On the Road e Holy Motors, entrambi in Competizione oggi al Festival di Cannes, hanno portato sulla Croisette molti volti noti, fra cui tre ammiratissime donne: Kristen Stewart, Kristen Dunst (che fa ritorno sul “luogo del delitto” dopo il premio vinto proprio qui lo scorso anno per Melancholia); e Kylie Minogue. La pellicola di Walter Salles, tratta dal celebre romanzo di Jack Kerouac, vede fra i protagonisti anche Tom Sturridge, Garrett Hedlund, Viggo Mortensen (che è arrivato al photocall con la bandiera della squadra di hockey Montreal Canadiens, della quale è tifoso), Sam Riley, Amy Adams, Elisabeth Moss, Alice Braga e Steve Buscemi. La recensione è in arrivo. Il cast del film di Leos Carax è invece composto da Denis Lavant, Edith Scob, Eva Mendes, Cordelia Piccoli ed Elise Lhommeau al fianco della Minogue. Qui alcune foto ufficiali.
Nella sezione Un Certain Regard verrà proiettato questa sera il collettivo 7 Dìas en la Habana di Laurent Cantet, Benicio Del Toro, Julio Medem, Gaspar Noé, Elia Suleiman, Juan Carlos Tabío e Pablo Trapero. Ultimo, ma certamente non meno importante, al Festival è arrivato Bernardo Bertolucci con il suo Io e Te (Fuori Concorso), interpretato dai giovanissimi Tea Falco e Jacopo Olmo Antinori (la nostra recensione è qui).
Cliccate su continua per sfogliare l’album fotografico della giornata, fra le 67 immagini (click per ingrandirle) ci sono anche quelle del red carpet di Killing them Softly (recensito qui dal nostro Gabriele) con Brad Pitt e Ray Liotta.
Foto: TMnews

L’Italia ha portato 3 film al Festival di Cannes. ‘Reality‘, ‘Dracula 3D‘ e ‘Io e te‘. Solo il primo, di Matteo Garrone, in Concorso. Platealmente ‘lanciati’ dalla stampa quotidiana, che in questi giorni si sta ovviamente occupando in massa dei titoli presentati sulla Croisette, i tre film, incredibile ma vero, usciranno con colpevole ed incredibile ritardo sul suolo nazionale.
La pellicola di Garrone, targata 01, uscirà nei cinema italiani solo a fine settembre. Il 28, per la precisione, ovvero 100 giorni dopo la proiezione al Festival. Una scelta folle, visto e considerato che la Giuria potrebbe premiare Reality, con tutte le ovvie conseguenze mediatiche del caso. Ma non è finita qui. Il film di Bernardo Bertolucci, visto ieri sulla Croisette, uscirà nelle sale nostrane addirittura un mese dopo, ovvero il 26 ottobre, con distribuzione Medusa. L’horror di Dario Argento, infine, non ha proprio una data di uscita. Un comportamento incomprensibile, da parte della nostra distribuzione, tanto da meritarsi una pubblica strigliata da parte di Paolo Protti, presidente Agis, intervistato da E-Duesse:
«Non distribuire i film italiani presentati al festival approfittando proprio del loro passaggio a Cannes, equivale a non credere in noi stessi e porta al risultato di indebolire il sistema sala». «Purtroppo saranno gli stessi film a essere penalizzati; film che si illudono di avere un risultato migliore al box office uscendo in autunno quando, invece, saranno fagocitati dal consueto affollamento di film in uscita a settembre e ottobre. Così si peggiora il mercato e la colpa non è certo degli esercenti».
Impossibile non dar ragione a Protti, per un mercato cinematografico italiano clamorosamente ‘fuori’ dalla Croisette. Escluso Cosmopolis, dal 25 maggio in sala.

Invece di partire per la settimana bianca con la sua classe, il quattordicenne Lorenzo decide di nascondersi in cantina per tutto il periodo, tutto solo. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di Coca-Cola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà la sorella maggiore, Olivia, arrivata all’improvviso in quel rifugio, a far varcare a Lorenzo la linea d’ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile e accettare il gioco caotico della vita là fuori.
Io e Te era uno dei film più attesi qui a Cannes. Sono passati nove anni da quella folgorazione intitolata The Dreamers, ultimo lavoro di Bernardo Bertolucci, che nel frattempo ha dovuto affrontare una malattia che l’ha costretto su una sedia a rotelle. Ma l’autore di capolavori come Ultimo tango a Parigi, Il conformista e Io ballo da sola ha ritrovato la voglia, il tempo e le possibilità per tornare dietro la macchina da presa, adattando un romanzo di Niccolò Ammanniti.
Prima inquadratura: Lorenzo seduto ad un tavolo con il capo all’ingiù. Si trova dallo psicologo (”Normale vuol dire niente”: questa la spiegazione del termine secondo il ragazzo), per poi uscire ed infilarsi velocemente le cuffie dell’iPod. Un “sé grandioso”, come dice lo psicologo alla madre: un narciso, insomma, che non sente nemmeno il bisogno di entrare in contatto con gli altri. Sta bene solo con sé stesso, e basta così. Ovvio che Lorenzo non possa neanche prendere in considerazione l’idea di andare in settimana bianca con tutti i compagni…
Continua a leggere: Cannes 2012: Io e Te - La recensione del film di Bernardo Bertolucci
Fingendo di partire per la settimana bianca della scuola, il quattordicenne Lorenzo si nasconde in cantina con Coca Cola, scatolette di tonno e romanzi horror. Una vacanza solitaria, lontano dal mondo con le sue regole incomprensibili, interrotta dalla sorellastra maggiore Olivia, che passando tempo con lui gli fa guardare il mondo con occhi nuovi.
A quasi un decennio da The Dreamers e un anno dalla Palma d’Oro alla carriera, Bernardo Bertolucci porta a Cannes Io e Te, e i giochi in cantina dei giovani attori Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco, ispirati a quelli dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti.
Aspettando il 23 maggio, giorno del debutto mondiale di Io e Te, fuori concorso alla Selezione Ufficiale del Festival di Cannes, dopo aver sbirciato le foto, oggi guardiamo la prima clip del film, con i due fratelli in cantina che ballano abbracciati “Ragazzo Solo, Ragazza Sola”, versione italiana della fantastica “Space Oddity”, cantata da David Bowie con le parole di Mogol.

L’altro ieri, lunedì 23 Aprile, presso la Casa del Cinema di Roma si è tenuto l’evento durante il quale sono stati assegnati gli Italian DVD & Blu-Ray Awards 2011. Si tratta del riconoscimento assegnato ai titoli usciti - in DVD o Blu-Ray, per l’appunto - tra Gennaio e Dicembre 2011. Dei premi all’insegna dell’home video, dunque, che coinvolge il cinema di casa e quello estero, passando attraverso film decisamente meno recenti. Di seguito e dopo il salto trovate la lista con i vincitori.
MIGLIOR DVD
The Social Network
(Sony Pictures H. E.)
MIGLIOR DVD ITALIANO
Vallanzasca
(20th Century Fox Home Entertainment)
MIGLIOR DVD CLASSICO
Colazione da Tiffany
(Paramount Home Entertainment)
MIGLIOR DVD CLASSICO ITALIANO
Novecento
(Dall’Angelo Pictures)
Continua a leggere: Italian DVD & Blu-Ray Awards 2011: ecco i vincitori
Come già sappiamo, di Italia non ce n’è poca quest’anno sulla Croisette. Al 65. Festival di Cannes, infatti, avremo Matteo Garrone in concorso con Reality, Dario Argento con la proiezione di mezzanotte di Dracula 3D, Piero Messina con il suo corto Terra nella Cinéfondation, e fuori concorso Bernardo Bertolucci con Io e Te. A nove anni di distanza da The Dreamers, e ad un anno dalla Palma d’Oro alla carriera, il regista emiliano torna sul grande schermo con un film tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, anche tra gli sceneggiatori.
Questa la trama. Invece di partire per la settimana bianca con la sua classe, il quattordicenne Lorenzo decide di nascondersi in cantina per tutto il periodo, tutto solo. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di Coca-Cola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà la sorella maggiore, Olivia, arrivata all’improvviso in quel rifugio, a far varcare a Lorenzo la linea d’ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile e accettare il gioco caotico della vita là fuori.
Protagonisti del film sono i giovani Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco, scelti da Bertolucci tra centinaia di candidati, dopo tre mesi di provini. D’altronde possiamo aspettarci solo grandi sorprese, in fatto di giovani talenti, da chi ha lanciato Eva Green. Io e Te era stato pensato in principio in 3D, ma poi Bertolucci ha rinunciato. In attesa di vederlo nelle nostre sale a partire dall’11 maggio, godiamoci le nuove foto nella nostra gallery.
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9 Premi Oscar, 9 David di Donatello, e una critica estasiata. E’ il 1987 quando Bernardo Bertolucci incanta il mondo con l’Ultimo Imperatore, film che lo portò a vincere l’Oscar per la Miglior Regia. A trionfare, in quell’indimenticabile edizione, anche il Maestro Vittorio Storaro, direttore di una fotografia che oggi torna di attualità. Perché dopo il boom de Il Re Leone 3D, la riconversione ha preso piede ad Hollywood. Soprattutto se attuata su classici del passato. Tanto da prendere ora in considerazione il capolavoro di Bertolucci.
Secondo il Guardian lo stesso Storaro avrebbe annunciato l’incredibile progetto, sovrintendendo alla conversione in 3D della pellicola. “Abbiamo riconvertito fino ad ora solo due scene, ma Bernardo è entusiasta“, Queste le parole del produttore Jeremy Thomas, per un’operazione, quella della riconversione in 3D dei cult del passato, da fermare il prima possibile. Prima che diventi fastidiosa ed evitabile prassi.
Fonte: Playlist

Nei giorni scorsi Cineblog ha avuto modo di scambiare due chiacchiere virtuali con Gabriella Cristiani, personaggio certamente noto ai più affezionati del nostro cinema. Parliamo della montatrice di parecchi film di Bernardo Bertolucci, che dopo un periodo di apprendistato a fianco di un altra figura importante come quella di Kim Arcalli, ha montato per il regista parmense La luna (1979), La tragedia di un uomo ridicolo (1981), L’ultimo imperatore (1987) e Il tè nel deserto (1990). Proprio L’ultimo imperatore è valso alla Cristiani un Oscar per il Miglior Montaggio nel 1987.
Con all’attivo anche due pellicole in veste di regista, Gabriella si è recentemente imbarcata in un progetto teso a portare in auge il cinema indipendente, partendo proprio dalla distribuzione. In tal senso appare decisamente congeniale la sua collaborazione a Falene, diretto da Andrés Arce Maldonado, per una sceneggiatura di Andrej Longo. Gli interpreti sono Paolo Sassanelli e Totò Onnis. Il film è attualmente in proiezione da venerdì scorso.
Ci è parso interessante, dunque, chiedere a Gabriella qualcosa sul film, oltre che stuzzicarla su alcune questioni a carattere generale. Il risultato è l’intervista testuale che trovate immediatamente dopo il solito salto.
Continua a leggere: Cineblog intervista il premio Oscar Gabriella Cristiani

Lunedì 10 ottobre Bernardo Bertolucci inizierà a Roma le riprese di ‘Io e te’, film tratto dal romanzo omonimo di Niccolò Ammaniti, sceneggiato dallo stesso regista con Niccolò Ammaniti, Umberto Contarello e Francesca Marciano
I giovani protagonisti scelti da Bertolucci tra centinaia di candidati, dopo tre mesi di provini, sono Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco, fotografati al fianco del regista in testa al post. Antinori andrà a vestire i panni di Lorenzo, un quattordicenne solitario e problematico nei suoi rapporti con la famiglia e con il mondo che lo circonda, che sceglie di passare la settimana bianca nascosto nella cantina di casa sua. La Falco sarà invece Olivia, la sua sorellastra, fragile e ribelle, che si materializza nel rifugio del fratello a turbarne la quiete. Il regista ha dichiarato:
“Dopo molti anni si ricomincia dall’inizio. È la prima volta che faccio un film da una storia che mezzo milione di persone hanno appena letto o stanno ancora leggendo. Mi chiedo se tra i misteri di quella cantina ce n’è qualcuno che Ammaniti ci ha nascosto. Io vado alla ricerca di quei misteri negli occhi di Jacopo e di Tea, diventati fratello e sorella, Lorenzo e Olivia, proprio ora, con emozione vera. Pare che si siano scambiati un ciuffetto di capelli. Mi chiedo dove li abbiano messi. È uno dei tanti segreti che questo film proverà a rivelare. Insomma, fra qualche giorno scenderemo in cantina e ne riusciremo solo verso Natale”.
Le riprese dureranno 10 settimane e si svolgeranno interamente a Roma.
Una recente Palma d’oro che consegna un Leone d’oro. Entrambi alla carriera. La Mostra del Cinema di Venezia 2011 ha celebrato il genio e il coraggio cinematografico di Marco Bellocchio. A premiare il regista, che ha annunciato tra le altre cose il titolo del suo prossimo film, Bella Addormentata, sulla vita e la morte di Eluana Englaro, Bernardo Bertolucci, fresca Palma al Festival di Cannes.
Accolto da una vera e propria standing ovation, un commosso Bellocchio si è poi lasciato andare ad un lungo discorso, che vi riportiamo integralmente, ricordandovi l’omaggio serale di Rai 3, che alle ore 21:05 di questa sera trasmetterà in prima tv il suo ultimo splendido film, Vincere.
Ringrazio il Festival, la Biennale, il suo Presidente, il Direttore e amico Marco Mueller, e naturalmente Bernardo Bertolucci che ha accettato di consegnarmi questo Leone alla Carriera. La mia carriera sono i film che finora ho fatto. Film diversi a seconda delle esperienze umane molto diverse che ho vissuto in 50 anni appunto di carriera.
Ricorrente è la domanda del giornalista: “Ma la tua rabbia (quella dei Pugni in tasca, dei mitici anni Sessanta…) dove è finita?”
L’intenzione è – sempre – di fissarmi, pietrificarmi in quel passato.
Ho risposto una volta di sentirmi un ribelle (o un rivoluzionario?) moderato, definizione che piacque e conquistò il titolo. Il significato di quel rivoluzionario – o ribelle – moderato, al di là della contraddizione palese che appunto un rivoluzionario non può essere moderato, è forse di un ribelle che ha rinunciato alla violenza…
Da allora, i mitici anni ’60, le mie immagini sono cambiate, perché la mia vita è cambiata. Non sono più l’assassino o il suicida, i protagonisti delle mie storie. Né il pazzo il portatore della verità. Sono indubbiamente cambiato (la possibilità di cambiare, di trasformarsi, per certa cultura è inconcepibile e quindi affermarlo è già una provocazione): le immagini stanno lì a dimostrarlo.
Ciò che non è cambiato è una naturale inclinazione a stare dalla parte di chi è oppresso, di chi è vittima di qualsiasi violenza, a qualunque classe appartenga, la violenza dei padri – come delle madri – e la loro complicità, ma non di chi accetta passivamente la propria sconfitta e predica la rassegnazione (“così va il mondo e andrà sempre così…”).
Credo che la libertà sia la cosa più preziosa per un artista, non parlo delle libertà civili che sono garantite in questo paese, dalle leggi che vanno rispettate, ma quella libertà di immaginazione che mi obbliga a rifiutare il “devo” (o il “non posso”), lo scrupolo morale che è mortale per l’artista, paralizza la fantasia, il devo o non devo per non tradire l’idea (“i compagni”, si diceva una volta), per non essere giudicato come un reazionario, un venduto, o un pazzo… è necessaria a un artista questa libertà, per esempio, di immaginare Aldo Moro che passeggia libero all’alba in una via di Roma… massimo falso storico che la sinistra più che la destra mi ha puntualmente rimproverato…
Si può lavorare oggi con poco, ed è una gran fortuna, ma senza quella libertà i giovani imiteranno sempre le grandi commedie, o i drammi – o le farse – dei padri…
Perciò questo premio alla carriera non è una celebrazione, o un risarcimento per non so che cosa, né una riconciliazione istituzionale, ma semplicemente il riconoscimento di una coerenza che in tutti questi anni ho cercato sempre di difendere, di una libertà che va sempre riconquistata.