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Tutti gli articoli con tag Capitalism: A Love Story

Cartoline da Venezia 66 - siamo agli sgoccioli: oggi in passerella ci sono Colin Firth, Julianne Moore, Diane Kruger e Jared Leto

pubblicato da Simona

Cartoline da Venezia 66 - siamo agli sgoccioli: oggi in passerella ci sono Colin Firth, Julianne Moore, Diane Kruger e Jared Leto

Siamo giunti al penultimo giorno qui al Festival di Venezia. Domani conosceremo i nomi dei vincitori del Leone d’Oro e delle ambite Coppe Volpi. Nel frattempo vi possiamo anticipare che il Leoncino d’Oro di Agis Scuola è stato assegnato a Capitalism: A Love Story di Michael Moore; e che Zanan bedoone mardan (Women Without Men) di Shirin Neshat, si è aggiudicato il premio Cinema For Unicef. Il Queer Lion se lo porterà a casa Tom Ford, che con al suo debutto dietro la macchina da presa ha - evidentemente - fatto centro. L’ex stilista è arrivato oggi al Lido in compagnia del suo cast di attori, capitanati da Colin Firth, Julianne Moore e Matthew Goode.

Oggi al Lido anche Jared Leto e le splendide Diane Kruger, Sarah Polley e Linh-Dan Pham, sue co-protagoniste in Mr. Nobody di Jaco Van Dormael. Joe Dante ha portato al Festival The Hole, il pubbloico lo potrà vedere fra pochissimo in Sala Grande, ed ha conquistato il Premio Persol 3D per il miglior film 3D stereoscopico dell’anno.

Cliccate su continua per dare un’occhiata alle foto. Domani arriva Sylvester Stallone…

Cartoline da Venezia 66 - siamo agli sgoccioli: oggi in passerella ci sono Colin Firth, Julianne Moore, Diane Kruger e Jared Leto

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Giorni 4 e 5 a Venezia 2009 - Bad Lieutenant: port of call New Orleans, Capitalism: a love story

pubblicato da Simona

Il cattivo tenente

Bad Lieutenant: port of call New Orleans - di Werner Herzog (Concorso)

E’ un Nicolas Cage particolarmente (e sorprendentemente) ispirato quello che vediamo sullo schermo nel film di Werner Herzog, nei panni del Cattivo Tenente del titolo. L’azione si svolge in una New Orleans già devastata dall’uragano (l’incipit è dedicato ai giorni del passaggio di Katrina), location che - secondo il regista - non avrebbe potuto essere più adatta e che trasmette l’idea del collasso del vivere civile. Bad Lieutenant: port of call New Orleans (che arriverà sugli schermi italiani il prossimo 18 settembre) è un noir venato di ironia e humor (nero, of course!), che intrattiene, diverte e che ha ricevuto consensi tanto dalla critica quanto dal pubblico festivaliero.

Non possiamo sapere se Herzog non abbia davvero mai visto la pellicola quasi omonima di Abel Ferrara, quel che è certo che sullo schermo ritroviamo ben poco del personaggio interpretato da Harvey Keitel. Convincente Eva Mendes nei panni di Frankie, Val Kilmer e Fairuza Balk completano il cast in ruoli marginali.

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Venezia 2009: Stone e Moore - Culo e Camicia, Camicia e Culo

pubblicato da Italo Moscati

oliver stone - michael moore

Una bella lezione di cinema libero, quella di Michael Moore (rimando a un mio precedente post) e di Oliver Stone. Libero nel senso che i due vivono in un regime capitalistico e ne utilizzano liberamente tutti le valenze, ogni interstizio, per lavorare e dire la loro. La prima cosa di cui entrambi si preoccupano, è di coprire le spese e di far guadagnare se stessi e soprattutto chi investe su di loro.

Se non ci capisce questo, non si capisce nulla del cinema americano. Se si continua a ragionare sulla base di quanto accade da noi, l’incomprensione aumenta e aumenterà. Da noi guadagni e investimenti rispondono ad esigenze diverse. I registi e gli autori devono guadagnare, altrimenti non possono campare e pensare a nuovi progetti. Ma si contano sulle dita, gli altri campicchiano o hanno la famiglia alle spalle che li aiuta.

I produttori si dividono in due categorie. Quelli che si pongono come obiettivo il guadagno (Alfredo De Laurentiis, tanto per fare un nome) e cercano di assicurarselo con un colpo al cerchio e uno alla botte: i “cinepanettoni” da una parte o comunque film capaci di stare nel mercato, tipo le proposte di Giovanni Veronesi; dall’altra, alcuni film distribuiti, per lo più americani, con cui andare più o meno sicuro.

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Giorno 5 a Venezia 2009: Capitalism a Love Story - White Material

pubblicato da Gabriele C.

michael moore capitalism a love story logo

Capitalism: A Love Story - di Michael Moore (Concorso)
E’ in gran forma Michael Moore con il suo nuovo film, a due anni di distanza dall’acclamato Sicko. E questa sembra la conclusione perfetta di un percorso che ha voluto narrare le contraddizioni del sistema di un paese che, dichiarandosi democratico, ha però spesso dimostrato tutto il contrario.

A 20 anni di distanza dal suo primo bellissimo documentario, Roger & Me, Moore ritorna in campo finanziario per illustrare quelli che secondo il suo modo di vedere sono i problemi del sistema capitalistico, e perché si possa senza peli sulla lingua definirlo il Male. E per fare questo prova a far vedere come capitalismo strida con democrazia, e anche con i valori cristiani di cui gli States vanno fieri.

In mezzo c’è modo di ripercorrere tappe fondamentali della Storia americana, da Roosvelt all’edonismo reaganiano, dal passaggio da Bush a Obama, a cui Moore dedica una parte del film molto commovente. Capitalism: A Love Story è un film particolarmente arrabbiato, in cui Moore sembra mettersi un po’ più da parte rispetto ai lavori precedenti per lasciare che parlino testimoni e immagini. Da dire sul tema ce n’è tantissimo. E si resta spesso a bocca aperta. (Qui il trailer).

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Cartoline da Venezia 66 - una magica giornata nel segno di Disney Pixar

pubblicato da Simona

Cartoline da Venezia 66 - una magica giornata nel segno di Disney Pixar

La Disney Pixar è sbarcata in laguna, e il Lido di Venezia si è vestito a festa per accoglierla. Tutte le aree dedicate alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica sono state addobbate con migliaia di palloncini colorati, in un tripudio di colori, musica e bambini festanti. Nel pomeriggio, George Lucas ha consegnato il Leone d’Oro alla Carriera al team Pixar, capeggiato da John Lasseter. Con lui c’erano i registi Brad Bird, Pete Docter, Andrew Stanton e Lee Unkrich, oltre agli indimenticabili Woody e Buzz ed ai simpaticissimi Carl e Russel, protagonisti di Up (regalato in anteprima al pubblico festivaliero).

Marco Muller, direttore del Festival, commenta soddisfatto: “per la prima volta il premio non va ad una persona sola, ma ad un’intero team: la bottega Pixar“. Dopo il Leone consegnato al maestro Hayao Miyazaki, questa è la seconda volta che Venezia premia il cinema d’animazione.

Presentati in concorso White Material (di Claire Denis, con Isabelle Huppert e Christopher Lambert) e Capitalism: a Love Story, di Michael Moore. Avvistate anche Ornella Muti, in compagnia del regista Giulio Base e di parte del cast di Doc West, fiction televisiva con Terence Hill che debutterà nella serata di domani; Jane Birkin, qui per 36 vues du Pic Saint Loup di Jaques Rivette; e Serra Yilmaz. Dopo il salto tutte le immagini della giornata, in attesa dell’arrivo - domani - di Matt Damon e Steven Soderbergh.

Cartoline da Venezia 66 - una magica giornata nel segno di Disney Pixar

Cartoline da Venezia 66 - una magica giornata nel segno di Disney PixarCartoline da Venezia 66 - una magica giornata nel segno di Disney PixarCartoline da Venezia 66 - una magica giornata nel segno di Disney PixarCartoline da Venezia 66 - una magica giornata nel segno di Disney Pixar

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Festival di Venezia 2009: la globalizzazione e la macchina a mano di Michael Moore

pubblicato da Italo Moscati

capitalism a love story - cinema logo-

Michael Moore non è Ken Loach. Sono due duri e puri, ma Michael è meno puro e Ken è più duro. Al Festival è arrivato, molto atteso, Michael che è un regista di documentari che si è costruito una fama indiscussa. Da “Roge& Me” a Bowling for Colombine”, “Farhreneit 9/11”, “Sicko”, “Slecher Uprising/ Captain Mike Across America”, questo pingue e tenace uomo del Michigan ha avuto premi, guadagnato in abbondanza (il capitalismo paga se i film anche doc incassano), creato un modello di giornalismo d’intervento che piace a tutti, in special modo ai più giovani e ai più anziani.

I giovanissimi e i più anziani, per diverse ragioni, sono coloro che tra il pubblico s’incazzano di più. I primi perché vedono il mondo della globalizzazione come una fregatura piuttosto che una opportunità (ovunque precarietà o sfruttamento senza tante possibilità intermedie).I secondi, in pensione, fuori dal giro del lavoro e delle opportunità, si sentono fregati dal loro presente e dal loro piccolo futuro,e non sanno con chi prendersela. Con baldanza, aggressività, sarcasmo e fermezza il puntiglioso Michael si mette al servizio di entrambi con la sua macchina a mano e col montaggio.

In Capitalism: A Love Story, (qui il trailer) il regista procede nel suo cammino dopo il bersaglio grosso del doc a carico George W. Bush (che gli ha consentito di riscuotere il maggior successo) e ha individuato un bersaglio grosso, forse ancora più grosso: il Capitalismo.

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Cartoline da Venezia 66 - Tilda Swinton, John Turturro e George Lucas, anche oggi un po' di Hollywood è sbarcata al Lido

pubblicato da Simona



La 66esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è ormai quasi giunta a metà della sua corsa. Oggi sono arrivati in Laguna l’algida Tilda Swinton, Alba Rohrwacher ed il cast di Io Sono l’Amore di Luca Guadagnino; Christopher Lambert ed Isabelle Huppert, che presenteranno domani White Material di Claire Denis; e George Lucas, che avrà l’onere ed il piacere di consegnare il Leone d’Oro nelle mani di John Lasseter.

Werner Herzog è nuovamente sotto i riflettori - quest’oggi in compagnia di Michael Shannon - per presentare il film sorpresa My son, My Son What have ye done? Avvistati anche Michael Moore, domani in concorso con il documentario Capitalism: a Love Story; Shinya Tsukamoto ed Eric Bossick, rispettivamente regista ed interprete del nipponco Tetsuo the Bullet Man; John Turturro ed il cast di Prove per una Tragedia Siciliana; e le bellissime protagoniste di Desert Flower.

Nonostante la temperatura si sia drasticamente abbassata, lasciando spazio a golfini e giacchette, qualche fantasioso non ha voluto rinunciare a fare un po’ di sport….quando si dice essere originali! Dopo il salto, tutte le immagini della giornata.

Cartoline da Venezia 66 - Tilda Swinton, John Turturro e George Lucas, anche oggi un po’ di Hollywood è sbarcata al Lido

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Festival di Venezia 2009 - il trailer di Capitalism: A Love Story

pubblicato da Simona

Michael Moore

Debutterà, in concorso, alla 66a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il nuovo documentario di Michael Moore; poi Capitalism: A Love Story volerà in Canada per essere presentato al Festival di Toronto.

Dopo il salto trovate il full trailer (il teaser lo abbimo già visto lo scorso giugno) del documentario sulla crisi finanziaria realizzato da quello che è stato più volte definito “il filmaker più temuto in America”. Che ne pensate?

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Michael Moore dice addio (per ora) ai documentari: torna alla fiction

pubblicato da Gabriele C.

Michael Moore dice addio (per ora) ai documentari: torna alla fictionRoger & Me compie 20′anni. E a 20′anni di distanza dal suo film d’esordio, sulla chiusura delle fabbriche della GM a Flint, città dove Moore è nato, il regista annuncia che smetterà coi documentari. Per ora. Quindi aspettiamoci titoloni di giornali in occasione di Venezia, dove Moore è in concorso, che urlano, contenti o meno, “Capitalism: A Love Story: l’ultimo documentario di Michael Moore“.

Invece il regista non vuole smettere coi documentari, ha solo scritto due sceneggiature negli ultimi anni per due lungometraggi di fiction, e vuole assolutamente che siano realizzati. Il primo film sarà una commedia: un ritorno, forse, in pieno stile Operazione Canadian Bacon, discussa unica incursione del regista nel mondo dei film di fiction dove il Presidente degli USA, in calo nei sondaggi, d’inventava una guerra contro il pacifico vicino di casa, il Canada?

La seconda pellicola invece sarà una mystery-story, e potrebbe essere proprio il progetto più interessante, anche per vedere come potrebbe cavarsela Moore con qualcosa che non ha mai affrontato prima. Intanto non ci resta che aspettare quest’”ultimo” documentario: e non a caso, Moore è sicuramente uno dei personaggi di punta del festival veneziano, e il suo Capitalism: A Love Story una delle pellicole più attese e non solo del concorso.

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Venezia 66: tutti i film in concorso

pubblicato da Gabriele C.

Venezia 66: tutti i film in concorsoUn programma al di sopra delle aspettative. Chiariamolo fin da subito, a scanso di equivoci: il cartellone della 66. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia sulla carta promette un’edizione molto buona. Concentriamoci per ora sui film in concorso, e più tardi parleremo delle altre sezioni. Non preoccupatevi se vedete qualche nome mancante: è probabile che il film che cercate sia fuori concorso, ma qui le sorprese non mancano.

Confermati innanzitutto i rumors delle ultime settimane sugli italiani: ancora una volta, come l’anno scorso, i titoli nostrani del concorso ufficiale sono quattro. Si tratta ovviamente del film d’apertura Baaria di Giuseppe Tornatore, de Il Grande Sogno di Michele Placido, con Scamarcio, Trinca, Argentero, Orlando e Morante, La doppia ora, opera prima di Giuseppe Capotondi con Filippo Timi e Ksenia Rappoport, e, unico film Rai contro tre Medusa, Lo spazio bianco di Francesca Comencini, con Margherita Buy.

Sorprendente la sestina americana: dopo gli ormai sbandieratissimi Moore, Herzog, l’esordio di Tom Ford con A single man, fa piacere anche vedere confermato il nuovo Todd Solondz, The Road di Hillcoat e soprattutto -in concorso!- Survival of the Dead di zio Romero. Nella triade orientale, spunta la sopresona Tsukamoto con il suo nuovo capitolo di Tetsuo. Ottima la selezione francese, con Denis, Rivette, Chéreau confermati e la “new entry” Mr. Nobody di Jaco Van Dormael. Due lavori tedeschi (ma ovviamente Akin ha origini turche e Shirin Neshat iraniane), uno austriaco, e poi ancora Sri Lanka, Egitto e Israele. E manca ancora il film a sorpresa, per un totale di 24 film in corsa per il Leone d’Oro.

Dopo il salto, tutti i titoli del concorso ufficiale di Venezia 66.

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