
Carlo Verdone nell’ultimo decennio è letteralmente risorto. Se nel 2000 con il pessimo C’era un Cinese in Coma in molti celebrarono il suo funerale registico, l’attore si è rimboccato le maniche, riconquistando fan e critica. Perché titolo dopo titolo Verdone ha ricominciato a scalare la classifica degli incassi nazionali. Ma che Colpa Abbiamo Noi, L’Amore è Eterno finché Dura, Il mio Miglior Nemico, Grande, Grosso e Verdone e Io, Loro e Lara, autentico boom del 2010, con 15.777.000 euro raccolti. Finita l’esperienza con la Warner., Verdone torna a girare con la Filmauro di Aurelio De Laurentiis. Posti in piedi in Paradiso il titolo della pellicola, scritta dallo stesso Verdone insieme a Pasquale Plastino e Maruska Albertazzi.
In arrivo nei cinema ad inizio 2012, il film proverà a raccontare in chiave comica le disavventure di tre padri separati, interpretati da Verdone, Pierfrancesco Favino e Marco Giallini, che, dovendo affrontare grandi difficoltà economiche, decidono di condividere un appartamento per poter risparmiare. La loro convivenza, ovviamente, darà vita a varie situazioni tragicomiche.
Al fianco dei tre mattatori Micaela Ramazzotti, Diane Fleri, Nicoletta Romanoff, Valentina D’Agostino e le giovani Nadir Caselli, Maria Luisa De Cresceno e Giulia Greco. Le riprese di Posti in Piedi in Paradiso sono partite oggi, a Roma. 10 settimane di girato, nella Capitale, negli studi di Cinecittà e a Parigi.

Solo ieri ci chiedevamo quanto fosse costato Amici Miei - Come Tutto Ebbe Inizio. D’altronde i numeri parlano chiaro. Migliaia di comparse, sei mesi di lavoro per ricostruire la Firenze del 400 a Cinecittà. Attori di grido, mesi di girato, quasi un kolossal più che una commedia all’italiana. Ebbene, a 24 ore dal nostro quesito ecco arrivare la risposta di Aurelio De Laurentiis.
”Il costo industriale di ‘Amici Miei, come tutto ebbe inizio’ e’ stato di circa 15 milioni di euro e per il cinema italiano non e’ poca cosa”.
Uscito oggi in 570 sale, con il marchio Filmauro, il prequel di Amici Miei dovrà quindi sbancare il botteghino per riuscire a rientrare dei costi di produzione. Di quei 15 milioni di euro, sappiamo che 400,000 arrivano dallo Stato, avendo il film ottenuto il ‘riconoscimento di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Attività culturali’. Un investimento importante e coraggioso per Aurelio De Laurentiis, considerando le tante polemiche che hanno travolto la pellicola, nate ancor prima del via definitivo alla produzione. Una produzione superiore a due film da Oscar come Il Discorso del Re, costato 15 milioni di dollari, e Il Cigno Nero, costato appena 13 milioni di dollari. Tralasciando l’homevideo, la pay tv e i diritti per i passaggi in chiaro, per iniziare a fare cassa con il solo botteghino la pellicola dovrà avvicinarsi ai 30 milioni di euro, visto che circa metà degli incassi rimangono ovviamente nelle tasche degli esercenti.
Amici Miei - Come Tutto Ebbe Inizio riuscirà nell’impresa, o possiamo da subito iniziare a parlare di flop (da box office) praticamente annunciato?
Anche quest’anno l’ha fatta a tutti i giornalisti. Dopo anni ed anni di polemiche, il cinepanettone 2010 segue la scia dei predecessori, presentandosi alla stampa solo e soltanto attraverso la solita conferenza promozionale, senza prima essersi fatto vedere. Niente proiezione stampa per Natale in Sudafrica, ma solo una conferenza ‘marchetta’ in cui nessun giornalista presente potrà fare domande attinenti al film, non avendolo visto. Lo scorso anno fu il SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) a lanciare l’ennesimo grido d’allarme, con i giornalisti italiani letteralmente trasformati in ‘uffici stampa’ di Aurelio DeLaurentiis e del suo cinepanettone.
Il produttore, dal canto suo, promise che per il cinepanettone del 2010, ovvero Natale in Sudafrica, la proiezione ci sarebbe stata. Detto, fatto? Assolutamente no. Detto, dimenticato. E attenzione, qui nessuno sostiene che un’anteprima stampa sia ‘obbligatoria’, anzi, son sempre più le major che preferiscono distribuire un film senza farlo vedere ai giornalisti, ma montarci sopra una conferenza stampa è qualcosa che in Italia annualmente avviene solo e soltanto con i cinepanettoni. Le parole pronunciate da DeLaurentiis solo un anno fa d’altronde risuonano ancora chiare:
“I giornalisti cinematografici hanno un compito duplice: la critica, che non riguarda questa sede e queste pellicole, e il «colore». Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, avere o meno il film a disposizione è ininfluente”.
Una probabile verità, quella del Presidente del Napoli, se non fosse che basterebbe togliere anche il colore, da parte degli addetti ai lavori, e completare il quadro. Disertare la conferenza stampa, lasciare l’intero cast del film in una stanza tristemente vuota, sarebbe la risposta adeguata ad un simile e ripetuto comportamento, tra l’altro ogni anno malamente giustificato (lo scorso anno la ‘colpa’ venne attribuita a disguidi tecnici relativi alle copie del film. Chissà cosa sarà successo quest’anno…), perché il compito di un critico/giornalista è anche se non soprattutto quello di fare domande. E porle in base a ciò che ‘dice’ un pressbook della Filmauro, con aggettivi altisonanti e paragrafi compiacenti, non è affatto ‘colorato’, ma a dir poco umiliante.

Dopo la celebre scena di sesso con Riccardo Scamarcio in Manuale d’Amore 2, Monica Bellucci torna sul set del film di Giovanni Veronesi per affiancare Robert De Niro in Manuale d’Amore 3. Ad annunciare l’ultimo ‘acquisto’ di Aurelio DeLaurentiis Variety, con Monica Bellucci che andrà ad interpretare una donna che farà perdere la testa al celebre attore, professore americano divorziato in pensione nella capitale.
Diviso come sempre in capitoli, Manuale d’Amore 3 vedrà iniziare le proprie riprese a breve, a fine settembre a Roma, per un’uscita che probabilmente combacerà con San Valentino del 2011. Ovviamente confermato anche Carlo Verdone, per un cast che avrà fatto sicuramente lievitare il budget di produzione abbondantemente sopra i 10 milioni di euro.
Fonte:Playlist
Dopo il rumor di Variety, ecco arrivare l’ufficialità. Robert De Niro sarà in Manuale d’Amore 3. A confermare il colpaccio al Corriere della Sera lo stesso Aurelio De Laurentiis, produttore del film e Presidente del Napoli Calcio.
“Ci voleva un colpo grosso, anche perché oggi i sessantenni sono ringiovaniti, vanno al cinema e i nostri manuali si rivolgono a tutte le età dall’adolescenza in poi perché le combinazioni degli affetti sono chiare in ogni stagione della vita”. “De Niro ha letto il copione, ha visto i film di Giovanni ed ha accettato”. No problem. A costo sindacale? “Non proprio. Costa come un giocatore di calcio?”. “Per noi direi fantacalcio, ma dobbiamo entrare in orbita internazionale, la prossima volta può essere Clooney, chissà. La situazione è pesante in Italia e gli aiuti non bastano più. In fondo questo manuale d’amore ha possibilità infinite e la saga continua”.
Quella che sembrava una semplice trovata pubblicitaria si conferma così veritiera. 36 anni dopo Novecento, De Niro tornerà a girare in Italia. Il suo ruolo nel film di Veronesi, diviso come sempre in tre episodi, sarà quello di un professore di storia dell’arte che finalmente arriva da Boston a Roma, la città che ha sempre amato, studiato e insegnato ai ragazzi. Qui rivive un pezzo di giovinezza naturalmente incontrando una donna ancora top secret (che NON sarà Laura Chiatti). Ma è imbarazzato, deve riacquistare i tempi e i ritmi giusti per l’amore, si deve rimettere in moto…
Queste le parole di Giovanni Veronesi una volta appresa la notizia:
“Ho lavorato con idoli come David Bowie e Carlo Verdone, che mi ha dato la sua fiducia e mi ha colpito al cuore. Ora De Niro: stavolta è un grande attore che viene a trovarci a casa, parlando la nostra lingua”. “Sono molto emozionato, ma la prova mi spinge in avanti senza bloccarmi, è propositiva: alla fine un regista deve andare a caccia proprio di queste emozioni e delle persone che stima per lavorare. Il sogno si è avverato. Vuol dire che quando un ciak va bene lo urlerò ma quando non va bene lo dirò sottovoce in toscano stretto”.

14.018.000 euro incassati nel 2005, addirittura 19.018.000 nel 2007. Dopo la non esaltante parentesi al botteghino di Italians e Genitori & figli - Agitare bene prima dell’uso, Giovanni Veronesi torna alla sua creatura più riuscita, Manuale d’Amore, con un terzo capitolo, ormai in direttura d’arrivo. Secondo Variety, Robert De Niro sarebbe in trattative per prendere parte ad uno dei quattro episodi della pellicola, le cui riprese inizieranno a Roma il prossimo 24 settembre.
Sarebbe un vero e proprio colpaccio per Aurelio De Laurentiis riuscire a portare in Italia De Niro, a 25 anni dall’ultimo film non in lingua inglese dell’attore, Novecento di Bertolucci. Lo stesso Presidente del Napoli Calcio, d’altronde, confermò le trattative il 10 luglio scorso, annunciando sia il film che la presenza di De Niro, al fianco di Verdone. Aspettando news ufficiali, che ne pensate di quest’idea?

Ogni anno la stessa storia. Conferenza stampa senza proiezione, con i giornalisti costretti a non poter fare domande pertinenti al film, non avendolo potuto vedere. Con una lettera personale del presidente Laura Delli Colli ad Aurelio De Laurentiis, il SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) è intervenuto ufficialmente nella polemica, ormai rituale, nata anche oggi alla conferenza stampa di presentazione del film di Natale della Filmauro, Natale a Beverly Hills, a proposito della mancata proiezione stampa che ha suscitato anche quest’anno l’irritazione di alcuni colleghi. “Comprendiamo le ragioni, anche scaramantiche, della tradizione che in questo senso accompagna ogni “cinepanettone”, ma perché “- ha scritto il presidente del Sngci - “infilarsi ogni anno nella solita commedia delle proteste e delle scuse tecniche?“.
“Sappiamo tutti che il film arriva alla data dell’8 dicembre già pronto per essere presentato almeno “in famiglia”. Una proiezione abbinata alla conferenza stampa, come si fa ovunque, da sempre, aiuterebbe, magari, a superare offese comprensibili e inevitabili excusatio“. Il presidente del Sngci, nel ringraziare De Laurentiis per aver rinnovato oggi un impegno già preso più volte, pubblicamente, anche con il Sngci conclude: “Risparmiamoci davvero per il prossimo anno il disagio delle pubbliche scuse. E, magari, anche la solita polemica. Sono certa che il clima della conferenza stampa sarà anche più…natalizio”
Una conferenza stampa infatti, quella di oggi, in cui la tensione si poteva tagliare a fette.
Saranno Baarìa di Giuseppe Tornatore, Fortapasc di Marco Risi, Il grande sogno di Michele Placido, Vincere di Marco Bellocchio e (forse la sorpresa maggiore) Si può fare di Giulio Manfredonia i cinque film italiani in lizza per una nomination alla cerimonia degli ottantaduesimi Oscar, che si svolgerà a Los Angeles il prossimo 7 marzo. Saranno quattordici i giurati italiani che selezioneranno il prescelto tra questi titoli che dovrà poi essere valuto dai membri dell’Academy, passo successivo per arrivare poi alla cinquina che si contenderà la sognata statuetta.
Sapremo entro il 1° di ottobre il risultato della consulta che vedrà insieme i registi Lina Wertmuller e Paolo Sorrentino, i portavoce della critica cinematografica Alberto Barbera, Fulvia Caprara e Piera Detassis. I produttori saranno invece rappresentati da Pio Angeletti, Aurelio De Laurentiis, Valerio De Paolis, Nicola Giuliano, Fulvio Lucisano, Andrea Occhipinti, Domenico Procacci e Riccardo Tozzi. Completa il gruppo il direttore generale per il Cinema, Gaetano Blandini.
Personalmente punterei sul film di Bellocchio, che è anche quello ad aver ricevuto la migliore accoglienza dal pubblico anche internazionale. Ma sappiamo che gli Oscar non sono un festival…voi che ne pensate?

Quest’anno il cinepanettone fa fatica a trovare la sua donna. Dopo il no a Belen Rodriguez, ora arriva il no di Sabrina Ferilli. La notizia è su Tv Sorrisi e Canzoni, l’attrice ha scelto il set della fiction Caldo criminale.
La reazione di Aurelio De Laurentiis?
“Cado dalle nuvole. Per me Sabrina è ancora nel cast”.
Per i fans del cinepanettone: chi ci mettiamo adesso nel cast di Natale a Beverly Hills?