Visto al Festival di Torino, e da noi già recensito, La Guerra è Dichiarata di Valérie Donzelli uscirà il 1° giugno nei cinema italiani, con distribuzione Sacher. Oggi, a meno di un mese dall’arrivo in sala, possiamo dare un’occhiata al trailer in italiano del film, interpretato da Valérie Donzelli, Jérémie Elkaïm, Gabriel Elkaïm, Brigitte Sy, Elina Lowensohn. Candidato per la Francia come Miglior Film Straniero agli Oscar 2012, e presentato al Festival di Cannes 2011, La guerre est déclarée, questo il titolo originale, si presenta attraverso una sinossi tanto breve quanto essenziale:
Una coppia, Romeo e Giulietta.
Un figlio, Adamo.
Una malattia, una battaglia.
E soprattutto, una grande storia d’amore: la loro.
Vincitore del premio speciale della Giuria della sezione Un Certain Regard allo scorso Cannes Film Festival e selezionato dal Toronto International Film Festival, trova una distribuzione negli Stati Uniti il film Elena di Andrei Zvyagintsev (già vincitore a Venezia con Il Ritorno), di cui oggi finalmente vediamo il trailer ufficiale.
Elena è una variante moderna del classico thriller noir. La protagonista è una donna anziana, di origini modeste. Dall’animo mite e dolce, Elena è sposata a un uomo ricco e indifferente e madre di un disoccupato con problemi di alcool che rischia di mandare in rovina l’intera famiglia. Accompagnato dalle splendide musiche, di ispirazione hitchcockinana di Philip Glass, il film è un viaggio intenso verso l’esplorazione del crimine, della punizione e della natura umana. Come ha detto il regista:
Elena mi ha permesso di indagare un’idea imperante nella nostra epoca: la ricerca della propria sopravvivenza come elemento primario. La vera sfida è quella della solitudine, che è inizio, fine e filo conduttore di tutta l’esistenza umana.

Nanni Moretti sbarca in America. Habemus Papam verrà infatti distribuito nei cinema statunitensi a partire da dopodomani, venerdì 6 aprile, grazie all’IFC Entertainment. We Have a Pope, il titolo scelto per il mercato americano, per un film riuscito ad incassare poco più di 15 milioni di dollari in tutto il mondo. Ai 5.860.000 euro raccolti in Italia dobbiamo infatti aggiungere i 5 milioni di dollari incassati in Francia, e i 600,000 dollari incassati in Spagna e Argentina. Ovviamente poche le copie a stelle e strisce a disposizione per la pellicola di Moretti, vincitrice del Globo d’Oro 2011 e di 6 Nastri d’Argento eppure stroncata a sorpresa dalla critica americana. Ma tutto ciò non è una novità, visto che gli States hanno sempre visto con poco interesse il cinema morettiano, snobbando persino un film come La Stanza del Figlio, premiato sulla Croisette ma totalmente passato inosservato agli occhi dei maggiori premi Usa.
The Source (La source des femmes, Belgio, 2011) di Radu Mihaileanu, recensita in anteprima al Festival di Cannes, arriva nelle nostre sale con la BIM venerdì 9 Marzo, insieme alla singolare protesta delle donne magrebine, tradotta ne La sorgente dell’amore.
Un giorno dopo l’International Women’s Day, il coraggio, l’ostinazione e lo sciopero dell’amore (del sesso) portato avanti dalle donne di un piccolo villaggio rurale dell’Africa nordoccidentale, arriva sui nostri schermi con la giovane Leda (Leïla Bekhti) e tutte le difficoltà che richiede stravolgere un sistema di ruoli radicato e millenario.
Aspettando di vedere in che modo questa signore riusciranno a tenere in astinenza i mariti, ciechi ai loro bisogni e alla fatica di portare l’acqua dalla fonte al villaggio, e sordi alle richieste di un piccolo acquedotto, al trailer, lo spot tv e il poster in italiano aggiungiamo tre clip ‘illuminanti’, soprattutto la seconda, dopo il salto.
Continua a leggere: La sorgente dell'amore: tre clip in italiano
Approderà domani nei cinama italiani …E ora parliamo di Kevin, il film di Lynne Ramsay presentato allo scorso Festival di Cannes, che mette in prima linea una Tilda Swinton da Oscar (è imperdonabile che l’attrice non figuri fra le candidate di quest’anno!) che gioca in sottrazione e ci regala un’interpretazione meravigliosa fatta di piccoli gesti, di sguardi, di sfumature quasi impercettibili.
Già, perché l’intera pellicola poggia sulle sue spalle e tutta la forza emotiva la ritroviamo sul suo viso, una maschera di angoscia e di rassegnazione, specchio di una sofferenza tanto grande da aver anestetizzato Eva, la protagonista, da averla ridotta a poco più di un’ombra. Un dolore figlio di un senso di colpa tanto silenzioso quanto assordante, mai esteriorizzato, mai esibito o sbattuto in faccia allo spettatore come spesso accade.
Il film è tratto dal bestseller omonimo di Lionel Shriver e racconta la storia di Eva, una newyorkese intelligente e colta, madre riluttante di un figlio problematico ed indesiderato. Per quanto si sforzi, Eva non riesce a stabilire una relazione con suo figlio, che la odia con tutto sé stesso e fa di tutto per renderle la vita un inferno. Quando Kevin, alla vigilia del proprio sedicesimo compleanno, compie una strage, Eva si ritrova a lottare contro atroci sensi di colpa. E’ in parte colpevole del gesto compiuto da Kevin? E’ lei la responsabile dell’indole malvagia del ragazzo? Ha mai amato suo figlio?
Continua a leggere: ...E ora parliamo di Kevin - Recensione in anteprima
Distribuito dalla Lucky Red, domani arriva nelle sale italiane anche Polisse, il toccante e coinvolgente ritratto della quotidianità di una squadra della Brigata Protezione Minori di Parigi, scritto, diretto e interpretato da una Maïwenn (Le Besco) fotografa per il Ministero, sposata con Riccardo Scamarcio, infatuata di un carismatico Joeystarr…
Per ingannare l’attesa del film già premio della Giuria al Festival di Cannes, aggiungo alla recensione, alla clip e al trailer italiano, anche un paio di clip che sbirciano la routine della squadra fuori dall’orario di lavoro, e riprendono il discorso già intrapreso nella recensione.
Film di apertura della settimana della Critica allo scorso Cannes Film Festival e selezionato ufficiale per la Francia come candidato all’Oscar per Miglior Film Straniero, Declaration of War (titolo internazionale per La guerre est déclarée) è un esuberante e commovente film che racconta la storia di una coppia di neogenitori, Romeo (Jeremie Elkaim) e Juliette (Valerie Donzelli), che devono confrontasi con la scoperta che il figlio è nato gravemente malato.
Con il supporto della famiglia e degli amici i due genitori inizieranno una vera e propria guerra. Donzelli infonde grande verve in una storia sulla carta molto drammatica, grazie a un sapiente uso di tecniche cinematografiche, musiche e ottimi attori.
Il film sarà distribuito a livello internazionale con il titolo di Declaration of War, ancora presto per sapere se ci sarà una distribuzione italiana.
Michel lavora da tanti anni come operaio nei pressi del porto di Marsiglia. Il suo animo è governato da un’etica irreprensibile tanto da spingerlo a impegnarsi per tutti gli altri operai nelle lotte sindacali. La crisi però ha costretto anche i suoi datori di lavoro a ridurre il personale e la scelta più equa è sembrata quella di estrarre i nomi di venti operai che saranno licenziati, così da non fare torto a nessuno. Tra questi nomi viene estratto anche il suo, ma la sua vita prosegue serena grazie all’amore della moglie e la compagnia di figli, nipoti e amici.
La sua tranquillità però viene sconvolta da una rapina in cui viene coinvolto insieme alla moglie, alla sorella e al cognato. Oltre a due carte di credito, circa mille cinquecento euro in contanti, vengono rubati anche due biglietti per un viaggio in Africa, regalati dai figli per il loro anniversario. Un caso fortuito permette a Michel di scoprire che uno dei rapitori è un giovane operaio licenziato insieme a lui. Il sentimento di rabbia che lo pervade diviene presto un senso di inadeguatezza quando Michel scopre i veri motivi per cui il giovane ha deciso di realizzare la rapina.
Ispirato al romanzo Les pauvres gens (La povera gente) di Victor Hugo (il titolo deriva dalla canzone di Pascal Danel che caratterizza la colonna sonora) il film di Robert Guédiguian è incentrato sul concetto di dignità del lavoro, un tema che supera il singolo tema del mondo della disoccupazione causato dalla crisi.
Continua a leggere: Le nevi del Kilimangiaro: la recensione in anteprima

Approderà nelle sale italiane il prossimo 25 novembre, distribuito da BIM Distribuzione, Miracolo a Le Havre, di Aki Kaurismäki; presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes, ha ricevuto 4 nominations all’European Film Awards 2011 (Miglior Film, Regia, Attore, Sceneggiatura). Nel cast André Wilms, Kati Outinen e Jean-Pierre Darroussin. Qui c’è il trailer e qui la nostra recensione in anteprima.
Marcel Marx, ex scrittore e noto bohémien, si è ritirato in una sorta di esilio volontario nella città portuale di Le Havre, dove sente di aver costruito un rapporto di maggiore vicinanza con la gente, che serve praticando l’onorevole ma poco redditizio mestiere del lustrascarpe. Abbandonata ogni velleità letteraria, vive felicemente dividendosi tra il suo bar preferito, il lavoro e la moglie Arletty, quando all’improvviso il destino mette sulla sua strada un piccolo profugo arrivato dall’Africa. Con Arletty gravemente ammalata e costretta a letto, ancora una volta Marcel deve affrontare il freddo muro dell’indifferenza umana armato solo del suo innato ottimismo e della solidarietà della gente del suo quartiere: ma contro di lui lavora la cieca macchina dello stato occidentale, questa volta rappresentata dalla polizia che lentamente stringe il cerchio intorno al bambino africano. Per Marcel è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche, lucidarsi le scarpe e mostrare i denti.
Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki - foto e sinossi completa

Premiato a Cannes e qui da noi recensito, Melancholia di Lars Von Trier è finalmente uscito nei cinema nostrani. L’avete visto? E se sì, vi è piaciuto? Vi ha convinto l’esordio nel mondo dei ‘disaster movie’ da parte del regista danese? Credete che Kirsten Dunst abbia effettivamente meritato il premio di Migliore Attrice vinto in Francia? Il film può puntare agli Oscar? E se sì, in quali categorie? Pregi e difetti principali? Dovendo ‘dividere’ la pellicola in due parti, quale avete preferito, la prima o la seconda? Insomma, a voi voti e commenti. Melancholia è da ora nelle vostre mani.