
Yakuza, il film che Takashi Miike ha tratto da un famoso videogioco PlayStation 2 esce finalmente dai confini nipponici. Il 23 giugno verrà infatti proiettato all’Asian Film Festival di New York.
Un data d’uscita nei cinema occidentali purtroppo ancora non c’è, e infatti ci stavamo quasi dimenticando di questo interessante progetto, ma un eventuale successo di critica e pubblico nella proiezione americana potrebbe velocizzare il processo.
Per ingannare l’attesa diamo intanto una ripassata al trailer originale uscito ormai più di un anno fa. Dopo il salto.
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Ann Hui è considerata la madre di quella che i critici chiamarono la new wave del cinema di Hong Kong, iniziata sul finire degli anni ’70.
La new wave hongkonghese non ha le caratteristiche di un movimento unitario: i diversi registi portano avanti un discorso individuale, ma tutti sono accomunati dalla visione cosmopolita del cinema, dalla necessità di contaminazione di cui Hong Kong è un chiaro esempio.
Hann Nui è nata nel 1947 in Manciuria, da padre cinese e madre giapponese e presto si trasferì a Hong Kong. Studia anche a Londra alla International Film School.
Naturalmente questa sua formazione internazionale non può non incidere sul suo modo di concepire il Cinema ed, infatti, è tra le prime a realizzare film in coproduzione con altri Paesi Asiatici, in un periodo di forte instabilità politica.
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Le tematiche sociali sono importanti in un festival che si occupa dell’Est dell’Asia, una Regione del mondo che presenta Paesi in costante ascesa economica ma con innumerevoli contraddizioni.
Ieri è stato presentato in concorso il film cinese Mang Shan (Blind Mountain) di Ly Yang. Il regista, cresciuto nell’ambiente teatrale e di formazione internazionale, ha vinto l’Orso d’Argento al Festival di Berlino per il suo primo lungometraggio Blind Shaft (del 2003), in cui un gruppo di minatori sottopagati e senza alcuna tutela rimaneva intrappolato all’interno delle miniere (cieche).
In Blind Mountain, presentato al 60° Festival di Cannes, sono le montagne ad essere cieche; chiara metafora dell’oscurantismo perpetrato dalla Cina nei confronti della mancanza dei diritti civili e dell’arretratezza in cui ancora vivono molte zone rurali del paese.
Primi due giorni all’Asian Film Festival e i film che ho visto mi hanno completamente soddisfatta. Il bacino dei Paesi di provenienza comprende gli Stati dell’Est Asia. I generi selezionati sono vari, si spazia dal sociale, al fantasy: insomma ce n’è per tutti i gusti e difficilmente si rimane delusi.
Vorrei iniziare a parlarvi di un film in concorso: Mushishi (Bugmaster) il secondo film “live” del maestro del fumetto e dell’animazione Katsushiro Ôtomo.
Il regista è famoso soprattutto perché è il padre di Akira, il visionario e apocalittico manga di cui ha poi realizzato l’omonimo lungometraggio, considerato tra le opere più importanti dell’animazione mondiale.
Ôtomo è un artista poliedrico, è anche sceneggiatore, character designer, animatore, storyboarder e produttore. Il suo primo lavoro non d’animazione risale al 1991, è una sorta di comedy/horror con il titolo Warudo apaatoment hora (World Apartment Horror).
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Asia Argento, l’attrice protagonista di Boarding Gate, presenterà la première italiana all’ Aff che si sta svolgendo in questi giorni a Roma a Villa Medici e al Film Studio fino14 ottobre.
L’attrice ha confermato che sarà lieta di intervenire, nella serata di mercoledì prossimo, all’anteprima del film diretto da Olivier Assayas per una breve introduzione riservata al pubblico presente.
La proiezione - in versione originale con sottotitoli - è prevista presso la sala Michel Piccoli dell’Accademia di Francia alle ore 21 di mercoledì 10 ottobre, con repliche nei giorni successivi.
Il giorno seguente, giovedì 11 ottobre alle ore 12, Asia Argento incontrerà il pubblico e la stampa per rispondere alle domande sul film di Assayas e sul proprio lavoro.
“Mercoledì sera resterò a vedere Boarding Gate con il pubblico del festival” ha annunciato Asia, che si augura di trovare in sala, oltre agli italiani, anche stranieri - francesi, asiatici. “Sarà piacevole rivedere il film dopo la proiezione ufficiale al festival di Cannes lo scorso maggio”.
Boarding Gate, scritto e diretto dall’erede della Nouvelle Vague francese Olivier Assayas è stato difatti presentato in anteprima mondiale all’ultimo festival di Cannes, fuori concorso nella sezione Midnight Screenings.
Su continua un estratto della presentazione del film di Simone Emiliani tratta dal catalogo del Festival ed altre immagini del film.
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Per chi, come me, ama il cinema asiatico, l’appuntamento è dal 7 al 14 ottobre a Roma, presso le sale del Film Studio e dell’Accademia di Francia. All’Asian Film festival verranno presentati, in anteprima europea o italiana, circa 30 tra lungometraggi, cortometraggi e documentari firmati dai maestri del cinema asiatico come Hou Hsiao-Hsien, Naomi Kawase, Katsuhiro Otomo.
18 opere sono state selezionate per il concorso principale. La giuria, premierà il Miglior Film, la Miglior Regia, il Miglior Attore, la Miglior Attrice e il Film più originale.
Una speciale retrospettiva sarà dedicata alla hongkonghese Ann Hui, con ben 7 film, affiancati a una selezione di documentari prevalentemente a contenuto ambientale, firmati da autori come Jean-Pierre Limosin.
Fuori concorso saranno inoltre presentate diverse anteprime italiane reduci dai più prestigiosi festival internazionali, tra cui Boarding Gate di Olivier Assays, girato tra Hong Kong e Cina e presentato all’ultimo Festival di Cannes.