Il Comune di Parigi ha dato la brutta notizia: stamattina è morto il regista francese Claude Chabrol, 80 anni. Christophe Girard, responsabile per la cultura al Comune di Parigi, ha dichiarato:
“E’ stato un immenso cineasta francese, libero, impertinente, politico e prolisso”.
Chabrol aveva iniziato il suo lavoro come proiezionista e poi come critico dei Cahiers du Cinéma, fino a pubblicare un libro su Hitchcock con Eric Rohmer. Nel 1958 fonda una casa di produzione con Jacques Rivette e inizia la sua avventura nella Nouvelle Vague con il film Le beau Serge.
Claude Chabrol è stato anche attore, produttore e sceneggiatore ma come regista vogliamo ricordare la sua scomparsa con un video (dopo il salto) tratto da Il Buio nella Mente (La cérémonie) del 1995 tratto da un romanzo di Ruth Rendell e con Isabelle Huppert (musa ispiratrice di Claude) e Sandrine Bonnaire.
Il film vinse la coppa Volpi a Venezia per la miglior interpretazione femminile di Sandrine Bonnaire e Isabelle Huppert.

Sono stati resi noti i nomi dei cinque giurati chiamati a far parte - affiancando il presidente Ang Lee - della Giuria internazionale del concorso della 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica: Sandrine Bonnaire, Liliana Cavani, Joe Dante, Anurag Kashyap e - scelta curiosa - Luciano Ligabue.
Ecco il comunicato ufficiale diramato nel pomeriggio di oggi dalla Biennale:
Le personalità chiamate a far parte della Giuria internazionale Venezia 66, presieduta dal regista Ang Lee, sono: l’attrice Sandrine Bonnaire, una delle più importanti interpreti del cinema francese, protagonista del film Leone d’oro Sans toit ni loi (Senza tetto né legge, 1985) di Agnès Varda, e Coppa Volpi nel 1995 per La cérémonie (Il buio nella mente) di Claude Chabrol; la regista Liliana Cavani, cineasta e intellettuale di riferimento del cinema italiano e protagonista più volte a Venezia fin dagli esordi con Primo piano: Philippe Petain, processo a Vichy (Premio Leone di San Marco per il miglior teledocumentario, 1965) e col primo lungometraggio Francesco d’Assisi (1966); ilregista statunitense Joe Dante, grande innovatore anticonformista del cinema hollywoodiano e maestro del cinema fantastico (The Howling-L’ululato, Gremlins, Small Soldiers) e nel 2004 “padrino” della retrospettiva veneziana “Italian Kings of the Bs”; il regista e sceneggiatore Anurag Kashyap, fra i massimi esponenti del cinema indiano contemporaneo (Black Friday e il grande successo di quest’anno Dev D); il cantautore, scrittore e regista Luciano Ligabue, una delle personalità chiave della cultura pop italiana, autore nel 1998 del film-culto fra i giovani Radiofreccia, presentato a Venezia e vincitore di tre David di Donatello e due Nastri d’Argento.

Continua la serie di post che omaggia la nascita della nouvelle vague. Ecco come cavalcare in 20 film “l’onda nuova” del cinema francese (fonte Film TV). L’ordinamento dei titoli è per data di uscita.
1 Piace a troppi (1956) di Roger Vadim
2 Le beau Serge (1957) di Claude Chabrol
3 Pourvu qu’on ait l’Ivresse (1957) di Jean Daniel Pollet
4 Ascensore per il patibolo (1957) di Louis Malle
5 I 400 colpi (1957) di Francois Truffaut
6 Parigi ci appartiene (1958-1960) di Jacques Rivette
7 Hiroshima mon amour (1959) di Alain Resnais
8 Fino all’ultimo respiro (1960) di Jean Luc Godard
9 Il testamento di Orfeo (1960) di Jean Cocteau
10 Le gattine (1960) di Jacques Doniol-Valcroze
Continua a leggere: I 20 film per capire ed apprezzare la Nouvelle vague
Les plus belles escroqueries du monde (Le più belle truffe del mondo, Francia 1964) Regia Hiromichio Horikawa, Roman Polanski, Ugo Gregoretti, Claude Chabrol; sceneggiatura Gérard Brach, Roman Polanski, Ugo Gregoretti, Claude Chabrol, Paul Gégauff, Jean-Luc Godard; fotografia Asakazu Nakai, Tonino Delli Colli, Jerzy Lipman, Raoul Coutard; interpreti Mie Hama, Ken Mitsuda, Yatsuko Tanami, Nicola Karen, Jan Teulings, Arnold Gelderman, Gabriella Giorgelli, Guido Guiseppone, Giuseppe Mannajuolo, Christian Lentretien, Jean-Louis Maury, Jean-Pierre Cassel, Francis Blanche, Catherine Deneuve, Sacha Briquet, Philomène Toulouse, Pierre Arland, Henri Attal, Michel Charrel, Gilbert Denoyan, Marcel Gassouk, André Letourneur, André Stanislas, Dominique Zardi, Charles Denner, Jean-Luc Godard, Jean Seberg, László Szabó.
Nelle edizioni italiana e francese è un film formato da 4 episodi che si svolgono a Tokyo (Les cinq bienfaiteurs de Fumiko, I cinque benefattori di Fumiko), Amsterdam (La riviere de diamants, Il fiume di diamanti), Napoli (La feuille de route, Il foglio di via), e Parigi (L’homme qui vendit la Tour Eiffel, L’uomo che vendette la Torre Eiffel). Venne tagliato l’episodio firmato da Jean-Luc Godard dal titolo Le Grand Escroq (il grande truffatore).
Nel primo episodio un’entraîneuse finisce per far morire un uomo anziano che si vanta della sua dentiera di platino e si porta dietro mazzette di yen. Peccato che alla fine tutto si dimostri falso. Nel secondo episodio - quello diretto da Polanski - una giovane ladra si lascia sedurre da un ricco uomo d’affari solo per organizzare una vendita di gioielli che dovrebbe essere finalizzata a casa dell’attempato seduttore. La collana però non resterà per molto al collo della donna…
La lettrice Camomilla2 ci segnala la classifica dei 13 film horror preferiti da William Friedkin, il regista de L’Esorcista:
1. Psycho di Alfred Hitchock
2. Alien di Ridley Scott
3. Rosemary’s Baby di Roman Polanski
4. I Diabolici di Henri-Georges Clouzot.
5. Onibaba di Kaneto Shindô
6. Profondo Rosso di Dario Argento
7. Suspiria di Dario Argento. Dice Friedkin: “Suspiria e Profondo Rosso sono i due unici film di puro horror in questa lista gli altri film di cui ho fatto il nome sono basati sui valori umani e sulle cose che portano ad essere cattivi, ma questi film semplicemente vogliono spaventarti a morte, e ci riescono. Sono i classifici film splatter/slasher imitati, copiati, rifatti senza crediti. Sono ambientati nel regno della fantasia, ma Argento, uno dei più grandi maestri dell’orrore, ha così talento da riuscire a spaventare chiunque li veda”.
8. Il tagliagole di Claude Chabrol: “Un film francese che ha il più lungo tempo di attesa per una delle scene più spaventose della storia del cinema”.
9. Funny Games di Michael Haneke (versione 1997)
10. Them di David Moreau e Xavier Palud
11. Il pensionante di John Brahm
12. La scala a chioccola di Robert Siodmak
13. Non aprite quella porta di Tobe Hooper
Oggi giochiamo con voi. Scegliete tra questi quello che vi ha fatto più paura…
L’innocenza del peccato (La fille coupée en deux, Francia, 2007) di Claude Chabrol; con Ludivine Sagnier, Benoît Magimel, François Berléand, Mathilda May, Caroline Sihol, Etienne Chicot, Marie Bunel, Valeria Cavalli.
Lo si definisce “Chabrol minore”, ed è facile, guardando questo La Fille coupée en deux di Claude Chabrol (traduzione: La ragazza tagliata in due), poter confermare questa definizione. La nuova fatica del grandissimo regista rimette mano alle storie d’amore morbose, all’ambiente della borghesia e ai temi che gli sono cari: e i Cahiers hanno notato che forse c’è una certa piattezza nello stile.
Se si va a guardare lo stile, non c’è nulla per cui urlare al miracolo, nonostante le indiscusse capacità del regista (che regala comunque ottime sequenze). Ma perché Chabrol avrebbe dovuto dar prova (ancora?) di saper muovere la macchina da presa? L’innocenza del peccato è lineare, sia dal punto di vista stilistico che narrativo, e nonostante questo sa coinvolgere e creare un clima sottilmente morboso. E descrive i suoi personaggi con lo stesso cinismo di sempre.
Si parla di un triangolo tra un’annunciatrice televisiva del meteo, uno scrittore ormai non più giovane e un ricco, giovane e psicolabile ragazzo -che è forse il personaggio più “macchiettistico”, ma per questo non privo di qualche sfumatura inquietante-. Nulla di nuovo sotto il sole? Probabile. Ma L’innocenza del peccato è appunto interessante, ben scritto e non privo di qualche momento indimenticabile.
Continua a leggere: L'innocenza del peccato: recensione in anteprima

Il tema del post di oggi è quanto mai esaltante, ovvero fare il punto sui migliori registi viventi. In poco tempo ci hanno salutato Antonioni, Altman e Bergman e sembra quasi che con questi nomi se ne siano andati anche dei punti di riferimento.
Vediamo moltissimi film, ma abbiamo quasi la sensazione che gli sguardi sul mondo siano sempre più omologati e sempre meno originali.
Ma cosa è cambiato ultimamente? Secondo voi c’è un nuovo Kubrick in giro, attualmente? e un nuovo Kurosawa? Possibile che si debba vivere di soli ricordi e vedendo un film in bianco e nero pensare sempre: ma film così non li girano più!
Qual’è, quindi, secondo voi il più grande regista vivente? Io, nella mia classifica, vi propongo alcuni nomi, ma sono sicuro che non sarete per nulla d’accordo con me…
Aspetto le vostre classifiche!
Esce il 1 febbraio il thriller L’innocenza del peccato (in originale La fille coupeé en deux) diretto da Claude Chabrol con Ludivine Sagnier, François Berléand, Benoît Magimel, Mathilda May, Caroline Sihol, Etienne Chicot, Marie Bunel, Valeria Cavalli.
La trama: una giovane conduttrice televisiva viene sedotta da un maturo scrittore sposato che la trasforma in femme fatale e poi l’abbandona. La ragazza così si consola con un giovane miliardario psicologicamente instabile ma questa situazione non porterà nulla di buono.
Il film, presentato con successo a Venezia 2007, è stato pensato ispirandosi alla storia di Stanford White, un famoso architetto di Manhattan che è vissuto alla fine del diciannovesimo secolo, un celebre dongiovanni assassinato nel 1906 dal marito della sua amante dell’epoca, un’ex ballerina di Broadway che si chiamava Evelyn Nesbitt.
Dopo il salto trovate foto e trailer.
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