
Yi ngoi (Accident) - di Soi Cheang (Concorso)
E’ un bel thriller quello di Soi Cheang, che potrebbe con questa nuova opera riscattarsi agli occhi dei fan che erano rimasti un po’ delusi dal precedente Shamo. Non sarà il suo film migliore, ma il regista di Dog Bite Dog sa quel che fa e come lo fa.
E in meno di un’ora e mezza, conciso e teso (anche se forse qualche momento sembra allungare il minutaggio), riesce a partire raccontando una trama che prende spunto da una sola accattivamente intuizione, per arrivare ad illustrarci una storia di paranoia che si avvicina alla follia, forse un po’ il tema dominante - se se ne vuole trovare uno - di Venezia 66.
Alcune scene tengono bene l’ansia e sono costruite con una geometria di cui il produttore Johnnie To andrà senz’altro fiero, mentre la seconda parte presenta, in una scena decisamente poetica e dolorosa, un colpo di scena di sicuro effetto. Promosso un po’ da tutti. Qui potete vedere il trailer.
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Quando la vita è l’ombra della morte. Sarà questa la tagline di Accident, titolo internazionale di Yi Ngoi, nuovo lavoro diretto da Pou-Soi Cheang, uno dei talenti più esplosivi dell’action made in Hong Kong, presentato in anteprima alla Mostra di Venezia, dove sarà in corsa per il Leone d’Oro. Nel cast vediamo Louis Koo, Richie Ren, Shui-Fan Fung, Lam Suet e Michelle Ye.
The Brain è un killer professionista che uccide le sue vittime architettando incidenti che sembrino casuali. Da quando è morta la moglie tuttavia inizia ad avere dubbi e sospetti, che si realizzano quando uno dei suoi incidenti finisce male, causando anche la morte di un collega: forse qualcuno sta usando la sua stessa tecnica contro di lui. The Brain forse ha capito di chi si tratta: è Fong, un agente assicurativo presente sulla scena dell’incidente andato male e che finisce per contattarlo. Ora deve eliminarlo…
Prodotto da Johnnie To, il film è già stato descritto come meno violento rispetto ai precedenti: ma psicologicamente, promette Cheang, non sarà da meno. E dopo l’assassino cambogiano che uccide a comando nel tostissimo Dog Bite Dog e dopo il ragazzo accusato di aver ucciso i genitori nell’ultimo Shamo, siamo ancora nella parte più oscura del lato umano. Chissà se questa volta, come successo in passato, in mezzo a tanta violenza nichilista Cheang non ci regali un briciolo di speranza. Appuntamento al Lido sabato 5 settembre alle 22.00 in Sala Grande.
Dopo il salto, trovate il trailer di Accident.
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Arriva da Hong Kong il film thriller Accident (Yi ngoi) di Pou-Soi Cheang. Il protagonista è Brain, un coreografo e un assassino. Brain è tormentato dai sensi di colpa e la morte della moglie non facilita di certo la sua vita. Dopo una missione sfortunata, in cui un suo “collega” rimane ucciso, Brain diventa paranoico. Nel cast del film, presente in Concorso al Festival di Venezia 2009, ci sono Louis Koo, Richie Ren, Shui-Fan Fung, Suet Lam, Michelle Ye.
Un programma al di sopra delle aspettative. Chiariamolo fin da subito, a scanso di equivoci: il cartellone della 66. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia sulla carta promette un’edizione molto buona. Concentriamoci per ora sui film in concorso, e più tardi parleremo delle altre sezioni. Non preoccupatevi se vedete qualche nome mancante: è probabile che il film che cercate sia fuori concorso, ma qui le sorprese non mancano.
Confermati innanzitutto i rumors delle ultime settimane sugli italiani: ancora una volta, come l’anno scorso, i titoli nostrani del concorso ufficiale sono quattro. Si tratta ovviamente del film d’apertura Baaria di Giuseppe Tornatore, de Il Grande Sogno di Michele Placido, con Scamarcio, Trinca, Argentero, Orlando e Morante, La doppia ora, opera prima di Giuseppe Capotondi con Filippo Timi e Ksenia Rappoport, e, unico film Rai contro tre Medusa, Lo spazio bianco di Francesca Comencini, con Margherita Buy.
Sorprendente la sestina americana: dopo gli ormai sbandieratissimi Moore, Herzog, l’esordio di Tom Ford con A single man, fa piacere anche vedere confermato il nuovo Todd Solondz, The Road di Hillcoat e soprattutto -in concorso!- Survival of the Dead di zio Romero. Nella triade orientale, spunta la sopresona Tsukamoto con il suo nuovo capitolo di Tetsuo. Ottima la selezione francese, con Denis, Rivette, Chéreau confermati e la “new entry” Mr. Nobody di Jaco Van Dormael. Due lavori tedeschi (ma ovviamente Akin ha origini turche e Shirin Neshat iraniane), uno austriaco, e poi ancora Sri Lanka, Egitto e Israele. E manca ancora il film a sorpresa, per un totale di 24 film in corsa per il Leone d’Oro.
Dopo il salto, tutti i titoli del concorso ufficiale di Venezia 66.