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Tutti gli articoli con tag Alfred Hitchcock

Kim Novak contro la colonna sonora di The Artist

pubblicato da Gabriele C.

“I want to report a rape” (”voglio denunciare uno stupro”): inizia con questa frase la pagina di Variety scritta da Kim Novak, straordinaria protagonista di Vertigo, ovvero La donna che visse due volte, che si è scagliata contro la colonna sonora di The Artist. L’attrice ha comprato un’intera pagina della celebre rivista per denunciare quello che per lei è un atto comparabile ad uno “stupro”, ossia una violazione del suo lavoro (il gioco di parole in inglese è tra “body” e “body of work”, tra corpo e il suo curriculum lavorativo).

La Novak denuncia infatti la presenza nel film di Michel Hazanavicius, fresco di tre Golden Globe (tra cui quello per la colonna sonora), della Love Suite scritta da Bernard Herrmann per Vertigo di Alfred Hitchcock. Anche se il nome del compositore compare nei titoli di coda (chi scrive, tra l’altro, conferma), all’attrice è parso come se il regista stesse imbrogliando il pubblico, usando direttamente le emozioni del film di Hitchcock per costruire il climax del film verso il finale.

La prima a rispondere alla Novak è stata Lynn Blanco, direttrice del Rape Crisis Center di San Antonio, Texas: il vocabolo “stupro” all’interno di questo contesto le è parso davvero estremo e fuori luogo. Questa invece è stata la risposta di Hazanavicius:

The Artist è stato fatto come una lettera d’amore al cinema, e nasce dalla mia [e del mio cast e della mia troupe] ammirazione e rispetto per i film di tutta la storia del cinema. È ispirato ai lavori di Hitchcock, Lang, Ford, Lubitsch, Murnau e Wilder. Amo Bernard Herrmann e la sua musica è stata usata in molti film, e sono contento di averla nel mio. Rispetto moltissimo Kim Novak, e mi dispiace sentire che non è d’accordo.

Fonte: Daily Mail

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Saul Bass: il genio dei titoli di testa in un video

pubblicato da carloprevosti

Sembra banale scriverlo, ma i titoli di testa (come gl’incipit per i romanzi) sono un momento fondamentale per qualsiasi film.

A volte il regista e il montatore sceglie di entrare direttamente nell’azione raccontata, ma spesso la grafica prendere il sopravvento. Uno dei più grandi maestri di questa “arte” si chiama Saul Bass, geniale autore (anche di decine di locandine famosissime), che ha lavorato con maestri come Alfred Hitchcock e Stanley Kubrick.

Un video raccoglie alcuni dei suoi lavori più importanti, da Vertigo, la donna che visse due volte a West Side Story, un bel ripasso per chiunque ami il cinema o la grafica vintage.

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Stasera in tv: Gli Uccelli - Trailer originale e curiosità

pubblicato da Carla Cigognini

Stasera 19 ottobre ore 21.00 su Iris: Gli Uccelli (Usa 1963 - 119′ Horror) di Alfred Hitchcock con Rod Taylor, Jessica Tandy, Suzanne Pleshette, Tippi Hedren, Veronica Cartwright, Ethel Griffies, Charles McGraw, Ruth McDevitt, Lonny Chapman, Joe Mantell, Doodles Weaver.

Consigliare un film come Gli Uccelli è come dire alla gente che deve mangiare per vivere. E’ logico ed è essenziale per chi ama il cinema. Raccontare semplicemente del film è però difficile perché ci sono tantissime cose da dire e perché si rischia di rovinare la (prima) visione. Proviamoci. Al massimo prima vedete il film (chi non l’ha visto!?!?!??!) e poi tornate a leggere il post. Qui sopra trovate il trailer originale raccontato dallo stesso Hitch e vi consiglio di dare un’occhiata alla bellissima pagina 1000 Frames of The Birds. Seguono alcune curiosità sulla pellicola:

- La base letteraria è il racconto omonimo The Birds di Daphne Du Maurier scritto nel 1953 anche se Hitchcock si era deciso a filmare dopo aver letto, nel 1961, la notizia di alcuni uccelli che aveva invaso una cittadina. Del racconto di Daphne il regista mantenne solo l’idea dell’attacco agli umani. The Birds è stato adattato per il film dall’autore e sceneggiatore sceneggiatore Evan Hunter.

- Hitch compare in un cameo all’inizio del film: esce in un negozio di animali tenendo al guinzaglio i suoi due cani Geoffrey e Stanley.

- Il film è costato 2.500.000 dollari, spesi più che altro per gli effetti speciali.

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Indovinate il film dal costume di Halloween

pubblicato da Carla Cigognini

INDOVINA_FILM_COSTUME_HALLOWEEN

Questa ragazza ha scelto un look decisamente originale per una festa di Halloween. L’idea mi piace moltissimo, riuscite a capire il titolo del film?

29 agosto: nascita e morte di Ingrid Bergman - 38 curiosità sull'attrice svedese mito di Hollywood

pubblicato da Carla Cigognini

Ingrid-Bergman-2

Oggi Cineblog dedica un post a Ingrid Bergman, nata il 29 agosto 1915 a Stoccolma (Svezia) e morta il 29 agosto del 1982 a Londra per un tumore al seno.

- Sua madre morì quando lei aveva solo due anni e suo padre quando ne aveva 12. Andò a vivere con uno zio.
- Primo piccolissimo ruolo a 17 anni nel film svedese Munkbrogreven (1935).
- Sposata con Dr. Petter Aron Lindström dal 1937 al 1950 (divorziati, dal matrimonio nasce Pia)
- Matrimonio con Roberto Rossellini dal 1950 al 1957 da cui ha tre figli: Isabella, Isotta e Roberto.
- Sposata con Lars Schmidt dal 1958 al 1978 (divorziati)
- Spesso era ospite alle cene di Alfred Hitchcock. Lui si era preso una bella cotta.

- La sua storia d’amore con il celebre fotografo di guerra Robert Capa è stata la base per La finestra sul cortile (1954 - di Alfred Hitchcock).
- Robert Capa la spinge ad interessarsi del neorealismo italiano. Ingrid vede Roma Città Aperta e Paisà e scrive al regista Roberto Rossellini: “Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo “ti amo”, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei”.
- Mentre girava Stromboli terra di Dio (1950) si innamorò del regista Roberto Rossellini e lasciò il marito Peter Lindstrom e la figlia Pia. L’America era indignata e la stampa la definisce “l’apostolo della degradazione di Hollywood”. Lindstrom chiede il divorzio e ottiene l’affidamento della figlia. Pia dichiara di non aver mai voluto bene a sua madre. Ingrid intanto rimane incinta e decide di restare in Italia.
- Lei e Roberto Rossellini hanno lavorato in 6 film insieme: Europa ‘51 (1952), Giovanna d’Arco al rogo (1954), Incubo (1954), Siamo donne (1953), Stromboli, terra di Dio (1950) e Viaggio in Italia (1954).

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E' morto Farley Granger

pubblicato da Carla Cigognini

E' morto Farley Granger

Lo sappiamo solo adesso ma domenica 27 marzo se ne è andato, ad 85 anni, l’attore statunitense Farley Granger. Farley Earle Granger II nasce a San José il 1º luglio 1925 da Farley Earle I, un dealer di autovetture, e da Eva Mae.

Ha lavorato con i più grandi registi del mondo, Cineblog lo vuole ricordare nei film:

- Nodo alla gola (Rope, 1948), di Alfred Hitchcock
- La porta dell’inferno (Edge of Doom, 1950), di Mark Robson
- L’altro uomo (Strangers on a Train, 1951), di Alfred Hitchcock
- La giostra umana (O. Henry’s full house, 1952), episodio “Il dono dei Magi”, di Henry King
- Il favoloso Andersen (Hans Christian Andersen, 1952), di Charles Vidor
- Storia di tre amori (The story of three loves, 1953), episodio “Mademoiselle”, di Vincente Minnelli
- Amore provinciale (Small town girl, 1953), di László Kardos
- L’altalena di velluto rosso (The girl in the red velvet swing, 1955) di Richard Fleischer
Ma soprattutto in Senso (1954), di Luchino Visconti dove interpreta Franz Mahler, l’amore appassionato di Livia Serpieri (Alida Valli).

Stasera ti rivedrò in Nodo alla Gola di Hitch. Ciao Farley.

E’ morto Farley Granger
E' morto Farley GrangerE' morto Farley GrangerE' morto Farley GrangerE' morto Farley GrangerE' morto Farley GrangerE' morto Farley GrangerE' morto Farley GrangerE' morto Farley Granger

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Bergamo Film Meeting 2011 - Ecco il programma

pubblicato da carloprevosti

Bergamo FIlm Meeting 2011 - Trailer XXIX edizione from Bergamo Film Meeting on Vimeo.

C’è un festival in Italia che i veri cinefili aspettano con ansia, una kermesse in cui il concorso internazionale lascia spazio a delle rassegne di cinema ricercato e di difficile reperibilità, soprattutto nella sua versione in pellicola. Stiamo parlando del Bergamo Film Meeting, realizzato da Lab80 e dalla rivista Cineforum. Nonostante i tagli dei fondi imposti dall’alto, ovviamente il riferimento va al Ministero dei Beni Culturali, il BFM resiste e arriva alla sua 29ma edizione riducendo ogni fronzolo possibile, dall’esternalizzazione di certi lavori all’offerta di ospitalità (ma capiamoci, non ci sono molte alternative).

Il denso programma conta sette i film in concorso, che saranno presentati ogni giorno del festival alla stessa ora per non dare privilegi a nessuno (trovate i titoli dopo il continua), una selezione di documentari provenienti da tutto il mondo nella sezione Visti da Vicino, un omaggio all’animatrice portoghese Regina Pessoa (a cui sarà dedicato anche un volume monografico), Mondo Ex una rassegna di film dell’Europa dell’Est post-socialista (tra il 1990 e il 2010), una panoramica sul Periodo Inglese di Alfred Hitchcock, una selezione di classici Psycho Thriller e la tradizionale Fantamaratona. Insomma anche i palati più fini saranno solleticati da questa edizione, che almeno nei contenuti non sembra affatto povero (ma saremmo degli illusi a crederlo veramente).

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Il Grinta: ieri e oggi - Il confronto tra remake e originale in un video

pubblicato da Carla Cigognini

True Grit: 1969 vs 2010 from Amfidiusz on Vimeo.

Il grinta (True Grit) è stato snobbato di peso agli Oscar 2011: 10 nominations e nessun premio. Non è la prima volta che un film non riceve nessuna statuetta nonostante le tante candidature ma non è un problema. Cineblog ama i fratelli Coen a prescindere, premi o non premi (voglio dire, Alfred Hitchcock non ha mai preso l’Oscar come regista!).

Oggi però vogliamo parlare del film e della sua pellicola originale, del 1969 con John Wayne diretto da Henry Hathaway. Il video qui sopra mostra i due film a confronto con un montaggio che rende bene l’idea delle differenze e delle somiglianze. Leggetevi poi la recensione de Il Grinta, se non l’avete ancora fatto. E diteci la vostra opinione sul film!

ATTENZIONE: pericolo SPOILER!

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Courmayeur Noir in Festival - arriva Psycho in digitale 2k

pubblicato da Simona

Psycho

Il Noir in Festival, in sinergia con Nexo Digital, ieri sera a mezzanotte ha regalato al pubblico di Courmayeur Psycho, capolavoro del 1960 firmato Alfred Hitchcock e approdato nelle sale italiane cinquant’anni fa. Norman Bates torna quindi sul grande schermo, e lo fa con gran classe, spogliandosi della celluloide per rivestirsi di definizione.

Dopo il successo di oltre 50.000 spettatori per il ritorno sul grande schermo di Ritorno al Futuro, continua l’appuntamento del Legend Film Festival, mostra cinematografica itinerante che, con la direzione artistica di Filippo Mazzarella, (ri)proporrà capolavori senza tempo come quelli di Hitchcock, Billy Wilder, Martin Scortese, Francis Ford Coppola, Frank Capra, Mel Brooks (e non solo), per la prima volta al cinema in digitale 2k. Una manifestazione culturale che riporterà sugli schermi cinematografici i titoli che hanno fatto grande il cinema. Per il primo ciclo Nexo Digital ha selezionato i film più amati dal pubblico (Via col vento, Rocky, Il padrino, Frankenstein Jr., Grease, A qualcuno piace caldo, La vita è meravigliosa), i film più premiati dalla critica (American beauty, Voglia di tenerezza), i film che sono stati in grado di fermare il tempo (La febbre del sabato sera, Wall street) e quelli in grado di segnare un’epoca (Colazione da Tiffany, Psyhco, Ritorno Al Futuro), i film capaci di anticipare un cambiamento (La calda notte dell’ispettore Tibbs, Un uomo da marciapiede). I film che hanno sbancato il botteghino (Cocoon, Jesus Christ Superstar, Gli intoccabili) e quelli la cui poesia è emersa luminosa soltanto anni dopo (Edward mani di forbice), quelli premiati con una pioggia di Oscar (Forrest Gump) e quelli che si sono contraddistinti per la propria originalità (Irma la dolce, Hollywood party). Trentasei titoli fondamentali, trentasei modi di amare il cinema, trentasei motivi per tornare a frequentare il buio di una sala lasciando parlare l’incanto e l’emozione.

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Julian Assange e il caso Wikileaks: 10 migliori film di spionaggio

pubblicato da Carla Cigognini

Julian Assange e il caso Wikileaks: 10 migliori film di spionaggio

Cineblog abbraccia l’attualità prendendo spunto da Wikileaks e da Julian Assange, accusato di spionaggio. Oggi vi elenchiamo 10 film che parlano proprio di spie:

- Il terzo uomo (The Third Man - 1949) di Carol Reed
- Intrigo Internazionale (North by Northwest - 1956) di Alfred Hitchcock
- L’uomo che sapeva troppo (The Man Who Knew Too Much - 1956) di Alfred Hitchcock
- Due sotto il divano (Hopscotch - 1980) di Ronald Neame
- Ipcress (The Ipcress File - 1965) di Sidney J. Furie
- Agente 007 Casino Royale (per citarne uno di James Bond) - 2006 di Martin Campbell
- The Bourne Identity (la saga) - 2002 di Doug Liman
- True Lies (1994) di James Cameron
- I tre giorni del Condor (Three Days of the Condor - 1975) di Sydney Pollack
- Il sipario strappato (Torn Curtain - 1966) di Alfred Hitchcock

Aggiungete e togliete qualcosa, intanto ripassate la parte “seria” di Julian Assange su Polisblog.

Julian Assange e il caso Wikileaks: 10 migliori film di spionaggio
Julian Assange e il caso Wikileaks: 10 migliori film di spionaggioJulian Assange e il caso Wikileaks: 10 migliori film di spionaggioJulian Assange e il caso Wikileaks: 10 migliori film di spionaggioJulian Assange e il caso Wikileaks: 10 migliori film di spionaggioJulian Assange e il caso Wikileaks: 10 migliori film di spionaggioJulian Assange e il caso Wikileaks: 10 migliori film di spionaggioJulian Assange e il caso Wikileaks: 10 migliori film di spionaggioJulian Assange e il caso Wikileaks: 10 migliori film di spionaggioJulian Assange e il caso Wikileaks: 10 migliori film di spionaggioJulian Assange e il caso Wikileaks: 10 migliori film di spionaggio