
Torna per la quarta volta in competizione, ma l’ultima volta fu nel 1980 con Mon oncle d’Amerique, col quale ottenne il Gran Premio della Giuria. Parliamo del grande Alain Resnais, che ritorna con un nuovo lungometraggio dopo il bellissimo Cuori, presentato a Venezia tre anni fa.
Tratto dal romanzo L’incident di Christian Gailly, Les Herbes Folles narra la storia di un’imprevista reazione a catena. Tutto parte da Marguerite a cui rubano la borsa. La borsa viene buttata via dal ladro. La borsa viene raccolta da Georges, che non poteva prevedere nulla di ciò che sarebbe avvenuto dopo aver raccolto l’oggetto…
Con Les Herbes Folles, Resnais ritrova ancora una volta i suoi attori feticcio, ovvero André Dussollier e Sabine Azéma, rispettivamente assieme al regista sette e otto volte. Ma nel cast troviamo anche Michel Vuillermoz (già in Cuori), e per la prima volta col regista Emmanuelle Devos, Mathieu Amalric e Anne Consigny. In Italia il film uscirà distribuito dalla Bim.
Il film sarà proiettato al Grand Théâtre Lumière alle 16.

Sul poster del 62° Festival di Cannes c’è un fotogramma de L’avventura, con Monica Vitti di spalle. Il capolavoro di Antonioni è stato scelto per inquadrare quindi questa edizione di grandi maestri, ma soprattutto, il 20 maggio, verrà proiettata la sua versione restaurata nella sezione Cannes Classics. Accanto a lui ci sono altri nomi italiani, da Germi a Leone, a 20 anni dalla sua scomparsa.
Si dice che quest’anno sulla Croisette sarà molto evidente la crisi: pochi nomi di grande richiamo popolare, a cominciare giusto da un solo nome americano in concorso, ovvero Quentin Tarantino. E quindi di conseguenza alberghi con ancora stanze vuote, un ricco Marché du Film, il motore economico diretto da Jerome Paillard, che comunque si stima abbia addirittura perso il 25% di iscrizioni, e, come si diceva prima, meno persone del solito davanti alla passerella.
Poco male: nell’anno della crisi, Cannes sfoggia un cartellone che sembra andare sul sicuro. In concorso ci sono infatti nomi che tutti i festival vorrebbero, tutti assieme. Dalle passioni di Almodovar a quelle della Campion, dai provocatori Haneke e Von Trier alle commedie di Loach e Ang Lee, fino alla ciurma orientale formata da nomi fondamentali nel panorama internazionale, con To, Park e Tsai in testa. Non mancano poi grandi ritorni come quello di Suleiman e Resnais, e l’unico nome italiano, ovvero Bellocchio.
Applausi a scena aperta, ancora una volta, per il cartellone della competizione ufficiale del Festival di Cannes. Con un solo nome americano in concorso (Quentin Tarantino con Bastardi senza gloria) e ben quattro titoli francesi, il programma delle pellicole in corsa per la Palma d’Oro riesce ad essere decisamente uno dei più entusiasmanti che siano stati annunciati negli ultimi anni.
In realtà, le novità sono ben poche, e tutto quello che leggerete qui, alla fin fine, è solo una grossa conferma di tutto quello che si è detto negli ultimi mesi e soprattutto nelle ultime settimane (di Tetro di Coppola, ad esempio, non c’è ovviamente traccia, anche per le dichiarazioni del regista). E c’è anche l’unico nome italiano che negli ultimi giorni si è tirato in ballo per il concorso, ovvero Marco Bellocchio col suo Vincere.
Qualche nome non lo troverete, ma forse è da cercare in altre sezioni del festival - di cui andremo ad occuparci in giornata -. Per ora sappiate questo: quello di Cannes 62 è un concorso che comprende, tra gli altri, Almodovar, Campion, Haneke, Ang Lee, Loach, Park Chan-Wook, Resnais, Johnnie To, Tsai Ming-liang e Von Trier. Oltre ai due prima già citati. Dopo il salto potrete leggere tutti e 20 i titoli.