
Neanche la Regina Elisabetta in persona presente alla London Royal Premiere è servita a qualcosa. In casa Fox ci hanno provato in tutti i modi a rilanciare il franchise di Narnia, affondato con il 2° capitolo, due anni fa scelleratamente lanciato in piena estate ed allontanatosi dalla visione ‘cattolica’ che trascinò il primo capitolo. Narnia 3, infatti, ha ampiamente deluso al suo primo weekend di programmazione. Costato circa 155 milioni di dollari, ovvero 100 in meno rispetto al predecessore, il film avrebbe incassato ’solo’ 24,5 milioni di dollari, come indovinato dal 30% di voi al FantaBoxOffice. Il primo al suo esordio toccò quota 65 milioni, il secondo quota 55. Anche con il 3D, e i prezzi d’ingresso maggiorati, Il Viaggio del Veliero è così naufragato ancor prima di prendere il largo, con una media per sala di appena 6,892 dollari, e una campagna di lancio che aveva anche provato la tortuosa e pericolosa strada del ‘christian movie’. Nulla è servito, per un titolo che a questo punto dovrà puntare tutto sui botteghini ’stranieri’. Si chiude così per la Fox un 2010 disastroso, con una Top20 americana che non vede nessun suo film presente (tra i primi 30 incassi ci sono solo Date Night in 23° posizione con 99 milioni di dollari, e Percy Jackson, 30° con 88 milioni). Se non era mai successo prima, poco ci manca.
Se Narnia 3 ha deluso le aspettative, The Tourist non ne ha di certo approfittato. 2,756 sale a disposizione per il film della Sony, massacrato dalla critica americana ed uscito malconcio da questo primo esame al botteghino. 17 i milioni di dollari incassati dal remake del francese Anthony Zimmer (6,168 dollari la media per sala), costato la bellezza di 100 milioni di dollari, per una coppia, Jolie/Depp, da cui ci si attendeva decisamente qualcosa di più. Maledettamente deludente. Scivola così in 3° posizione Rapunzel (-32.6% sugli incassi), arrivato ai 116 milioni di dollari, dopo esserne costati quasi il doppio, seguito da Harry Potter 7, arrivato ai 258 milioni di dollari dopo 4 weekend di programmazione (777 worldwide). Siamo a -15 milioni di dollari rispetto ad Harry Potter 6, due anni fa arrivato ai 273 milioni di dollari allo scoccare del quarto fine settimana. Difficilmente I Doni della Morte Parte 1 abbatterà il tetto dei 300 milioni di dollari. Inaspettato. Se in 5° posizione troviamo una vecchia conoscenza, ovvero Unstoppable di Tony Scott, arrivato ai 75 milioni di dollari, è la sesta piazza a lasciare di sasso. Con appena 90 copie a disposizione, Cigno Nero di Darren Aronofsky è riuscito nell’impresa di incassare 3 milioni e mezzo di dollari in 72 ore, con una mostruosa media per sala di 37,022 dollari, un +130.8% sugli incassi rispetto al fine settimana passato e un totale di ‘quasi’ 6 milioni di dollari. Costato solo 13 milioni di dollari, il film della Fox Searchlight, incredibilmente rimasto a mani vuote a Venezia, può seriamente diventare una delle mine vaganti ai prossimi Oscar.
Proseguendo con il botteghino in 7° posizione troviamo Burlesque, arrivato ai 33 milioni di dollari, dopo esserne costati 55, seguito da Love and Other Drugs, 28 milioni di dollari per lui, Megamind, arrivato ai 141 milioni di dollari, e Due Date, pronto ad abbandonare la Top10 con 95 milioni di dollari in tasca. Da segnalare infine le 4 sale che hanno accolto The Fighter, splendido con i suoi 320,000 dollari incassati, le 19 che stanno facendo volare The King’s Speech, 31,158 dollari la media per sala, e le 5 che hanno proiettato il criticatissimo The Tempest, riuscito ad incassare 45,000 dollari in 72 ore. Ricchissimo ed ingolfato il prossimo weekend, con How Do You Know, The Fighter, L’Orso Yoghi 3D e soprattutto Tron Legacy pronti ad azzannare al collo il Leone Aslan. Chi spodesterà Narnia 3 dal podio? E soprattutto… dobbiamo attenderci un’altra clamorosa delusione anche dal kolossal Disney?
Presentato all’ultimo Festival di Torino, e recensito in anteprima dal nostro Gabriele, Burlesque ha ricevuto critiche decisamente negative dalla stampa americana, incassando comunque 28 milioni in poco meno di due settimane al box office statunitense. Aspettando l’uscita italiana, aihnoi ancora lontanissima, essendo datata 18 febbraio 2011, il film ci regala oggi un secondo trailer italiano.
Scritto e diretto da Steve Antin, il film, che segna il grande ritorno in sala di Cher e l’esordio di Christina Aguilera, racconta la storia di Ali, una ragazza semplice che fugge dall’Iowa in cerca di fama e finisce a fare la cameriera al The Lounge Burlesque sul Sunset Strip, locale di proprietà di Tess - ex stella del burlesque lei stessa - costretta a combattere ogni giorno per tenere aperta la vecchia sala.
Kristen Bell, Cam Gigandet, Alan Cumming, Eric Dane , Stanley Tucci, Julianne Hough, Peter Gallagher, David Walton, Wendy Benson-Landes, Stephen Lee e Katerina Mikailenko completano il cast, per un titolo che punta dritto agli Oscar, ovviamente per la colonna sonora.
Prendiamo due film, 127 Hours e Hereafter. Con il primo, Danny Boyle racconta una storia molto semplice con uno stile inaspettato, sicuramente personale, “videoclipparo” ed esagerato, dove il montaggio, le trovate “assurde”, le inquadrature impossibili e la musica la fanno da padroni. Clint Eastwood invece con il secondo racconta una storia rischiosa, dove si parla di morte, di Aldilà, di “doni” sovrannaturali, ma lo stile è decisamente classico, come il regista ci ha sempre abituato.
In mezzo a questi due opposti c’è tutto il cinema che si è visto durante il 28° Torino Film Festival. Un festival sorprendente e meraviglioso non solo per la quantità impressionante di ottimi film che il pubblico ha avuto occasione di vedere, ma anche per le questioni che tra le righe del programma si potevano scovare, scoprire ed analizzare.
Ma prima di affrontarle, pariamo del concorso. Che ha visto giustamente trionfare il film più bello della competizione, Winter’s bone di Debra Granik (miglior film, ma anche miglior attrice - ex aequo con Erica Rivas di Por tu culpa - e sceneggiatura): storia profondamente americana, variazione western, thriller d’atmosfera, tanta tensione ed emozione.
Al posto di Las marimbas del infierno, premio della Giuria ex aequo col bel Les signes Vitaux (rovinato in parte però dal finale), avremmo preferito trovare quel gioiello che è Small Town Murder Songs, piccolo film che lancia probabilmente un autore con le idee chiare. Si è parlato di Egoyan e dei Coen: forse è vero, ma il regista Ed Gass-Donnelly ha già anche una bella personalità.
L’andamento del concorso si è tenuto poi su un livello discreto, con tanti piccoli film validi e solo poche cose inspiegabili. A partire da Henry, unico film italiano in concorso e scandaloso Premio del pubblico (ma perché!?): mancano una sceneggiatura valida, una storia forte, una recitazione degna. C’è poi poco da urlare allo scandalo, forse nulla, anche se ci chiediamo ancora se il fasullo The Bang Bang Club, lo statico Blessed events e lo sperimentale Les hommes debout fossero proprio necessari all’interno della competizione.
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Un sorpasso atteso e alla fine arrivato. Harry Potter 7 ha ceduto lo scettro al 3° weekend di programmazione americano, perdendo il 66% degli incassi rispetto al fine settimana passato. Un vero e proprio crollo, considerando soprattutto se paragonato al calo del capitolo precedente, pari al -39.2%. 244 i milioni di dollari raccolti da Potter 7 fino ad oggi al box office americano (627 worldwide) , ovvero - 11 rispetto a quanto incassato dal Principe Mezzosangue. Partito con il vento in poppa, il nuovo Harry Potter rischia seriamente di non abbattere i 300 milioni di dollari. A scippargli il primato Rapunzel, cartoon Disney riuscito ad incassare altri 21 milioni di dollari e mezzo in 3 giorni di programmazione. - 56% sugli incassi per il 50° lungometraggio animato della celebre major, arrivato ai 96 milioni di dollari, dopo esserne costati addirittura 260.
Terzo posto e calo contenuto per Burlesque, sceso ’solo’ del 48.9% sugli incassi, toccando quota 27 milioni di dollari, dopo esserne costati 55, seguito da Unstoppable, arrivato ai 69 milioni, Love and Other Drugs, arrivato ai 22 milioni di dollari, Megamind, arrivato ai 136 milioni, Due Date, arrivato ai 91, e Faster, deludente con i suoi 18 milioni di dollari. Nona deludentissima piazza per l’unica uscita ‘forte’ del weekend, ovvero The Warrior’s Way. Costato quasi 50 milioni di dollari, il film della Relativity ne ha incassati appena 3 milioni in 72 ore, con una media per sala drammatica, pari a 1,881 dollari.
13° straordinario posto per Black Swan, lanciato in appena 18 copie e riuscito a raccogliere la bellezza di 1,394,000 dollari, con una media per sala di 77,000 dollari. Ricchissimo il prossimo fine settimana, con due ‘mostri’ pronti a scontrarsi, ovvero Narnia 3 e The Tourist. Chi vincerà il big match?
Burlesque (Burlesque - Usa 2010, musicale) di Steven Antin con Cher, Christina Aguilera, Kristen Bell, Cam Gigandet, Stanley Tucci, Alan Cumming, Eric Dane, Peter Gallagher, Julianne Hough, Tanee McCall, David Walton, Black Thomas.
Ali Rose (Christina Aguilera) lascia la sua cittadina nell’Iowa per trasferirsi a Los Angelese in cerca di fortuna e di una nuova vita. Trova impiego come cameriera al Burlesque Lounge, un locale di newburlesque gestito da Tess (Cher), che sta passando un difficile momento a livello finanziario. Senza molti soldi ma con grande talento e tenacia, e dormendo provvisoriamente sul divano in casa di Jack, l’attraente barista del locale, Ali vuole ad ogni costo diventare ballerina per riuscire a realizzare i suoi sogni ed essere indipendente.
Una delle trovate più intelligenti del programma del 28° Torino Film Festival è stata proprio quella di riuscire ad accaparrarsi in cartellone sia Tournée di Amalric, sia questo Burlesque, incentrati ovviamente sullo stesso mondo ma con due stili e due approcci diamentralmente opposti.
Come vi abbiamo già raccontato nella nostra recensione in anteprima, l’attore e regista francese affronta l’argomento del newburlesque con uno stile a metà tra fiction e documentario con uno stile verosimile. Con il film di Steven Antin ci troviamo invece in purissima terra di musical americano, con tutto quello che vi aspettate di trovare nel genere.
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Con Il Principe Mezzosangue aveva dovuto subire un pesante -62.1%, con 29 milioni di dollari incassati ed un totale di 221,295,818 dollari, grazie anche ai due giorni in più di programmazione, essendo uscito di mercoledì. Lasciato ’solo’ dal 3D, Harry Potter e i Doni della Morte Parte 1 è comunque riuscito ad abbattere il totale toccato dal precedente capitolo in 10 giorni di programmazione, avendo raggiunto i 220 milioni di dollari. -59.7% sugli incassi e 50 milioni di dollari raccolti nelle ultime 72 ore, che diventano 78 considerando il fine settimana ‘lungo’ dovuto al Giorno del Ringraziamento, per un 7° e (pen)ultimo capitolo che abbatte tutti i record toccati dai predecessori. Cadranno sicuramente i 317 milioni di dollari raccolti dal primo Potter targato Columbus, con il tetto dei 350 milioni casalinghi indubbiamente a portata di mano. Deve così accontentarsi della 2° posizione, ma con risultati a dir poco stupefacenti, Rapunzel. Esordio più che roseo per il cartoon Disney, arrivato finalmente al cinema a termine di una lavorazione infinita. Oltre 6 anni di produzione ed un film fatto praticamente ripartire da zero per volontà di Lassater, con un budget ulteriormente gonfiato, tanto da arrivare a sfiorare i 200 milioni di dollari, considerando tutte le riscritture e i lavori ripresi e stravolti nell’arco degli anni. Promosso dalla critica Rapunzel ha decisamente conquistato il botteghino americano, grazie anche al 3D, incassando 49 milioni di dollari nel weekend, ai quali bisogna aggiungere i 20 incassati nelle 48 ore precedenti, con la media per sala più alta della Top10, pari a 13,628 dollari, ed un totale di 69 milioni di dollari. La Principessa e il Ranocchio, per fare un esempio recente, lo scorso anno dopo 5 giorni di programmazione ‘reale’ arrivò ai 29 milioni di dollari. Rapunzel potrebbe abbattere il tetto dei 200 milioni, ridando fiato alle principesse Disney, a quanto pare, per volontà della Major, date per morte con questo 50° lungometraggio animato.
Scivola così in 3° posizione un altro cartoon, questa volta targato Dreamworks, ovvero Megamind. 13 i milioni di dollari incassati dal film in quest’ultimo fine settimana, riuscito a resistere alla novità Disney con un accettabile -19.8% sugli incassi, per un totale che supera di poco i 130 milioni di dollari, dopo esserne costati esattamente 130. Considerando i successi a cui ci aveva ultimamente abituato la Dreamworks, possiamo parlare di un mezzo passo falso. Altro esordio atteso era quello di Burlesque. Lanciato in pompa magna attraverso una delle sue protagoniste, Christina Aguilera, apparsa praticamente in quasi tutte le trasmissioni d’America nelle ultime due settimane, il musical della Sony non ha sfondato, ma neanche deluso. Costato poco più di 50 milioni di dollari, ne ha incassati circa 17 in 5 giorni di programmazione, con una media per sala di 3,885 dollari. Considerando il primo posto su iTunes della colonna sonora, e gli incassi in arrivo dai mercati esteri, farà presto a macinare utili, anche se le critiche americane, in certi casi pesantissime, rimarranno. Partito male ed in sordina, Unstoppable di Tony Scott sta sorprendentemente reggendo benissimo (-9.7% al 3° fine settimana, stupefacente), tanto da aver raggiunto i 60 milioni di dollari, dopo esserne costati 100, seguito dal non esaltante Love And Other Drugs. Performance deludente per il film della Fox, lanciato come ‘commedia sexy’ quando in realtà fortemente drammatico, riuscito ad incassare circa 14 milioni in 5 giorni di programmazione. Ultima new entry di peso in 7° posizione, con The Rock e il suo Faster incapaci di sfondare il box office. Circa 12 i milioni di dollari incassati dall’action cazzuto della Cbs, dopo esserne costati però solo 24.
A chiudere la Top1o troviamo Due Date, più che soddisfatto con i suoi 85 milioni di dollari, e due autentici flop come The Next Three Days, atroce ritorno in sala di due Premi Oscar come Paul Haggis e Russell Crowe, riuscito ad incassare appena 16 milioni di dollari dopo 10 giorni di programmazione, e Morning Glory con Harrison Ford, costato 40 milioni di dollari e arrivato ai 27. Da segnalare infine la scalata alla chart di 127 Hours di Danny Boyle, arrivato a superare i 4 milioni di dollari con poco più 200 sale sparse lungo tutto il paese, dopo esserne costati ’solo’ 18, e il disastroso esordio de Lo Schiaccianoci 3D, massacrato dalla stampa americana (0% di recensioni positive su Rotten) e una media per sala di 1,619 dollari. Misteriosamente ‘leggero’ il prossimo weekend, lasciato praticamente in mano ad una sola new entry, ovvero The Warrior’s Way, oltre allo sbarco in 19 sale di Black Swan e al lungamente atteso arrivo, in appena 6 copie, di I Love You, Phillip Morris. La sfida, in sostanza, sarà ancora una volta tra Potter e Rapunzel. Chi vincerà?

Un weekend del Ringraziamento davvero ricco. Harry Potter e i Doni della Morte Parte 1 sembra proprio non voler abbandonare la testa del botteghino americano, confermandosi il dominatore incontrastato di quest’ultimo weekend di novembre. Secondo le prime stime d’incasso il film della Warner avrebbe incassato circa 23 milioni di dollari nella giornata di ieri, perdendo circa il -63% degli incassi rispetto al venerdì scorso. Il totale dei tre giorni dovrebbe attestarsi sui 55 milioni di dollari, per un totale che potrebbe toccare quota 225 milioni di dollari, in 10 giorni di programmazione. Secondo, ma felicissimo, Rapunzel. Esordio più che positivo per il cartoon Disney, riuscito a raccogliere 22 milioni di dollari nella sola giornata di ieri, dopo i 20 milioni raccolti nelle 48 ore precedenti. Lo scorso anno La Principessa e il Ranocchio non andò oltre i 27 milioni di dollari al primo weekend di programmazione, Raperonzolo potrebbe più che raddoppiare quei numeri, chiudendo il weekend a quota 73/75 milioni di dollari. Stupefacente.
Tra le altre new entry segnaliamo i 4 milioni e mezzo di dollari incassati ieri da Burlesque, stroncato dalla critica americana ma probabilmente vicino ai 18 milioni di dollari a fine settimana, i 3.8 milioni di Love And Other Drugs e i 3 milioni di Faster. Domani sera, come sempre, faremo un resoconto molto più dettagliato e definitivo dell’intera Top10 a stelle e strisce. Non mancate.

Un weekend ricchissimo, soprattutto negli Usa. Natale si avvicina e le pellicole più attese dell’anno iniziano a sovrapporsi, settimana dopo settimana, ingolfando i cinema. Negli Usa 48 ore fa sono usciti Burlesque, Love and Other Drugs, Faster e soprattutto Rapunzel, con Harry Potter tallonato dalla dolce principessa dai capelli chilometrici. Riuscirà il cartoon Disney a battere il blockbuster della Warner? 3,603 le sale a disposizione di Rapunzel negli Usa, mentre in Italia il film uscirà solo in poco più di 300 copie 3D, per poi aumentare la propria ‘tiratura’ venerdì prossimo, con l’arrivo di quelle in 2D. Ma quanto riuscirà ad incassare il cartoon Disney in questo primo weekend di programmazione? E riuscirà a battere Potter? A voi i pronostici e a domenica per il Vi è Piaciuto?, con il sottoscritto che ovviamente si sbilancia, prevedendo… 1 milione e 432,000 euro in Italia, 42 milioni di dollari negli Usa!

Imbattibile, anche per una principessa dai capelli lunghissimi e magici. Rapunzel, in arrivo domani in Italia, ha esordito ieri nei cinema americani, incassando secondo le prime stime poco meno di 11 milioni di dollari in 24 ore. Un esordio importante e nettamente superiore a quello fatto registrare lo scorso anno da La Principessa e il Ranocchio (7,022,735 dollari incassati al venerdì, 27 dopo il primo weekend, poco più di 100 a fine corsa), per un fine settimana del ringraziamento che si preannuncia stellare.
Harry Potter, infatti, dovrebbe facilmente mantenere la vetta del box office, grazie ad una ‘5 giorni’ da quasi 90 milioni di dollari (230 in 10 giorni solo negli States). Rapunzel, sempre secondo le previsioni d’incasso, dovrebbe invece fermarsi poco sotto i 70 milioni. Lontanissime le altre new entry, ovvero Burlesque, Love And Other Drugs e Faster, date attorno ai 18, 15 e mezzo e 9 e mezzo milioni di dollari, sempre in 5 giorni di programmazione. Il maghetto, in soldoni, non si arrende, anche se dietro c’è una splendida principessa dai capelli infinitamente lunghi pronta a sgambettarlo…

Record doveva essere, record è stato. Harry Potter e i Doni della Morte Parte 1 ha sbancato il botteghino statunitense, incassando 125 milioni di dollari in 72 ore (che diventano 330 worldwide). Nessun altro capitolo della saga era riuscito a fare tanto, con il record de Il Calice di Fuoco, arrivato a quota 102 milioni di di dollari nel 2005, per poi chiudere a quota 290, frantumato. Costato circa 150 milioni di dollari, Harry Potter 7 (parte 1) si è così portato a casa una media per sala di 30,332 dollari, stracciando il Principe Mezzosangue, capace due anni fa di raccogliere 108 milioni di dollari nei primi tre giorni, ovvero da mercoledì a venerdì, per poi portarsi a casa un primo weekend da 77 milioni. Con questo esordio I Doni della Morte si piazza al 6° posto dei migliori weekend d’apertura di sempre (inflazione esclusa), subito davanti a Shrek Terzo e di poco dietro ad Iron Man 2. Solo negli Usa la saga del maghetto, ad oggi, è riuscita ad incassare 1,838,202,072 dollari.
Scivola così in 2° posizione, dopo 15 giorni di dominio, Megamind. -44.5% sugli incassi per il cartoon Dreamworks, arrivato ai 109 milioni di dollari, grazie ai 16 milioni incassati negli ultimi tre giorni. Alla portata il tetto dei 150. Chi non sfonda è Tony Scott con Unstoppable. -42.3% sugli incassi per l’action della Fox, arrivato ai 42 milioni di dollari, dopo esserne costati 100, con Due Date scivolato in 4° posizione, e con 72 milioni di dollari, dopo esserne costati poco più di 60. 5° piazza e pessimo esordio per Russell Crowe e il suo The Next Three Days, riuscito ad incassare poco meno di 7 milioni di dollari, con una media per sala di 2,633 dollari, e confermata delusione per Morning Glory, arrivato ai 19 milioni di dollari dopo 2 weekend di programmazione, dopo esserne costati 40.
Scendendo in classifica troviamo il vero tonfo di questo mese di novembre, ovvero Skyline. Crollo verticale per l’apocalittico film dei fratelli Strausse, riuscito a perdere il 71% degli incassi rispetto al fine settimana passato, arrivando ai 17 milioni di dollari, dopo esserne costati solo 10, marketing escluso. Doveva nascere una possibile trilogia, è probabile che tutto ora torni in forse. Sono invece 84 i milioni di dollari raccolti da Red, 34 quelli incassati da For Colored Girls, e poco meno di 4 quelli portati a casa da Fair Game, entrato per la prima volta in Top10 dopo un aumento delle sale a disposizione. Mostruosamente ricco il prossimo fine settimana, con Love and Other Drugs, Rapunzel, Faster e Burlesque all’assalto di Harry Potter. Riuscirà il maghetto a mantenere lo scettro?