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Tutti gli articoli con tag Boris Il Film

Dal 01 aprile al cinema: L'affare Bonnard, Boris Il film, La fine è il mio inizio, Hop, Kick-Ass, Mia moglie per finta, Poetry, Questo mondo è per te, The Ward - Il reparto

pubblicato da Gabriele C.

guida in sala

Scusate se siamo fin troppo entusiasti, ma fossero tutte così le uscite dei venerdì al cinema avremmo ogni volta dei Weekend in sala da leccarsi seriamente i baffi. In che ordine andiamo? Alfabetico, che non si fa torto a nessuno. Boris Il film è stato già definito da molti il miglior film italiano dell’anno: un po’ presto per dirlo, evidentemente, ma l’entusiasmo è chiaro e significativo; resta solo da avere la conferma se chi non conosce la serie tv andrà in sala e gradirà (ma le prime voci garantiscono di sì). Kick-Ass: che dire ancora? Semplicemente ricordare con quanto ritardo arriva in Italia (siamo l’ultimo paese al mondo, in pratica), e che diverte un mondo, e che se non lo avete già visto dovete correre in sala. Uno dei film più belli dell’anno, Poetry, esce in sala grazie al coraggio della Tucker Film, che l’anno scorso portò in sala Departures: qui però non c’è l’Oscar come Miglior film straniero che può “aiutare” la pellicola, ma solo il nostro passaparola; andate in sala, non ve ne pentirete, e parlatene in giro. Ed infine c’è lui, uno dei nostri idoli (non l’abbiamo mai nascosto): John Carpenter torna in sala dopo anni e anni con The Ward, sbertucciato a destra e a manca, criticatissimo. Concludiamo con “poco entusiasmo”, come ad inizio post… è bellissimo. E, strano?, dovete correre in sala.

Di seguito trovate le trame di tutti i film, i trailer italiani e le nostre recensioni.

L’affare Bonnard: prendete una preziosa formula scientifica per smaltire i rifiuti: lo scienziato ne parla con l’amico Lorenzo Vallesi che dopo qualche giorno muore d’infarto. Da quel momento ogni persona coinvolta corre grossi rischi… Poliziesco italiano diretto da Annamaria Panzera; con Emanuele Vezzoli, Raffaele Gangale e Igor Mattei. Qui il trailer italiano.

Boris Il film: il regista Renè Ferretti molla la brutta fiction tv che ha fatto per anni e tenta il grande salto: un film d’autore. Ma il mondo del cinema con i suoi snobismi può essere perfino peggio di quello della tv. Soprattutto per una troupe, quella di Ferretti, a dir poco estranea all’Arte con la “a” maiuscola. Che si troverà in un mondo nuovo, tra cinematografari snob, attrici nevrotiche, sceneggiatori modaioli, eroinomani, squali e improvvisati vari… Il trio Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo porta la serie italiana di maggior successo di critica degli ultimi anni al cinema. Con Francesco Pannofino, Pietro Sermonti e Carolina Crescentini. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.

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Boris Il Film - La recensione in anteprima

pubblicato da carloprevosti

Boris il filmBoris - Il Film Regia di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo. Con Luca Amorosino, Valerio Aprea, Ninni Bruschetta, Paolo Calabresi, Antonio Catania, Carolina Crescentini, Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggeri, Alberto Di Stasio, Roberta Fiorentini, Caterina Guzzanti, Francesco Pannofino, Andrea Sartoretti, Pietro Sermonti, Alessandro Tiberi, Giorgio Tirabassi.

Dopo tanta televisione girata “alla cazzo di cane” René Ferretti non è più disposto a scendere a compromessi con la bassa qualità richiesta dalla produzione e piuttosto di girare una scena di un giovane Ratzinger che al rallentatore corre felice in un campo di grano preferisce subire l’ostracismo televisivo e perdere il lavoro, trascinando con se tutto il clan de Gli occhi del cuore. Dopo un periodo di depressione trascorso nei multisala a farsi del male con i cinepanettoni, la nuova occasione per una svolta nella carriera di René è offerta da una produzione cinematografica tanto ambiziosa quanto quanto assurda (forse l’ennesima trappola lavorativa).

Sulla scia del successo di Gomorra, l’idea è quella di una trasposizione cinematografica del libro inchiesta La Casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, un adattamento ambizioso del il racconto di scandali e privilegi del mondo della politica italiana ma allo stesso tempo un’idea assurda, quasi un bluff, trattandosi di un inchiesta fatta di dati e di numeri che sarebbe impossibile tradurre in cinema. Impossibile per tutti ma non per René Ferretti disposto ad avere al suo fianco i migliori professionisti del cinema, ma che presto lo abbandonano. La soluzione è ancora il clan di simpatici cialtroni che lo hanno accompagnato in oltre quindici anni di set (e tre stagioni televisive).

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Boris Il Film e il mistero dell'Oscar in mano a Renè Ferretti

pubblicato da Carla Cigognini

Ferretti-BORIS_IL_FILM

La foto qui sopra è un frame di Boris Il Film. Ritrae il regista René Ferretti (Francesco Pannofino) con in mano una statuetta dell’Oscar. L’Oscar è vero, è stato prestato da Nicola Piovani che lo ha vinto nel 1999 per la colonna sonora de La vita è bella. Perché? Semplicemente perché Piovani è un grandissimo fan della serie tv. Come noi di Cineblog, che però non abbiamo Oscar da prestare… (piccolissimo dettaglio)…

Boris Il Film esce il 1 aprile nelle sale. Qui il trailer ufficiale e qui le foto del cast mentre presenta la pellicola a Milano.

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Boris Il film - Il cast presenta il film

pubblicato da carloprevosti

Boris Il film - Il cast presenta il film

A coronare il successo di tre stagioni televisive di ottima qualità, il cast della fuori-serie televiva Boris si trasferisce al cinema per un progetto grandioso, la versione cinematografica del libro inchiesta La Casta di Stella e Rizzo. A presentare il film a Milano c’erano i tre registi Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo e tra gli attori Francesco Pannofino (il regista René Ferretti), Caterina Guzzanti (Arianna, l’assistente alla regia), Pietro Sermonti (il Divo Stanis), Paolo Calabresi (Biascica, il capo-elettricista), Carolina Crescentini (Corinna, la Cagna Maledetta!) e Ninni Bruschetta (Duccio, il direttore della fotografia). I tre registi ci hanno parlato del film:

L’idea della trasposizione de La Casta è nata come un bluff, il libro infatti non ha alcunché di narrativo come Gomorra, ma sono solo dati e numeri. Suonava molto bene, ma era una specie di trappola ordita per il nostro Ferretti. L’ennesima. Suona di film impegnato, colto, di denuncia, poi finisce tutto in niente.

Il passaggio dalla televisione al cinema come è stato?
Nel film si scherza sul fatto che il cinema viene dopo la tv, prima della radio e poi c’è solo la morte. Paradossalmente per certi versi in Italia è così, ma fino a un certo punto. Il grande salto è stato fatto con l’incoscienza della prima volta. Con più esperienza magari sarebbe venuto anche meglio, così abbiamo condensato in un’ora e mezza tanti personaggi e tante situazioni, avrebbe potuto essere molto più lungo con tutto il materiale che abbiamo preparato, ma siamo molto orgogliosi. Ci sembra di aver rispettato lo spirito della serie ma dando qualcosa in più!

Un microcosmo di cialtroni che diventa la metafora dell’Italia?
Lo abbiamo definito un road movie da fermo. Un viaggio attraverso il nostro presente, dopotutto la televisione e il cinema sono lo specchio della realtà che li produce, no? Ma in questo caso è una scusa per raccontare l’Italia di oggi, quella dove la concorrenza in televisione è fatta dalle stesse persone con cui Ferretti sta già lavorando all’inizio della storia. Un film comico ma che fa ridere anche qualcosa di spaventoso, che speriamo che cambi!

Avete pensato il film anche per chi non conosce la serie?
Certamente, anzi è una porta d’ingresso per nuovi spettatori. Abbiamo cercato di raccontare una storia per tutti, anzi non vogliamo che si pensi che sia necessario vedere tutte le tre stagioni per godere del film.

Boris Il film - Il cast presenta il film
Boris Il film - Il cast presenta il filmBoris Il film - Il cast presenta il filmBoris Il film - Il cast presenta il filmBoris Il film - Il cast presenta il film

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Paola Cortellesi straccia Zack Snyder al botteghino italiano, mentre va incontro ad un flop storico Sotto il vestito niente

pubblicato da dr. apocalypse

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Per una volta partiamo dal fondo, visto il tonfo per certi versi storico. Lanciato in 380 copie, Sotto il vestito niente - L’ultima sfilata dei fratelli Vanzina ha regalato alla storia del botteghino italiano un weekend da ‘urlo’, incassando 258.910 euro in 72 ore. Più che un disastro un cataclisma, con una media per sala di 797 euro. Roba da guiness, in negativo, per un film clamorosamente sopravvalutato da Medusa, ‘responsabile’ di un così folle ed insensato lancio. Secondo flop consecutivo per i due fratelli, chiamati a questo ad una sentita pausa di riflessione. Tornando alla vetta degli incassi, primo posto confermato per Nessuno mi può Giudicare. Tenuta straordinaria per la commedia della 01, scesa solo del 21% sugli incassi, con 1.518.384,40 euro incassati negli ultimi 3 giorni e un totale di 5.321.764 euro. Chiuderà poco sotto gli 8, inaspettatamente.

Ad essere sconfitto, e ad uscire con le ossa frantumate, Sucker Punch di Zack Snyder. 279 le copie a disposizione per il film della Warner, riuscito ad incassare appena 500,000 euro, con una pessima media per sala, pari a 1.795 dollari, e 73.611 ticket staccati. Un flop inatteso, per un titolo che difficilmente riuscirà ad arrivare ai 2 milioni di euro. Ad approfittarne Amici, Amanti e…, altra new entry del weekend. 691.303,28 gli euro incassati dal film della Universal, seguito da Amici Miei - Come Tutto Ebbe Inizio. Crollo verticale e flop certificato per la commedia della Filmauro, incapace di andare oltre i 559.885,48 euro in quest’ultimo fine settimana, con una disastrosa media per sala, pari a 1.501 euro, e un totale di 3 milioni di euro. Peccato che il film ne sia costati 15, a detta dello stesso Aurelio De Laurentiis. Dopo Manuale d’Amore 3, la seconda batosta consecutiva per lo storico produttore.

Sono invece quasi 5 i milioni di euro incassati da Rango, mentre a crollare è anche Dylan Dog, con appena 385,000 euro incassati nelle ultime 72 ore, per un totale di 2.071.134 euro. Bruscolini, rispetto all’enorme numero di lettori del fumetto originale. A sorprendere tra le new entry, e a fare meglio dei Vanzina e di Snyder, Frozen, con 259.771 euro raccolti e una media per sala di 2.547 euro, ovvero la terza della Top10, con Il Rito che supera i 3 milioni di euro e Gnomeo e Giulietta che si avvicina al milione e mezzo. Da segnalare infine gli incassi di Silvio Forever e Non Lasciarmi: 182.000 e 170.000 euro. In entrambi i casi siamo nettamente al di sotto delle previsioni. In conclusione, per quasi tutte le nuove entrate è stato un weekend disastroso. Fine settimana ricchissimo il prossimo, grazie all’arrivo di Kick-Ass, Hop e soprattutto… Boris - Il Film!

Boris Il Film: il brano Pensiero Stupesce di Elio e le Storie Tese in una clip musicale

pubblicato da Rosario

Ancora ansiosi di nuovo materiale su Boris Il Film dopo il dietro le quinte in video di ieri? Sappiate allora che ne abbiamo ancora per voi. Si tratta di una clip musicale con scene della pellicola, dedicata a Pensiero Stupesce, brano registrato da Elio e le Storie Tese e già sentito anche nel trailer ufficiale di Boris Il Film. Lo stesso gruppo, ricorderete, è stato anche autore della sigla di tutte e tre le stagioni della serie TV Boris.

Ricordiamo che Boris il Film arriverà nei cinema venerdì prossimo 1 aprile, in pieno tempo per farci un graditissimo Pesce. Nel frattempo potete dare una ripassata alla sinossi ufficiale:

“In questo passaggio cinematografico il regista Renè Ferretti (Francesco Pannofino) molla la brutta fiction tv che ha fatto per anni e tenta il grande salto: un film d’autore, per il cinema. Insomma, la libertà artistica dopo una carriera asservita al conservatorismo televisivo. Ma il mondo del cinema con i suoi snobismi può essere perfino peggio di quello della tv. Soprattutto per una troupe, quella di Ferretti, a dir poco estranea all’Arte con la “a” maiuscola. Tra cinematografari snob, attrici nevrotiche, sceneggiatori modaioli, eroinomani, squali e improvvisati vari, “Boris il Film” prova a mettere a nudo un mondo, quello del cinema italiano, che aspira a una nuova giovinezza e vive invece solo una perenne immaturità.”

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Boris Il Film: ecco il backstage in video

pubblicato da Rosario

L’arrivo di Boris Il Film si avvicina sempre più, visto che ormai ci separa una settimana esatta da venerdì 1 aprile, giorno in cui la pellicola diretta e co-sceneggiata da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo approderà finalmente nelle sale italiane.

Inevitabile quindi che materiale vario ci venga proposto per promuovere il film, attesissimo soprattutto dai fan della serie TV andata in onda complessivamente per tre stagioni: è stavolta il turno di un dietro le quinte di circa due minuti, all’interno del quale il cast prova a rispondere alla domanda “Che cosa è Boris?”. Nel filmato riconoscerete sicuramente tutti i volti noti provenienti dalla serie, tra i quali Francesco Pannofino nei panni del regista Renè Ferretti, Pietro Sermonti in quelli dell’attore Stanis La Rochelle e Carolina Crescentini nel ruolo dell’attrice “di talento” Corinna Negri.

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Boris Il Film: nuova clip dedicata al passaggio da TV a cinema

pubblicato da Rosario

Manca ormai davvero poco all’arrivo di Boris Il Film nelle sale, previsto per il prossimo 1 aprile come uno dei migliori pesci d’aprile visti negli ultimi anni. È quindi normale che dopo il trailer ufficiale visto qualche tempo fa ci sia tutta una serie di materiale a contorno che i fan della serie arrivata ora al cinema non vorrà affatto perdersi.

Dopo la clip di Nando “bucio de culo!” Martellone, arriva un nuovo video dedicato al passaggio da TV al cinema della ciurma capitanata dal regista René Ferretti, impegnato in un progetto che gli possa permettere di abbandonare la brutta fiction tv che ha fatto per anni: un film d’autore, per il cinema. Tra gli attori che vedremo in Boris Il Film, Francesco Pannofino nel ruolo del regista René Ferretti, Carolina Crescentini in quello dell’attrice Corinna Negri e Pietro Sermonti nei panni dell’attore Stanis La Rochelle. Non vedete l’ora, vero?

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Boris Il Film: prima clip con Nando Martellone

pubblicato da dr. apocalypse

“Bucio de culo!”.

Prima clip inedita con tanto di parodia a ‘Matrix’ per Boris Il Film. Protagonista assoluto Nando Martellone con il suo celebre personaggio, legato indissolubilmente ad un’unica frase, da ripetere a vita. Scritto e diretto da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, Boris Il Film approda in sala il prossimo 1° aprile dopo 3 splendide stagioni televisive, che l’hanno letteralmente trasformato in prodotto nazionale di culto.

In questo passaggio cinematografico il regista René Ferretti (Francesco Pannofino) molla la brutta fiction tv che ha fatto per anni e tenta il grande salto: un film d’autore, per il cinema. Insomma, la libertà artistica dopo una carriera asservita al conservatorismo televisivo. Ma il mondo del cinema con i suoi snobismi può essere perfino peggio di quello della tv. Soprattutto per una troupe, quella di Ferretti, a dir poco estranea all’Arte con la “a” maiuscola. Tra cinematografari snob, attrici nevrotiche, sceneggiatori modaioli, eroinomani, squali e improvvisati vari, “Boris il Film” prova a mettere a nudo un mondo, quello del cinema italiano, che aspira a una nuova giovinezza e vive invece solo una perenne immaturità.

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Boris il Film: ecco i poster, la sinossi ufficiali, la descrizione dei personaggi e le note di regia

pubblicato da dr. apocalypse



48 ore dopo il primo trailer, che tanto clamore ha suscitato in rete, ecco arrivare poster e interessanti note di regia per Boris il Film, nei cinema a partire dal prossimo 1° aprile. Scritto e diretto da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, Boris Il Film approda in sala dopo 3 splendide stagioni televisive, che l’hanno letteralmente trasformato in prodotto nazionale di culto. Riuscite le locandine, con un’accattivante tag line che recita “dopo lo Squalo, un altro gigante del cinema“, con una serie di ricche note di regia, accompagnate dalla descrizione di tutti i personaggi, che vi attendono dopo il saltino.

In questo passaggio cinematografico il regista René Ferretti (Francesco Pannofino) molla la brutta fiction tv che ha fatto per anni e tenta il grande salto: un film d’autore, per il cinema. Insomma, la libertà artistica dopo una carriera asservita al conservatorismo televisivo. Ma il mondo del cinema con i suoi snobismi può essere perfino peggio di quello della tv. Soprattutto per una troupe, quella di Ferretti, a dir poco estranea all’Arte con la “a” maiuscola. Tra cinematografari snob, attrici nevrotiche, sceneggiatori modaioli, eroinomani, squali e improvvisati vari, “Boris il Film” prova a mettere a nudo un mondo, quello del cinema italiano, che aspira a una nuova giovinezza e vive invece solo una perenne immaturità.

D’altronde ci sono scene troppo brutte perfino per un regista televisivo: uno struggente rallenti sulla corsa nei prati di un giovanissimo Joseph Ratzinger che festeggia la scoperta di un vaccino è troppo anche per René Ferretti. E sì che di monnezza ne ha girata tanta, narcotizzanti apologie del presente, inquietanti biografie di santi e tante altre ancora (“Caprera”, “La bambina e il capitano”, “Gli amici tassinari”, “Libeccio”). E allora basta. Meglio l’insicurezza economica, meglio il cinema. Meglio tradire tutti ‐ la Rete, la moglie in attesa di alimenti, la impresentabile storica troupe ‐ e buttarsi nel cinema. Tanto più se la sfida è un copione libero, serio, forte, di denuncia, “alla Gomorra”. Sì, perché il cinema è più povero della TV (“dopo il cinema c’è la radio, dopo la radio c’è la morte”) ma ancora libero e poetico. Perfino in questo vessato paese. Purtroppo però, anche con un progetto “alla Gomorra”, bisogna fare i conti con la palude culturale che tutto ingloba. I committenti del salotto buono del cinema si rivelano, alla prova dei fatti, solo diversamente codardi. I nuovi collaboratori solo diversamente inaffidabili. E la presunta grandeur del cinema una rogna senza fine. Come per una condanna divina, nonostante i suoi lodevoli sforzi, René Ferretti si ritrova tra i piedi la stessa troupe scalcinata di sempre, gli stessi attori cani, gli stessi sceneggiatori inetti e perfino lo stesso borioso capetto d’un tempo. Con qualche colpo di fortuna e grazie alla sua proverbiale scaltrezza, un film decente sarebbe ancora arrangiabile. Forse anche ottimo. Ma incombe la maledizione metafisica di un paese chiamato Italia, che ama i simpatici e i cialtroni e non premia certe malinconiche seriosità. E la “Grande Commedia” incombe.

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