
Tutti gli anni, a fine dicembre, il Congresso degli Stati Uniti sceglie 25 film da preservare per le generazioni future. Film che devono ovviamente essere significativi dal punto di vista “culturale, storico ed estetico“, per poi essere selezionati dalla biblioteca del Congresso in base ai termini del National Film Preservation Act ed inseriti all’interno del National Film Registry.
Con i 25 film scelti quest’anno, il totale dei titoli iscritti al National Film Registry sale così a quota 575. E’ dal 1989 che la Biblioteca del Congresso porta avanti questa particolare ‘partita’, che ha visto ‘giocare’ quest’anno ben 2.228 film nominati dal pubblico. Con 25 ‘vincitori’. Quali? Questi:
- ‘Bambi’ (1942)
- ‘Forrest Gump’ (1994)
- ‘Il silenzio degli innocenti’ (1991)
- ‘The Kid’ (1921)
- ‘Giorni perduti’ (1945)
- ‘Faces’ (1968)
- ‘Norma Rae’ (1979)
- ‘The Big Heat’ (1953)
- ‘Twentieth Century’ (1934)
- ‘The Iron Horse’ (1924)
- ‘El Mariachi’ (1992)
- ‘Porgy and Bess’ (1959)
- ‘A Cure for Pokeritis’ (1912)
- ‘Fake Fruit Factory’ (1986)
-‘Hester Street’ (1975)
- ‘I, An Actress’ (1977)
- ‘The Negro Soldier’ (1944)
- ‘Stand and Deliver’ (1988)
- ‘The War of the Worlds’ (1953)
- ‘Nicholas Brothers Family Home Movies’
- ‘Growing Up Female’ (1971)
- ‘The Cry of the Children’ (1912)
- ‘Crisis: Behind a Presidential Commitment’ (1963)
- ‘Allures’ (1961)
- ‘A Computer Animated Hand’ (1972)
Dopo il saltino, per non dimenticare, troverete gli altri 550 selezionati dal 1989 al 2010.
Fonte: E-Duesse
Ecco il post di cui non si può fare a meno, soprattutto l’ultimo venerdì di lavoro per tanti che tra poche ore abbandoneranno le città per andare in vacanza. A quanto pare, dopo una lunga ricerca, una squadra di scienziati avrebbe scoperto che Il Campione (The Champ, del 1979) con Jon Voight e Ricky Schroder, sarebbe il film più triste dell’intera storia del cinema. La scoperta sarebbe stata fatta nell’ambito di una ricerca psicologica su come le emozioni possano determinare il comportamento delle persone.
Ovviamente è improbabile che gli scienziati abbiano potuto valutare ogni singolo film realizzato in oltre cento anni di cinema, ma tra le clip selezionate quella de Il Campione è quella che più facilmente e velocemente porta lo spettatore alle lacrime. Nei film per ragazzi vince il film Bambi, classico animato Disney. Se volete usare un film per far piangere qualcuno, ora sapete quale funziona meglio.
Personalmente suggerirei l’animazione giapponese Una tomba per le lucciole di Isao Takahata, e voi?
I conigli? Sì sì gli animaletti pelosi con gli incisivi e le orecchie lunghe. Questo post è nato per due motivi. 1. perché il 2011 è l’anno cinese del Coniglio e 2. perché domani, 1 aprile, esce Hop, commedia americana con un Coniglio Pasquale come protagonista (qui la nostra recensione in anteprima). Il cinema non disdegna l’uso degli animali e dopo la classifica dei cani e dei gatti preferiti dalla redazione di Cineblog, ecco i nostri conigli. I roditori sono in rigoroso ordine sparso.
1. Il ConiglioMannaro - Wallace & Gromit La maledizione del coniglio mannaro (2005, Nick Park e Steve Box): perché un coniglio-licantropo in stop-motion ci mancava.
2. Tamburino - Bambi (1942, David Dodd Hand, James Algar, Bill Roberts, Norman Wright, Sam Armstrong, Paul Satterfield, Graham Heid): perché aiuta il piccolo Bambi a crescere e a vivere.
3. Roger Rabbit - Chi ha incastrato Roger Rabbit? (1988, Robert Zemeckis): perché la moglie Jessica è un sogno sexy.
4. Il Coniglione - La notte eterna del coniglio (2007, Valerio Boserman): perché è un film di nicchia della cinematografia horror italiana. E per chi ha letto il romanzo di Giacomo Gardumi è un cult a prescindere.
5. I Conigli Giganti e Assassini - La lunga notte della paura (1972, William F. Claxton): perché è un piccolo cult del cinema horror dalle orecchie lunghe.
6. I conigli - La collina dei conigli (1978, Martin Rosen): perché non si erano mai visti conigli animati così violenti.
7. Harvey - Harvey (1950, Henry Koster): perché ad un certo punto del film ti sembra di vederlo davvero.
8. Frank - Donnie Darko (2001, Richard Kelly): come si fa a dimenticare quel costume?
9. Il Bianconiglio - Alice nel paese delle meraviglie (animazione e liveaction, vedete voi) perché tutti noi vorremmo seguirlo nella sua tana. “E’ tardi, è tardi!”
10. Bugs Bunny: perché è l’unico coniglio ad avere una Stella sulla Hollywood Walk of Fame di Los Angeles.

Toy Story è stato votato come miglior film di animazione di sempre in un sondaggio a cui hanno risposto oltre 4000 appassionati. La classifica è stata stilata dal OnePoll, sito inglese dedicato proprio a ricerche di mercato e di sandaggi di opinione.
Il film targato Pixar ha battutto altri capolavori del mondo dell’animazione, lasciando al seconod posto Shrek e al terzo Il Re Leone.
Secondo un responsabile del sito OnePoll, Toy Story sarebbe amato sia da un pubblico molto giovane che da quello più maturo e sicuramente sarà visto da tanti nuovi spettatori negli anni a venire perché anche se sono passati diversi anni la qualità dell’animazione non è ancora stata sorpassata.
Personalmente avrei votato Monsters & Co. come miglior film in assoluto, la settima posizione della classifica credo gli stia un po’ stretta. Certo difficile confrontare film molto recenti con capolavori classici come Biancaneve e i sette nani. Voi come avreste votato?
Dopo il continua trovate la lista della Top 20.
Continua a leggere: Toy Story votato come miglior film di animazione
Gli ascolti della Tv generalista si sa sono crollati negli ultimi anni, quelli dei film in Tv ancora di più. Ancora a metà degli anni 90, la Tv generalista era il maggior veicolo per il consumo di cinema casalingo.
Classifica redatta secondo i dati Auditel dal 1986 in poi:
10. Rambo, (1982, USA) (Canale 5 ) 13.172.000
9. Agente 007, Licenza d’Uccidere, (1962, GB) (Rai 1 ) 13.194.000
8. Bambi, (1942, USA) (Rai 1 ) 13.431.000
Continua a leggere: Cult de sac. I 10 film più visti in assoluto nella storia della Tv italiana
The Great Rock’n'Roll Swindle (La grande truffa del rock’n'roll, Gran Bretagna, 1979) Regia e sceneggiatura Julien Temple; fotografia Adam Barker-Mill, Nicholas D. Knowland, John Metcalfe, Willi Patterson; montaggio Richard Bedford, Crispin Green, Mike Maslin, Bernie Pokrzywa, David Rae, Gordon Swire; scenografia Celia Barnett; costumi Norma Moriceau; musica Sex Pistols; suono John Griffiths; interpreti Malcolm McLaren, Steve Jones, Paul Cook, Sid Vicious, John Lyndon.
The Great Rock’n'roll Swindle è un film in dieci capitoli che alterna fiction, materiale documentario girato in 8 e 16 mm e videotape, più sequenze con i cartoni animati. Già i titoli dei capitoli sono tutto un programma - basta qualche esempio -: lascia perdere la musica e concentrati sui conflitti generazionali; non suonare, ma insistere con le parolacce; come rubare alla casa discografica; coltivare l’odio… E il resto non è da meno. Il film è come il punk e i Sex Pistols: triviale, spiazzante, irritante, a tratti disgustoso, spregevole, fastidioso… Potrei continuare a lungo con gli aggettivi ma fermiamoci qui.
Alla fine non ci si alza dalla sedia prima della fine del film perché ci sono tante storie “dietro” questa pellicola. Una, tra le tante, è che questo è un film “postumo”, perché è uscito dopo la morte di Sid Vicious e signora, e dopo lo scioglimento dei Sex Pistols e la fine stessa del punk. Questo perché il progetto originario del film prevedeva alla regia Russ Meyer, con una sceneggiatura firmata insieme a Roger Ebert - scriveranno poi Beneath the Valley of the Ultra-Vixens. Pure il titolo era diverso: Who Killed Bambi?. Ma poi la produzione era fallita e si era riusciti a riprendere il film solo nel 1978 con un altro regista, un’altra sceneggiatura ed un altro titolo - in una scena comunque si continua a sfruttare il nome del tenero cerbiatto.
I fiori rossi del titolo non sono veri, ma sono fatti di carta velina. Li regala la maestra di un’asilo di Beijing, in Cina, ai bimbi più bravi e disciplinati. Che per guadagnarli devono seguire cinque regole: vestirsi da soli, essere educati, non disubbidire alle maestre, lavarsi le mani prima di mangiare ed andare in bagno per i propri bisogni regolarmente tutte le mattine. Qiang però non ha mai ricevuto un fiore: le regole non gli piacciono, non gli vanno proprio giù e non riesce a seguirle. Ben presto il bimbo diventa una vera peste, e diverrà un “leader” quando spargerà la voce che la maestra non è altro che un mostro divoratore di bambini…
Una commedia delicata, quella del Premio Robert Bresson all’ultimo film di Venezia Zhang Yuan. Che però si svolge in un periodo duro per la Cina, a metà del ‘900, in un periodo di rieducazione in cui le famiglie sono impegnate con i doveri imposti dalla rivoluzione socialista (Qiang è stato abbandonato all’asilo dai genitori).
Distribuito dall’Istituto Luce, dopo essere passato all’ultimo Festival di Berlino, La guerra dei fiori rossi esce nelle nostre sale questo venerdì.
La sensitiva Sylvia Browne ha così recentemente decretato: la coppia Tom Cruise e Katie Holmes avrà presto un altro bambino ma si separerà nel giro di due anni.
Ok, ricordatevi queste parole che tra un paio d’anni controlleremo. Nel frattempo le voci sulla gravidanza di Katie Holmes non sono nuove. L’attrice è stata vista con una pancetta sospetta e a meno che abbia esagerato in queste feste Natalizie con il mangiare… si pensa ad una seconda cicogna in arrivo.
Ma il divorzio? Cosa ne pensate voi? Rottura in vista?

Spielberg distribuisce camere a bambini palestinesi ed israeliani per unirli in un documentario.
Secondo un progetto che il regista conserverebbe da tempo, Steven Spielberg donerà 100 telecamere a bambini palestinesi, e ulteriori 100 ad israeliani, affinché ciascun bambino possa filmare la sua quotidianità. Il tutto finalizzato alla creazione di un lungometraggio nel quale compariranno brandelli di vita quotidiana degli stessi bambini.
“Voglio che facciano film, non la guerra”, ha affermato Spielberg di fronte all’ambasciatore ebraico ONU Dan Gillerman. Questo progetto si pone come obiettivo quello di reinventare una “maniera di creare coproduzioni e relazioni interpersonali tra israeliani e palestinesi”.
Il cineasta è fiducioso riguardo al suo progetto e spera che esso possa arrivare a cambiare le attitudini e riesca a “far capire alla gente che non vi è molta differenza tra israeliani e palestinesi. Almeno non come esseri umani”.
Fonte: blogdecine


Rob-B-Hood. Ecco il titolo inglese del film orientale Bo bui gai wak di Benny Chan.
La pellicola, una commedia d’azione, viene presentata a Venezia, Fuori Concorso e vede un trio di manigoldi alle prese con un furto d’auto. Beh, fosse tutto qui. Il punto è che all’interno della macchina c’è un bambino che porterà loro un mare di guai.
Il sito ufficiale, coloratissimo, è mooooolto cartoonesco. Guardate per credere!
Nel cast Jackie Chan (nella foto) che ha curato anche la sceneggiatura.
Su continua il trailer originale, il video della canzone portante cantata da Jackie Chan e una clip della promozione in Inghilterra.