The American Film Institute (AFI) ha annunciato la lista dei migliori film del 2007. Vi posto la classifica e aspetto i vostri commenti, anche se alcune pellicole non sono ancora arrivate da noi.
Vi anticipo però che la settimana prossima ci sarà un post dedicato interamente ai migliori film del 2007 secondo il Cineblog. Ci sarà sicuramente da discutere.
1. Before the Devil Knows You’re Dead di Sidney Lumet: la nostra recensione.
2. Into the Wild di Sean Penn: la nostra recensione.
3. Juno di Jason Reitman: il nostro parere.
Continua a leggere: I 10 migliori film del 2007 secondo l'American Film Institute
Ieri sera è stato presentato quello che indubbiamente possiamo etichettare come il più bel film, al momento, della Festa del cinema di Roma, Before the Devil Knows You’re Dead!
Diretta dall’immenso Sidney Lumet, la pellicola è un avvincente thriller familiare, cinico, duro, aspro, violento, spiazzante, senza mezze misure, condita da personaggi spietati, apparentemente “tranquilli”, portati a dare il peggio di se quando la situazione tende a degenerare, perdendo il controllo, dando di vita alla disperazione più pura.
Montato in capitoli, con diversi piani temporali, seguendo lo stile ormai diventato marchio di fabbrica di Tarantino, il film gode di un cast praticamente perfetto, al limite della perfezione, quasi in stato di grazia.
Mostruoso Philip Seymour Hoffman, in odore di statuetta, sorprendente Ethan Hawke, pauroso Albert Finney incredibile Marisa Tomei, in un ruolo assolutamente inedito, che potrebbe tranquillamente rilanciargli la carriera.
Abbiamo due fratelli, diversi ma uniti da una profonda crisi economica.
Andy, il più grande, è innamorato della propria moglie, piena di scheletri nell’armadio, è dirigente di una grande azienda, vicina però a scoprire truffe fiscali fatte da Andy a suo danno, cosa che gli permette di guadagnare uno stipendio a sei zeri.
Distrutto dai problemi della vita quotidiana cerca riparo tra la droga e l’eroina, finendo per distruggersi con le proprie mani.
Hank invece, il più piccolo, è divorziato e non riesce a mantenere la figlia, come la legge imporrebbe.
Messi alle corde i due escogitano un piano apparentemente semplice e perfetto per guadagnare 60.000 dollari a testa.
Ma qualcosa va storto…
Tutto sfugge al loro controllo, portando impensabili conseguenza sulle vite di tutti i protagonisti.

Seduto sul letto, un uomo compone, guardando la rubrica telefonica, un numero a caso; risponde una donna. La conversazione fra i due sconosciuti inizia normalmente, quando lui chiede ad un certo punto a lei che cosa abbia addosso. “Sei eccitata? Sei tutta bagnata?”, e mentre l’uomo ha raggiunto l’orgasmo finisce la scena. E’ una delle tante sequenze di Happiness, cult di Todd Solondz, che hanno fatto urlare allo scandalo, e il protagonista di quell’”imbarazzante” momento era Philip Seymour Hoffman.
Per tanti anni Hoffman ha partecipato a non pochi film, fra cui alcuni firmati da importanti registi americani. Appena lo vedevi, lo riconoscevi: è una faccia che non si scorda, paccioccosa e indelebile. Ma non riuscivi mai a dire il suo nome, forse perchè non l’avevi mai saputo. E’ una sorte che spesso e volentieri capita solo agli attori sottostimati, e anche bravi. Molto bravi. Ci sono voluti anni e anni per far sì che il grande pubblico lo notasse davvero, e poche volte l’Academy fece scelta più felice: nel 2006 Hoffman vinse l’Oscar come Migliore attore protagonista di Truman Capote, primo film (seguito l’anno successivo da Infamous) sulla figura dell’eccentrico scrittore di A sangue freddo.
Grande amico di Paul Thomas Anderson, ha una parte in tutti i quattro film diretti dal talentuoso regista (ma ahinoi non lo vedremo in There will be blood), dal primo Sydney ai bellissimi film “altmaniani” Boogie Nights e Magnolia, e anche nella commedia romantica e fuori di testa Ubriaco d’amore. E, sempre nella sua filmografia d’autore, ha partecipato negli straordinari La 25ª ora di Spike Lee e Il grande Lebowski dei Coen.