E’ sicuramente un teaser trailer particolare quello che vi facciamo vedere oggi de La Chispa de la Vida. Nuova fatica di Álex de la Iglesia, interpretato da José Mota e Salma Hayek, il film è una commedia cinica secondo lo stile del regista spagnolo. La sceneggiatura, scritta da Randy Feldman, è un vero e proprio attacco alla società dei mass media. Qui sopra possiamo vedere quindi il primo video del film, a metà tra un teaser trailer e un making of.
Protagonista del film è Roberto Gómez, un pubblicista disoccupato in cerca di un lavoro. Ha una situazione economica sempre peggiore alle spalle, e gli altri non fanno che cacciarlo e umiliarlo. Disperato, si mette in cerca dell’hotel dove ha passato la luna di miele con la moglie, e nelle vicinanze trova i resti di un teatro romano: per un incidente si ritroverà con la testa conficcata su un ferro. L’uomo non può muoversi neanche di un millimetro, pena la morte assicurata. La sua situazione attira subito media e giornalisti, che accorrono numerosi sul posto. Ma Roberto decide di sfruttare tutto questo in suo favore per riscattare finalmente la sua famiglia…
La chispa de la vida è stato girato in gran parte a Cartagena, nella comunità autonoma di Murcia. La produzione del film, per metà anche francese, vede tra i vari nomi anche quello di Andrés Vicente Gómez, che del regista ha curato la produzione di titoli come El día de la bestia, La comunidad e Perdita Durango. Il film era atteso al Festival di Venezia, dove l’anno scorso de la Iglesia aveva vinto Leone d’argento per la regia e Osella per la sceneggiatura con Ballata dell’odio e dell’amore. Non presente nel programma del Lido, il film uscirà tuttavia in Spagna il 7 ottobre 2011.
Rinviato al 30 settembre qui da noi, Ballata dell’odio e dell’amore (Balada triste de trompeta in originale, da noi già recensito) è l’ultimo film del regista basco Álex de la Iglesia. Apprezzato non poco durante lo scorso Festival di Venezia, presieduto da Quentin Tarantino, il film in questione è valso a de la Iglesia il Leone d’Argento per la regia e l’Osella per la miglior sceneggiatura. Nel cast figurano Carlos Areces, Antonio de la Torre, Carolina Bang, Sancho Gracia, Juan Luis Galiardo, Enrique Villén, Manuel Tallafé, Manuel Tejada, Gracia Olayo, Santiago Segura, Roberto Alamo, Fofito, Fran Perea, Fernando Guillen-Cuervo, Raúl Arévalo, Terele Pavez, Joxean Bengoetxea, Luis Varela, Fernando Chinarro e Juan Viadas.
La trama inizia durante la guerra civile spagnola. La famiglia di Javier ha sempre lavorato nel mondo del circo, e i maschi hanno sempre fatto la parte del pagliaccio. Il padre viene ucciso durante uno scontro con le forze militari. Javier da grande assume il ruolo del pagliaccio, ma vista la vita difficile che ha passato non può che recitare la parte del pagliaccio triste. Trovato lavoro sotto il tendone di un circo, diventa subito il rivale del pagliaccio Sergio. Anche nei confronti di una bella trapezista.

Dopo svariati rinvii, Ballata dell’odio e dell’amore - scritto e diretto da Alex De La Iglesia - dovrebbe finalmente approdare sugli schermi italiani il prossimo 30 settembre, a più di un anno di distanza dal successo di critica e pubblico ottenuto al Festival di Venezia 2010; dove è stato premiato con il Leone d’Argento per la miglior regia e con l’Osella per la miglior sceneggiatura. Trovate qui la recensione del nostro Gabriele, mentre qui c’è il trailer italiano.
1937. La Spagna è nel mezzo della terribile Guerra Civile. In un circo il Pagliaccio Tonto viene interrotto nel bel mezzo dello spettacolo e reclutato con la forza da un gruppo di miliziani. Con ancora indosso il costume di scena, si ritrova in mano un machete e viene condotto in battaglia contro un plotone di soldati franchisti, che massacra quasi da solo prima di esser fatto prigioniero. Da questa scena assurda e sconvolgente con un balzo arriviamo al 1973, agli ultimi giorni del regime di Franco. Javier, il figlio del Pagliaccio Tonto, sogna di seguire le orme del padre, ma ha visto troppe tragedie nella sua vita e per questo deve rassegnarsi al ruolo di Pagliaccio Triste. Trova finalmente lavoro in un circo, dove fa la conoscenza di un bizzarro numero di personaggi, ma deve anche subire le angherie di Sergio, il brutale Pagliaccio Tonto che lo umilia durante e fuori dallo spettacolo. Incontra però anche Natalia, la bellissima acrobata, al tempo stesso fidanzata e vittima di Sergio. Javier si innamora della donna e cerca di salvarla dai maltrattamenti di Sergio, scatenando la gelosia di quest’ultimo. Ma Natalia è anche vittima del desiderio sessuale che Sergio suscita in lei. E siccome nessuno dei due uomini vuole cedere, questo triangolo amoroso si trasforma in una feroce battaglia fra i due pagliacci, che raggiunge vette incredibili in questo film poetico, visionario, scioccante, irriverente e indimenticabile. Ovvero un film che poteva esser concepito solo dall’immaginazione di Alex de la Iglesia.
Qui di seguito e dopo il salto, una ricca gallery di immagini e locandine internazionali del film.
Ballata dell’odio e dell’amore (Balada triste de trompeta) - le foto del film di Alex De La Iglesia
Dopo aver fatto impazzire Quentin Tarantino, e vinto a Venezia il Leone d’Argento per la miglior regia e l’Osella per la miglior sceneggiatura, Balada triste de trompeta di Álex de la Iglesia, diventata per il mercato nostrano Ballata dell’Odio e dell’Amore, ha finalmente una data d’uscita per i cinema italiani: il 22 aprile del 2011, grazie alla Mikado. Dal nostro Gabriele recensito in anteprima, il film, che ha tra i protagonisti Santiago Segura, Antonio de la Torre, Javier Botet, Fernando Guillén Cuervo, Carolina Bang e Fran Perea, ci regala oggi con larghissimo anticipo il lungo ed affascinante trailer italiano, da vedere e commentare insieme a noi.
La trama inizia durante la guerra civile spagnola. La famiglia di Javier ha sempre lavorato nel mondo del circo, e i maschi hanno sempre fatto la parte del pagliaccio. Il padre viene ucciso durante uno scontro con le forze militari. Javier da grande assume il ruolo del pagliaccio, ma vista la vita difficile che ha passato non può che recitare la parte del pagliaccio triste. Trovato lavoro sotto il tendone di un circo, diventa subito il rivale del pagliaccio Sergio. Anche nei confronti di una bella trapezista…
A Venezia 2010 ha fatto impazzire Quentin Tarantino, che si è spellato le mani a suon di applausi. Parliamo di Alex de la Iglesia che con il suo ultimo lavoro, Balada triste de trompeta, si è portato a casa sia il Leone d’Argento per la miglior regia che l’Osella per la miglior sceneggiatura.
La trama inizia durante la guerra civile spagnola. La famiglia di Javier ha sempre lavorato nel mondo del circo, e i maschi hanno sempre fatto la parte del pagliaccio. Il padre viene ucciso durante uno scontro con le forze militari. Javier da grande assume il ruolo del pagliaccio, ma vista la vita difficile che ha passato non può che recitare la parte del pagliaccio triste. Trovato lavoro sotto il tendone di un circo, diventa subito il rivale del pagliaccio Sergio. Anche nei confronti di una bella trapezista…
Interpretato da Carlos Areces, Antonio de la Torre e Carolina Bang, Balada triste de trompeta è de la Iglesia al 100%, un purissimo concentrato di follia e ritmo capace di ragionare in modo decisamente lucido su un’epoca buissima. Qui trovate la nostra recensione, e in attesa che il film esca in Italia (l’ha acquistato la Mikado) godetevi pure questa prima clip del film.
Update: il film esce l’8 aprile 2011 con il titolo Ballata dell’odio e dell’amore. Qui il trailer italiano.
Che gran peccato finire una Mostra del Cinema di Venezia in questo modo. Certo, i premi devono restare tali, al di là della qualità della selezione, ma si sa, alla fine ci si ferma sempre al giudizio sul Leone d’Oro, perdendo di vista 12 giorni di cinema, scoperte e sorprese, Oselle varie e tutto quel che volete. E così per ora la 67. Mostra finisce tra la rabbia e la delusione, con tanto di buu a Tarantino in sala stampa da parte dei giornalisti e un gestaccio di ritorno da parte del Presidente.
Ma il Leone d’Oro a Somewhere è solo la punta dell’iceberg di un meccanismo rovinato alla base. Perché Venezia il disagio lo sa creare benissimo, purtroppo. Se i malumori esplodono è perché sono stati ben coltivati per tutto il periodo del festival, colpa in primis di un programma realizzato malissimo e che ha costretto gli accreditati a dover fare scelte discutibili per vedere un film, perdendone altri.
Perché La pecora nera e Balada triste de Trompeta non hanno avuto la loro proiezione in Sala Darsena come tutti gli altri film del concorso? Perché se uno vuole o deve seguire tutti i film in concorso è praticamente costretto a perdersi il film di Scorsese? E perché The Town non aveva una proiezione per gli accrediti cinema (i famosi verde speranza)?
Continuiamo: perché I’m Still Here è stato proiettato solo in Sala Grande e poi nell’allucinante Sala Pasinetti (esiste ancora?)? Perché gli accrediti verdi devono sempre supplicare per entrare nelle sale che non sono per loro anche se ci sono ancora posti? E perché se nel programma un film può essere visto da “tutti gli accrediti” (rossi, blu, arancioni, verdi) si fanno passare prima i giornalisti anche se la priorità non esiste più? Che i rossi (e mi ci metto anche io, quindi anche i blu) imparino una volta per tutte ad andare alle loro proiezioni invece di far festa.
Continua a leggere: Venezia 2010: voti e considerazioni finali
A Sad Trumpet Ballad (Balada triste de trompeta, Spagna-Francia 2010 - Drammatico) di Alex De La Iglesia con Carolina Bang, Santiago Segura, Antonio de la Torre, Fernando Guillen-Cuervo.
Il pagliaccio sorridente e il pagliaccio triste durante la guerra civile spagnola. La famiglia di Javier ha sempre lavorato in circo, e i maschi hanno sempre fatto la parte del pagliaccio. Il padre viene ucciso durante uno scontro con le forze militari. Javier da grande assume il ruolo del pagliaccio, ma vista la vita difficile che ha passato non può che recitare la parte del pagliaccio triste. Trovato lavoro sotto il tendone di un circo, diventa subito il rivale del pagliaccio Sergio. Anche nei confronti di una bella trapezista…
Non vi piace Alex de la Iglesia? Uno: ci dispiace davvero tanto tanto per voi. Due: state davvero alla larga da Balada triste de trompeta. Perché questo è puro, purissimo de la Iglesia, con alcune novità ma con tutto il suo cinema, che ormai amiamo alla follia e che ogni volta ci diverte come matti, permettendoci anche di non staccare mai il cervello, anzi.
E’ incredibile come de la Iglesia riesca a dirci cose bellissime e importanti sul periodo in cui Franco ha tenuto sotto scacco il suo paese e allo stesso tempo come sia riuscito a sfornare un altro film bellissimo, esagerato, totalmente folle senza per questo risultare monotono, tanto è pieno di trovate e tanta è la sua capacità di correre a 200 Km/h arrivando illeso alla meta.