Saranno sette giorni di passione, tra le strette vie del quartiere milanese di Brera e la grande villa sul lago di Como, quelli che dovranno affrontare Paolo e Margherita, due promessi sposi che sognano il matrimonio perfetto. Paolo è uno splendido quarantenne, tenero e pasticcione, con un buon amico Ivano, verace napoletano, che sarà il suo testimone. Margherita è un po’ più giovane, piena di sogni e con due genitori estratti da una borghesia un po’ rigida. invece di anni ne ha trenta, fa il veterinario e si porta in dote una famiglia eccentricamente borghese che vive in un’austera villa sul lago di Como.
L’ansia per il grande passo, la soggezione nei confronti dei futuri suoceri, trascinano Paolo in un susseguirsi di eventi tragicomici, dall’accidentale morte dell’amatissimo cane di famiglia alla distruzione di ogni vetro della grande abitazione con una falciatrice guidata da Ivano.
Giorno dopo giorno, Paolo si troverà alle prese con situazioni imbarazzanti e paradossali. I disperati tentativi di mettere una pezza con l’aiuto dell’amico, sortiscono come unico effetto quello di peggiorare ulteriormente le cose. Il matrimonio su quel ramo del Lago di Como si farà?
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Sceneggiato da Alessandro Genovesi e Fabio De Luigi, rispettivamente regista ed interprete della commedia, La peggior settimana della mia vita approderà sugli schermi il 28 ottobre. Abbiamo già visto insieme il trailer, oggi diamo un’occhiata ad una ricca galleria fotografica. Come sempre, basta cliccare sulle anteprime per ingrandire le immagini.
Paolo ha quarant’anni, vive a Milano, ha un lavoro che gli piace e un amico di nome Ivano che gli farà anche da testimone. Margherita invece di anni ne ha trenta, fa il veterinario e si porta in dote una famiglia eccentricamente borghese che vive in un’austera villa sul lago di Como. Forse a causa della soggezione che ha nei confronti dei genitori di Margherita, e probabilmente anche per l’agitazione di dover pronunciarea a breve il fatidico sì, fin dall’inizio della settimana Paolo entra in un vortice di tragicomici eventi.
Cristiana Capotondi, Monica Guerritore, Alessandro Siani, Antonio Catania, Nadir Caselli, Chiara Francini, Rosalba Pippa, Andrea Mingardi e Gisella Sofio affiancano De Luigi nel cast. Per saperne di più visitate il sito ufficiale.
La peggior settimana della mia vita - la locandina e le foto della commedia con Fabio De Luigi
La peggior settimana della mia vita sono i sette giorni che precedono un matrimonio. In questo film, diretto da Alessandro Genovesi, vedremo i guai di Paolo e Margherita. Ecco la trama ufficiale:
Manca una settimana alle nozze di Paolo (Fabio De Luigi) e Margherita (Cristiana Capotondi). Paolo ha quarant’anni, vive a Milano, ha un lavoro che gli piace e un amico di nome Ivano (Alessandro Siani) che gli farà anche da testimone. Margherita ha trent’anni, fa il veterinario ed ha una famiglia borghese che vive in un’austera villa sul lago di Como. Forse a causa della soggezione che ha nei confronti dei genitori di Margherita, e probabilmente anche per l’agitazione di dover pronunciare a breve il fatidico sì, fin dall’inizio della settimana Paolo entra in un vortice di tragicomici eventi. Tutte le cose che fa per piacere ai genitori di Margherita, si trasformano in disastri tali da mettere seriamente in discussione lo svolgersi del matrimonio.
Nel cast: Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Monica Guerritore, Alessandro Siani, Antonio Catania, Nadir Caselli, Chiara Francini, Rosalba Pippa “Arisa”, Andrea Mingardi, Gisella Sofio. Sceneggiatura di Fabio De Luigi e Alessandro Genovesi. Dal 28 ottobre al cinema.

C’è chi dice no, la commedia italiana di Giambattista Avellino, sarà nei nostri cinema dall’8 aprile 2011 (ecco il trailer e una clip). Prima vediamo la trama poi vi lascio all’intervista con l’attrice Chiara Francini, realizzata dalla collega Alice di Blogapuntate.
Tre ex compagni di scuola si ritrovano dopo vent’anni e si rendono conto di essere perseguitati dai… raccomandati. Max (Luca Argentero) è un giornalista di talento in un quotidiano locale, Irma (Paola Cortellesi) è un dottore stimato, Samuele (Paolo Ruffini) è una specie di genio del diritto penale. Tutti e tre vengono scalzati da altre persone e decidono di vendicarsi prendendo di mira ciascuno il raccomandato dell’altro…
1. Dopo Blogapuntate, rieccoci ad intervistare nuovamente Chiara Francini, questa volta per Cineblog, oramai lanciatissima sia al cinema che in televisione. Detto questo, quindi, la prima domanda è quasi scontata: dovendo scegliere tra il piccolo e il grande schermo su quale preferisci vederti riflessa e per quale motivo?
Solitamente non mi piace vedermi riflessa neanche negli specchi, odio riguardarmi, mi trovo sempre un sacco di difettucci. Comunque sia mi piace far cose belle, che siano televisione o cinema.
2. Prima di parlare di C’è chi dice no, rimane qualche curiosità che ancora attanaglia un po’ tutti i fan del cinema: perché hai accettato di partecipare a Amici Miei - Come tutto ebbe inizio, lungometraggio che da subito è stato boicottato da pubblico e critica e che, diciamolo, era un flop annunciato? Cosa ne pensi, inoltre, di tutte le polemiche che si sono scatenate rispetto al film?
L’ho accettato perché amo Amici Miei, perché era un film in costume, perché Neri Parenti è un gentiluomo (è il regista più garbato con cui abbia lavorato) e perché il cast era di signori attori. Tutti coloro i quali oggi fanno commedia che siano registi, sceneggiatori o attori debbono tutto o quasi a Monicelli, il padre della commedia e questo film non solo voleva omaggiarlo, ma fin dal titolo, con più onestà di tutti i film che dall’exemplum monicelliano hanno preso spunto e vita, richiamava, direttamente e onestamente, questo grande genitore. Nell’anno in cui si festeggia il 150 anno dell’Unità d’Italia è un vanto ricordare un maestro che ce l’ha sempre sbattuto in faccia, con garbo, violenza ed estrema ironia questo stivale col tacco che tanto ci fa patire, ridere, straziare ma che pur sempre amiamo.
3. Sappiamo che sei una persona schietta e diretta, oltre ai motivi che vanno dal “è un film importante”, “poteva fare breccia nel pubblico”, “ho tanto amato i precedenti”, “i toscani si meritavano un ritorno al passato” et similia, escludi in maniera assoluta che a monte di tale scelta potesse esserci una certa attrattiva economica e una visibilità che non avresti avuto prendendo parte a film meno popolani/lari?
Ho preso parte a tutti i tipi di film, dall’autoriale per eccellenza, Un altro pianeta, costato in tutto 900 euro con cui abbiamo vinto il Queer Lion al festival di Venezia, e con cui siamo stati, unico film italiano al Sundance film festival di Robert Redford, a quello più popolare come questo. Io scelgo quello che mi garba.
Feisbum di Alessandro Capone, Dino Giarrusso, Mauro Mancini, Serafino Murri, Giancarlo Rolandi, Emanuele Sana, Laura Luchetti, con Primo Reggiani, Pietro Taricone, Gianni Garofalo, Francesca Chillemi, Chiara Francini, Anna Foglietta, Giulia Bevilacqua, Corrado Fortuna, Gigi Angelillo, Rosaria De Cicco, Pietro De Silva, Claudia Potenza.
C’era una volta la Commedia all’Italiana, ovvero come costruire grandi film (spesso ad episodi) costruendo le storie sui modelli offerti dai vizi e le virtù degli italiani. Un’epoca cinematografica che ha dato frutti copiosi, ricchissimi e che sono stati un modello per il cinema internazionale di un’intera generazione. Oggi gli istant movie sono prodotti di fiction per la televisione, realizzati con pochi mezzi e ancora meno idee, ma di tanto in tanto riservano qualche piacevole sorpresa, ma cerchiamo di capire se questo è uno di quei casi.
Se neologismi come social network vi fanno pensare alle politiche del welfare americano, se vi viene la pelle d’oca all’idea che una vostra foto venga taggata da uno sconosciuto, se siete gelosi della vostra privacy o semplicemente non avete mai avuto a che fare con Facebook, il fenomeno (new)mediatico degli ultimi mesi, potete anche lasciar perdere. Se in ufficio trascorrete metà del tempo alla ricerca di un vecchio compagno di classe o siete appassionato di rimpatriate a base di pizza e di “ti ricordi quella volta che la prof…” allora l’idea di un film “a tema” potrebbe anche solleticarvi.
Feisbum è un collage di episodi, otto cortometraggi (qui ne trovate le sinossi) girati da registi esordienti secondo una rapidissima tabella di marcia, che cerca di descrivere cinematograficamente il fenomeno dei social network, con i loro aspetti positivi e quelli (molti) negativi. Un furbo tentativo di cavalcare una bolla prima che esploda, perché così è sempre accaduto per analoghi fenomeni che hanno preceduto Facebook. Se i personaggi de I mostri avessero avuto la rete a disposizione, non sarebbe certo mancato un episodio analogo, ma oggi Dino Risi non c’è più.

Chi di voi è su Facebook? Ecco quindi un film fatto per voi (e noi): Feisbum. Feisbum è l’instant movie che racconta il social network Facebook e quale rapporto ha con le nostre vite. Il film è diviso in otto episodi:
- Siempre! di Mauro Mancini con Daniele De Angelis, Eugenia Costantini, Cecilia Dazzi, Beniamino Marcone, Michael Schermi
- Manuel è a Mogadiscio di Giancarlo Rolandi con Andrea Sartoretti, Silvana Bosi
- Maledetto Tag di Dino Giarrusso con Giulia Bevilacqua, Corrado Fortuna, Pietro Taricone, Gigi Angelillo, Rosaria De Cicco, Pietro De Silva,Claudia Potenza
- Jessica e Nicola di Mauro Mancini ed Emanuele Sana con Giada Fradeani, Max Bruno
- Indian Dream di Laura Luchetti con Alessandro Roja, Margherita Massicci
- Default di Alessandro Capone con Primo Reggiani, Gianni Garofalo, Anna Foglietta
- Gaymers di Emanuele Sana con Pietro Ragusa, Andrea Bosca, Caterina Guzzanti, Chiara Francini, Francesca Chillemi
- Angelo azzurro reloaded di Serafino Murri con Giorgio Colangeli, Alessia Barela, Mita Medici
Il film nasce da un’idea del produttore Marco Scaffardi con la collaborazione di Serafino Murri. Nelle nostre sale dall’8 maggio. Qui il trailer. La pellicola ha avuto una campagna promozionale originale come vedete dalla foto.
Un altro pianeta (Italia, 2008) di Stefano Tummolini; con Antonio Merone, Lucia Mascino, Chiara Francini, Tiziana Avarista, Francesco Grifoni, Mario Grossi, Saschat, Francesco Zecca, Michele D’Aiello.
A volte capitano casi come questo, che non fanno scoppiare polemiche per storielle teen presunte piccanti o fanno scatenare (giustamente) i critici contro il cinepanettone di turno. Con Un altro pianeta ci si può interrogare invece sul modo di fare cinema in Italia, e forse non è poco.
Un altro pianeta narra la giornata in una spiaggia romana per omosessuali di un gruppo di persone, tra cui Salvatore, poliziotto che cerca storie facili e scappatelle dopo la fine del rapporto col suo ragazzo. Qui incontrerà alcune ragazze e un ragazzo: la giornata passerà assieme a loro, fino al tramonto…
Vincitore del Queer Lion a Venezia, dov’è stato presentato all’interno del programma delle Giornate degli Autori, in un’edizione che di tematiche queer non ha fatto sconti, il film di Stefano Tummolini, che esordisce alla regia dopo una carriera da sceneggiatore (ha scritto, fra gli altri, Il bagno turco di Ozpetek) è un ufo soprattutto per la sua storia: è stato infatti girato in una settimana a Capocotta con un budget di meno di 1000 euro.
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Un altro pianeta (2008) di Stefano Tummolini con Antonio Merone, Lucia Mascino, Francesco Grifoni, Chiara Francini, Tiziana Avarista, Saschat, Francesco Zecca. In uscita il 7 novembre.
Vincitore del Queer Lion all’ultimo Festival di Venezia, questo progetto di Stefano Tummolini è davvero un caso nel cinema nostrano. Costato la bellezza di “980 euro” (nessun produttore esterno, autogestione totale) e girato nell’arco di una settimana, il film, che abbiamo già recensito, propone una storia forte di stampo omosex (ed il regista è stato già collaboratore di Ozpetek per Il bagno turco) che rispetta i rigidi dettami dell’unità di luogo (una spiaggia per gay di Roma) e di tempo (tutto accade in una giornata).
Racconto di una giornata non qualunque nella vita di Salvatore, tra incontri e passioni. E al sopraggiungere del tramonto la sua esistenza non sarà più la stessa. Un film esplicito, che mostra molto, non per scandalizzare, ma, a detta del regista, per gettare “una luce schietta e insieme affettuosa su un mondo molto meno a parte di quanto non si creda“.
Intervista e gallery dopo il salto
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Cinematical pubblica la locandina di Miracle at St. Anna, il nuovo film di Spike Lee ambientato in Italia. La pellicola racconta la dolorosa vicenda della strage di Sant’Anna di Stazzema, paesello della Toscana dove i soldati americani combatterono contro i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nel cast John Turturro, James Gandolfini, D.B. Sweeney, Laz Alonso, Walton Goggins, Malcolm Goodwin, Omari Hardwick, Valentina Cervi, Pierfrancesco Favino, Lidia Biondi, Omero Antonutti, Chiara Francini, Sergio Albelli. Sceneggiatura di James McBride da un suo romanzo. La locandina dopo il salto, grazie a Axl138 per la segnalazione.
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