
Un record sinceramente impensabile, fino ad un mese fa. Skyfall, 23esimo capitolo legato all’agente 007, è infatti diventato il film dal maggiore incasso sul suolo inglese. Battuto, incredibile ma vero, colui che sembrava inarrivabile. Ovvero Avatar di James Cameron.
In appena 40 giorni, il film di Sam Mendes ha raccolto la bellezza di 94.277.612 sterline (151,8 milioni di dollari), stracciando il precedente primato, in mano a James Cameron. Avatar nel 2009 riuscì ad incassare 94.025,632 sterline (151,3 milioni di dollari), entrando nella Storia, ma in 11 mesi e con il sovrapprezzo 3D. L’impresa di Skyfall, senza 3D e in meno di due mesi, appare quindi strabiliante.
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Stasera domenica 9 settembre 2012 su Canale5 ore 20.40 verrà trasmesso Avatar di James Cameron. Per l’occasione vi riproponiamo la recensione del 2010 che aveva fatto tanto discutere per il voto 10. Del resto, dopo questa c’è il commento negativo di infamous che aveva scatenato l’ira dei fans del film cult di quell’anno.
Il Re del mondo ha conquistato l’universo. 12 anni dopo Titanic James Cameron ha alzato la posta in gioco, realizzando lo spettacolo cinematografico più incredibile che si potesse anche solo lontanamente immaginare. Con Avatar il regista di Terminator ha partorito un mondo immaginifico senza precedenti, capace di ammaliare e sbalordire, conquistando lo spettatore in sala, semplicemente basito dallo spettacolo che vive intorno a lui.
L’utilizzo del 3D, infatti, è finalmente sorprendente, avvolgendoti e facendoti tuo, tanto da farti entrare nel mondo di Pandora, talmente incredibile nella sua straordinaria forza visiva da lasciare senza parole. Avatar è la più grande rivoluzione tecnologica applicata al cinema da 100 anni a questa parte, dal Viaggio sulla Luna di meliesiana memoria. Un’esperienza extrasensoriale, un viaggio futuristico che è al tempo stesso un kolossale inno ecologista e pacifista. Un capolavoro con la C maiuscola, che annienta il genere fantascientifico visto fino ad oggi, ponendo le basi per il futuro della 7° arte. Un futuro che James Cameron ha partorito dalla sua mente, realizzandolo una volta per tutte, rasentando la perfezione.
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Il fatto che Avatar avrà anche più di un sequel ormai non è più un mistero per nessuno, viste le numerose dichiarazioni in merito da parte degli addetti ai lavori, con il regista James Cameron in primis. La notizia interessante che ci arriva oggi è però relativa all’intenzione dello stesso Cameron di girare ben tre sequel tutti insieme, dando così vita in un colpo solo (almeno per quanto riguarda le riprese) ad Avatar 2, Avatar 3 e Avatar 4.
Il dettaglio sui piani del regista in realtà non è ufficiale, visto che arriva da un’intervista a Sigourney Weaver pubblicata da Showbiz411: come rileva anche Empire, la cosa strana è costituita dall’assenza delle parole reali dell’attrice, che vengono quindi riportate attraverso il modo in cui l’intervistatore le ha intese.
Fatta la dovuta premessa su un possibile misunderstanding tra intervistatore e intervistato, per la Weaver ci sarebbe per l’appunto in programma il pilot della serie televisiva Political Animals, uno spettacolo teatrale al Lincoln Center di New York e per l’appunto le riprese di Avatar 2, 3 e 4: stando alle ultime notizie sulle uscite dei sequel di Avatar, prendendo per buono tutto ciò i tre film potrebbero arrivare rispettivamente nel corso di 2014, 2015 e 2016, anche se non è ovviamente da escludere una doppietta finale in stile Matrix. Staremo a vedere.

Per tanti che tentano in ogni modo di intraprendere questa strada, ce n’è sempre qualcuno in procinto di congedarsi. Sì perché se non è l’inizio di un epilogo quello di James Cameron, poco ci manca. Ed è per espressa volontà che il regista canadese si avvia a dirigere i suoi ultimi film basati su una trama, per di più solo ed esclusivamente nell’ambito dell’universo di Avatar. Ma diamo a lui la parola (via NY Times).
Negli ultimi sedici anni mi sono diviso tra l’esplorazione nelle profondità dell’oceano e la cinematografia. In sedici anni ho fatto due film ed otto spedizioni. Lo scorso anno ho praticamente sciolto la mia compagnia di produzione. Insomma, non sono interessato a sviluppare nulla. Sono nel business di Avatar. Punto. Ecco tutto. Sto preparando Avatar 2, Avatar 3 e forse Avatar 4, e non produrrò altri film per altre persone.
Non sono interessato a prendere sceneggiature. Suppongo che tutto ciò suoni un po’ limitante, ma il punto è che ritengo che all’interno del panorama di Avatar possa dire tutto ciò che ho bisogno di dire, che penso ci sia bisogno di dire… E tutto ciò che non posso dire in quest’ambito lo dirò attraverso i documentari, che continuerò a girare.
Insomma, non si può certo dire che l’universo Avatar non appaia redditizio, né avaro di spunti. Tuttavia è ben nota la passione di Cameron per i fondali oceanici, tanto da aver tempo fa dichiarato che il cinema altro non ha rappresentato per lui che il mezzo migliore per potersela permettere. In più, en passant, si insinua una mezza conferma circa un quarto episodio di Avatar. Ed anche questo va registrato.
Foto | TM News

Traguardo raggiunto, proprio nel weekend del centenario del disastro. James Cameron ha colpito ancora, entrando nuovamente nella storia del box office. Perché Titanic, il film dei record, ha abbattuto il muro dei 2 miliardi di dollari incassati in tutto il mondo per merito della riconversione in 3D. Grazie ai 44 milioni di dollari incassati negli States, e ai 146 raccolti fuori dai confini nazionali, il kolossal della Paramount è riuscito in un’impresa che solo Avatar aveva trasformato in realtà. Fino a 10 giorni fa il box office del Titanic segnava 1,843,201,268 dollari. Grazie al fiume di denaro piovuto dalla riconversione, il totale aggiornato ha toccato quota 2,034,007,188 dollari, abbattendo così l’ennesimo traguardo storico. Lontanissimo, e irraggiungibile, un altro film di Cameron, ovvero Avatar. 2,782,275,172 i dollari incassati worldwide dal film della Fox, per una coppia di pellicole che non fa altro che confermare quanto già sapevamo da tempo. Ovvero che lui, il vecchio James, è ancora lì, sul trono del mondo hollywoodiano.
Come sarebbero stati alcuni tra i più celebri film degli ultimi dieci anni se questi fossero stati realizzati almeno mezzo secolo fa, magari in un universo parallelo?
A questa strampalata domanda hanno cercato di dare una risposta sul blog Behance, dove si sono divertiti a ipotizzare delle locandine ad hoc per ogni film, scegliendo anche degli attori “alternativi” che avrebbero preso il posto di protagonista di ciascuna pellicola…
Ammetto che alcune idee potrebbero solleticare la fantasia di tanti cinefili, come un 2001 Odissea nello spazio in versione Fritz Lang tanto per citarne uno…
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Il sito UnRealityMag prova a dare la sua personale spiegazione sul perché si decide di realizzare un remake. Ecco i loro 5 argomenti:
Fatemi iniziare questo articolo dicendo che sono contrario ai remake al 100%. Questo perché la maggior parte dei remake che abbiamo visto negli ultimi 10 anni sono stati assolutamente atroci. Direi che il mio preferito è Charlie e la fabbrica di cioccolato, ma posso facilmente fare una lista di 20 film che sono orribili. (…) Ecco comunque cinque argomenti per rifare i film:
1. Siamo in una nuova generazione: Siamo in una nuova generazione e non c’è proprio nulla che possiamo fare. Il tempo avanza e la gioventù di oggi è diversa ed ha esigenze diverse, una mentalità molto diversa da quella mia e delle vecchie generazioni di spettatori. Quindi rifare un film diverso e visivamente più stimolante non è la peggiore idea del mondo. Per l’industria ha un senso, per la qualità no.
2. Alcune cose possono effettivamente essere migliorate: Una volta ogni tanto si ha un remake che può essere migliore dell’originale. Sia che si tratti della recitazione, sceneggiatura, o un sacco di altre cose, c’è la possibilità che il nuovo prodotto sia migliore del vecchio. Esempio? Cape Fear. Ok, il primo con Robert Mitchum è bellissimo ma se si vede il nuovo con Robert De Niro e lo si confronta non c’è gara.
3. La stimolazione visiva (Tecnologia): Finché si hanno immagini “fresche” si può fare un successo (finanziariamente parlando) ad Hollywood. Basta guardare Scontro tra titani! Hahaha, il remake è stato orrendo, ma avete il punto. Del resto non era Avatar un remake di Pocahontas? Eh eh hee.
4. E’ facile fare soldi con un prodotto già popolare: Questo è il motivo che odio di più. Non vorrei vedere un remake di Ghostbusters ma sapete che la gente lo vedrà se sa che è Ghostbusters.
5. Un omaggio all’originale: Molte volte ci sono remake e non sappiamo che lo sono. Ecco un esempio: mi è capitato di vedere Indiavolato (2000) e ho pensato: “Carino”, e non avevo idea che l’originale fosse un film del 1967 (Il mio amico il diavolo di Peter Cook). Un nuovo film rende in qualche modo omaggio al film più vecchio.
Che ne pensate? Volete aggiungere altri motivi? E poi: voi odiate i remake?

Sappiamo già che per Avatar 2 si dovrà aspettare almeno sino al 2014, quindi nessuna novità in tal senso. Sappiamo pure che Sigourney Weaver ci sarà, ma non è ancora abbastanza. Ora James Cameron comincia ad introdurci i temi che verranno trattati in questo atteso sequel , i quali verteranno nuovamente, manco a dirlo, su questioni di stampo ecologista. Ma capiamo in che termini. (via /Film)
Vedremo gli oceani di Pandora, di cui non abbiamo visto completamente nulla ed è un ecosistema che non vedo l’ora di realizzare perché sarà uno spettacolo a vedersi. […] E ci saranno anche altri pianeti oltre a Pandora. Sarà una cornucopia, una delizia per gli occhi.
E qualora l’incipit non vi fosse abbastanza chiaro, Cameron rincara la dose, mettendo in evidenza la neanche tanto velata denuncia di cui si farà portavoce il prossimo Avatar.
(Il prossimo film) restringe il riflettore anziché occuparsi di natura in generale o della foresta pluviale. Si focalizzerà un po’ di più sui problemi inerenti all’oceano, perché il nostro è un pianeta blu. […] A distanza, guardandola, la Terra è molto più blu di quanto non sia, che so… marrone, la massa pianeggiante. Stiamo rendendo gli oceani invivibili per buona parte delle specie ora come ora. Per un sacco di ragioni. E’ soltanto un modo per incanalare un po’ di energia verso quella direzione.
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Chi ha amato alla follia il film Avatar sarà felice di sapere che Walt Disney Parks e Resorts Worldwide hanno siglato un accordo con il regista James Cameron e il produttore Jon Landau per creare attrazioni a tema presso il parco Disney World a Orlando, in Florida. La Disney ha accettato principalmente perché Avatar ha moltissimi collegamenti con la natura e la sua armonia. Cameron e Landau, saranno consulenti creativi e partner con la Walt Disney per la progettazione e lo sviluppo delle attrazioni.
I parchi naturalmente saranno “aiutati” (e viceversa) dai prossimi Avatar che Cameron ha annunciato per il Natale 2014 e Natale 2015. Robert A. Iger, Presidente e CEO di The Walt Disney Company ha dichiarato:
“James Cameron è un regista innovativo e un narratore di talento che condivide la nostra passione per la creatività, l’innovazione tecnologica. (…) Con questo accordo, abbiamo la straordinaria opportunità di coniugare il talento di James e l’immaginazione e la competenza della Disney”.
James Cameron ha, dall’altra parte, ribattuto così:
“Avatar ha creato un mondo che il pubblico può riscoprire attraverso questa collaborazione con la Disney. Saremo in grado di portare Pandora alla vita. Con due film Avatar in arrivo avremo ancora più sedi, personaggi e storie da esplorare. (…) Il nostro obiettivo è quello di andare oltre gli attuali confini di innovazione tecnica e narrazione, e dare ai visitatori del parco la possibilità di vedere, sentire e toccare il mondo di Avatar”.
Ora non ci resta che suggerire ai creatori qualche attrazione. Via con i consigli! Il sogno degli Avatariani si concretizzerà solo nel 2013, c’è tempo…
Fonte: HollywoodReporter
Ci sono altri dinosauri, oltre a quelli creati per la serie di Jurassic Park, nel destino di Steven Spielberg. Dopo gli alieni ora sono i grandi rettili del passato a diventare il marchio di fabbrica per l’industria dell’intrattenimento firmata Spielberg. Questa volta si tratta di una serie televisiva (anche se dall’aspetto molto cinematografico) dal titolo Terra Nova.
La serie seguirà le peripezie di una normale famiglia che finirà proiettata in dietro nel tempo fino alla preistoria, quando i dinosauri erano ancora i padroni del mondo. Stephen Lang (visto in Avatar) sarà Frank Taylor, il leader carismatico dei sopravvissuti che fonderanno una civiltà nella Terra Nova. La serie durerà per 13 episodi e andrà in onda negli Usa quest’autunno.