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Tutti gli articoli con tag Babel

Thor: Adriana Barraza entra nel cast, mentre la data di uscita viene anticipata al 6 maggio

pubblicato da Simona

Adriana Barraza Spider-Man 4 è stato ufficialmente rinviato per problemi legati alla sceneggiatura. Di conseguenza il debutto di Thor, la cui uscita era inizialmente stata fissata per il 20 maggio, è stato anticipato al 6 maggio 2011, per riempire il vuoto lasciato dall’assenza del ‘collega’ Uomo Ragno.

Nel frattempo, leggiamo su The Hollywood Reporter che Adriana Barraza (attrice Messicana candidata all’Oscar per Babel nel 2006) è in trattative per unirsi al già nutrito cast del film. Le informazioni in merito sono scarse, ci basti sapere che la Barraza non si schiererà fra le fila degli Asgardiani ma andrà a ricoprire il ruolo di una donna umana.

Nel cast sono già stati confermati Chris Hemsworth, che darà volto al dio del lampo e del tuono; Tom Hiddleston, nei panni di Loki, fratellastro e nemesi del protagonista, Signore delle menzogne e delle maldicenze; Sir Anthony Hopkins (niente di meno) che vestirà i panni di Odino, dio della guerra, della magia, della sapienza e della poesia della mitologia norrena; Natalie Portman, Jaimie Alexander, Colm Feore, Stuart Townsend, Ray Stevenson e Tadanobu Asano,Stellan Skarsgård, Idris Elba, Kat Dennings, Rene Russo e - si dice, ma non è stato confermato - Samuel L. Jackson. Le riprese prenderanno il via entro la fine di questo mese, per la regia di Kenneth Branagh.

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Speciali Regali di Natale: Seen behind the Scene - 264 pagine di immagini dai backstage cinematografici

pubblicato da Simona

Seen behind the SceneHanno avuto modo di parlarne anche i cugini di ClickBlog. In oltre 40 anni di carriera, Mary Ellen Mark ha lavorato su oltre 100 set di film, scattando migliaia di fotografie di attori al lavoro o durante le pause dietro le quinte.

Seen Behind the Scene (Phaidon Press Limited, 264 pagine, oltre 200 illustrazioni b/n, testi in lingua inglese, prezzo di copertina €49,95) raccoglie fotografie che documentano la realizzazione di film capolavoro della storia del cinema, affascinanti (a volte teneri) ritratti di attori e registi e divertenti scatti rubati che rivelano il clima goliardico dei set, come Dustin Hoffman che fa le smorfie alle spalle di Laurence Olivier sul set de Il Maratoneta o Jack Nicholson, Candice Bergen e Art Garfunkel protagonisti di uno scherzoso bacio a tre sul set di Conoscenza carnale.

Si va dal Satyricon di Federico Fellini, il primo film che la Mark documentò con la sua macchina fotografica, alle produzioni leggendarie degli anni Settanta, come Apocalypse Now di Francis Ford Coppola o Qualcuno volò sul nido del cuculo di Milos Forman, per arrivare ai grandi successi di epoca più recente come Moulin Rouge di Baz Luhrmann, Babel di Alejandro Gonzalez Inarritu o Sweeney Todd di Tim Burton. Il volume è inoltre arricchito da una serie di contributi di attori, registi e professionisti del mondo del cinema che raccontano aneddoti curiosi del dietro le quinte. La sottoscritta se lo è auto-regalato per Natale e lo consiglia vivamente.

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The Burning Plain - Il confine della solitudine: recensione in anteprima

pubblicato da Gabriele C.

The Burning Plain - Il confine della solitudineThe Burning Plain - Il confine della solitudine (The Burning Plain, USA, 2008) di Guillermo Arriaga; con Charlize Theron, Kim Basinger, Jennifer Lawrence, José María Yazpik, Joaquim De Almeida, Tessa Ia, Diego J. Torres, J.D. Pardo, Danny Pino, Sean McGrath.

In mezzo ad una collina, una roulotte sta bruciando. In un tempo altro, Sylvia gestisce un bel ristorante sul mare a Portland, ma è costretta addirittura a farsi del male per chissà quale senso di colpa. In un tempo altro ancora, Gina, madre di famiglia, manda avanti la sua situazione con l’amante Nick. La collina unisce le due storie…

Guillermo Arriaga è uno sceneggiatore che di solito o si ama o si odia; forse è meglio prenderlo con le pinzette e capire innanzitutto cosa differenzia questo The Burning Plain rispetto alla cosiddetta “trilogia della morte” (ovvero Amores Perros, 21 grammi e Babel) scritta per l’ex-amico e collega Alejandro González Iñárritu (che non a caso o si ama o si odia).

Quando è stato presentato a Venezia, The Burning Plain ha ricevuto critiche contrastanti. Forse chi l’ha stroncato senza mezzi termini si è fatto disilludere da un concorso che non ha offerto molte sorprese nei primi giorni, e chi l’ha amato lo ha fatto paradossalmente per lo stesso motivo. The Burning Plain allora è un film medio? Potrebbe essere la risposta più giusta e ponderata, forse.

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Cartoline da Venezia 65: Rinko Kikuchi dagli Oscar ai Leoni

pubblicato da Simona

Cartoline da Venezia 65: Rinko Kikuchi dagli Oscar ai Leoni

Comincio a pensare che quest’edizione del Festival sia un po’ maschilista. Continuano ad arrivare belle donne (per la gioia di tutti i maschietti), ma di bei fanciulli se ne vedono ben pochi.

Alla proiezione ufficiale di The Sky Crawlers, questa sera in Sala Grande, erano presenti il regista Mamoru Oshii e i doppiatori dei due protagonisti del film: Rinko Kikuchi e Ryo Kase (lei candidata all’Oscar per la sua splendida performance in Babel, lui protagonista di Lettere da Iwo Jima). E’ stato presentato questa sera anche Rachel getting married con Anne Hathaway diretta da Jonathan Demme.

Sono approdati al Lido anche Angnès Varda, regista di Les Plages d’Agnès; Anthony Mackie (ecco, un bel figliuolo!), protagonista di The Hurt Locker di Kathryn Bigelow; e Mimmo Calopresti, regista de La fabbrica dei Tedeschi. Di passaggio Tinto Brass, che ieri sera al Circuito Off ha presentato un suo nuovo cortometraggio erotico; e Valeria Marini. Trovate tutto, come sempre, dopo il saltino.

Cartoline da Venezia 65: Rinko Kikuchi dagli Oscar ai Leoni

Cartoline da Venezia 65: Rinko Kikuchi dagli Oscar ai LeoniCartoline da Venezia 65: Rinko Kikuchi dagli Oscar ai LeoniCartoline da Venezia 65: Rinko Kikuchi dagli Oscar ai Leoni

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Venezia 65: The burning plain - Un giorno perfetto

pubblicato da Simona

The burnig Plain

Venezia 65

The burning plain, di Guillermo Arriaga
Guillermo Arriaga debutta alla regia, ma è ancora la sceneggiatura il suo tratto distintivo, oltre ad essere sicuramente il punto di forza della pellicola. Attraverso un mosaico di flash-back e salti temporali - come già aveva fatto in 21 grammi e Babel - Arriaga costruisce una storia solida e toccante che riece a coinvolgere il pubblico grazie anche alle ottime performance degli interpreti.

Le tre attrici protagoniste, Charlize Theron, Kim Basinger e Jennifer Lawrence, gareggiano in bravura e rubano letteralmente la scena ai comprimari maschili, Joaquim de Almeida, J.D. Pardo e José María Yazpik, penalizzati anche da ruoli meno incisivi.

Bella la fotografia e la scelta dei colori (più caldi e pieni nei segmenti con la Basinger e la Lawrence, freddi e tendenti al grigio invece, nei segmenti che vedono protagonista la Theron). Dell’intreccio non voglio dire nulla per non rovinare il piacere di assistere, nel buio di una sala cinematografica, al dipanarsi della storia sul grande schermo. Tra i film visti fin’ora in Mostra, la preferenza della scrivente va sicuramente a The burning Plain.

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David di Donatello: trionfa La sconosciuta

pubblicato da Gabriele C.

A trionfare ai David di Donatello, andati in onda in diretta questo pomeriggio su RaiDue, è il bellissimo La sconosciuta di Giuseppe Tornatore. Che si porta a casa le statuette come Miglior Film, Miglior regia, Miglior attrice protagonista, musicista e fotografia.
Tornatore sbaraglia gli altri concorrenti, ossia Emanuele Crialese col suo Nuovomondo, Kim Rossi Stuart e il suo Anche libero va bene, Ermanno Olmi con Centochiodi, Daniele Luchetti col suo Mio fratello è figlio unico e Marco Bellocchio con Il regista di matrimoni.

Vediamo comunque assieme tutti i vincitori con ordine:

Miglior film: La sconosciuta
Miglior regista: Giuseppe Tornatore
Miglior attore protagonista: Elio Germano (Mio fratello è figlio unico)
Miglior attrice protagonista: Kseniya Rappoport (La sconosciuta)
Miglior attore non protagonista: Giorgio Colangeli (L’aria salata)
Miglior attrice non protagonista: ex aequo Ambra Angiolini (Saturno contro) e Angela Finocchiaro (Mio fratello è figlio unico)
Miglior regista esordiente: Kim Rossi Stuart (Anche libero va bene)
Miglior sceneggiatura: Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Daniele Luchetti (Mio fratello è figlio unico)
Miglior produttore: Donatella Botti per Bianca Film e Rai cinema (L’aria salata)
Miglior direttore della fotografia: Fabio Zamarion (La sconosciuta)
Miglior musicista: Ennio Morricone (La sconosciuta)
Miglior canzone originale: “La paranza” e “Mi persi” di Daniele Silvestri (Notturno Bus)
Miglior scenografo: Carlos Conti (Nuovomondo)
Miglior costumista: Mariano Tufano (Nuovomondo)
Miglior montatore: Mirco Garrone (Mio fratello è figlio unico)
Miglior fonico di presa diretta: Bruno Pupparo (Mio fratello è figlio unico)
Migliori effetti speciali visivi: L’etude et la supervision des trucages (Nuovomondo)
Miglior film dell’Unione Europea: Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck
Miglior film straniero: Babel di Alejandro González Iñárritu
Miglior documentario di lungometraggio: Il mio paese di Daniele Vicari
Miglior cortometraggio: Meridionali Senza Filtro di Michela Bia
David giovani: Cristiano Bortone (Rosso come il cielo)
Premio dei critici: Centochiodi di Ermanno Olmi.