The lols are over. I’ve been behind the @michael_haneke Twitter account. Surreal story in today’s Observer: guardian.co.uk/film/2013/mar/…
— Benjamin Lee (@benfraserlee) March 10, 2013
The lols are over: ovvero, non ci saranno più cinguettii da parte del falso account di Michael Haneke. Del regista austriaco ci siamo occupati di recente, mostrandovi un fake trailer di Star Wars - Episodio 7 come lo girerebbe il regista di Funny Games. In quell’occasione avevamo parlato della popolarità crescente di Haneke, premiatissimo ovunque per il suo ultimo Amour. Popolarità di cui anche il fake account su Twitter è un sintomo.
E proprio in quell’occasione ci eravamo sbagliati di grosso, lo ammettiamo. Perché avevamo scritto che il video-parodia di Star Wars e l’account erano appunto sintomi della popolarità in crescita del regista, il quale “sicuramente se la starà ridendo sotto i baffi. E il suo alter ego si prepara a scrivere un sacco di lol in più”. Invece no: l’account di Twitter non verrà più utilizzato, perché il suo autore, la cui firma era finora avvolta nell’ombra, ha gettato la maschera.
Si tratta del ventottenne Benjamin Lee, giornalista inglese che scrive per ShortList.com. Lee ha parlato di questo fake account con il Guardian, che ha sempre dimostrato un enorme e divertito interesse verso l’alter ego on line di Haneke. Spesso, infatti, gli ha lasciato persino scrivere intere pagine web di “riflessioni”, come per esempio quella sulla serata degli Oscar, dove il “vero” Haneke ha trionfato con Amour, nominato a 5 Oscar e vincitore della statuetta per il Miglior film straniero.
Lee ha così commentato questa esperienza:
Continua a leggere: Svelato l'autore del falso account Twitter di Michael Haneke
Si sono tenuti ieri sera al Theatre du Châtelet i César 2013, gli Oscar del cinema francese. Trionfatore della serata è stato prevedibilmente Amour di Michael Haneke, ufficialmente il titolo europeo del 2012 più premiato a livello internazionale: scontato che avrebbe fatto incetta di premi anche in patria. Ma la torta se la son spartiti tre film: oltre a quello di Haneke, si sono portati a casa premi interessanti Un sapore di ruggine e ossa e Farewell My Queen.
Amour si è portato a casa, oltre ai premi per il film e la regia, anche quello per i due interpreti (i magnifici Jean-Louis Trintignant ed Emmanuelle Riva, in foto) e per la sceneggiatura originale. Il film di Jacques Audiard si è portato a casa ben 4 premi: sceneggiatura non originale, colonna sonora di Alexandre Desplat, montaggio e attore esordiente (Matthias Schoenaerts). Farewell My Queen, infine, ha vinto tre premi tecnici decisamente importanti: fotografia, scenografia e costumi.
Cena tra amici si porta a casa i due premi per gli attori non protagonisti (Valérie Benguigui e Guillaume De Tonquedec), il delizioso Ernest and Celestine ha vinto come miglior film d’animazione, The Invisibles ha vinto come miglior documentario ed Argo continua la sua incetta di premi con il César come miglior film straniero. Grandissimo sconfitto della serata è stato Camille Rewinds, il film di Noémie Lvovsky scoperto alla Quinzaine des Réalisateurs 2012: ben 13 nomination e 0 premi.
Ma la delusione più cocente arriva per il capolavoro di Leos Carax, Holy Motors: che con 9 nomination non è riuscito a concretizzare neanche una segnalazione. Haneke e Audiard non si discutono, ma quando riguarderemo indietro questi premi tra qualche anno forse sorrideremo un po’ a vedere la totale mancanza di uno dei film (già) più importanti del decennio 2010.
Dopo il salto tutti i premi César 2013.
Continua a leggere: César 2013: trionfa Amour di Michael Haneke - Tutti i premi

Se l’Academy dovesse dar retta al botteghino di casa, ragionando quindi più con il portafoglio che con la testa, gli Oscar di domani sarebbero già stati assegnati, troncando di netto il vero favorito della vigilia secondo i bookmaker. Perché Lincoln di Steven Spielberg troneggia davanti a tutti nella Top9 del botteghino.
Con enorme sorpresa, visto anche il tema trattato, il biopic è infatti riuscito nell’impresa di incassare 177,122,490 dollari, facendo meglio dell’agguerrita concorrenza. Ad un niente dal primato troviamo invece Django Unchained di Quentin Tarantino, entrato nella storia della propria filmografia grazie ai 157,811,775 dollari portati a casa, ovvero poco più di 10 in più rispetto ai 146,061,865 di Les Miserables, medaglia di bronzo a sorpresa.
Continua a leggere: Oscar 2013: per il box office Usa vincerebbe Lincoln

Nomination agli Oscar 2013: ormai ci siamo. Sia chiaro sin da subito: quest’anno fare previsioni sulle nomination dell’Academy Awards è difficilissimo. Sarà che metà delle previsioni del 2012 sono state letteralmente buttate nel cestino. Sarà che è un anno particolare, visto che molte pellicole importanti sono state presentate da poco. Non mancano le “ovvietà”, certo: ma le situazioni in bilico sono tantissime, forse troppe.
Poco, a questo punto, è sicuro. Le nomination prenotate ci sono come ogni anno, e qualche statuetta sembra già essere stata assegnata (qualcuno ha detto Daniel Day-Lewis?). Ma bando alle ciance, ed entriamo nel vivo delle nostre ultimissime previsioni sulle nomination degli Oscar 2013. A pochissimi giorni dall’annuncio, che si terrà il 10 gennaio, Cineblog prova a fare il punto della situazione, giocando e scommettendo con voi.
Miglior film
Secondo alcuni, quest’anno ci saranno 8 film nominati. Non entriamo nel merito: il calcolo della previsione ci sembra sin troppo cervellotico. Quindi, facciamo finta che verranno nominati 10 film (anche se 9, personalmente, mi sembra il numero più corretto). 9 titoli sono i più certi, e si ritrovano tutti nelle segnalazioni dei PGA. L’unico titolo su cui nutro dubbi è proprio Skyfall. Perché? Si tratta del 50esimo anniversario di Bond, il film è bellissimo ed ha conquistato critica e pubblico, ha degli incassi da panico… eppure mi sembra potrebbe essere il film che, dalla lista dei PGA, non ce la fa ad entrare nei migliori titoli dell’anno secondo l’Academy.
Dopo il salto, tutte le previsioni delle nomination degli Oscar 2013.
Continua a leggere: Oscar 2013: le previsioni delle nomination di Cineblog

Da 71 a 9 opere in lizza per l’Oscar 2013 come Miglior film straniero. Una lista a suo modo “prevedibile”, ma nella quale si trova per forza qualche sorpresa. Ed un’amarezza tutta italiana: Cesare Deve Morire dei fratelli Taviani, Orso d’Oro a Berlino, non ce l’ha fatta. Anche per quest’anno niente Italia.
Ma noi siamo cinefili, e delle nazionalità e dei patriottismi ci interessa relativamente (anche se chi scrive è ancora convinto che la scelta dei Taviani fosse quella più giusta). Sei titoli scelti da un comitato di Los Angeles, più tre film scelti dall’Academy’s Foreign Language Film Award Executive Committee: si è così arrivati alle nove pellicole in gara. Eccole:
Austria: Amour - Michael Haneke
Canada: War Witch - Kim Nguyen
Cile: No - Pablo Larraín
Danimarca: A Royal Affair - Nikolaj Arcel
Francia: Quasi Amici - Olivier Nakache e Eric Toledano
Islanda: The Deep - Baltasar Kormákur
Norvegia: Kon-Tiki - Joachim Rønning e Espen Sandberg
Romania: Oltre le colline - Cristian Mungiu
Svizzera: Sister - Ursula Meier
Dopo il salto un’analisi della shortlist e la previsione di Cineblog sui “magnifici 5″
Continua a leggere: Oscar 2013: i 9 film stranieri in gara, fuori Cesare Deve Morire dei Taviani

561 copie a disposizione per sbancare il botteghino italiano. Ma così non è stato. Viva l’Italia di Massimiliano Bruno conquista la vetta del box office nazionale, grazie ai 1.463.987 euro raccolti in 4 giorni, con 223.132 ticket staccati. Un risultato oggettivamente tutt’altro che eccelso, tanto dall’aver fatto peggio di Nessuno mi Può Giudicare, che 12 mesi fa esordì con 1.880.000 euro incassati in 72 ore. Anche la commedia all’italiana, dopo due anni di numeri da urlo, sembrerebbe aver stufato. Numeri alla mano, ha invece stupito Le Belve di Oliver Stone. 300 copie a disposizione per il film Universal e ben 1.029.610 euro raccolti in 4 giorni, con 148.534 spettatori paganti. Risultato inatteso.
Altre new entry e numeri interessanti con The Possession, lanciato in 190 copie e riuscito ad incassare ben 633.612 euro, con 89.217 biglietti venduti, ed Io e Te. 300 le sale a disposizione per il ritorno in sala di Bernardo Bertolucci, 606.586 gli euro incassati, con 100.150 ticket staccati. Vista la ‘magra’ d’incassi del cinema italiano di qualità di questi ultimi mesi, diciamo che ci si può anche stare. Flop clamoroso per Alla Ricerca di Nemo 3D, lanciato in 250 copie ma fermatosi a quota 450.000 euro, mentre continua ad incassare Ted. 9.980.117 gli euro raccolti fino ad oggi dalla commedia Universal, riuscita a portare 1.499.564 spettatori in sala in un mese. Sorprendente.
Chi si avvicina ai 2 milioni di euro è Gladiatori di Roma 3D, in tenuta rispetto al weekend passato ma disastroso sotto tutti i punti di vista (è costato 20 volte tanto), con l’Era Glaciale 4 che arriva ai 15.206.447 euro, e The Wedding Party che supera la soglia psicologica del milione. Identica sorte, e risultato, per Il matrimonio che vorrei e Cogan. Chiudiamo il ‘listone’ con la miglior media per sala del weekend: Amour di Haneke. 185.000 euro raccolti con solo 37 copie a disposizione. Meglio di Viva l’Italia e Le Belve. Dio c’è. Fine settimana ‘lungo’ molto atteso quello in arrivo, grazie alle uscite di Silent Hill: Revelation 3D e soprattutto Skyfall. Riuscirà il nuovo Bond a fare meglio di Quantum of Solace (3.037.000 euro all’esordio) e Casino Royale ( 3.168.000 euro)? Lo scopriremo tra 7 giorni, qui, su Cineblog.
Amour, firmato Michael Haneke, è uscito nelle sale l’altro ieri, 25 ottobre. Per l’occasione vi riproponiamo la nostra recensione scritta a maggio durante il Festival di Cannes 2012.
Georges e Anne, una coppia sposata, hanno circa ottant’anni. Sono entrambi due raffinati insegnanti di musica in pensione. La loro figlia, anche lei musicista, vive all’estero assieme alla sua famiglia. Un giorno, Anne ha una specie di infarto che la lascia ammutolita e paralizzata, senza che, dopo essersi ripresa, possa ricordarsi di cosa le è accaduto. Il legame d’amore della coppia da questo momento viene messo alla prova, dal momento che Georges decide di prendersi cura personalmente della moglie…
Tra i tanti habituè di questo concorso cannense, uno dei più “forti” è senza dubbio Michael Haneke. Fosse per il palmarès, Haneke potrebbe già prenotare un premio: è la sua sesta partecipazione in concorso, e si è portato a casa un Gran Premio della Giuria (La pianista), il premio per la miglior regia (Niente da nascondere), e la Palma d’Oro (Il nastro bianco). Senza contare i premi minori. Fosse solo per il film in sé, beh… Haneke rischia comunque davvero di vincere la sua seconda Palma d’Oro.
Un gruppo di pompieri irrompe in una casa. C’è un cattivo odore. Una porta è chiusa e bloccata con del nastro adesivo. I pompieri la buttano giù, e dentro trovano il cadavere di una signora anziana sdraiato sul letto, circondato da fiori. Inizia così, Amour, per poi continuare con la storia di Georges e Anne. Una coppia che si ama ancora, dopo tanti anni. Una coppia di cui lui, ancora oggi, dopo essere tornati da un concerto, dice alla moglie che è bellissima.
Continua a leggere: Amour: recensione del film di Michael Haneke

In prospettiva una delle settimane più ricche dell’anno. Grazie al super ponte del 2 novembre, le sale italiane ingranano la marcia, con un primo weekend lungo ricchissimo di nuove uscite. 01 punta tutto su Viva l’Italia, lanciato addirittura in 561 schermi, mentre saranno 310 le copie in mano a Le Belve di Oliver Stone. A seguire le 300 di Io e Te, atteso ritorno in sala di Bernardo Bertolucci, le 250 de Alla Ricerca di Nemo 3D, le 190 di The Possession, e le 37 di Amour, capolavoro firmato Michael Haneke Palma d’Oro al Festival di Cannes (qui da noi recensito).
37 copie, avete letto bene, contro le 561 in mano a Massimiliano Bruno. Una differenza abissale, e sinceramente sconcertante, visto che Amour potrebbe (anzi dovrebbe) farla da padrone ai prossimi Premi Oscar. Il miglior cinema di qualità di questa stagione, si infrange contro la potenza distributiva della commedia all’italiana, e non solo, raschiando così il fondo della programmazione.
Pecche nostrane, che autorizzano lo spettatore medio a ‘disertare’ il cinema d’autore, semplicemente perché disabituato alla sua visione, limitata alle grandi città, alle sale d’essai e spesso a dir poco periferiche. L’esplosione dei multiplex ha così finito per aumentare questa incresciosa distanza qualitativa, finendo per punire anche il cinema italiano. Solo negli ultimi mesi, d’altronde, sono deragliati titoli particolarmente attesi. Da Virzì a Garrone, senza dimenticare Giordana e Vicari. Film importanti e complicati, evitati perché ormai fuori dalle ‘corde’ del pubblico nostrano, da anni abituato a ben altre uscite. Più semplici, commerciali e ridanciane. Trovare una sola ‘colpa’, ovviamente, è impossibile. Ma certo è che quelle 37 copie dedicate ad Haneke gridano vendetta. Perché Amour è innegabilmente uno dei 5 miglior film di questa stagione cinematografica. Eppure per riuscire a vederlo, noi italiani, dovremo vagare con la bussola, e tanta santa pazienza.

Update 9 ottobre: aggiorniamo il vecchio post con i film che mancavano alla lista e che sono stati resi noti solo da poche ore. La lista completa è dopo il salto.
E dopo l’annuncio che il film dei fratelli Taviani Cesare deve morire sarà il candidato dell’Italia alla corsa della statuetta per il Miglior film straniero degli Oscar 2013, diamo un’occhiata agli altri titoli scelti dalle nazioni che li hanno già annunciati. Ne mancano circa una quindicina, che avremo entro il 1 ottobre. Quale sarà il film che succederà a Una separazione, il capolavoro di Asghar Farhadi che ha vinto come Miglior film straniero l’anno scorso? Prima di addentrarci nell’analisi, parliamo di polemiche: perché sappiamo bene che questo è terreno fertile…
L’anno scorso quella più “tosta” venne dalla Russia, che candidò Burnt By the Sun 2: Citadel di Nikita Mikhalkov, discusso Presidente dell’Unione dei cineasti russi. Il titolo fu scelto nonostante il clamoroso flop di critica e pubblico, e a discapito del Faust di Sokurov ed Elena di Zvyagintsev. Partiamo quindi proprio da dove eravamo rimasti: dall’Iran. La nazione ha boicottato gli Oscar dopo il caso Innocence of Muslims, il film “satirico” anti-Islam all’origine dell’attacco alle ambasciate Usa. Il comitato di selezione iraniano aveva già scelto il titolo da candidare, ovvero A Cube of Sugar di Seyyed Reza Mir-Karimi.
Diamo assieme adesso un’occhiata ai film ipoteticamente più “forti” della lista, alla quale - lo ricordiamo ancora - manca ancora qualche titolo. Tutti i film già candidati li trovate, nazione per nazione, dopo il salto. Vi ricordiamo anche di non perdere le prime previsioni degli Oscar 2013 di Cineblog, e che le nomination saranno annunciate il 10 gennaio.
Premessa doverosa: è al solito presto per fare previsioni. Ma a noi sembra che la partita sia tra due film: Amour di Haneke (Austria) e Quasi amici (Francia). Il primo, Palma d’oro a Cannes 2012, se non sarà nominato scatenerà un putiferio; il secondo ha alle spalle la protezione di Harvey Weinstein. Ma la storia, anche recente, ci ha insegnato che spesso e volentieri il terzo gode: vedi alla voce Departures (che sconfisse nel 2009 La classe e Valzer con Bashir) e Il segreto dei suoi occhi (che nel 2010 sconfisse Il nastro bianco e Il profeta).
E chi potrebbe essere, oggi, questo “terzo incomodo”? Bisognerà stare attenti a Lore (Australia), premiato dal pubblico a Locarno, e ad A Royal Affair (Danimarca), premiato a Berlino. Scelte più squisitamente “di nicchia”, ma possibilissime, sono anche Fill the Void (Israele), premiato a Venezia, Blood of My Blood (Portogallo), e Sister (Svizzera), premiato a Berlino. Dall’India arriva poi un film già molto amato dal pubblico, un vero crowd-pleaser: Barfi!. Abbiamo visto come due film vengono dalla Berlinale: come non citare quindi proprio l’Orso d’oro, Cesare deve morire? Il premio internazionale gli darà la giusta visibilità.
Una scelta complessa e decisamente cinefila sarebbe Beyond The Hills (Romania), premiato a Cannes, ma forse troppo freddo e ostico per l’Academy. Però la nomination di Kynodontas ce la ricordiamo bene, quindi mai dire mai. Difficile venga inserito nella cinquina Pietà (Corea del sud), Leone d’oro a Venezia, troppo poco amato dalla critica americana e probabilmente troppo crudo. Ma se ci sarà, noi faremo festa. E faremo festa, tanta festa!, se ci sarà No (Cile): il capolavoro di Larrain, in uscita da noi a dicembre, si meriterebbe una nomination d’ufficio.
Dopo il salto trovate tutti i film candidati, nazione per nazione.
Continua a leggere: Oscar 2013: i 71 film candidati per la categoria Miglior Film Straniero
Con Amour, Michael Haneke ha vinto la sua seconda Palma d’Oro consecutiva al Festival di Cannes. La prima volta fu nel 2009 con Il Nastro Bianco, poi nominato agli Oscar come miglior film straniero. Co-prodotto tra Francia e Austria, Amour è stato scelto alla fine come rappresentante austriaco agli Oscar di quest’anno: molto probabile che lo ritroveremo nella cinquina. Promosso a pieni voti sulla Croisette anche da noi, Amour vede per protagonisti un duo eccellente come Jean-Louis Trintignant ed Emmanuelle Riva - meravigliosi -, affiancati dalla “musa” del regista, Isabelle Huppert.
Questa la trama. Georges e Anne, una coppia sposata, hanno circa ottant’anni. Sono entrambi due raffinati insegnanti di musica in pensione. La loro figlia, anche lei musicista, vive all’estero assieme alla sua famiglia. Un giorno, Anne ha una specie di infarto che la lascia ammutolita e paralizzata, senza che, dopo essersi ripresa, possa ricordarsi di cosa le è accaduto. Il legame d’amore della coppia da questo momento viene messo alla prova, dal momento che Georges decide di prendersi cura personalmente della moglie…
Amour è in linea con gli altri film di Michael Haneke a livello stilistico: asciutto, raffinato, essenziale e glaciale. Ma, rispetto al passato, chi accusava il regista di essere troppo freddo e cerebrale dovrà un minimo ricredersi, visto che si tratta di un film a suo modo anche straziante e che rende giustizia al suo titolo. In Italia lo vedremo nelle sale a partire dal 25 ottobre: non perdetelo.