Nella giornata di ieri, Thierry Fremaux, capoccia del Festival che a breve terrà banco in quel della Croisette, ha confermato il team che comporrà la Giuria del 65 Festival di Cannes. Ad affiancare il già annunciato Presidente, Nanni Moretti, ci saranno infatti Jean Paul Gaultier, Diane Kruger, Ewan McGregor, Alexander Payne, Raoul Peck, Andrea Arnold, Hiam Abbass e Emmanuelle Devos.
Una Giuria, dunque, composta per buona parte da attori, tali sono la Kruger, McGregor, Abbass, Devos e lo stesso Nanni Moretti in fin dei conti. Quanto alla scelta di Jean Paul Gaultier, Fremaux ha speso parole di profondo rispetto per lo stilista francese, definendolo “un uomo gioioso, curioso, generoso, entusiasta che è anche in cinefilo“. D’altra parte Gaultier non è del tutto avulso a questo settore, dato che in passato ha avuto modo di occuparsi dei costumi in film come Il Quinto Elemento e La Città Perduta, entrambi presenti a Cannes a suo tempo.
Per il resto, gli occhi dei rotocalchi e affini saranno certamente puntati sulla bella Diane Kruger e su Ewan McGregor, chiamati presumibilmente ad occupare i posti in cui l’anno scorso si trovarono Uma Thurman e Jude Law. Ultima considerazione la rivolgiamo al solito, immancabile, ampio respiro internazionale, per via della presenza di nomi provenienti dalla Palestina, da Haiti e dagli USA.
via | Festival de Cannes
Foto | TM News
Alla Mostra di Venezia ha fatto tanto discutere, e non c’è dubbio che si tratta di uno dei film più particolari, “estremi”, ma anche coraggiosi che si siano visti al Lido. Parliamo di Wuthering Heights (qui la nostra recensione), opera terza di una delle registe più brave e stimolanti in circolazione, Andrea Arnold. Una regista inglese che ha già un Oscar e due Premi della Giuria a Cannes nel cassetto. Con Wuthering Heights viene nuovamente premiata, e si porta a casa una sacrosanta Osella per la fotografia: il suo nome, piaccia o no, è un’ipoteca sicura in ogni palmares.
La Arnold fa la sua versione di Cime Tempestose, forse l’unica possibile oggi: asciuga le stratificazioni sentimentali che si sono ammassate sull’unico romanzo di Emily Brontë nel corso degli anni e ne tira fuori la carica bruta e violenta. La storia la conosciamo ormai bene: un contadino dello Yorkshire in visita a Liverpool incontra per la strada un ragazzo senzatetto. Decide di accoglierlo in famiglia, di chiamarlo Heathcliff e di portarlo a casa con sé, dove il ragazzo instaura una relazione ossessiva con la figlia Catherine. Mentre i ragazzi crescono, i familiari e i vicini rimangono invischiati negli spietati giochi di famiglia, alimentati da orgoglio e presunzione…
Solomon Glave e James Howson danno il loro volto al primo Heathcliff di colore della storia, filologicamente molto vicino a quello che forse la Brontë avrebbe voluto; a prestare il volto a Cathy invece troviamo Shannon Beer e Kaya Scodelario. Wuthering Heights uscirà in patria l’11 novembre, mentre a Toronto il film è stato acquistato da Oscilloscope Pictures per la distribuzione negli States. Ancora non ci sono notizie su una nostra possibile distribuzione, ma noi ci speriamo: è un film che merita una visione. Così saprete chi aveva ragione tra chi a Venezia l’ha applaudito e chi invece l’ha fischiato. O magari, in un primo momento, come è successo a qualcuno, vi troverete nella situazione di voler fare entrambe le cose.
In attesa di qualche news godetevi il primissimo teaser trailer qui sopra.
Un contadino dello Yorkshire in visita a Liverpool incontra per la strada un ragazzo senzatetto. Decide di accoglierlo in famiglia, di chiamarlo Heathcliff e di portarlo con sé tra le sperdute colline dello Yorkshire, dove il ragazzo instaura una relazione ossessiva con Catherine, la figlia del contadino. Mentre i ragazzi crescono, i familiari e i vicini rimangono invischiati negli spietati giochi di famiglia, alimentati da orgoglio e presunzione…
Un Oscar e due Premi della Giuria a Cannes. La breve carriera di Andrea Arnold è già di quelle che potrebbero fare quasi invidia: da quando l’Academy Awards l’ha premiata per Wasp, il suo cortometraggio del 2003, la regista ha partecipato con i suoi due primi lungometraggi a Cannes ed è stata entrambe le volte premiata. Regista inglese con uno stile ed una personalità già ben definite, la Arnold si è concentrata finora soprattutto nella descrizione di figure femminili, l’ossessionata Jackie di Red Road e l’inquieta Mia di Fish Tank.
Molto abile nell’unire la sua naturale capacità di scavare con profondità nei suoi personaggi, e capace di creare atmosfere mai consolatorie, bensì ben piantate con le radici nei territori delle sue storie, la Arnold si confronta con uno dei più celebri romanzi dell’800: quel Cime Tempestose già portato tantissime volte sia al cinema che in tv da autori diversissimi (tra gli altri William Wyler e Luis Buñuel) e con molti celebri attori (Laurence Olivier e Ralph Fiennes i più celebri Heathcliff, Merle Oberon e Juliette Binoche le più celebri Cathy).

Mister in Clergyman è Marco Muller, direttore della Mostra Cinematografica di Venezia, come sappiamo: basta guardarlo se l’abito fa il monaco, Marco con giacche chiuse fino al collo e quasi sempre di colore nero fa il direttore dalle buone intenzioni. Cosa ha combinato in questi penultimissimi giorni della competizione e del glamour, entrambi sommessi?
Ad esempio ha avuto l’idea di mettere insieme, in una stessa giornata, il film di Ermanno Olmi Il villaggio di cartone, fuori concorso; e Cime tempestose, tratto liberamente dal romanzo della Bronte, di Andrea Arnold, in concorso. Sono lavori diversi, diversissimi, con tempi e modi di ripresa molto distanti tra loro. Ma il reverendo Muller che si barcamena fra le tante religioni con cui deve trattare (credo che sia anche un pizzico buddista) ha scelto la via di un ecumenismo indiretto.
Nel “Villaggio di cartone” ritroviamo un Olmi particolarmente meditativo, impegnato nel raccontare una storia fatta di storie dentro una chiesa in una landa non precisata ma vicina alla sua terra lombarda, leghista e non proprio tenera con gli immigrati. Non starò certo a specificare per dettaglio la trama. Mi basterà dire che in una chiesa dismessa resta con ostinazione il vecchio parroco che, una notte, aprirà si fa per dire la porta a un gruppo di immigrati africani (la porta l’avrebbero comunque forzata) che improvvisano un piccolo accampamento con tende che paiono ricordare la capanna di Betlemme.
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Il bellissimo romanzo Cime Tempestose viene riproposto al cinema nella versione diretta da Andrea Arnold con Kaya Scodelario, James Howson, Oliver Milburn, Nichola Burley, Paul Hilton, Steve Evets, Amy Wren. Ecco la trama ufficiale: di questo nuovo Wuthering Heights:
Tratto dall’unico romanzo di Emily Brontë, Wuthering Heights è il tetro racconto di un amore appassionato e contrastato, rivalità tra fratelli e vendette. Un contadino dello Yorkshire in visita a Liverpool incontra per la strada Heathcliff (James Howson), un ragazzo senzatetto. Decide di accoglierlo in famiglia, portandolo con sé tra le sperdute colline dello Yorkshire, dove il ragazzo instaura una relazione ossessiva con Catherine (Kaya Scodelario), la figlia del contadino. Mentre i ragazzi crescono, i familiari e i vicini rimangono invischiati negli spietati giochi di famiglia, alimentati da orgoglio e presunzione. Pur essendo chiaramente un dramma d’epoca, la storia affronta temi attuali, come il razzismo e la dipendenza, ed eterni, come la gelosia, l’odio verso l’altro, l’amore e la famiglia. Il film è ambientato nelle aspre campagne dello Yorkshire, che di questa storia crudele e appassionata sono lo sfondo ideale e al tempo stesso uno dei protagonisti.
Il film sarà proiettato al Festival di Venezia (in Concorso) il 6 settembre alle ore 17 in Sala Grande e il 7 settembre alle 15 alla PalaBiennale (v.o. inglese - s/t italiano). Vi lasciamo anche un commento della regista:
“Il romanzo di Emily Brontë è pieno di violenza, morte e crudeltà. Conviverci durante gli ultimi diciotto mesi è stato duro. Le brughiere, gli uccelli, le falene, i cani e il cielo mi hanno aiutata molto. Ma è stato doloroso, e forse non mi riappacificherò mai con questa storia. Non so nemmeno se sia giusto che ciò succeda. Per nessuno di noi”.
Arnold è la regista di Fish Tank, Red Road e Premio Oscar miglior cortometraggio per Wasp.
Esce il 23 luglio il film drammatico Fish Tank di Andrea Arnold con Michael Fassbender, Harry Treadaway, Kierston Wareing, Jason Maza, Jack Gordon, Katie Jarvis, Charlotte Collins, Brooke Hobby, Chelsea Chase.
Mia (Katie Jarvis) ha quindici anni e la sua vita è formata da amiche, madre giovane e bella, una sorella, l’amore. Un giorno la mamma porta a casa il nuovo fidanzato…
Di seguito potete vedere il trailer italiano e nella gallerie le foto con il poster.
Fish Tank: il trailer italiano, foto e locandina




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Avevamo già parlato di Fish Tank ai tempi della sua premiere allo scorso festival di Cannes, oggi possiamo mostrarvi la locandina e il trailer del nuovo film di uno fra i più premiati film inglesi dell’ultimo periodo, per la regia di Andrea Arnold.
Fish Tank è la storia di Mia (Katie Jarvis), una volubile quindicenne, sempre nei guai a scuola e allontanata anche dal gruppo dei suoi amici. In un caldo giorno d’estate, sua madre (Kierston Wareing) porta casa un estraneo misterioso chiamato Connor (Michael Fassbender) che promette di cambiare tutto e portare amore in tutte le loro vite.
Dopo il continua potete vedere il trailer del film.

Ed eccoli qui, immortalati in una ricca fotogallery, i vincitori di questa 62a edizione del Festival di Cannes appena conclusasi. Gabriele ci ha aggiornato in tempo reale man mano che il palmares si andava delineando, durante una cerimonia di premiazione non priva di sorprese.
Siete stati soddisfatti delle scelte attuate dalla giuria? Oppure avreste assegnato la Palma d’Oro a qualcun altro? Diteci…siamo tutt’orecchi…
Festival di Cannes 2009 - il photocall dei vincitori
Foto di Sean Gallup, Francois Durand/Getty Images Europe via Zimbio
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Alla fine il palmares è stato pieno di sorprese. Del Toto-Palma, solo Das Weisse Band di Michael Haneke sembra aver rispettato davvero i pronostici per quanto riguarda i premi principali. Anche se la sua Palma d’Oro farà discutere per la presenza della Huppert in giuria e per il conseguente conflitto d’interessi, qui siamo abbastanza sicuri che il suo film sarà bellissimo.
Un Prophète di Jacques Audiard, il primo serio candidato alla vittoria finale, si “accontenta” solo del Gran Premio della Giuria, non riportando la Palma per la seconda volta in patria: ma anche qui siamo abbastanza sicuri che il film sarà bellissimo. Qui però, spudoratamente di parte, si è commossi per la vittoria di Charlotte Gainsbourg: dopo i buu e i fischi ricevuti da Antichrist, che pare abbiano fatto un po’ star male la bravissima attrice, una bella e doverosa rivincita.
Christoph Waltz porta alla ribalta i Bastardi senza gloria di Tarantino, ma le vere sorprese sono stati i premi assegnati a Kinatay di Brillante Mendoza (regia) e Spring Fever di Ye Lou (sceneggiatura). Standing ovation e grande commozione per il Premio Eccezionale della Giuria ad Alain Resnais, a 50 dalla “nascita ufficiale” della Nouvelle Vague e da un’edizione cannense che vedeva in concorso Hiroshima Mon Amour.
Altra sorpresa il Premio della Giuria al criticato Thirst di Park Chan-wook, odiato da molti ma evidentemente capace di far breccia nei cuori dei giurati. Il suo premio è da dividere ex-aequo con il primo film in concorso di questa edizione, ovvero Fish Tank di Andrea Arnold. Come ci aveva avvisato un rumor dell’ultim’ora, ripreso subito dall’Ansa, nessun premio purtroppo per il nostro Vincere di Bellocchio.
Dopo il salto, trovate tutti i premi del Festival di Cannes 2009.
Continua a leggere: Cannes 2009: Palma d'Oro a Das Weisse Band di Michael Haneke
Ci siamo quasi. Tra meno di 4 orette comincerà la cerimonia di chiusura che vedrà la giuria finire il proprio compito, ovvero quello di distribuire il palmares. Quest’anno le previsioni ancora una volta non sono affatto certe, e la rosa dei nomi per un premio non è molto ristretta.
Sono almeno 5 o 6 i titoli che aspirano alla Palma d’Oro, ma il discorso poi cresce se pensiamo ai premi per le interpretazioni, per la sceneggiatura, per la regia. La Huppert ha detto che da Cannes voleva soprattutto ricevere emozioni: verso le 19 - restate sintonizzati su Cineblog, con aggiornamenti in diretta - inizieremo a capire quali titoli hanno raggiunto lo scopo.
Qui di seguito facciamo un Toto-Palma, una previsione basata soprattutto sulle critiche ricevute dalle pellicole e da ciò che generalmente abbiamo recepito guardandoci in giro.
Los Abrazos Rotos - Pedro Almodovar: generalmente si è parlato di un buon film, un elegante omaggio al cinema. Ma il tutto è sembrato abbastanza congelato. All’inizio Almodovar sembrava avere grosse possibilità per la Palma, visto che l’ha già sfiorata senza afferrarla: difficilmente vincerà, ma mai dire mai.
Fish Tank - Andrea Arnold: dicevamo che il film che ha aperto il festival ha avuto degli applausi convinti. Però, passati i primi giorni, il suo successo sembra essersi ridimensionato. C’è chi pensa che Katie Jarvis potrebbe vincere come miglior attrice.