetto al romanzo di
Cormac ha poco da offrire se non una credibile rappresentazione descrittiva
dell’ambiente apocalittico nel quale i due sventurati protagonisti si
muovono.
Questi film che affrontano tematica come viaggio, ricerca e senso della vita
se ti scorrono via senza lasciarti neppure una frase che arrichisca il tuo
bagaglio culturale e umano sono uno spreco di budget e potenzialità.