All’ultima Mostra di Venezia ha aperto Orizzonti fra gli applausi (qui la nostra recensione). Meritatissimi, ovviamente, perché con il suo ultimo lavoro Amir Naderi si è riconfermato, se ce ne fosse stato mai bisogno, autore libero, indipendente, energico. Dopo aver contribuito a riformare il cinema iraniano negli anni 70-80 e dopo aver osservato con sguardo “straniero” per vent’anni New York (e Las Vegas nell’ottimo Vegas: Based on a True Story), il regista “apolide” vola in Giappone per narrare con Cut una storia bellissima, tra amore per il cinema e yakuza.
Shuji è un giovane e inflessibile cineasta che non vuole più averne a che fare con la società giapponese. Organizza un cineclub in casa sua e va in giro per le strade tentando di convincere tutti a vedere film di qualità. Un giorno viene a sapere che il suo fratello strozzino, che l’aveva aiutato a produrre i suoi film, è stato ucciso dalla sua stessa gang yakuza per non aver ripagato i suoi debiti: in quel momento, per restituire i soldi, decide di diventare un “punching ball umano”. Per ogni pungo ricevuto si farà pagare…
Ossessionato a sua volta dalle ossessioni dei suoi personaggi, Naderi osserva questa volta un ragazzo alle prese con un amore “definitivo”, ovvero quello per il cinema: ne esce fuori un film che fa ricredere positivamente sulle possibilità del cinema di utilizzare il citazionismo un po’ naïve in modo ancora sorprendente. Cut (un titolo summa, per chi conosce il regista e anche il suo modo di parlare in pubblico) è co-sceneggiato da Shinji Aoyama e Yuichi Tazawa, ed è interpretato da Hidetoshi Nishijima, Takako Tokiwa e Takashi Sasano. Kiyoshi Kurosawa ha offerto una sua consulenza speciale.
Uscirà mai in Italia? Dubitiamo, ma è probabile che Ghezzi, grande ammiratore di Naderi, ce lo faccia prima o poi vedere su Fuori Orario. In attesa di avere prima o poi qualche news, guardatevi qui sopra il primo trailer originale di Cut.
Shuji è un giovane e inflessibile cineasta che non vuole più averne a che fare con la società giapponese. Organizza un cineclub in casa sua e va in giro per le strade tentando di convincere tutti a vedere film di qualità. Un giorno viene a sapere che il suo fratello strozzino, che l’aveva aiutato a produrre i suoi film, è stato ucciso dalla sua stessa gang yakuza per non aver ripagato i suoi debiti: in quel momento, per restituire i soldi, decide di diventare un “punching ball umano”. Per ogni pungo ricevuto si farà pagare…
Il regista più “apolide” che ci sia cambia ancora una volta nazione, anche se solo per un film. Nato in Iran, “adottato” da vent’anni dalla sua adorata New York e oggi volato in Giappone per esplorare nuove possibilità, Amir Naderi è sicuramente uno dei registi più interessanti, stimolanti e spesso geniali in circolazione. In Italia i cinefili lo conoscono per i suoi bellissimi film americani (l’ultimo, lo straordinario Vegas: Based on a true story, era in concorso a Venezia nel 2008), trasmessi da Fuori Orario, e per gli iraniani Acqua, Vento, Sabbia e Davandeh (forse il suo capolavoro), i film spartiacque della carriera del regista.
Bisognerebbe diffondere di più in qualche modo i film americani, ma soprattutto tutti i film iraniani di Naderi, come quelli prodotti dal Kanun, e non solo perché il regista è stato una figura centrale nella New Wave iraniana ed ha rifondato, assieme a Kiarostami ed altri coraggiosi cineasti, la cinematografia locale, ma anche perché sono tutti lavori onestamente bellissimi e che farebbero maggior chiarezza anche su questo ultimo lavoro. Conferma di una poetica da vero maestro, capace di avere un fil rouge coerente e sincero nelle più disparate situazioni.
Continua a leggere: Venezia 2011: Cut - Recensione da Venezia del film di Amir Naderi
Ce lo aspettavamo in selezione già da tempi non sospetti, e per fortuna abbiamo indovinato. Perché Cut è ufficialmente nel programma della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, che si terrà dal 31 agosto al 10 settembre 2011: ed è il film d’apertura della sezione Orizzonti. Scusate se tratteniamo poco la gioia, ma Amir Naderi è davvero tra i registi più sottovalutati ed interessanti in circolazione, ed un suo nuovo film è sempre occasione di grandi aspettative.
Al Lido Naderi ha portato quello che è forse il suo capolavoro, Davandeh, e anche il suo ottimo Manhattan by Numbers, e a Venezia 65 in concorso aveva l’altrettanto ottimo Vegas: Based on a True Story. Cut, con il quale il regista iraniano adottato da anni dagli States si trova per la prima volta a girare in Giappone, viene descritto come un “poema visivo d’amore per il cinema ambientato nel mondo degli yakuza”. Scritto e diretto da Amir Naderi, Cut è co-sceneggiato da Shinji Aoyama e Yuichi Tazawa, ed è interpretato da Hidetoshi Nishijima, Takako Tokiwa e Takashi Sasano. Kiyoshi Kurosawa, di cui Naderi si è detto un grande fan, ha fornito una consulenza speciale. Cut sarà presentato giovedì 1 settembre 2011.
È stata inoltre definita la composizione della Giuria internazionale di Orizzonti che sarà presieduta dal regista, produttore e sceneggiatore cinese Jia Zhang-Ke, uno dei protagonisti del cinema indipendente cinese, Leone d’oro alla Mostra di Venezia nel 2006 con Sanxia Haoren (Still Life) - e non Apichatpong Weerasethakul come precedentemente annunciato. Gli altri componenti sono: il curatore della sezione film della Tate Modern di Londra Stuart Comer; l’architetto francese Odile Decq; la produttrice e regista egiziana Marianne Khoury; il montatore e regista cinematografico italiano Jacopo Quadri.

Ci saranno di nuovo i rapporti uomo-donna al centro della trama del nuovo film di Abbas Kiarostami. Lo annuncia lo stesso regista che, dopo il discusso Copia Conforme, premiato a Cannes per l’interpretazione di Juliette Binoche, è pronto a tornare dietro la macchina da presa. Proprio per la Binoche, i cui abiti avrebbero fatto arrabbiare le autorità iraniane, il film non è uscito in patria: ma sono anni che un film di Kiarostami non vede il buio delle sale iraniane…
Il regista non si sta ponendo neanche più il problema di poter tornare a girare nel proprio paese, e così, dopo l’ultima esperienza in territorio toscano, vola dritto in Giappone. Il titolo dell’ultima opera non è stato ancora annunciato, ma si sa appunto che parlerà come si diceva prima dei rapporti uomo-donna (”i più difficili che esistano”, dichiara Kiarostami), che il casting partirà il mese prossimo e che le riprese sono previste per fine anno. Salta Cannes, più probabile quindi Venezia.
È curioso vedere anche come l’amico e collega Amir Naderi, da anni in America, abbia anche lui deciso di ambientare il suo nuovo film proprio in Giappone. Le riprese di Cut sono ormai terminate, e noi di Cineblog proviamo ad immaginare una sua partecipazione a Cannes. Vi terremo aggiornati su entrambi i progetti dei registi iraniani, che per un motivo o per l’altro non possono o non vogliono tornare nel proprio paese d’origine.
Incredibile ma vero: a tre annetti di distanza dall’ultimo, meraviglioso Vegas: based on a true story, ritorna Amir Naderi, regista iraniano che da una ventina d’anni si è trasferito a New York. Una città che ha raccontato in una trilogia (Manhattan by numbers, A, B, C… Manhattan e Marathon) e un quarto, estremo e sperimentale lavoro (Sound Barrier). Naderi poi ha deciso di raccontare una nuova storia di follia a Las Vegas, ed ecco che oggi si trasferisce di nuovo fuori dalla sua Grande Mela per approdare a sorpresa in Giappone.
“Accantonato” per ora il suo film ambientato sulla Luna - ma noi siamo certi che prima o poi Naderi ce la farà! -, il regista “apolide” ci racconta in Cut (una parola scelta non a caso: chi ha sentito parlare il regista sa cosa intendiamo) il disfacimento della cultura cinematografica di un paese attraverso gli occhi di un giovane regista che tenta di trovare i finanziamenti per il suo nuovo film, e finisce nei guai per colpa della mafia. Una trama dallo spunto profondamente naderiano: non osiamo immaginare quanto il protagonista possa essere ossessionato dall’idea di trovare i soldi per produrre la pellicola…
La sceneggiatura è scritta dallo stesso regista, ma ecco una delle sorprese del film: co-sceneggiatore è Shinji Aoyama! Seconda sorpresa: nel progetto c’è di mezzo anche Kiyoshi Kurosawa. Tra i produttori figura poi Yuji Sadai, già produttore di L’enfer, Tokyo! e Plastic City. Protagonisti del film, due volti noti agli appassionati di cinema orientale: Hidetoshi Nishijima e Takako Tokiwa. America, Giappone e Iran non sono mai stati così vicini… Le riprese sono finite giovedì, ed ora inizia la fase di post-produzione: qui si tifa per una presentazione a Cannes. Potete seguire tutti gli aggiornamenti del film grazie alla pagina ufficiale su Facebook.