
Oggi Cineblog dedica con piacere un post-sondaggio a Pietro Germi, nato a Genova il 14 settembre del 1914 e morto a Roma il 5 dicembre del 1974. Lo sceneggiatore, il regista, il produttore e l’attore italiano ha fatto indubbiamente la storia del cinema italiano ma ha conquistato anche l’estero con i suoi film. Vi elenco ad esempio i premi ricevuti, per farvi un’idea:
- Premio Oscar 1963: migliore sceneggiatura originale - Divorzio all’italiana
- Festival di Berlino 1951: miglior film drammatico - Il cammino della speranza
- Festival di Cannes 1962: premio per la miglior commedia - Divorzio all’italiana
- Festival di Cannes 1966: Gran Prix per il miglior film - Signore & signori
- David di Donatello 1964: miglior regista - Sedotta e abbandonata
- David di Donatello 1966: miglior regista e miglior produttore - Signore & signori
- Nastri d’argento 1946: miglior soggetto - Il testimone
- Nastri d’argento 1949: Nastro d’argento speciale - In nome della legge
- Nastri d’argento 1957: migliore regia - Il ferroviere
- Nastri d’argento 1959: miglior regia - L’uomo di paglia
- Nastri d’argento 1960: miglior sceneggiatura - Un maledetto imbroglio
- Nastri d’argento 1962: miglior soggetto originale - Divorzio all’italiana
- Nastri d’argento 1965: miglior sceneggiatura - Sedotta e abbandonata
- Nastri d’argento 1967: miglior sceneggiatura - Signore & signori
- Nastri d’argento 1976: miglior soggetto originale e miglior sceneggiatura - Amici miei
Oggi vi proponiamo un sondaggio sui suoi film da regista, votate il vostro preferito:

Un esordio inatteso, e per certi versi sorprendente. E’ durata solo una settimana la pausa della commedia italiana al botteghino nostrano. Sette giorni dopo il primato di Rango, è Nessuno mi può Giudicare a spodestare il cartoon Universal dal trono del box office nazionale, incassando 3.089.561,84 euro in 5 giorni (1,8 nel weekend, 3.984 euro la media per sala). Premiato lo sforzo distributivo della 01, con 471.297 ticket staccati in 120 ore. Ad uscire sconfitto dal confronto diretto è Amici Miei Come Tutto Ebbe Inizio. Costato 15 milioni di euro, il film di Aurelio De Laurentiis si è dovuto accontentare di 2.139.713,47 euro (1.1 nel weekend, 2,419 euro la media per sala), come indovinato dal 12% di voi al FantaBoxOffice. Considerando i costi di produzione, le copie a disposizione e soprattutto i giorni di programmazione, 5, un esordio innegabilmente sottotono. Altra new entry di peso, altri numeri balbettanti. Uscito in 250 copie, e in anteprima mondiale, Dylan Dog non ha fatto faville, ma neanche floppato. Stupito tutti al primo giorno di programmazione, nei restanti quattro ha ‘retto’, arrivando ad un totale di 1.395.466,09 euro (790.281,59 euro nel weekend, 3.161 euro la media per sala). 237.009 i ticket staccati, per un titolo che si affida ora al passaparola. Considerando la fama nazionale del fumetto da cui è tratto era doveroso aspettarsi altri numeri, ma è anche vero che, viste le premesse, poteva andare peggio.
Sono invece 4 i milioni di euro incassati da Rango, calato del -58% e riuscito ad incassare 854.261,57 euro negli ultimi 3 giorni, battendo il diretto concorrente Gnomeo e Giulietta, capace di incassare 501.574,11 euro nel weekend, che diventano 950.272,28 nelle 120 ore complessive di programmazione. Esordio sicuramente interessante per Street Dance 3D, con 821.920,22 euro incassati, mentre Il Rito supera i 2 milioni e mezzo di euro.
A chiudere la Top10 tre film da Oscar, ovvero Il Discorso del Re, arrivato ai 7.797.326,38 euro, Il Cigno Nero, 5.560.859,78 euro incassati fino ad oggi, e I Ragazzi Stanno Bene, riuscito a raccogliere ’solo’ 886.741,03 euro in 10 giorni di programmazione. Weekend variegato e combattuto il prossimo, grazie agli arrivi di Never let me go, Silvio Forever e soprattutto Sucker Punch. Riuscirà Zack Snyder a battere… Paola Cortellesi?
Per festeggiare i 150 anni dell’unità di Italia, qualche giorno fa, ho chiesto ai ragazzi della redazione di Cineblog di dirmi il loro film Italiano preferito con una breve motivazione. Uno solo. E’ stato difficile (uno solo?) ma ecco il risultato:
Cleaned ha scelto: I Soliti Ignoti (1958) di Mario Monicelli
Un classico con cui i “soliti idioti” attuali non possono competere. L’irresistibile film di Monicelli diverte senza usare volgarità, sfruttando la stessa “semplicità” che si respirava nel paese a quei tempi.
Gabriele ha scelto: Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) di Pier Paolo Pasolini
Dopo la “trilogia della vita”, la mazzata più grande che un intellettuale del calibro di Pasolini potesse offrirci: il film sulla morte, in ogni senso. Testamento lucidissimo e terrificante di un’Italia che era e che sarebbe stata.
Apocalypse ha scelto: Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini
Perché autentico manifesto del genere che ha reso il cinema italiano per anni il più apprezzato, applaudito e premiato in giro per il mondo. Perché figlio di una terribile guerra da poco finita. Perché interpretato da due inimitabili leggende come Anna Magnani e Aldo Fabrizi. Perché ancora oggi, dopo 65 anni, straordinariamente amato, anche dalle nuove generazioni.
Rosario ha scelto: Amici Miei (1975) di Mario Monicelli
L’unico, l’originale. Simbolo di una Commedia all’italiana (quella con la C maiuscola) ormai purtroppo dimenticata e rimpiazzata da cinepanettoni e poco altro. Nel giorno dedicato ai nostri 150 anni è impossibile non ricordare il capolavoro di Monicelli datato 1975, in barba a qualsiasi remake.
Antonio ha scelto: Ladri di Biciclette (1948) di Vittorio De Sica
Un solo film per un solo popolo… che ardua impresa! Non so se Ladri di Biciclette possa o debba considerarsi “rappresentativo” del nostro cinema - ammesso che un solo film basti. Tuttavia a me piace pensare che lo spaccato riportato in questa pellicola tracci, allora come adesso, alcune delle parecchie sfaccettature essenziali di chi risiede nella nostra Penisola. Da quando lo vidi per la prima volta, non riesco a fare a meno di pensare a noi italiani anche come “ladri di biciclette”, per l’appunto.
Carlo ha scelto: Il Gattopardo (1963) di Luchino Visconti
Un affresco senza tempo che attraverso il racconto dei fatti che 150 anni fa hanno contribuito all’unità d’Italia, fornisce una fotografia attualissima delle contraddizioni che sono connaturate all’essere più intimo della nostra nazione. Un crescendo maestoso che culmina nella scena di ballo, tra le sequenze più belle mai viste al cinema.
Carla ha scelto: Il Buono Il Brutto Il Cattivo (1966) di Sergio Leone
Perché Leone ha creato i spaghetti western all’Italiana quando l’Italia era ancora nel pieno boom cinematografico. Perché la sua regia è ancora oggi copiatissima ma inimitabile. Perché il trio Clint Eastwood - Lee Van Cleef - Eli Wallach è assolutamente perfetto. Vogliamo anche metterci che Clint qui era un figo pazzesco? Mettiamocelo. Dite niente…
Le scelte sono state fatte senza essersi messi d’accordo, ognuno ha scelto senza sapere i film degli altri. Avete notato che non ci sono film recenti? A parte questa “disgressione” (molto amara) ci dite il vostro film italiano preferito? Uno solo! E non diteci che il cinema italiano fa schifo perché non è (sempre) vero!
Uscite tutte anticipate al 16 marzo, vista la ricorrenza del 150° anniversario dell’unità d’Italia. Saremo almeno un po’ patriottici con questo Weekend in sala? Sì, ma solo per un motivo: esce un film di Marco Bellocchio. E mica perché sosteniamo il cinema italiano a prescindere, per bandiera (ai festival ci piace quando vince il migliore, non il titolo italiano del momento: quindi se il migliore è un italiano, cosa ultimamente rara, allora sì che ci fa piacere se vince). Ecco: Sorelle mai, quindi. Un progetto bellissimo e geniale, un film acclamato ed applaudito sin da Venezia. Il sottoscritto ama Bellocchio, ma in fondo non è rimasto entusiasta del film: ma Bellocchio è Bellocchio, quindi correte in sala e ignorate il mio commento. Non ignorate invece il giudizio positivo sul vitale Tournèe, il film di Amalric “sul vero burlesque” vincitore a Cannes per la miglior regia e passato in rassegna con successo a Torino. E, come sempre, aiutate con questa rubrica a scegliere i film da vedere sin da subito oggi al cinema, perché di titoli attesi, già contestati e piccole sorprese non ne mancano.
Di seguito trovate le trame di tutti i film, i trailer italiani e le nostre recensioni.

Solo ieri ci chiedevamo quanto fosse costato Amici Miei - Come Tutto Ebbe Inizio. D’altronde i numeri parlano chiaro. Migliaia di comparse, sei mesi di lavoro per ricostruire la Firenze del 400 a Cinecittà. Attori di grido, mesi di girato, quasi un kolossal più che una commedia all’italiana. Ebbene, a 24 ore dal nostro quesito ecco arrivare la risposta di Aurelio De Laurentiis.
”Il costo industriale di ‘Amici Miei, come tutto ebbe inizio’ e’ stato di circa 15 milioni di euro e per il cinema italiano non e’ poca cosa”.
Uscito oggi in 570 sale, con il marchio Filmauro, il prequel di Amici Miei dovrà quindi sbancare il botteghino per riuscire a rientrare dei costi di produzione. Di quei 15 milioni di euro, sappiamo che 400,000 arrivano dallo Stato, avendo il film ottenuto il ‘riconoscimento di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Attività culturali’. Un investimento importante e coraggioso per Aurelio De Laurentiis, considerando le tante polemiche che hanno travolto la pellicola, nate ancor prima del via definitivo alla produzione. Una produzione superiore a due film da Oscar come Il Discorso del Re, costato 15 milioni di dollari, e Il Cigno Nero, costato appena 13 milioni di dollari. Tralasciando l’homevideo, la pay tv e i diritti per i passaggi in chiaro, per iniziare a fare cassa con il solo botteghino la pellicola dovrà avvicinarsi ai 30 milioni di euro, visto che circa metà degli incassi rimangono ovviamente nelle tasche degli esercenti.
Amici Miei - Come Tutto Ebbe Inizio riuscirà nell’impresa, o possiamo da subito iniziare a parlare di flop (da box office) praticamente annunciato?

Un kolossal? Poco ci manca. Più di 6 mesi di lavoro e oltre 3500 comparse per costruire il set a Cinecittà, di cui solo 1000 per girare a Pistoia la partita di calcio storico fiorentino, 50 controfigure acrobatiche per le scene stunt a piedi e cavallo, 110 persone di troupe oggi giorno all’opera, tra elettricisti, macchinisti, attrezzisti, fonici, assistenti alla regia, truccatori, parrucchieri, costumisti, sarte e assistenti alla scenografia, effetti speciali, cavallerizzi e addetti agli animali, oltre 1200 costumi, 900 paia di scarpe e 150 parrucche, 75.000 metri di pellicola, un cherry picker con sbraccio fino a 52 metri, e un cast sicuramente ‘di peso’, che gratis non avrà lavorato. Quanto è costato Amici miei - Come tutto ebbe inizio? Abbiamo provato a chiederlo alla Filmauro, senza ottenere nessuna risposta. D’altronde in Italia il costo dei film viene raramente reso pubblico. Tradizione fastidiosa e tipicamente nostrana, perché è troppo facile crogiolarsi dinanzi a numeri positivi in arrivo dal botteghino, facendo finta di nulla di fronte a flop più o meno scottanti. Sia nel primo che nel secondo caso bisognerebbe partire dai costi di produzione, spesso e volentieri qui da noi sconosciuti. Per quanto riguarda Amici Miei Come Tutto Ebbe Inizio, sappiamo solo che è stato ‘riconosciuto film di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Attività culturali’, ricevendo 400,000 euro di finanziamento da parte dello Stato.
Considerando i numeri qui sopra snocciolati, è comunque facile prevedere un budget ’sostanzioso’ (di almeno 10 milioni di euro), per questo discusso e contestato prequel, firmato Neri Parenti. Un cinepanettone in maschera o un prodotto di tutt’altra qualità, che stupirà il pubblico italico? Aspettando risposte dalla sala, il film uscirà domani in 500 copie. Paradossalmente ‘pochine’, considerando la forza di fuoco della Filmauro, che solitamente ‘invade’ la penisola con le sue commedie più attese e chiacchierate, occupando tra le 700 e le 850 sale. Segno che anche Aurelio DeLaurentiis creda poco nelle potenzialità di questo titolo? Non lo sapremo forze mai, anche se l’aria che tira è decisamente avvelenata. tra boicottaggi su Facebook e critica ‘tiepida’.
Quanto incasserà Amici miei - Come tutto ebbe inizio in questo primo ‘lungo’ weekend di programmazione, con ben 5 giorni a disposizione ed una festa nazionale da poter sfruttare? A voi i pronostici, con il sottoscritto che ovviamente si sbilancia, prevedendo… 2 milioni e 774,000 euro.
Forse avete letto la nostra intervista a Franco Bagnasco, fondatore del gruppo Facebook Giù le mani da Amici Miei. Oggi il cast del prequel Amici Miei Come tutto ebbe inizio (da domani 16 marzo nelle sale) risponde alle polemiche. Il regista Neri Parenti ha dichiarato:
“E’ un’operazione affrontata con tantissimo amore, ci siamo avvicinati con rispetto al primo Amici Miei: questo è un altro film, ma ne mantiene lo spirito. E la distanza temporale ci ha concesso di proporre burle che forse ora non si potrebbero più fare, con vittime più innocenti rispetto a quelle di oggi. (…) So bene che i fiorentini ‘prendono foco’, sono integralisti sulle loro cose (…) Loro come me partono dal sentimento d’amore verso questo film, solo che io ho voluto farne il sogno della mia vita e l’omaggio ad una città, loro invece ritengono un oltraggio anche solo toccarlo”.
Christian De Sica invece ha spiegato:
“Quando faccio la farsa mi dicono che copio Sordi, ma questo è un film che commuove pure e mi sono ispirato a mio padre”.
Paolo Hendel ha parlato di Mario Monicelli:
“Gli parlai del progetto tempo fa e mi disse: ‘La vedo bene, basta che la storia funzioni e che faccia ridere’.”
Conferma anche Michele Placido:
“Mentre lavoravo al film sono stato a cena da lui una decina di volte e non mi ha mai detto nulla: non era un maligno, sapeva quanto lavoro c’era dietro a un film”.
(Le dichiarazioni qui sopra sono prese da DNews di oggi 15 febbraio, di seguito parte dell’intervista a Christian De Sica riportata da MetroNews di oggi)
40 anni sulla cresta dell’onda. Piaccia o non piaccia, Christian De Sica da quasi mezzo secolo ’segna’ il botteghino italiano. Da Una breve vacanza di papà Vittorio, del 1973, all’imminente Amici Miei Come Tutto Ebbe Inizio, Christian ha recitato in oltre 70 film, molti dei quali diventati campioni d’incasso. Istrionico ed innegabilmente dotato di un talento comico innato, De Sica diventa da subito uno dei volti più amati della commedia italiana degli anni 80. Da Borotalco a Sapore di Mare, passando per Vacanze di Natale, Acqua e Sapone, Vacanze in America, I pompieri, Yuppies, Grandi Magazzini, Bellifreschi, Compagni di Scuola e Fratelli d’Italia, Christian prende parte a tutti quei titoli che segnano un’epoca, facendo ridere un’intera generazione. Enrico Oldoini e i Vanzina sono i primi ‘mentori’, fino all’arrivo degli anni 90, che combaciano con le prime regie, inizialmente promosse da critica e pubblico (Faccione, Il Conte Max, Ricky e Barabba), per poi crollare sotto i colpi del box office, maledettamente impietoso.
Con l’arrivo del nuovo millennio la scelta è evidente e purtroppo ancora oggi con fierezza cavalcata. Arrivano i cinepanettoni ‘in serie’. Con l’infinita saga di ‘Natale a…’, De Sica ’sposa’ la regia di Neri Parenti, interpretando sempre più o meno lo stesso personaggio, chiamato a recitare più o meno sempre le solite battute. Cambiano le location, a volte i comprimari, ma non gli ingredienti principali. Se il pubblico applaude, la critica si disaffeziona, per non dire che si infastidisce. Fino all’arrivo di Pupi Avati, che disegna per Christian un ruolo diverso dal solito ne Il figlio più piccolo. E’ il trionfo tanto atteso. Per De Sica arriva il Nastro d’Argento come migliore attore protagonista. Segno che un altro Christina De Sica esiste, sotto quegli ingombranti cinepanettoni e quegli ossessivi spot tv che l’hanno sicuramente reso ricco, celebre ed amatissimo, disossandolo però dal punto di vista attoriale.
Dati Cinetel alla mano (per voi dopo il saltino), ovvero dal 1995 ad oggi, i film di De Sica sono riusciti nell’impresa di staccare oltre 50 milioni di ticket. Come se tutti gli italiani avessero visto almeno un suo film in sala. Cocenti i flop ‘personali’, da regista, con i 2.612.849 euro di Uomini, Uomini, Uomini, gli 809.425 euro di Simpatici & Antipatici, i 626.713 euro di Tre e i quasi umilianti 356.720 euro di The Clan, per un attore che si può tranquillamente definire ’sprecato’, viste le indiscusse qualità, figlie di un sangue che non mente.
Il 16 marzo uscirà nelle sale italiane Amici Miei Come tutto ebbe inizio, una sorta di prequel dell’Amici Miei di Mario Monicelli. Oggi intervistiamo Franco Bagnasco, il fondatore del gruppo Facebook Giù le mani da Amici Miei.
Quando hai creato il gruppo ti aspettavi così tante iscrizioni? Sono 50mila… giusto?
Sì, sono 53mila, ora sono in crescita perché si è tornato a parlare del film. No, non mi aspettavo una cosa del genere… sono anche usciti dei pezzi su Repubblica, sul Corriere, su Giornale, su LaStampa, radio e tv… è stata una cosa molta bella. Io avevo letto un’intervista a De Sica che annunciava la realizzazione di questo nuovo Amici Miei… ero a casa con l’influenza e mi è partito un embolo… Ho scoperto che il progetto, con questa sceneggiatura improponibile, girava da diversi anni poi nessuno voleva farlo. Ora si sta rivelando un cinepanettone di Neri Parenti… perché sporcare il nome di Amici Miei con una cinepanettonata orrenda?
Ecco infatti, l’avevo anche scritto qualche post fa: perché citare Amici Miei in un film che poteva intitolarsi benissimo in un altro modo?
Film che hanno cercato di giocare sull’atmosfera di Amici Miei ce ne sono già stati diversi, tipo I Laureati, ma la cosa che non andava fatta era riprendere questi titoli che hanno avuto tantissimo successo e prendere in giro il pubblico propinando un film che poi è un’altra cosa. Bastava chiamarlo… che ne so? Quattro amici nel ‘400… non so… e non andare a tampinare Amici Miei… Facevano il loro film corale, in costume… chi voleva andare a vederlo andava… e invece no! Si vuole sfruttare un marchio, è lo sfruttamento improprio di un marchio, infatti se ci fai caso il logo Amici Miei è scritto a caratteri cubitali mentre Come tutto ebbe inizio sembra le parole del bugiardino dei farmaci… I fans di Amici Miei si sono rivoltati: dalla Toscana è arrivato un no straordinario, i fans del film che loro volevamo stuzzicare con questa pellicola non lo andranno a vedere… vedremo, magari sarà un successo epocale ma io credo che ci troveremo di fronte ad un flop.

Dopo aver visto il primo trailer pochi giorni fa, torniamo a parlarvi dell’atteso e discusso Amici miei - Come Tutto Ebbe Inizio, in uscita al cinema il prossimo 16 marzo. Diretto da Neri Parenti, e con Christian De Sica, Michele Placido, Giorgio Panariello, Paolo Hendel, Massimo Ghini, Massimo Ceccherini e Alessandro Benvenuti protagonisti, il film non è altro che un ‘prequel’ del cult di Mario Monicelli. Oggi, grazie al pressbook ufficiale, possiamo fornirvi alcune curiosità che riguardano la pellicola. Non solo la sinossi ufficiale, bensì anche una serie di ‘numeri’ di produzione e una ricca nota di regia, firmata Neri Parenti:
Una delle domande più frequenti che si fa ad un regista è: “Ma lei ce l’ha un sogno nel cassetto?”. Io ce l’avevo e anche molto grosso: da fiorentino quale sono, da tante generazioni, volevo riportare a distanza di anni sullo schermo la caustica e cinica goliardia degli “Amici miei”, forse il mio film preferito nella cinematografia italiana.
Certo un po’ mi tremavano le gambe per un confronto con cotanti mostri di registi e attori. Ho cominciato a prendere le mie precauzioni, stessi autori e soggettisti intanto: Leo Benvenuti, Piero De Bernardi e Tullio Pinelli. Attori tutti nuovi presi, come ai tempi del predecessore, da ogni campo artistico. Portare lo svolgimento del film nel passato, nel 1487, periodo in cui le beffe erano all’ordine del giorno.
Poi ci voleva qualcuno che credesse in questo costoso progetto, tanto lontano nei toni dalle mie consuete fatiche. Questa persona l’ho trovata in casa. Aurelio che scommette con me ma forse anche qualcosa di più.
E adesso ci siamo, si parte! Il sogno è uscito dal cassetto.
Neri Parenti.