Non è che 4:44 Last Day on Earth abbia scatenato tanto entusiasmo, anzi. A Venezia, dov’era in concorso, non ha raccolto molti consensi, e in patria ha trovato parecchie difficoltà distributive, finché non è entrata in gioco la benemerita IFC. L’ultimo film di Abel Ferrara uscirà in patria infatti il 23 marzo, e in quanto film indipendente distribuito in modo indipendente la sua uscita sarà limited.
Alle 4:44 di domani la Terra scomparirà, colpita da una catastrofe che la devasterà e non lascerà neanche un sopravvissuto. Tutto spazzato via per sempre, e non è servito a nulla prevedere l’imminente disastro in anticipo. Cisco è un attore di successo che si barrica nel suo appartamento di New York per passare le ultime ore della sua vita. Con lui c’è la pittrice Skye, la sua compagna. Assieme vivranno le ultime ore che li separano dalla fine di tutto…
Interpretato da Willem Dafoe e Shanyn Leigh, 4:44 Last Day on Earth non è sicuramente il solito film catastrofico. Dal Lido lo abbiamo descritto come “potenzialmente il film più bello di Abel Ferrara da qualche anno a questa parte”, salvo poi notare parecchie cose che non ci hanno soddisfatto. Ma qualcosa potrebbe comunque attirare la vostra attenzione: la fotografia dello storico collaboratore Ken Kelsch, la curiosa produzione dei fratelli Larraìn… e ovviamente tanto sesso. E poi c’è il primo trailer, che potete vedere subito qui sopra.
Quanti baci oggi al Festival di Venezia! Si baciano Claudia Pandolfi e Filippo Timi, protagonisti di Quando La Notte di Cristina Comencini; si baciano la piccola Clàudia Vega e Kike Maillo, rispettivamente protagonista e regista di Eva, nel cui cast spicca Lluís Homar, più volte attore per Pedro Almodovar. Non si baciano, ma gli sguardi d’intesa si sprecano, Shanyn Leigh e Willem Dafoe, protagonisti di 4:44 Last Day on Earth di Abel Ferrara (e protagonisti anche di un delizioso shooting fotografico a bordo piscina all’interno dello spazio Lancia sul terrazzo dell’Hotel Excelsior).
Ci avviamo verso la chiusura del Festival…restate con noi ancora qualche giorno e sfogliate le nostre gallery quotidiane (basta cliccare sul link riportato qui sotto) per un riassunto dei momenti salienti della giornata. Buona visione!
A Locarno per ricevere il riconoscimento per la sua lunga carriera, il regista Abel Ferrara ha avuto modo di incontrare e confrontarsi con il pubblico festivaliero che non ha esitato a porre anche domande scomode a un artista che della provocazione e dei temi forti a fatto la sua bandiera, in tanti anni di lavoro.
Ferrara si è dimostrato un personaggio vero e schietto, uno di quelli che non vanno proprio per il sottile. Come nei suoi film l’estetica e l’apparenza per Ferrara conta decisamente poco, quello che interessa è la sostanza. Cineblog ha partecipato a questo incontro molto acceso e ne abbiamo raccolto alcuni tra i passaggi più interessanti.
Che cosa ne pensa del cinema Hollywoodiano?
Detesto il cinema commerciale e cerco di tenermi alla larga da chi lo prende esclusivamente come un modo per fare soldi e ottenere la fama, odio anche vivere a Los Angelse. Mi sembra una “company city”, dove tutti lavorano per il cinema e non c’è alternativa.
Foto | Carlo Prevosti
Solo un italiano in gara (Sette opere di misericordia, qui il trailer) ma tanti ospiti illustri per altrettanti titoli internazionali di grande interesse, animeranno - da questa sera fino a sabato 13 - la 64esima edizione del Festival di Locarno. La kermesse svizzera sarà inaugurata dalla proiezione dell’atteso Super 8 di J.J. Abrams in Piazza Grande.
Proprio Piazza Grande - che ogni sera accoglie nel suo magico scenario una platea di 8.000 spettatori - sabato sera saluterà Jon Favreau, Harrison Ford e Daniel Craig; che presenzieranno alla proiezione in anteprima europea di Cowboys and Aliens. Il Pardo d’Onore sarà consegnato quest’anno al regista Abel Ferrara, Isabelle Huppert riceverà l’Excellence Award 2011; mentre il Pardo alla carriera andrà a Bruno Ganz e a Claudia Cardinale. Fra gli altri appuntamenti della manifestazione, la retrospettiva dedicata a Vincente Minnelli ed il workshop Open Doors, con iniziative riservate ai professionisti e proiezioni aperte al pubblico, incentrato quest’anno sul cinema indiano.
Ce n’è per tutti i gusti, insomma. Anche per chi avesse semplicemente voglia di fare una gita fuori porta e visitare una graziosa città medievale sulle rive del lago Maggiore. Qui il programma completo del Festival.

Si è concluso da pochi giorni il 60° Festival di Berlino, ma è già tempo di previsioni per Cannes, che si terrà dal 12 al 23 maggio 2010. I nomi in ballo sono davvero tanti, e noi vi proponiamo una selezioni di film papabili (o meno: i festival sorprendono anche per quei titoli che nessuno si sarebbe mai sognato avrebbero potuto accaparrarsi) per la selezione. Ribadiamo, o meglio ribadisco: è una selezione personale e non si tratta di titoli sicuri per il concorso o altre categorie!
Stati Uniti
Ovviamente i titoli in ballo sono davvero molti, anche se l’anno scorso in concorso ci finirono solo due titoli (Tarantino e Ang Lee con Motel Woodstock). L’America potrebbe ruggire sin da subito con Robin Hood di Ridley Scott, in uscita negli Usa il 14 maggio, e quindi vicino alla data d’apertura del festival: papabile film d’apertura? Gli eleventi speciali potrebbero essere tanti: per maggio saranno già pronti Shrek e vissero felici e contenti di Mike Mitchell (21 maggio), Prince of Persia: Le sabbie del tempo di Mike Newell (28 maggio, ma in Francia dal 19) e Sex and the City 2 di Michael Patrick King (28 maggio), di cui però il primo capitolo alla fine non fu selezionato per l’edizione di due anni fa.
Attenzione poi a Toy Story 3 di Lee Unkrich (18 giugno), ricordando la scorsa apertura che fu data ad Up, The Twilight Saga: Eclipse di David Slade (30 giugno) che attirerebbe orde di giovani fan, e Predators di Nimród Antal (7 luglio) prodotto da Robert Rodriguez. Per il concorso si vola altissimo con Inception di Christopher Nolan (16 luglio), di cui però un’anteprima di due mesi rispetto alla data d’uscita svelerebbe forse troppi misteri sul progetto. Papabile anche The Expendables di e con Sylvester Stallone (13 agosto) con un gruppo di guerriglieri da panico (Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Mickey Rourke, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Danny Trejo…).
King of New York (USA 1990) di Abel Ferrara, con Christopher Walken, Wesley Snipes, Steve Buscemi, David Caruso.
Domenica 17 gennaio, ore 01.30 su Rete 4
Due poliziotti che per raggiungere il loro scopo sono pronti a spingersi oltre il confine della legge. Un grande Christopher Walken in compagnia di un Wesley Snipes in ottima forma. La città di New York descritta nel modo più cupo e oscuro che la mente di un regista come Abel Ferrara, l’anti Hollywood per eccellenza, poteva concepire. Un ritratto disilluso dello squallore morale della fine degli anni ottanta.
Un film violento, affilato come un rasoio, un capolavoro dei B-movie (anche se qualcuno potrebbe risentirsi di questa definizione. Walken nei panni del boss Frank White è perfetto e avrebbe meritato un secondo Oscar, dopo quello per Il cacciatore.
Apriamo la fotogallery di oggi con le immagini del red carpet di Brooklyn’s Finest di Antoine Fuqua, comparso sul tappeto rosso in compagnia di Ethan Hawke, Wesley Snipes e la splendida Shannon Kane. Archiviata la parentesi dedicata a George Clooney ed Ewan McGregor, le fans apprezzeranno senz’altro gli occhi verdi di Riccardo Scamarcio, presente al Lido assieme a Jasmine Trinca e numerosi altri membri del cast artistico e tecnico, per la premiere - in programma questa sera - di Il Grande Sogno di Michele Placido. Vedremo anche Valeria Golino in passerella? Tornate a vedere la foto galleria fra qualche ora, in serata aggiungeremo le nuove immagini.
Fra i protagonisti della giornata troviamo i registi George A. Romero ed Abel Ferrara; Franco Battiato, Toni Servillo ed il cast di Deserto Rosa, Adriano Giannini e le protagoniste di Women without Men.
Forza, cliccate su continua!
Cartoline da Venezia 66 - Ethan Hawke, Riccardo Scamarcio e George Romero

La settima giornata a Venezia sembra avere due fili conduttori (visto che piace tanto cercarli, tentiamo di scovarli anche nel nostro piccolo): il ritratto di Napoli e l’eccentricità di cui è capace il cinema americano…
Napoli Napoli Napoli - di Abel Ferrara (Fuori concorso)
Non era presente in sala Ferrara per la prima del suo nuovo film, questo particolare docu-fiction su Napoli. Ha perso l’aereo, infatti, ma i più maligni già pensano che la cosa abbia a che fare con Herzog e il troppo peso che la Mostra gli ha dato in questi giorni (dopotutto, scherzo del destino, Herzog si ritrova in concorso due film, mentre Abel Ferrara è fuori competizione).
Ma andiamo oltre. Napoli Napoli Napoli è il ritratto di una città, una radiografia alla ricerca del suo dna, e quindi una ricerca che può risultare a suo modo anche inquietante. Ma Ferrara ha di certo più di un perché sul fatto di aver girato un film proprio sul capoluogo campano. Innanzitutto, non è certo un caso che per le vie di Napoli si possa respirare quasi una certa arietta che tira nel Bronx. E, secondo Ferrara, la pellicola avrebbe potuto intitolarsi senza problemi New York New York New York.
Continua a leggere: Giorno 7 a Venezia 2009: Napoli Napoli Napoli - Lo spazio bianco

Bad Lieutenant: port of call New Orleans - di Werner Herzog (Concorso)
E’ un Nicolas Cage particolarmente (e sorprendentemente) ispirato quello che vediamo sullo schermo nel film di Werner Herzog, nei panni del Cattivo Tenente del titolo. L’azione si svolge in una New Orleans già devastata dall’uragano (l’incipit è dedicato ai giorni del passaggio di Katrina), location che - secondo il regista - non avrebbe potuto essere più adatta e che trasmette l’idea del collasso del vivere civile. Bad Lieutenant: port of call New Orleans (che arriverà sugli schermi italiani il prossimo 18 settembre) è un noir venato di ironia e humor (nero, of course!), che intrattiene, diverte e che ha ricevuto consensi tanto dalla critica quanto dal pubblico festivaliero.
Non possiamo sapere se Herzog non abbia davvero mai visto la pellicola quasi omonima di Abel Ferrara, quel che è certo che sullo schermo ritroviamo ben poco del personaggio interpretato da Harvey Keitel. Convincente Eva Mendes nei panni di Frankie, Val Kilmer e Fairuza Balk completano il cast in ruoli marginali.
La prima domanda della conferenza stampa di Bad Liutenant: port of call New Orleans, in concorso alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, viene rivolta al regista Werner Herzog.
Che tipo legame esiste con il lavoro di Abel Ferrara e ha mai fatto lei stesso uso di droghe?
Mi piacerebbe sapere su quale pianeta trascorre il suo tempo - risponde Herzog fra il serio ed il faceto - non ho visto il film di Ferrara, perciò non posso rispondere alla sua domanda. Mi piacerebbe incontrarlo però, e discutere del film con lui, davanti ad una bottiglia di whisky! Per quanto riguarda l’uso di droghe, non ho alcuna esperienza in merito. Non ho mai assunto sostanze stupefacenti, nemmeno una volta in vita mia, perchè non mi piace la cultura della droga. Ho tolto molte scene dalla sceneggiatura originale in cui si parlava di stupefacenti e sul set ho parlato con Nicolas Cage dell’argomento. Nicolas Cage fa largo uso droghe - nel film, naturalmente - e mi sembrava così convincente che ho immediatamente chiesto al supervisore degli effetti speciali di non dargli più cocaina, ma ho scoperto che si trattava di zucchero o qualcosa di simile.
Mi sembra che rispetto al film di Ferrara, lei abbia accentuato gli aspetti sociali e politici. Mi sembra, e le chiedo conferma, che per il suo protagonista non ci sia una salvezza attraverso le istituzioni ma solo a livello personale, grazie ad un incontro casuale. E per Eva Mendes, mi sembra che per la prima volto abbia interpretato un personaggio molto più dolce e vero rispetto agli altri ruoli portati precedentemente sullo schermo…
Come ho detto prima, risponde nuovamente il regista, non posso rispondere alle domande relative a Ferrara. Non lo conosco, non ho visto nessuno dei suoi film. Per quanto riguarda le persone, i personaggi che popolano il mio film, diciamo che sono i caratteri che mi piace vedere sullo schermo; ed ho avuto la benedizione di poter lavorare con Nicolas Cage e Eva Mendes e penso che abbiano fatto un ottimo lavoro insieme. Hanno accettato subito di lavorare nel mio film. Nicolas ha detto di sì in meno di 60 secondi ed Eva…quanto ti ci è voluto per decidere?
Per accettare? Chiede l’attrice. Non ho nemmeno letto il copione. Ho sentito il nome di Werner Herzog e ho subito detto sì, poi hanno menzionato Nick Cage ed ho detto: oh, sì! Ed eccomi qui.
Continua a leggere: Venezia 66 - Bad Liutenant: Port of Call New Orleans la conferenza stampa