Parlare della crisi economica e sentimentale riuscendo anche a far sorridere e riflettere non è impresa facile. Carlo Verdone ci è riuscito con il suo ventitreesimo lungometraggio, quel Posti in piedi in paradiso che il botteghino italiano ha premiato e che i Nastri d’Argento 2012 hanno incoronato a ragione migliore commedia dell’anno.
E’ risaputo del resto che la commedia di Verdone è sempre stata ancorata all’analisi sociale; i suoi personaggi in fondo non sono che maschere proverbiali dell’italiano in evoluzione sia nei costumi (sociali e politici) che negli approcci sentimentali. La migliore, e più veritiera, commedia all’italiana, da quarant’anni a questa parte, porta sempre il suo cognome.
Il Taormina Film Fest lo ha omaggiato durante l’ultima serata del Festival con un tributo accompagnato da risate ed applausi del folto pubblico che con lui ha potuto anche seguire la semifinale di Italia-Germania. Un’atmosfera gioiosa dal primo all’ultimo minuto in compagnia di un regista-attore-sceneggiatore che da anni rende fiero il cinema italiano e che si è distinto anche in questa occasione per la grande simpatia, coerenza intellettuale e soprattutto umiltà.
“Sordi è Sordi!” risponde a chi lo individua quale unico erede del grande Albertone nazionale, quasi a voler marcare la propria distanza da un mito. Noi diciamo “Verdone è Verdone!” per ribadirne un altro. L’omaggio del sottoscritto e di Cineblog suggella un breve incontro con il grande regista, capace già, tra un sorriso e un gesto affettuoso di ringraziamento, di comunicare tutta l’umanità dell’artista vero.

Come ogni anno, ecco i Nastri d’Argento che vanno a premiare il meglio inerente al nostro Cinema (e non solo) negli ultimi dodici mesi. Di seguito trovate l’intera lista, con This Must Be the Place di Paolo Sorrentino, nuovamente protagonista come regista del miglior film (oltre ai premi tecnici) dopo i David assegnati lo scorso Maggio. Conferma anche per Francesco Bruni, miglior “esordiente” della stagione, nonché per Carlo Verdone e Marco Tullio Giordana, rispettivamente miglior Commedia e miglior Sceneggiatura.
Regista del miglior film Paolo SORRENTINO This must be the place
Miglior regista esordiente Francesco BRUNI Scialla!
Produttore Domenico PROCACCI (Fandango ) Diaz
Commedia POSTI IN PIEDI IN PARADISO di Carlo VERDONE
Soggetto Ferzan OZPETEK, Federica PONTREMOLI Magnifica presenza
Sceneggiatura Marco Tullio GIORDANA, Stefano RULLI, Sandro PETRAGLIA Romanzo di una strage
Attore protagonista Pierfrancesco FAVINO A.C.A.B.- Romanzo di una strage
Attrice protagonista Micaela RAMAZZOTTI Posti in piedi in Paradiso – Il cuore grande delle ragazze
Attore non protagonista Marco GIALLINI Posti i piedi in Paradiso – A.C.A.B
Attrice non protagonista Michela CESCON Romanzo di una strage
Fotografia Luca BIGAZZI This must be the place
Scenografia Stefania CELLA This must be the place
Costumi Alessandro LAI Magnifica presenza
Montaggio Benni ATRIA Diaz
Sonoro in presa diretta Remo UGOLINELLI-Alessandro PALMERINI Diaz
Colonna sonora Franco PIERSANTI Terraferma, Il primo uomo
Canzone originale Love is requited di Andrea Guerra e Michele von Buren
interpretata da ELISA – Un giorno questo dolore ti sarà utile
Miglior film europeo THE ARTIST di Michel Hazanavicius BIM
Miglior film extraeuropeo DRIVE di Nicolas Winding Refn IIF 01 DISTRIBUTION
Nastro dell’anno CESARE DEVE MORIRE
Nastro europeo Bulgari Matteo GARRONE
I premi speciali Nastro d’Oro 2012 Dante FERRETTI e Francesca LO SCHIAVO HUGO CABRET
Nastro speciale 2012 per la commedia Carlo e Enrico VANZINA
PREMIO LANCIA – Nastri d’Argento 2012 per l’eleganza e lo stile innovativo nella qualità a Giuseppe FIORELLO
PREMIO PERSOL – Nastri d’Argento 2012 personaggio dell’anno a Pierfrancesco FAVINO PREMIO
Fondazione Lene THUN – Nastri d’Argento 2012 al film italiano che
maggiormente abbia valorizzato un tema sociale POSTI IN PIEDI IN
PARADISO
PREMIO BIRAGHI ANDREA OSVART & ANDREA BOSCA
MENZIONE SPECIALE PREMIO BIRAGHI FILIPPO PUCILLO & FILIPPO SCICCHITANO
Foto | TM News

Aspettando l’uscita americana del sottovalutato This Must Be the Place, Paolo Sorrentino torna al cinema con un nuovo film, dal cast a dir poco variegato. La Grande Bellezza il titolo, per una pellicola che vedrà Toni Servillo tornare a lavorare con il suo alter-ego registico (L’uomo in più, Le conseguenze dell’amore e Il Divo), affiancato dalle sorprese Carlo Verdone e Sabrina Ferilli.
Primo film di Sorrentino ambientato e interamente girato a Roma, che possiamo immaginare maledettamente diversa dalla scialba Capitale da cartolina di Woody Allen, La Grande Bellezza sarà una coproduzione Italia-Francia: Indigo Film e Medusa Film per l’Italia, Babe Films e Pathé, che cura anche le vendite internazionali, per la Francia. Il film, sceneggiato dallo stesso Sorrentino con l’immancabile Umberto Contarello, si avvarrà del sostegno del Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo della Regione Lazio. Luca Bigazzi si occuperà della fotografia, mentre Stefania Cella e Daniela Ciancio penseranno a scenografie e costumi, con Cristiano Travaglioli al montaggio.
Le riprese de La Grande Bellezza inizieranno ad agosto. Per poi puntare Cannes 2013, 5 anni dopo Il Divo.
Fonte foto: TMnews

670 copie. La Filmauro ha letteralmente invaso i cinema d’Italia con Posti in piedi in Paradiso, nuovo film di Carlo Verdone (1.658.030,33 euro raccolti in 48 ore). Due anni dopo il boom di Io, Loro e Lara, l’attore e regista romano è così chiamato a fare il bis. Ma voi l’avete visto? E se sì, vi è piaciuto? Dovendo fare un paragone con i vecchi titoli di Verdone, in che posizione classifichereste questo Posti in piedi in Paradiso? Vi ha convinto il ‘terzetto’ di attori chiamato ad interagire con l’ex Gallo Cedrone? Chi avete preferito tra Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti e Marco Giallini? Credete sia questa la commedia ‘d’autore’ a cui il cinema italiano dovrebbe affidarsi? Pregi e difetti principali? Ricordandovi la nostra immancabile recensione, a voi i commenti.

600 copie per provare a sbancare il botteghino. Ancora una volta. Due anni dopo il boom di Io, loro e Lara, riuscito ad incassare 8.203.177,73 in 6 giorni all’esordio (4.685.000 nel weekend), per poi chiudere a quota 15.777.000 euro, Verdone prova a bissare il tutto con Posti in piedi in paradiso. Slittato di un mese rispetto al titolo precedente, che indovinò la finestra ‘Capodanno/Befana’ per fare follie, il titolo Filmauro punta al primato del botteghino, praticamente assicurato. Ma incassando quanto? Aspettando i primi dati in arrivo dal box office, ricordando la nostra recensione in anteprima e rimandandovi a domenica per il tradizionale appuntamento del ‘Vi è Piaciuto?’, a voi le previsioni, con il sottoscritto che pronostica… 3 milioni e 400,000 euro.

Un discografico fallito e nostalgico (Carlo Verdone), un donnaiolo con il vizio del gioco che prova a fare l’agente immobiliare (Marco Giallini) e un composto critico di cinema “retrocesso” al gossip (Pierfrancesco Favino). Tre personaggi “tipici” dell’Italietta odierna, divorziati e disastrati. Tre poveracci in cerca del paradiso, che sbarcano il lunario nel purgatorio terreno della capitale, e scelgono di dividere l’affitto dello stesso fatiscente appartamento, anche se non sono coetanei e non si conoscono affatto.
Verdone l’osservatore raccoglie “dettagli” e “situazioni” del nostro paese per raccontare la crisi economica attuale dal particolare punto di vista delle famiglie spaccate. Posti in piedi in Paradiso è una tragicommedia incentrata su neo-sigle che devono fare i conti anche con gli alimenti da pagare.
Le motivazioni sono differenti, ma in un certo senso il regista romano espande in 120 minuti di film la situazione da ex marito spiantato già vista in Stasera a casa di Alice, dove si riduceva a convivere in una squallida pensioncina con Sergio Castellitto, proprio per dividere le spese.
Continua a leggere: Posti in piedi in Paradiso - recensione in anteprima

A trent’anni dall’uscita di Borotalco, Carlo Verdone continua a raccontare spaccati dell’Italia e tic dei suoi abitanti, girando e interpretando commedie dal retrogusto amaro, sempre piuttosto apprezzate da pubblico e critica. Il 2 marzo uscirà nelle sale Posti in Piedi in Paradiso, suo ventitreesimo impegno da regista, sceneggiato con Pasquale Plastino e Maruska Albertazzi, che include nel cast anche Marco Giallini, Micaela Ramazzotti e Pierfrancesco Favino.
Alla conferenza stampa romana per la presentazione di “Posti in Piedi in paradiso” si è parlato di divorzi, crisi economica e prospettive per i giovani: temi di grande attualità su cui è basata la trama. La maggior parte delle domande sono state ovviamente indirizzate a Verdone e quello che vi proponiamo è un sunto della lunga chiacchierata con lui. La produzione Filmauro verrà distribuita in 650 copie.
Fonte Foto: TMNews
Domanda: Una personale opinione di Carlo Verdone, come creativo e come padre, sul tema del divorzio?
Carlo Verdone : Per questo film non ho voluto far pendere l’ago della bilancia solo dalla parte maschile, dipingendo le donne come carnefici o soffermandomi troppo sulle sentenze, anche se ho notato che spesso i giudici sono molto molto severi nei confronti degli uomini. […]. Il dolore più grosso per questi padri separati resta quello di non poter vedere i propri figli, ma c’è anche un problema economico non indifferente perché si è venuta a creare una nuova categoria di poveri. C’è poco da fare. Ovviamente questo problema sociale non è limitato al nostro paese.
D: Come avete lavorato per questa amalgama dei tre uomini divorziati alle prese con la convivenza forzata?
Carlo Verdone: Innanzitutto il cast ha avuto un grande senso della misura. Abbiamo cercato di circoscrivere le parti comiche alla convivenza, in questo scontro tra tre sconosciuti. Uscendo dalla casa entrano in gioco i rapporti con mogli, figli, avvocati, e la comicità si stempera per abbracciare la realtà. Questo equilibrio tra risate e riflessione era comunque già presente nella scrittura. E anche per il finale, non ho cercato un paravento. È un finale molto sincero in cui si delega alle nuove generazioni l’andamento del futuro, in qualche modo. Anche loro sono in difficoltà ma incredibilmente più maturi e “forti” dei loro genitori. […] Nel film il mio personaggio suggerisce immediatamente l’aborto alla figlia rimasta incinta ma lei replica in modo “moderno” che lo vuole tenere. Non è un presa di posizione pro o contro, l’aborto: mi piaceva mostrare una ragazza giovane ma intelligente, con questo tipo di idea. La stessa saggezza femminile si ritrova nel personaggio interpretato da Micaela Ramazzotti, poco credibile come cardiologa ma decisiva nel consigliarmi al momento giusto […].
D: Anche in questo film colpisce la tua generosità di attore: fai qualche passo indietro con il tuo personaggio, lasciando maggiore spazio ad altri, come Giallini.
Arrivato a questo punto della mia carriera, lo considero un atto dovuto, non una resa. Così facendo forse miglioro la regia e vado a curare altri aspetti del film. In passato ne ho fatti tanti di personaggi cialtroni come quello di Marco, ma bisogna affidare la parte a chi ha la maschera giusta. […] Arriva un momento in cui di annoi a fare il solista. Oggi preferisco fare film corali e lavorare con i giovani. Ne abbiamo tanti bravi nel nostro paese.
D: Com’è nata l’idea di far fare il giornalista di cinema e gossip a Fulvio, il personaggio interpretato da Favino?
Carlo Verdone: In realtà non ci siamo ispirati a nessuno in particolare. Quando è arrivato il momento di trovare una professione a Pierfrancesco abbiamo scartato i soliti mestieri o il solito borghese, e abbiamo optato per il critico di cinema: un mestiere che non viene mai rappresentato. […] Mi è dispiaciuto poi, dover eliminare una scena in cui Fulvio prendeva una sberla da un regista che non aveva gradito la sua recensione.
D: Com’è nato invece il titolo del film?
Carlo Verdone: Quelli che i protagonisti commettono sono dei peccati veniali. In paradiso probabilmente ci andranno ma sono talmente sfigati che forse troveranno solo posti in piedi. Inizialmente avevo la parola “Paradiso” in testa e volevo inserirla nel titolo per sottolineare la pace in questa vita piena di pene. Una sera ero in fila alla cassa del cinema e la cassiera ha urlato “solo posti in piedi signori!”, invece di dire “posti esauriti”. Ma quell’errore che lei ha fatto mi ha aperto un mondo. Oltretutto era il cinema “Eden”. Tutto torna!
Chi è in attesa del ritorno di Carlo Verdone nelle sale dovrà aspettare un po’ più del previsto, ma giusto un poco. Filmauro ha infatti reso noto che Posti in piedi in Paradiso arriverà nei cinema il 2 marzo 2012 e non più il 24 febbraio come finora previsto.
Ricordiamo che nel film appariranno oltre allo stesso Verdone, anche Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Micaela Ramazzotti e Nicoletta Romanoff: al centro della trama la vicenda di tre padri separati che vivono in grandi difficoltà economiche, a causa della separazione dalle rispettive mogli, e che decidono di dividere un appartamento per far fronte insieme alle spese e all’affitto. Da questa loro convivenza scaturiranno numerose situazioni tragicomiche in cui sarà coinvolta, suo malgrado, anche un’eccentrica cardiologa.
Due anni dopo il boom di Io, Loro e Lara, 15.777.000 euro, Carlo Verdone torna al cinema con Posti in piedi in paradiso, commedia targata Filmauro nei cinema italiani a partire dal prossimo 24 febbraio. Interpretato dallo stesso Verdone, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Micaela Ramazzotti e Nicoletta Romanoff, il film si mostra quest’oggi grazie al primo trailer, da vedere e commentare insieme a noi.
Al centro della trama la vicenda di tre padri separati che vivono in grandi difficoltà economiche, a causa della separazione dalle rispettive mogli, e che decidono di dividere un appartamento per far fronte insieme alle spese e all’affitto. Da questa loro convivenza scaturiranno numerose situazioni tragicomiche in cui sarà coinvolta, suo malgrado, anche un’eccentrica cardiologa…

Anche Carlo Verdone dice la sua sulla assurda legge della Siae che vuol far pagare una tassa sui trailer.
“La Siae dovrebbe interpretare con “buon senso” la presenza di trailer cinematografici e le loro rispettive musiche che li accompagnano in alcuni siti molto visitati. Mai come in questo momento il cinema ha bisogno di lancio pubblicitario per riportare in sala il 40% di spettatori latitanti. E la presenza di trailer è un tentativo più che comprensibile, da parte dei distributori e produttori, di poter sperare di portare al cinema più pubblico possibile. Scoraggiare la messa on line di un trailer per un piccolo distributore è un grosso danno. Certamente se si applica la legge perfettamente si finisce per rinunciarci. Ma allora se la si applica (faccio un esempio) quanti diritti dovrei chiedere io per circa tre milioni di scene postate da fan su youtube, spesso con musica annessa? Quanto dovrei chiedere ad alcune radio private che da anni aprono le loro trasmissioni la mattina con intere scene di alcuni miei film?Comunque per tornare al trailer, non lo vedo come un furto ma come una promozione fondamentale per suscitare interesse ad andare a staccare il biglietto per entrare in una sala cinematografica”.
Vi rimando all’inizio della storia e ai pareri di altri lavoratori nel settore.