Il geniale Federico Mauro (già autore di IPhone Cinematografici) ci regala alcune sue rielaborazioni (sul suo Flickr le trovate tutte) per alternativi biglietti di auguri natalizi. Ha scelto i cattivi del cinema e li ha messi dietro la (vostra) porta. Dlin dlon: chi suona al campanello? Voi chi non vorreste vedere attraverso lo spioncino?
Speciale Natale: quale cattivo del cinema vi porta gli auguri?




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88 scatoloni di documenti e fotografie, conservati ancora oggi nella sua ultima casa - Childwickbury Manor, Londra - contengono il più grande sogno irrealizzato di Stanley Kubrick: il suo film su Napoleone.
Un progetto covato con rigorosissime ricerche (quasi due anni), ma tramontato prima del tempo, perché ritenuto troppo costoso da qualunque produttore. Audrey Hepburn sarebbe stata Giuseppina e David Hemmings Bonaparte. Era il 1968 e Kubrick richiedeva qualcosa come 125 milioni di euro di oggi. Ma mentre, deluso, il Maestro cominciava a porre le basi per “Arancia Meccanica“, il lavoro suo e dello storico oxfordiano Felix Markham non andava perduto.
Taschen (editore tedesco a sua volta monumentale) ha pubblicato quel lavoro sontuoso in un volume perfettamente in linea con lo sforzo kubrickiano: 2874 pagine per 8,6 chilogrammi di peso, vendute a 60 euro al chilo.

Non vi sto prendendo in giro! Esiste un film porno dal titolo Banana Meccanica ed è chiaramente ispirato ad Arancia Meccanica (sic!). Diretto da Marcus Dolby vede nel cast come assoluta protagonista Maurizia Paradiso attorniata da Sonia Eyes, Loira Renti, Anastasia Bisfori, Francy Dark, Ulla Blond, Fausto One.
Ecco la trama: Maurizia Paradiso interpreta il capo di una band di criminali che devastano la città, un giorno viene catturata dalla polizia ed in carcere viene curata con un metodo sperimentale. Quando però viene liberata…
Dopo il salto trovate il trailer; secondo voi Stanley Kubrick come avrà preso questa idea?
Continua a leggere: Banana Meccanica: il film porno ispirato ad Arancia Meccanica - il trailer
Chissà se anche per il suo nuovo film, Enter the Void, il regista francese Gaspar Noé regalerà qualche perla come quando (sempre a Cannes) aveva dichiarato che il suo Irreversible avrebbe fatto dimenticare a tutti (niente meno che) Arancia Meccanica di Stanley Kubrick?
Oggi, in compenso avremo modo di sapere che tipo di accoglienza ha ricevuto dalla critica il suo film con con Nathaniel Brown, Paz de la Huerta, Cyril Roy, Emily Alyn Lind, Jesse Kuhn, Masato Tanno, Olly Alexander, Sara Stockbridge. Cento cinquanta minuti (150!) in cui si racconta la storia di fratello e sorella che vivono a Tokyo, dove lui sopravvive spacciando droga mentre lei danza nuda in un nightclub. Durante una retata della polizia, Oscar viene colpito violentemente e davanti ai suoi occhi cominciano a scorrere strane visioni del passato.
Come avrete capito, se posso azzardare un’opinione personalissima, Noé non mi sta particolarmente simpatico e le sue apparizioni a Cannes lasciano sempre il tempo che trovano. Sarà così anche questa volta?
Enter the void sarà presentato alle 14.30 a Cannes
Forse la definizione proposta di Arancia Meccanica del ventunesimo secolo che si legge nel trailer è un po’ esagerata, la cosa certa che Bronson promette di essere un film piuttosto interessante, per lo meno perché al di fuori dei soliti schemi. In pratica un film da cui non hai la più pallida idea di cosa aspettarti (sono quelli personalmente più mi incuriosiscono!).
Prodotto da Vertigo Film il film diretto da Nicolas Winding Refn racconta la storia di un uomo condannato a sette anni di carcere per una rapina a un ufficio postale che però finisce a trascorrere trent’anni in una cella di isolamento. Durante questo periodo la sua personalità viene sostituita da un alter ego molto particolare, quello di Charles Bronson. Non c’è altro da aggiungere, ma sono certo che in molti di voi aspetteranno questo film con ansia!
Qui trovate il sito ufficiale! E dopo il continua potete vederne il trailer.
Continua a leggere: Bronson - Il trailer e la locandina del delirante film su Charles Bronson
Chi ha parlato? Chi cazzo ha parlato? Chi è quel lurido stronzo comunista checca pompinaro che ha firmato la sua condanna a morte? Ah, non è nessuno eh? Sarà stata la fatina buona del cazzo!

Stanley Kubrick moriva dieci anni fa nella sua casa di campagna all’età di 70′anni. La stampa e la rete giustamente lo ricordano: lui, regista per eccellenza, oggetto infinito di studio, di dibattito, di letture, interpretazioni ed opinioni. Un regista freddo, un regista da amare ad ogni costo, un regista senza eredi: le definizioni si sprecano. E in molti ricordano anche il progetto incompiuto del Napoleon, in “risposta” al film-fiume di Gance.
Non c’è corso di cinema, libro sugli audiovisivi, sulla regia, sulla sceneggiatura che non analizzi abbondantemente qualche suo film, qualche sequenza, qualche momento. Kubrick è il modello da studiare, un metro di paragone inarrivabile e alieno. Ma, senza voler essere provocatori, Kubrick è anche regista di emozioni. Un paradosso, un’assurdità: basti pensare alla perfezione maniacale della tecnica dei suoi film e alla (presunta) glacialità che le sue immagini regalano allo spettatore.
Ore ed ore spese a studiare la fotografia di un’inquadratura, ore spese a studiare la prospettiva, le posizioni degli attori. E una documentazione impressionante del campo artistico, come si vede facilmente in Barry Lyndon. Ma sotto l’inattaccabile e affascinante cura tecnica, sotto l’estetica più perfetta del perfetto, si nasconde sempre e comunque un’etica che, colta anche solo per un attimo e in minima parte, distrugge tutto e re-inventa il pensiero. C’è chi la chiama filosofia.
La canzone Singing in the rain rappresenta uno strano caso: è diventata leggendaria due volte e per di più sottolineando due manifestazioni emozionali abbastanza differenti… La preferite in Cantando sotto la pioggia (1952) di Stanley Donen o in Arancia meccanica (1971) di Stanley Kubrick? Meglio Gene Kelly o Malcolm McDowell? Nella pagina seguente Singing in the rain in versione Arancia meccanica…
Perchè postare il trailer di un film del 1971, e farlo addirittura in homepage? Che si siano impazziti a Cineblog? No, non ci siamo impazziti, ma questo trailer capolavoro, che non so quanti di voi abbiano visto, merita tutta la visibilità possibile. Parliamo di Arancia Meccanica, capolavoro di Stanley Kubrick, da rivedere e riassaporare con questi folli, visionari e geniali 60 secondi, che rappresentano il trailer originale della pellicola.
Guardatelo e poi diteci se siamo stati dei pazzi… grazie Stanley…

Riceviamo un’interessante mail da Alberto:
“Qualche giorno fa (14-15 e 17 marzo) un forumista aveva chiesto ad Andrea De Carlo perché avesse detto che Stanley Kubrick era un “misogino”, e questo ha dato il via ad una serie di incredibili affermazioni deliranti del De Carlo, che tra l’altro è arrivato al punto di affermare che Kubrick (che lui scrive Kubric senza neppure la k finale!) avrebbe con Arancia Meccanica rappresentato lo stupro come un “atto divertente e sexy” (sic!). Non basta, per De Carlo (che millanta un’amicizia con Anthony Burgess, e afferma falsamente che Burgess detestava il film, quando chiunque sa benissimo che l’unica divergenza tra Kubrick e Burgess riguardò il capitolo finale del libro, e le questioni finanziarie legate ai diritti del libro e del film) Kubrick odiava le donne e usava i loro corpi per fare soldi coi film!! (…)
In base ai criteri di De Carlo, allora “Il silenzio degli innocenti” di Demme dovrebbe essere un elogio del cannibalismo, poiché Hannibal Lecter è uno psichiatra pazzo e cannibale, ma anche colto, ironico e abbastanza simpatico. Del tutto inaccettabile, falsa e calunniosa è poi l’affermazione di De Carlo secondo cui Kubrick sarebbe stato un individuo che odiava le donne e faceva soldi coi loro corpi (??????) quasi fosse un pornografo di 4a serie, e non uno dei più grandi registi di ogni epoca. (…) Scrivere che Kubrick ha reso uno stupratore un eroe pop, e lo stupro “un atto divertente e sexy” significa non avere capito nulla del cinema di Kubrick, del suo uso dei registri ironici. La cosa più patetica, poi, è che De Carlo affastella considerazioni pseudo-femministe, dimenticando che le donne non ebbero mai dubbi nel considerare il film di Kubrick una denuncia intelligente e corrosiva della violenza, sia dell’uomo (Alex), che del potere. Basterebbe leggere cosa scrisse di Arancia Meccanica una Lietta Tornabuoni, ad esempio”.
Ho dovuto accorciare la lunga mail di Alberto per motivi di spazio ma vi giro la domanda. Secondo voi Stanley Kubrick era un misogino? Andrea De Carlo ha ragione riguardo Arancia Meccanica? Cosa ne pensate?
In Arancia Meccanica di Stanley Kubrick Alex (Malcolm McDowell) veniva bombardato di immagini e pellicole estremamente violente: si chiamava La Cura Ludovico e serviva per calmarlo. Mica c’è da scherzarci su, sembra che funzioni.
Gordon Dahl e Stefano Della Vigna, due economi californiani dell’Università di San Diego e di Berckley, sostengono infatti che vedere film violenti potrebbe servire a placare gli animi di delinquenti e criminali. Gordon Dahl spiega:
“Tengono le persone violente lontano dalle strade per metterli dentro le sale cinematografiche, In poche parole, se i film violenti non venissero più prodotti, il crimine aumenterebbe”.
Continua a leggere: Sei un criminale? La cura è un film violento