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A Thousand Years of Good Prayers: il trailer

pubblicato da Gabriele C.

A Thousand Years of Good PrayersDopo essersi clamorosamente venduto ad Hollywood tra amori a cinque stelle e amici a quattro zampe, Wayne Wang sembra aver ritrovato la voglia di fare qualcosa di autoriale e sembra aver riacquistato un qualcosa da dire attraverso i film. A Thousand Years of Good Prayers è il suo nuovo lungometraggio, e presenta le tematiche tanto care al regista de Il circolo della fortuna e della felicità, in primis quella della tradizione che si scontra con la modernità, delle generazioni, e dell’America in contrasto con la Cina.

Il signor Shi (un grande Henry O) arriva da Pechino in America per passare un po’ di tempo con la figlia Yilan (la bellissima Feihong Yu). Da una parte è incuriosito da un nuovo mondo, dall’altra capisce che c’è tensione nell’aria: è giunto il momento per parlare con la figlia e chiarire tutto quello che è rimasto sospeso negli anni. Presentato con successo tra le anteprime di Torino 25, il film è tratto da una storia breve di Yiyun Li.

Da un’altra storia breve della scrittrice è tratto anche The Princess of Nebraska, film a bassissimo costo girato in contemporanea ad A Thousand Years. Non è la prima volta che Wang fa qualcosa del genere: vi ricordate Smoke e Blue in the Face? The Princess of Nebraska, visto sempre a Torino fuori concorso, rispetto al primo film perde stile formale per guadagnare uno stile volutamente povero, e perde parole guadagnando giusti silenzi. Se comunque A Thousand Years forse prima o poi lo vedremo in sala (ha già un titolo italiano, proprio Mille anni di buone preghiere), credo che The Princess of Nebraska, per le sue particolarità, non lo si vedrà facilmente.

Il trailer di A Thousand Years of Good Prayers lo trovate dopo il salto.

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Torino Film Festival: La nascita delle piovre, A Thousand Years of Good Prayers, Viva, Garage

pubblicato da Gabriele C.

la nascita delle piovre posterQuarto resoconto dal Torino Film Festival. Quando t’innamori per la prima volta, quando provi un’attrazione forte, dentro di te è come se nascesse una piovra, che con i suoi tentacoli si attorciglia dentro di te. Così Céline Sciamma, la regista ventisettenne del bellissimo Naissance des pieuvres (da noi La nascita delle piovre), spiega il significato del titolo del suo film, incentrato sulla figura di tre adolescenti alle prese con i primi sentimenti.

E’ un esordio che lascia a bocca aperta: per la capacità di analizzare i temi, per pulizia, per sicurezza. E chissenefrega se l’amore che nasce fra le due protagoniste è omosessuale: la capacità della regista è quella di spiegare l’amore dal punto di vista femminile, indifferentemente dal fatto che sia rivolto verso una persona dello stesso sesso.

Poi la storia della terza ragazza, la simpatica cicciotta amica della protagonista, è più spolpata e banale, e la sua è una figura che spesso resta macchiettistica. Ma è un dettaglio di poco conto, perchè la trama principale non dà tregua e non fa mai calare l’attenzione dello spettatore. Grande padronanza dei mezzi, con un uso di colori e musiche da far invidia a registi navigati. E, soprattutto, colpo di fulmine immediato per Adele Haenel: bellissima e incredibilmente superba.

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