Tutti giù per aria esce al cinema il 6 gennaio 2012 grazie a Distribuzione Indipendente. Il documentario di Francesco Cordio nasce da un’idea di Alessandro Tartaglia Polcini, cassaintegrato Alitalia, e Matteo Messina giornalista freelance e racconta la vertenza Alitalia che si era sviluppata tra il settembre 2008 e l’aprile 2009. Un assistente di volo cassaintegrato ci accompagna una sua giornata tipo.
Nel cast Fernando Cormick e Ascanio Celestini, con la partecipazione straordinaria di Dario Fo. Qui sopra trovate il trailer.
Visto ed applaudito alla 67a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia; al centro di numerose polemiche per essere approdato a sorpresa nella sezione principale del Festival sbaragliando Avati; La Pecora Nera arriverà nelle sale italiane il prossimo 1° ottobre grazie alla Bim.
Del film abbiamo già visto il trailer e letto la recensione del nostro Gabriele. La storia alla base della pellicola, per una volta, ce la facciamo raccontare direttamente dall’autore, regista e protagonista Ascanio Celestini, al suo esordio cinematografico.
Nato come testo e come spettacolo teatrale, La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico, successivamente diventato un libro, il film vede nel cast anche Giorgio Tirabassi, Maya Sansa, Luisa De Santis, Barbara Valmorin.
Visto ed applaudito a Venezia, e già recensito dal nostro Gabriele, La Pecora Nera di Ascanio Celestini arriverà nelle sale italiane il prossimo 1° ottobre grazie alla Bim. Oggi, dopo aver visto ben 3 clip inedite, torniamo a parlare del film grazie al primo trailer, da vedere e commentare come sempre insieme a noi.
Nato come testo e come spettacolo teatrale, La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico segna così l’esordio cinematografico dell’apprezzato Celestini. Aspettando il suo approdo in sala, a voi trailer e sinossi.
«Il manicomio è un condominio di santi. So’ santi i poveri matti asini sotto le lenzuola cinesi, sudari di fabbricazione industriale, santa la suora che accanto alla lucetta sul comodino suo si illumina come un ex-voto. E il dottore è il più santo di tutti, è il capo dei santi, è Gesucristo». Così ci racconta Nicola i suoi 35 anni di «manicomio elettrico», e nella sua testa scompaginata realtà e fantasia si scontrano producendo imprevedibili illuminazioni. Nicola è nato negli anni Sessanta, «i favolosi anni Sessanta», e il mondo che lui vede dentro l’istituto non è poi così diverso da quello che sta correndo là fuori – un mondo sempre più vorace, dove l’unica cosa che sembra non potersi consumare è la paura.
La Pecora Nera (Italia 2010, Drammatico) di Ascanio Celestini con Ascanio Celestini, Giorgio Tirabassi, Maya Sansa, Luisa De Santis, Barbara Valmorin.
Sono trentacinque ormai gli anni che Nicola ha passato in manicomio, che lui chiama “condominio di santi”. Ne è passato di tempo da quando è entrato da giovanissimo, e ne ha viste e vissute tante. Nella sua testa i ricordi, la realtà e la fantasia di mischiano, finché un giorno incontra il suo amore d’infanzia…
Per tre anni Ascanio Celestini ha intervistato persone rinchiuse in manicomio. Da quelle interviste è nato prima uno spettacolo teatrale che l’autore continua ancora oggi a portare in giro per l’Italia, poi un libro ed infine questo film che, a sorpresa sbaragliando Avati, è approdato in concorso al Lido.
Certo, c’è chi può pensare che ormai il progetto sia stato spremuto fino al midollo, ma La pecora nera acquista una sua identità anche su pellicola. Un’identità che il regista vuole rendere il più cinematografica possibile, lontano dalla letterarietà e della teatralità delle due diverse arti prima utilizzate per raccontare lo stesso materiale.
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Visioni avveniristiche per il Lido veneziano. L’Hotel des Bains, quello di Morte a Venezia di Luchino Visconti, dal romanzo di Thomas Mann, è fasciato di tubi innocenti. Scorrono le lacrime in tutti questi tubi invasi dai ricordi. Tramontano i trascorsi di lusso degli inizi del Novecento e il magnifico hotel si prepara ad essere un residence (di lusso?) per tristissimi turisti a caccia di antichi fasti della Serenissima. Piange anche l’Hotel Excelsior, altro luogo della tradizione festivaliera, che piegherà le ginocchia davanti alla devastazioni di una crisi che oggi viene chiamata ristrutturazione.
Dentro le sale della Mostra ghignano con occhi asciutti i turisti colti (?) del cinema che si aggrappano ai film come a zattere sulla terra ferma. Nostalgie di quanto il cinema-cinema era fatto di pecore nere, ossia di autori come gli italiani Rossellini, Monicelli, Fellini, Rosi, Antonioni, Pasolini, Leone, lo stesso Visconti, e come gli stranieri Malle (il film scandalo “Gli amanti), Richardson (“Billy il bugiardo”), Losey, Russell (“I diavoli”). Tanto per citarne alcuni. Bei tempi di incazzature e risse artistiche.
Ora si va a passo di lumache più che di pecore. Ma forse non tutto è perduto, nella speranza che Venezia 67 metta almeno qualche marcia più alle lumache. Ci si aspettava molto, forse troppo, da La pecora nera di Ascanio Celestini preferito a Pupi Avati come uno dei quattro film nostrani in concorso. Dico subito che la scelta del direttore è stata azzeccata, anche se non posso fare confronti non avendo visto il lavoro di Avati.
Continua a leggere: Venezia 2010: Guai se abdicasse La Pecora Nera
Arriva oggi, 2 settembre, a Venezia 2010 il film drammatico La Pecora Nera di Ascanio Celestini con Ascanio Celestini, Giorgio Tirabassi, Maya Sansa, Luisa De Santis, Barbara Valmorin.
La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico nasce come testo e come spettacolo teatrale, ora diventato anche film. Sulla pagina facebook la pellicola è presentata così:
“Il manicomio è un condominio di santi. So’ santi i poveri matti asini sotto le lenzuola cinesi, sudari di fabbricazione industriale, santa la suora che accanto alla lucetta sul comodino suo si illumina come un ex-voto. E il dottore è il più santo di tutti, è il capo dei santi, è Gesucristo”.
Così ci racconta Nicola i suoi 35 anni di “manicomio elettrico”, e nella sua testa scompaginata realtà e fantasia si scontrano producendo imprevedibili illuminazioni. Nicola è nato negli anni Sessanta, “i favolosi anni Sessanta”, e il mondo che lui vede dentro l’istituto non è poi così diverso da quello che sta correndo là fuori – un mondo sempre più vorace, dove l’unica cosa che sembra non potersi consumare è la paura.
“Non si sa se ridere o piangere, ma non importa niente. In questa compresenza assoluta di comico e di tragico si ritrova incarnata la grande modalità tragica moderna”. Edoardo Sanguineti
Il film sarà nelle sale italiane il 15 ottobre 2010, nella gallerie foto e locandina. Dopo il salto tre clip.
La Pecora Nera di Ascanio Celestini - Foto e locandina




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Un annuncio a sorpresa. Dato da tutti come sicuro film in Concorso, Una Sconfinata Giovinezza di Pupi Avati non sarà in cartellone all’ormai prossima 67° Mostra del Cinema di Venezia. A polemizzare sulla decisione di Marco Muller, Direttore della Mostra, lo stesso regista, che ha così reagito alla clamorosa bocciatura:
“Sono profondamente deluso per la mia esclusione dal Festival del cinema di Venezia. Ormai ci davano per sicuri tra i quattro film selezionati per il concorso ma poi abbiamo ricevuto una telefonata inquietante da parte di Rai Cinema, il nostro coproduttore, che ci ha comunicato che il nostro film era stato escluso a favore de ‘La pecora nera’ di Ascanio Celestini”. “Io non ho nulla contro Celestini perchè non lo conosco, sono invece molto deluso dalla direzione della Mostra. Mi sembra che da parte loro non ci sia stato un atteggiamento di grande trasparenza”. “Sicuramente attribuiranno la decisione alla Commissione che ormai è diventata uno strumento su cui scaricare le proprie responsabilità. Purtroppo non saprò mai come sono andate veramente le cose”.
Alle parole, ricche di amarezza, di Avati, ha risposto così Marco Muller, Direttore del Festival: “Abbiamo proposto il Fuori Concorso per Una Sconfinata Giovinezza. Abbiamo finito di vedere tutti i film italiani giovedì: altri titoli importanti sono stati visionati dopo Avati. Il risultato della discussione con gli esperti è stato di invitarlo fuori concorso“. Immancabilmente, e inappropriatamente, anche il mondo della politica ha dovuto dire la sua, con Maurizio Gasparri, Presidente del Gruppo Pdl al Senato, che ha così espresso la sua vicinanza ad Avati: “voglio esprimere pubblicamente solidarietà e stima a Pupi Avati, vittima di una incredibile decisione degli organizzatori della Mostra del Cinema di Venezia. L’esclusione di Avati, uno dei più apprezzati registi sulla scena nazionale ed internazionale, sorprende ed amareggia“.
A meno di clamorose sorprese, in conclusione, avremo questi quattro film italiani in Concorso a Venezia: La Pecora Nera, di Ascanio Celestini, Noi credevamo di Martone, La passione di Mazzacurati e La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo.
Fonte:AdnKronos