
Racconti dell’età dell’oro (Amintiri din epoca de aur) è una commedia europea (Francia e Romania) diretta a più mani da Hanno Höfer, Cristian Mungiu, Constantin Popescu, Ioana Uricaru, Razvan Marculescu.
Il film racconta la Romania, durante l’era del regime di Ceausescu, in una chiave particolare: utilizzando le leggende metropolitane del periodo. Storie comiche, bizzarre, strane e decisamente originali.
Nel cast Tania Popa, Liliana Mocanu, Alexandru Potocean, Teodor Corban, Emanuel Parvu, Calin Chirila, Romeo Tudor, Avram Birau, Paul Dunca. Nei cinema dal 18 settembre, di seguito il trailer italiano.
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4 mesi, 3 settimane e 2 giorni (4 luni, 3 saptamini si 2 zile, Romania, 2007) di Cristian Mungiu; con Anamaria Marinca, Laura Vasiliu, Vlad Ivanov, Alexandru Potocean.
Romania, 1987. Due ragazze in una stanza della Casa dello studente parlano di qualcosa che presto capiremo; una sta preparando una valigia, è nervosa e non sa se portare con sè gli appunti per studiare, visto che a breve avrà un appello. L’altra ragazza cerca di organizzare il tutto. La prima, Gabita, è incinta e ha deciso di abortire, anche se durante gli anni del comunismo l’aborto è un atto illegale e si rischiano anni di carcere. La seconda, Otilia, cerca di trovare una stanza in un albergo per far sì che l’amica possa portare a termine la dolorosa scelta.
In realtà, 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni non è esattamente un film su un aborto o sull’aborto, non è un film sulla dittatura, non è un film sull’umiliazione femminile, ma è casomai tutto questo visto dagli occhi di una donna, e guarda caso non Gabita, colei che è rimasta incinta. La vera protagonista è lei, Otilia, che incontra per prima Bebe, l’uomo che metterà la sonda nell’utero a Otilia per farle uscire fuori il feto (che ha, appunto, più di quattro mesi di vita e non due come all’inizio dichiara la ragazza), è lei che organizza il tutto e lo tiene nascosto al ragazzo, che la vede nervosa e preoccupata, è anche lei, che potrebbe lasciar stare tutto, che rischia gravemente. Cristian Mungiu, quarant’anni ed esordiente, con la sua camera a mano pedina la sua protagonista e costruisce il film solo con lunghi piani sequenza, e ognuno di questi rappresenta lo stato d’animo di Otilia.
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