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Tutti gli articoli con tag Abdellatif Kechiche

Venus Noire - Venere Nera: il teaser trailer del nuovo film di Abdellatif Kechiche

pubblicato da Gabriele C.

Venus Noire: il teaser trailer del nuovo film di Abdellatif KechicheAccolto tra gli applausi di alcuni e il fastidio di altri, Venus Noire è stato senz’altro uno dei titoli più discussi all’ultima Mostra del cinema di Venezia, dove è stato presentato in concorso ed è uscito a mani vuote. E senz’altro il quarto film del franco-tunisino Abdellatif Kechiche si presta ad essere analizzato e discusso per la storia che presenta e per lo stile rigoroso con cui viene affrontata.

All’inizio del 1800 Saartjie Baartman (l’ottima esordiente Yahima Torres) viene portata dal Sud Africa in Europa per essere studiata da un gruppo di scienziati e poi per essere esibita nei circhi come freak. La donna infatti ha i glutei e l’apparato genitale femminile sviluppati ben sopra la media, e la cosa sembra poter offrire agli scienziati la possibilità di ribadire la supremazia bianca e far pagare il pubblico per poter vedere qualcosa di mostruoso…

Amatissimo per La schivata e applaudito per Cous cous, Gran Premio della Giuria a Venezia 64, Kechiche ha trovato questa volta una parte della stampa che non è rimasta convinta del suo ultimo lavoro, mentre un’altra fetta continua ad applaudirlo. Per giudicare, l’Italia dovrà aspettare ancora un po’: la Lucky Red distribuirà il film prossimamente. Dopo il salto intanto potete vedere il teaser trailer originale. Qui trovate la nostra recensione.

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Venezia 2010 - Cartoline dal Festival: Ben Affleck, Jeremy Renner, Rebecca Hall e Jon Hamm al Festival per The Town

pubblicato da Simona

Venezia 2010 - Cartoline dal Festival: Ben Affleck, Jeremy Renner, Rebecca Hall e John Hamm alFestival per The Town

Nonostante la pioggia torrenziale che ha inondato il Lido di Venezia in mattinata, anche questa sera possiamo offrirvi una cascata di foto scattate durante la giornata odierna qui al Festival di Venezia. A tre giorni dalla conclusione di questa 67a edizione, sotto i riflettori si sono avvicendati i cast di Attenberg di Athina Rachel Tsangari; Sorelle Mai di Marco Bellocchio e Venus Noire di Abdellatif Kechiche.

I più attesi e più fotografati sono stati indubbiamente Ben Affleck, Jeremy Renner, Rebecca Hall e Jon Hamm, in laguna presentare The Town; opera seconda di Affleck in veste di regista. Intanto è arrivata sull’isola anche Tilda Swinton che questa sera, accompagnata da Luca Guadagnino, ha presenziato alla proiezione di Venus Noire.

Venezia 2010 - Cartoline dal Festival: Ben Affleck, Jeremy Renner, Rebecca Hall e Jon Hamm al Festival per The Town

Venezia 2010 - Cartoline dal Festival: Ben Affleck, Jeremy Renner, Rebecca Hall e John Hamm alFestival per The TownVenezia 2010 - Cartoline dal Festival: Ben Affleck, Jeremy Renner, Rebecca Hall e John Hamm alFestival per The TownVenezia 2010 - Cartoline dal Festival: Ben Affleck, Jeremy Renner, Rebecca Hall e John Hamm alFestival per The TownVenezia 2010 - Cartoline dal Festival: Ben Affleck, Jeremy Renner, Rebecca Hall e John Hamm alFestival per The TownVenezia 2010 - Cartoline dal Festival: Ben Affleck, Jeremy Renner, Rebecca Hall e John Hamm alFestival per The Town

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Venezia 2010: Black Venus colpisce e si candida per il Leone

pubblicato da Italo Moscati

black-venus-posterVenezia. La Venus ottentotta è stata liberata dal Museo dell’uomo a Parigi, trattenuta lì dal lontano 1817 perché mostrava secondo agli scienziati alcune caratteristiche fisiche simili a quelle degli oranghi; e sepolta nel 2002 nella terra di origine, il Sud Africa. Il regista franco- tunisino, Abdellatif Kechiche, autore del successo del suo precedente “Cous cous”, parte da qui per un grande film, troppo lungo però, che ha colpito tutti, a pochi giorni dalla conclusione della Mostra. Vecchie strategie del Lido comprovano che i film posti ridosso degli ultimi giorni dovrebbero attestare qualità e quindi candidarsi ai primi, Leone e leoncini vari.

La Venus noire è il titolo originale del lavoro. “Ottentotta” era la definizione con cui erano nominati gli africani in una parte della zone meridionale del continente. La parola è di origine olandese e signica “balbuziente”. Gli olandesi colonialisti, chiamati afrikaners se nativi , li accostavano ai boscimani. Un filo che va indietro nella interminabile notte dei tempi.

L’idea di Kechiche è quella di tornare al passato, e di restarvi nello scenario europeo (la vecchia Inghilterra e la vecchia Francia), per mostrare non soltanto la storia ispirata a quella di Saartjie Baartman, a quel corpo nella tomba museale, ma una condizione di vita dolorosa e commovente. Basterà dire che la “Venus ottentotta” viene esibita dal suo padrone- impresario nei luna park, accanto ai fenomeni o agli scherzi di natura, con appena indosso un tutina color carne che lascia vedere il mostruoso seno, il mostruoso sedere, e mostruoso è il volto dagli occhi mostruosi.

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Venezia 2010: Venus noire, la prima immagine del film di Abdellatif Kechiche

pubblicato da carloprevosti

Black Venus

Dopo il suo film più recente Cous Cous, l’ultimo lavoro del regista tunisino Abdellatif Kechiche era molto atteso e, secondo le primissime voci provenienti dalle proiezioni stampa, sembra non aver tradito le aspettative.

Viene infatti presentato oggi, in Concorso, il film Venus noire. Una pellicola dedicata a Saartjie Baartman, nata in nella tribù Khoe Khoe dell’Africa del Sud e che nell’Ottocento era nota come “la venere nera”.

Ma la donna non aveva il dono della bellezza, anzi nacque con gravissime deformità fisiche, tanto da diventare un fenomeno da baraccone. Contro la sua volontà fu portata in Europa ed esibita come attrazione in un circo di Parigi.

Un film tra Freaks di Tod Browning e The Elephant Man di David Lynch? Le premesse ci sono tutte per un film forte e toccante.

Ora spettiamo la recensione dei nostri inviati.

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Festival di Venezia 2010: la Francia in concorso con Ozon, Kechiche e Cordier?

pubblicato da Gabriele C.

Festival di Venezia 2010: la Francia in concorso con Ozon, Kechiche e Cordier?

Niente di nuovo sul fronte occidentale, o quasi. Ovvero: niente di nuovo ancora per quel che riguarda la 67. Mostra del Cinema di Venezia, di cui ancora non è stato annunciato il film d’apertura. Il giorno della conferenza stampa ufficiale durante la quale verrà svelato il programma intanto si avvicina…

E mentre vecchi, vecchissimi rumor e supposizioni continuano a rincorrersi senza novità (possibile che alcune - troppe - fonti continuino a citare Route Irish di Loach, finito a sorpresa in concorso a Cannes?) Cineuropa.org prova a dire la sua sulla presenza francese. Secondo il sito la Francia sarà presente in concorso con tre film, due dei quali già da tempo dati quasi per scontato al Lido: Potiche di François Ozon (il cui ultimo Le Refuge, Mouse d’Argento a Torino, non ha ancora una data di distribuzione in Italia) e Vénus noire di Abdellatif Kechiche, atteso ditorno del regista di Cous Cous, acclamato e premiato proprio a Venezia.

A sorpresa, ed è l’unica vera novità degli ultimi mesi, s’inserisce nella lista dei papabili Happy Few di Antony Cordier, e lo confermerebbe la produzione. La storia indaga sulle fragilità dei sentimenti attraverso la storia d’amore di due coppie. Il film sarà nelle sale francesi il 15 settembre. Se i film francesi finissero qui, non ci sarebbe l’atteso e praticamente confermato Miral di Schnabel, a meno che non sia fuori concorso secondo la fonte, che potrebbe comunque averlo considerato un film più “inglese” che francese… Ancora dubbi e misteri su altri titoli attesi a Venezia da tempo, come ad esempio The Tree of Life, che forse non sarà completato in tempo (ancora no!?). O l’attesa attorno al titolo del film d’apertura c’entra qualcosa?

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CineBlog consiglia: La schivata

pubblicato da Gabriele C.

La schivataLa schivata (L’esquive, Francia, 2003) di Abdellatif Kechiche; con Osman Elkharraz, Sara Forestier, Sabrina Ouazani, Nanou Benhamou.

Stanotte, 02.10, Italia 1

Giochi del caso e dell’amore, parafrasando la commedia teatrale di Marivaux che un gruppo di studenti deve preparare per la recita scolastica. Nella periferia parigina, nel sobborgo franco-arabo, Krimò capisce di essere innamorato della bella Lydia e tenta di entrare nel gruppo di attori per interpretare Arlecchino, che nell’opera di Marivaux è lo spasimante di Lisette, interpretata proprio dalla ragazza…

Estremo realismo, lunghissimi dialoghi e battute che odorano sin da subito di scontri, un digitale che segue i protagonisti da vero testimone invisibile: ne La schivata c’è già tutto di uno dei più grandi autori emergenti del nostro panorama contemporaneo. Anche una protagonista meravigliosa - Sara Forestier - che è una vera sorpresa. Abdellatif Kechiche presenta contraddizioni e vitalità di un gruppo di adolescenti, e non lascia un attimo di tregua.

L’amore traina il “viaggio” di Krimò: un viaggio fatto di distinzioni di classe, di litigi spesso anche puerili e per questo decisamente verosimili, regalando uno spaccato di vita che conquista. Al suo secondo lavoro, Kechiche è già adulto. Incredibile che con il successivo Cous Cous sia riuscito a fare anche di meglio, dirigendo un film importante, e uno dei film dell’anno. In attesa di sapere se il prossimo lavoro del regista sarà effettivamente il film in costume ambientato nel XVII secolo annunciato tempo fa, ripassare questo bellissimo La schivata non fa male a nessuno.

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La classe - Entre les murs: recensione

pubblicato da Gabriele C.

La classe - Entre les mursLa classe - Entre les murs (Entre les murs, Francia, 2008) di Laurent Cantet; con François Bégaudeau, Nassim Amrabat, Franck Keïta, Rachel Régulier, Laura Baquela, Esmeralda Ouertani, Cherif Bounaïdja Rachedi, Juliette Demaille, Dalla Doucoure.

Entre les murs, dentro le mura. Laurent Cantet non esce dalla scuola, imprigiona la sua telecamera tra le pareti di una scuola del ventesimo arrondissement e gira il suo quarto film. Il suo film più bello, il suo capolavoro, grande Palma d’Oro a Cannes 2008 (che ha avuto concorrenti agguerritissimi).

Dopo le 35 ore di Risorse umane, la mancanza lasciata dalla perdita del lavoro di A tempo pieno e il turismo sessuale di Verso il Sud, il grande regista francese radicalizza il realismo dei suoi precedenti lavori e si avvicina allo stile di un notevole collega quale Abdellatif Kechiche, non a caso autore del bellissimo La schivata, anch’esso in parte un film “scolastico”.

Qualcuno parlerebbe, anche a ragione, di stile decisamente documentaristico. Ovviamente non commentato da alcuna musica. Cantet ha lavorato un giorno alla settimana, per tre ore, per un anno, con cinquanta alunni che si sono offerti volontari per fare un film. Ne sono rimasti esattamente la metà. Una preparazione lunghissima ma intrigante, quasi impossibile, che si è rivelata una delle scommesse più belle e riuscite di quest’annata cinematografica.

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Cartoline da Venezia 65: No George, No party!

pubblicato da Simona

Cartoline da Venezia 65: No George, No party!

Primo giorno di delirio, oggi al Lido di Venezia. La 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ha aperto i battenti in grande stile, con una giornata d’inaugurazione nel segno di Burn After Reading. Non potevano certo mancare le fan in delirio, accampate - nonostante le temperature subsahariane di oggi - ai bordi del tappeto rosso fin dalle prime luci del mattino, in attesa di vedere sfilare Brad Pitt e George Clooney attesi questa sera in Sala Grande, accompagnati da Tilda Swinton e Frances McDormand, per la cerimonia di apertura della Mostra e la proiezione della nuova commedia dei fratelli Coen.

Dopo il saltino vi attendono una cinquantina di scatti fra i migliori della giornata. Non solo Brad e George, ma anche Takeshi Kitano, che domani presenterà il suo Achille e la tartaruga; Abdellatif Kechiche ed Elsa Martinelli, membri della giuria; il cast di Pa-ra-da capianato dal regista Marco Pontecorvo; Stefania Sandrelli, Afef, Lola Ponce e la splendida Claudia Schiffer. E per concludere, un saluto dall’uomo ragno…e appuntamento a domani!

Cartoline da Venezia 65: No George, No party!

Cartoline da Venezia 65: No George, No party!Cartoline da Venezia 65: No George, No party!Cartoline da Venezia 65: No George, No party!

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Venezia 65: la giuria internazionale per il Premio De Laurentiis

pubblicato da Simona

Abdellatif Kechiche
Annunciati i nomi dei componenti della Giuria per il Premio Luigi De Laurentiis per la migliore Opera Prima della 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica in programma da 27 agosto al 6 settembre 2008 al Lido di Venezia.

Il regista tunisino Abdellatif Kechiche sarà Presidente della Giuria. Lo stesso Kechiche ha esordito proprio a Venezia aggiudicandosi il premio per la miglior opera prima per Tutta colpa di Voltaire nel 2000. Sempre alla Mostra, lo scorso anno, ha ottenuto la sua consacrazione internazionale grazie al successo di Cous cous (La Graine et le mulet), vincitore del Premio Speciale della Giuria e del premio per la miglior attrice emergente.

Gli altri componenti della giuria sono: la giovane attrice brasiliana, Alice Braga, affermatasi in pochi anni grazie a film latino-americani e produzioni indipendenti statunitensi; il regista e produttore statunitense di grande esperienza, Gregory Jacobs, legato al cinema di Steven Soderbergh con cui collabora da quindici anni; il poliedrico Donald Ranvaud (storico e critico, produttore e regista); Heidrun Schleef, sceneggiatrice di punta del cinema italiano d’autore dell’ultimo decennio.

Fonte: Sito Ufficiale

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Cous cous: recensione in anteprima

pubblicato da Gabriele C.

Cous Cous Abdellatif KechicheCous cous (La Graine e le mulet, Francia, 2007) di Abdellatif Kechiche; con Habib Boufares, Hafsia Herzi, Marzouk Bouraouïa, Farida Benkhetache, Sabrina Ouazani.

E’ ancora deluso per la sconfitta subita a Venezia, Abdellatif Kechiche. Non ha peli sulla lingua nel dire che sperava e credeva nel Leone d’Oro, andato poi a Lussuria - Seduzione e tradimento. La stessa sincerità e la stessa impulsività che troviamo in queste dichiarazioni le si ritrovano in Cous cous (La Graine et le mulet), il terzo film del regista di origini tunisine.

Come il precedente e bellissimo La schivata, Cous cous è un film personalissimo, originale e coraggioso. Che affascina sul momento, ma soprattutto che continua a crescere col tempo. E diventa ancora più bello. E’ la storia (saga) di una famiglia di origini magrebine, residente in Francia come i ragazzi del film precedente, che vede come protagonista Slimane, sessantenne divorziato con un lavoro al porto che decide di realizzare il suo sogno: aprire un ristorante di cous cous su una barca.

Coinvolge in questo grande e faticoso progetto la famiglia, ma soprattutto Rym, una giovane ragazza che gli è sempre stata a fianco e gli è amica. Da qui nascono tutte le altre storie, con tutti i componenti della famiglia riuniti assieme per pranzare, per parlare, con litigate, discussioni e pettegolezzi. Quello di Kechiche è così, con tutto questo, l’inno più appassionato degli ultimi anni alla naturalezza e al realismo.

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