Alla Mostra di Venezia ha fatto tanto discutere, e non c’è dubbio che si tratta di uno dei film più particolari, “estremi”, ma anche coraggiosi che si siano visti al Lido. Parliamo di Wuthering Heights (qui la nostra recensione), opera terza di una delle registe più brave e stimolanti in circolazione, Andrea Arnold. Una regista inglese che ha già un Oscar e due Premi della Giuria a Cannes nel cassetto. Con Wuthering Heights viene nuovamente premiata, e si porta a casa una sacrosanta Osella per la fotografia: il suo nome, piaccia o no, è un’ipoteca sicura in ogni palmares.
La Arnold fa la sua versione di Cime Tempestose, forse l’unica possibile oggi: asciuga le stratificazioni sentimentali che si sono ammassate sull’unico romanzo di Emily Brontë nel corso degli anni e ne tira fuori la carica bruta e violenta. La storia la conosciamo ormai bene: un contadino dello Yorkshire in visita a Liverpool incontra per la strada un ragazzo senzatetto. Decide di accoglierlo in famiglia, di chiamarlo Heathcliff e di portarlo a casa con sé, dove il ragazzo instaura una relazione ossessiva con la figlia Catherine. Mentre i ragazzi crescono, i familiari e i vicini rimangono invischiati negli spietati giochi di famiglia, alimentati da orgoglio e presunzione…
Solomon Glave e James Howson danno il loro volto al primo Heathcliff di colore della storia, filologicamente molto vicino a quello che forse la Brontë avrebbe voluto; a prestare il volto a Cathy invece troviamo Shannon Beer e Kaya Scodelario. Wuthering Heights uscirà in patria l’11 novembre, mentre a Toronto il film è stato acquistato da Oscilloscope Pictures per la distribuzione negli States. Ancora non ci sono notizie su una nostra possibile distribuzione, ma noi ci speriamo: è un film che merita una visione. Così saprete chi aveva ragione tra chi a Venezia l’ha applaudito e chi invece l’ha fischiato. O magari, in un primo momento, come è successo a qualcuno, vi troverete nella situazione di voler fare entrambe le cose.
In attesa di qualche news godetevi il primissimo teaser trailer qui sopra.
Un contadino dello Yorkshire in visita a Liverpool incontra per la strada un ragazzo senzatetto. Decide di accoglierlo in famiglia, di chiamarlo Heathcliff e di portarlo con sé tra le sperdute colline dello Yorkshire, dove il ragazzo instaura una relazione ossessiva con Catherine, la figlia del contadino. Mentre i ragazzi crescono, i familiari e i vicini rimangono invischiati negli spietati giochi di famiglia, alimentati da orgoglio e presunzione…
Un Oscar e due Premi della Giuria a Cannes. La breve carriera di Andrea Arnold è già di quelle che potrebbero fare quasi invidia: da quando l’Academy Awards l’ha premiata per Wasp, il suo cortometraggio del 2003, la regista ha partecipato con i suoi due primi lungometraggi a Cannes ed è stata entrambe le volte premiata. Regista inglese con uno stile ed una personalità già ben definite, la Arnold si è concentrata finora soprattutto nella descrizione di figure femminili, l’ossessionata Jackie di Red Road e l’inquieta Mia di Fish Tank.
Molto abile nell’unire la sua naturale capacità di scavare con profondità nei suoi personaggi, e capace di creare atmosfere mai consolatorie, bensì ben piantate con le radici nei territori delle sue storie, la Arnold si confronta con uno dei più celebri romanzi dell’800: quel Cime Tempestose già portato tantissime volte sia al cinema che in tv da autori diversissimi (tra gli altri William Wyler e Luis Buñuel) e con molti celebri attori (Laurence Olivier e Ralph Fiennes i più celebri Heathcliff, Merle Oberon e Juliette Binoche le più celebri Cathy).

Mister in Clergyman è Marco Muller, direttore della Mostra Cinematografica di Venezia, come sappiamo: basta guardarlo se l’abito fa il monaco, Marco con giacche chiuse fino al collo e quasi sempre di colore nero fa il direttore dalle buone intenzioni. Cosa ha combinato in questi penultimissimi giorni della competizione e del glamour, entrambi sommessi?
Ad esempio ha avuto l’idea di mettere insieme, in una stessa giornata, il film di Ermanno Olmi Il villaggio di cartone, fuori concorso; e Cime tempestose, tratto liberamente dal romanzo della Bronte, di Andrea Arnold, in concorso. Sono lavori diversi, diversissimi, con tempi e modi di ripresa molto distanti tra loro. Ma il reverendo Muller che si barcamena fra le tante religioni con cui deve trattare (credo che sia anche un pizzico buddista) ha scelto la via di un ecumenismo indiretto.
Nel “Villaggio di cartone” ritroviamo un Olmi particolarmente meditativo, impegnato nel raccontare una storia fatta di storie dentro una chiesa in una landa non precisata ma vicina alla sua terra lombarda, leghista e non proprio tenera con gli immigrati. Non starò certo a specificare per dettaglio la trama. Mi basterà dire che in una chiesa dismessa resta con ostinazione il vecchio parroco che, una notte, aprirà si fa per dire la porta a un gruppo di immigrati africani (la porta l’avrebbero comunque forzata) che improvvisano un piccolo accampamento con tende che paiono ricordare la capanna di Betlemme.
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Il bellissimo romanzo Cime Tempestose viene riproposto al cinema nella versione diretta da Andrea Arnold con Kaya Scodelario, James Howson, Oliver Milburn, Nichola Burley, Paul Hilton, Steve Evets, Amy Wren. Ecco la trama ufficiale: di questo nuovo Wuthering Heights:
Tratto dall’unico romanzo di Emily Brontë, Wuthering Heights è il tetro racconto di un amore appassionato e contrastato, rivalità tra fratelli e vendette. Un contadino dello Yorkshire in visita a Liverpool incontra per la strada Heathcliff (James Howson), un ragazzo senzatetto. Decide di accoglierlo in famiglia, portandolo con sé tra le sperdute colline dello Yorkshire, dove il ragazzo instaura una relazione ossessiva con Catherine (Kaya Scodelario), la figlia del contadino. Mentre i ragazzi crescono, i familiari e i vicini rimangono invischiati negli spietati giochi di famiglia, alimentati da orgoglio e presunzione. Pur essendo chiaramente un dramma d’epoca, la storia affronta temi attuali, come il razzismo e la dipendenza, ed eterni, come la gelosia, l’odio verso l’altro, l’amore e la famiglia. Il film è ambientato nelle aspre campagne dello Yorkshire, che di questa storia crudele e appassionata sono lo sfondo ideale e al tempo stesso uno dei protagonisti.
Il film sarà proiettato al Festival di Venezia (in Concorso) il 6 settembre alle ore 17 in Sala Grande e il 7 settembre alle 15 alla PalaBiennale (v.o. inglese - s/t italiano). Vi lasciamo anche un commento della regista:
“Il romanzo di Emily Brontë è pieno di violenza, morte e crudeltà. Conviverci durante gli ultimi diciotto mesi è stato duro. Le brughiere, gli uccelli, le falene, i cani e il cielo mi hanno aiutata molto. Ma è stato doloroso, e forse non mi riappacificherò mai con questa storia. Non so nemmeno se sia giusto che ciò succeda. Per nessuno di noi”.
Arnold è la regista di Fish Tank, Red Road e Premio Oscar miglior cortometraggio per Wasp.

L’amore è uno di quei temi che al cinema va per la maggiore. Se poi la storia d’amore in questione finisce male… tanto meglio. Lo spettatore piange e il film ti entra nello stomaco. Trovo su MoviesBuzz la classifica dei 10 film con le storie d’amore più tragiche. Siete d’accordo? Io avrei aggiunto, a pelle, anche Moulin Rouge.
1. Cime tempestose (le varie versioni di Wutherings Heights)
2. Ghost
3. Via col vento
4. Titanic
5. Love story
6. Casablanca
7. I passi dell’amore - A Walk to Remember
8. West side story
9. Anna Karenina
10. Romeo e Giulietta
Nella foto Laurence Olivier (Heathcliff) e Merle Oberon (Catherine) in La voce nella tempesta (Wutherings Heights - Cime Tempestose) del 1939, diretto da William Wyler.

Gestazione travagliata quella del nuovo adattamento di Cime Tempestose. E’ trascorso più di un anno da quando fu dato l’annuncio che Wuthering Heights sarebbe stato nuovamente trasposto sullo schermo, diretto da John Maybury e sceneggiato da Olivia Hetreed, con Natalie Portman nel ruolo dell’eroina nata dalla penna di Emily Brontë. A pochi giorni dalla presentazione del progetto al Marchè du Film dello scorso Festival di Cannes, era poi arrivata la smentita, la Portman aveva inaspettatamente rinunciato a vestire i panni di Catherine Earnshaw accanto a Michael Fassbender-Heathcliff. Abbie Cornish era stata successivamente considerata per la parte, ma anche lei aveva poi abbandonato il progetto.
In questi mesi sono cambiate molte cose. C’è stato un cambio della guardia in cabina di regia, dove adesso siede Peter Webber e - per i due ruoli principali - sono stati messi sotto contratto Gemma Arterton ed Ed Westwick. Le riprese della tragica storia d’amore prenderanno il via alla fine dell’anno.
Fonte: SlashFilm
Esattamente un mese fa vi abbiamo annunciato la partecipazione di Natalie Portman al remake di Cime Tempestose, nella parte della protagonista Catherine Earnshaw. Durante il week-end è però arrivata la smentita: la Portman ha deciso di rinunciare al proprio ruolo nell’adattamento del romanzo di Emily Bronte che sarà diretto da John Maybury e sceneggiato da Olivia Hetreed.
L’abbandono di Natalie - a pochi giorni dalla presentazione commerciale del film al Festival di Cannes - arriva inaspettato, anche perchè la sua presenza nel cast rappresentava uno dei punti di forza del progetto. I produttori dovranno ora cercare un’interprete che la possa sostituire.
Intanto, per il ruolo di Heathcliff sembra essere in fase di trattativa avanzata l’attore Michael Fassbender, tedesco per nascita ma irlandese di adozione, già protagonista di 300 e di Hunger che sarà proiettato fra pochi giorni a Cannes.
Fonte: Variety