Niente Toyer, che già aveva rimpiazzato il progetto Boston Stranglers, per Brian De Palma all’orizzonte, bensì un altro thriller. Il film ambientato a Venezia infatti è stato accantonato dal regista per dedicarsi a Passion, remake del film francese Crime d’amour diretto l’anno scorso da Alain Corneau ed interpretato da Kristin Scott Thomas e Ludivine Sagnier.
La storia dell’originale ruotava attorno a due donne, entrambe impiegate in una multinazionale, e attorno al gioco al massacro tra le due, pronte a tutto per raggiungere il successo. Di mezzo ci sta anche un omicidio, in un crescendo di passione e suspense. Passion non sarà ambientato a Parigi come il precedente ma in Inghilterra, anche se sarà prodotto con soldi francesi (precisamente dalla SBS Productions).
Come ha commentato De Palma? Che questo sarà il film che riporterà in gioco un tasso di erotismo, suspence, mistero e omicidio che in un suo film non si vedeva da Vestito per uccidere. Un ritorno in vecchio stile insomma, dopo una prova di estremo coraggio come Redacted. I fan sono avvisati.

Con l’arrivo nei cinema italiani de Il Cattivo Tenente: ultima chiamata New Orleans, torniamo ad occuparci della Box Office Story, nostra nuova rubrica settimanale, puntando i riflettori su… Nicolas Cage!
Nipote di Francis Ford Coppola, Nicholas Kim Coppola il suo vero nome, Cage cambia da subito il proprio cognome, in modo da non venire mai accostato al celebre zio. Nicolas vuole sfondare per le proprie capacità e non perchè ‘nipote di Francis Ford Coppola’. Peccato che il suo primo vero ruolo arrivi nel 1983 con Rusty il selvaggio, film diretto proprio da… Francis Ford Coppola! Un ‘conflitto d’interessi’ che per Cage si ripeterà altre due volte nel giro di 3 anni, con The Cotton Club (26 milioni di dollari negli States) e Peggy Sue si è sposata (41 milioni di dollari solo negli Usa).
Dopo In gara con la luna (altri 23 milioni di dollari sul suolo americano) Nicolas incrocia la stada dei fratelli Coen con lo splendido Arizona Junior. La pellicola incassa 22 milioni di dollari, con Cage che chiude magnificamente il 1987 con un altro boom, quello di Stregata dalla Luna, che si porta a casa solo negli States ben 80 milioni di dollari. 5 anni dopo il suo ‘esordio’ cinematografico, Nicolas comincia a diventare un volto noto ad Hollywood, tanto da iniziare a camminare con le proprie gambe, distaccandosi del tutto dal celebre ed influente zio Francis.
Continua a leggere: Box Office Story: Nicolas Cage, ovvero l'uomo "action" di Hollywood

Umberto Lenzi, autore amato da Quentin Tarantino, regista di cult come Milano odia; la polizia non può sparare e creatore della celebre maschera del Monnezza è l’ospite d’onore del Festival Internazionale Cortisonici, che si sta svolgendo in questi giorni a Varese.
Lo abbiamo incontrato davanti a un paio di bicchieri di prosecco e l’intervista si è presto trasformata in una chiacchierata sulla passione per il cinema, la storia d’Italia, sui progetti di ieri, di oggi ma anche di domani con un giovane regista, classe 1931.
Lei è famoso come l’artigiano del cinema all’italiana, oggi è ancora possibile fare film di genere?
Il sistema dello spettacolo è cambiato. Il cinema di genere è stato soppiantato dalla fiction, ci sono solo pochi film di genere in Italia, penso per esempio a Gomorra. Il cinema di genere oggi dovrebbe sperimentare, ultimamente ho visto Redacted di Brian De Palma, capace di mettere insieme linguaggi diversi, come cinema e internet. Quando penso a un film di genere, penso a questo. Il cinema però ha perso molto del suo mistero. Prima era fatto con macchine enormi, servivano luci potentissime. Per vedere quello che avevi girato dovevi aspettare anche tre ore, bastava una virgola fuori posto che dovevi rifare tutto, oggi con una videocamera in alta definizione giri quasi al buio senza luci. I mezzi sono cambiati, ma questo cinema mi interessa poco, è come girare coi telefonini…
La sua filmografia conta quasi settanta film in quarant’anni di carriera…
No, no, la interrompo subito! Sono sessanta! Alcuni sono apocrifi. Ci sono molte falsità sul mio conto. Mi attribuiscono una serie di pseudonimi che io non ho mai usato. Per esempio l’ultimo film che mi attribuiscono è Sarajevo inferno di fuoco che è stato fatto da un montatore e un produttore che hanno preso pezzi di un mio film, ne hanno rigirato alcune scene e l’hanno rimontato e non è firmato da me, ma chi lo vede riconosce scene del mio film e pensa che sia mio. Questo è un furto. C’è un film cinese che si chiama Bruce Lee riemerge dalla tomba, regia di Bert Lenzi, ma io mica l’ho fatto! Non so neanche chi era Bruce Lee. Come potrei fare causa a una società di Hong Kong? Spenderei un sacco di soldi…per che cosa?
Continua a leggere: Cineblog intervista Umberto Lenzi, the King of B's
Nemico Pubblico N.1 - L’istinto di morte (parte 1), (L’Instinct de mort, Francia, Canada, Italia, 2009) di Jean-François Richet; con Vincent Cassel, Cécile De France, Gérard Depardieu, Roy Dupuis, Elena Anaya, Gilles Lellouche, Michel Duchaussoy, Myriam Boyer, Florence Thomassin, Ludivine Sagnier, Gilbert Sicotte, Abdelhafid Metalsi.
Il criminale numero uno di Francia, tanto ricercato dalla polizia quanto amato dai connazionali. Jacques Masrine ha segnato la storia franese degli anni 60 e 70, diventando uno dei gangster più famosi al mondo. Da soldato ribelle dell’esercito francese in Algeria a spietato criminale nelle strade di Parigi. Delinquente o eroe? Assassino o icona rivoluzionaria? Chi era veramente Jacques Masrine?
Un autentico biopic kolossal. 9 mesi di riprese ininterrotte, il meglio del cinema fracese a disposizione, 18 milioni di euro incassati al box office nazionale, 10 nomination ai Cèsar, un budget hollywoodiano ed addirittura due capitoli separati, in modo da raccontare per filo e per segno la vita, la storia e la leggenda di Jacques Masrine. Ad interpretarlo uno strepitoso Vincent Cassel, in un film che però, per essere giudicato appieno, dovrà attendere l’uscita in sala della 2° ed ultima parte.
Continua a leggere: Nemico Pubblico N.1 - L'istinto di morte (parte 1): Recensione in Anteprima
Valzer con Bashir (Waltz with Bashir, Israele / Germania / Francia, 2008) di Ari Folman.
Dopo Disengagement di Amos Gitai, un’altra opera sbarca al cinema per narrare della questione palestinese, e il suo regista è ancora una volta un israeliano. In molti hanno anche giustamente accostato, nel recensire Valzer con Bashir, la figura di Avi Mograbi, interessante documentarista sempre di origini israeliane che negli ultimi due film ha detto la sua sull’argomento senza peli sulla lingua.
Se il film di Gitai ha narrato l’attualità terribile della guerra nella Striscia di Gaza, Mograbi con il suo ultimo Z32, visto in Orizzonti a Venezia, ha riflettuto sui giovani trasformati in macchine da guerra, raccogliendo le confessioni di un soldato israeliano. Tuttavia quello che ha colpito molta critica del film di Mograbi era senz’altro la sua natura di documentario, dai commenti in prima persona dello stesso regista alle maschere digitali (sempre diverse e a tratti inquietanti) messe addosso al soldato e alla compagna.
Ancora una volta da Israele arriva un documentario dalla forma insolita e che si rivela essere un gran bel film teorico. Valzer con Bashir, in concorso a Cannes l’anno successivo al Persepolis della Satrapi, come Z32 sembra a prima vista rinnegare in parte la sua natura di documentario, aprendosi in modo originale all’animazione sperimentale. E tuttavia il film di Ari Folman ragiona su un materiale di grande complessità, e la scelta di documentare sotto forma di animazione vince su molti fronti.

Prende oggi il via una nuova iniziativa di Cineblog che assegnerà i suoi personalissimi Oscar. Naturalmente i protagonisti dei responsi saranno i lettori: tutti i vincitori dovranno affrontare un gioco sfida. Iniziamo con i registi, ma poi sarà la volta del miglior film e dei migliori attori ed attrici.
I registi che si sfideranno nel gioco sfida dedicato al miglior regista del 2008 sono: Christopher Nolan (Il cavaliere oscuro), Paolo Sorrentino (Il divo), Clint Eastwood (Changeling), Joel Coen (Non è un paese per vecchi), Matteo Garrone (Gomorra), Tim Burton (Sweeney Todd), Andrew Stanton (Wall-e), Brian De Palma (Redacted), Danny Boyle (The millionaire), Sidney Lumet (Onora il padre e la madre), Sean Penn (Into the wild), Paul Thomas Anderson (Il petroliere), Jonathan Demme (Rachel sta per sposarsi), Laurent Cantet (La classe), Julian Schnabel (Lo scafandro e la farfalla), Guillermo del Toro (Hellboy The golden army).
Naturalmente si dovrà dare la preferenza ad un regista piuttosto che ad un altro privilegiando i film usciti nelle sale italiane nel 2008. Per accedere al gioco-sfida clicca su Gioca!

Il 2008 sta per finire, e noi in redazione stiamo già ripensando a quest’annata cinematografica. Film del cuore, film da buttare, tendenze, stili, riflessioni, film poco calcolati, mal distribuiti o distribuiti troppo. Se c’è qualcosa che però si può dire subito è che il 2008 verrà ricordato come l’anno in cui due autori, i cui lavori sono sempre stati regolarmente distribuiti in sala, si sono trovati nel nostro paese relegati in un angolino.
E - attenzione - si sta parlando di due registi americani importanti, che piaccia o meno: Oliver Stone e Brian De Palma. I loro due ultimi lavori sono due opere “strane”, per diversi motivi l’uno dall’altro, e due film a loro modo importanti. W. è il terzo film che Stone dedica, dopo i riusciti JFK - Un caso ancora aperto e Gli intrighi del potere - Nixon, ad un presidente americano, ossia George W. Bush; Redacted è il secondo film “di guerra” di De Palma, vicino per soggetto al precedente Vittime di guerra ma lontano nello stile e nelle intenzioni.
Una commedia sull’ormai ex-presidente repubblicano e un film teorico, quindi. Redacted, Leone d’Argento a Venezia nel 2007, è uscito a pagamento a marzo su Sky Prima Fila e dal 3 dicembre è uscito in dvd. W., film d’apertura all’ultimo Torino Film Festival, è stato acquistato da Barbara Dall’Angelo, presidente della Dall’Angelo Pictures, che lo distribuirà direttamente in homevideo, ma dopo un passaggio su La7.
Continua a leggere: W. di Stone su La7 e Redacted di De Palma su Sky: il cinema direttamente in tv
Era il 1976 e Brian De Palma ci regala il film horror Carrie con la magnifica Sissy Spacek nel ruolo della protagonista. La pellicola, tratta da un libro di Stephen King, racconta l’adolescenza di Carrie, una ragazzina timida e complessata con madre ossessionata dalla religione. Carrie però ha dei poteri di telecinesi che userà per vendicarsi di uno scherzo al ballo della scuola. Il video ripropone proprio quella scena: attenzione alla mancanza di dialogo, alla musica, ai dettagli, al ralenty e allo split screen (lo schermo diviso).
Redacted esce in dvd: finalmente uno dei film dell’anno ha trovato la sua distribuzione, grazie a Medusa (!), nel mercato home video. Vincitore del Leone d’Argento a Venezia 64, il film di Brian De Palma si è subito rivelato come un film innanzitutto scomodo per il tema trattato e per il modo in cui lo affronta. E allora in Italia si è pensato bene di non distribuirlo in sala. La sua “prima” l’ha ottenuta così su Sky il 14 marzo, a pagamento.
Mahmoudiya, a sud di Bagdad, 2006. Dopo l’uccisione di un generale per opera di una bomba, alcuni soldati americani decidono una notte di intraprendere una spedizione contro gli iraqueni. Il risultato è sconvolgente: la famiglia di una quindicenne viene sterminata, e lei prima stuprata e poi ammazzata. Ma nel gruppo qualcuno non può mantenere il segreto…
Redacted uscirà in dvd con formato 1.78 PAL Anamorfico, due tracce audio Dolby Digital - 5.1 (italiano e inglese) con la possibilità di selezionare i sottotitoli italiani. Non mancano, fortunatamente, i contenuti extra, che prevedono un dietro le quinte, le interviste ai rifugiati politici, lo special tv Higher Definition sulla pellicola e il trailer. In uscita il 3 dicembre a 15.90 €: da recuperare di corsa.
Boston Stranglers sarà il titolo del prossimo film di Brian De Palma, che è appena stato finito di scrivere e che sarà iniziato a girare quanto prima, ad Aprile molto probabilmente.
Il film è stato basato sul libro di Susan Kelly The Boston Stranglers: The Public Conviction of Albert DeSalvo and the True Story of Eleven Shocking Murders e come è facile intuire sarà basato sul serial killer che negli anni 60 terrorizzava Boston strangolando le sue vittime.
Ancora non c’è nessuna notizia sul cast, ma trattandosi di Brian De Palma il suo nome può anche bastare no?
Fonte: Filmschoolrejects