Se consideriamo vero (anche solo in parte) l’assunto che il cinema è specchio della società che lo produce, allora la realtà coniugale dei cugini di oltralpe deve essere un grosso problema. Sette registi, tra cui i pluripremiati Jean Dujardin, Michel Hazanavicius (che forse avrebbero funzionato meglio proprio nel cinema muto) raccontano le vicende erotico-fedifraghe di Fred e Greg, Olivier e Nicolas, Bernard, François, Laurent e Antoine, Eric e James, esseri umani di sesso maschile (troppo facile definirli uomini) convinti che il maschio sia un animale istintivamente propenso all’accoppiamento e quindi infedele di natura.
L’idea di raccontare con tanti piccoli film i vizi e le virtù (qui ben poche a dire il vero) è nata proprio dalla coppia Dujardin e Hazanavicius, che forse dopo aver saccheggiato il cinema delle origini hanno pensato di fare il bis mettendo le mani sul mondo della Commedia all’Italiana. Difficile non ricordare la valanga di film a episodi, alla cui regia hanno partecipato anche i grandi dell’epoca, in cui proprio gli usi e i costumi del Bel Paese diventavano lo snodo centrale di tante piccole narrazioni.
Gli Infedeli ci arriva con quasi mezzo secolo di ritardo, ma mantiene una prospettiva maschilista capace di generare il disgusto nello spettatore (a meno di riuscire a identificarsi nei protagonisti, ma allora quello sarebbe un altro genere di problema).
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A 10 anni dalla scomparsa di Vittorio Gassman, la Biennale di Venezia e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica rendono omaggio a una delle più straordinarie personalità del cinema italiano con un programma speciale che prevede la proiezione in prima mondiale il 1° settembre (giorno della nascita di Gassman) di Vittorio racconta Gassman, una vita da Mattatore, film-confessione di Vittorio Gassman ricchissimo d’inediti; oltre alla proiezione (all’Arena di Campo San Polo il 31 agosto) della versione restaurata di Profumo di donna di Dino Risi.
Vittorio racconta Gassman, una vita da Mattatore, ideato da Alessandro Gassman insieme a Giancarlo Scarchilli, che firma la regia del film, è un originalissimo lungometraggio che ricostruisce il percorso professionale e umano del Mattatore attraverso materiali inediti, di repertorio, filmini di famiglia e, soprattutto, dalla voce di Vittorio Gassman stesso e di suo figlio Alessandro, con la “partecipazione straordinaria” di importanti colleghi ed amici. A partire dalle esperienze teatrali di Vittorio Gassman, dall’Amleto del 1952 e accompagnato dalla voce narrante di Alessandro Gassman, il film prende per mano gli spettatori per portarli - attraverso diversi piani temporali e narrativi - nei luoghi e nei ricordi amati dal grande Vittorio. Documenti inediti, interviste, brani di pellicole popolarissime o dimenticate, spezzoni di repertorio dalle Teche Rai (come lo storico Mattatore del 1959, o i rari materiali ritrovati, riguardanti l’autobiografia di Vittorio Gassman): sono solo alcuni degli elementi che compongono il film. Una quarantina i personaggi del mondo dello spettacolo chiamati a inedite testimonianze-tributo, fra i quali: Agostina Belli, Sergio Castellitto, Dino De Laurentiis, Giancarlo Giannini, Roberto Herlitzka, Mario Monicelli, Ornella Muti, Jacques Perrin, Anna Proclemer, Gigi Proietti, Francesco Rosi, Ettore Scola, Jean-Louis Trintignant, Carlo Verdone, Paolo Virzì.
“Un film che intende sfatare molti luoghi comuni su mio padre” ha dichiarato Alessandro Gassman “come il fatto che fosse l’ultimo degli attori classici, quando fu sopra tutto il primo degli innovatori“.
Fonte: Comunicato La Biennale
Scent of a woman (Profumo di donna) è un film di Martin Brest del 1992 con Al Pacino e Chris O’ Donnell. Ed è il film da cui proviene il monologo che vi presento oggi. Ispirato e tratto dall’omonimo film di Dino Risi del 1974, con Vittorio Gassman protagonista, Scent of a woman è la versione 100% Yankee di quel film, come dimostra questo epico monologo di Al Pacino, assolutamente non previsto nell’originale. Assolutamente prevedibile invece, è la straordinaria interpretazione del tenente-colonnello cieco, Frank Slade che offre Al Pacino.
Vincitore di un Oscar come migliore attore per questo ruolo (Gassman con la sua interpretazione vinse un David e una Palma d’oro) Pacino passò diversi mesi studiando da “cieco” e alla fine riuscì a essere totalmente convincente nel ruolo, come potete vedere in questa scena. Al punto che il regista del film dichiarò: “Ci sono pochi attori tramite i quali Dio si esprime, e Al Pacino è uno di questi.”.
Piccola chicca: riuscite a riconoscere un giovanissimo Philip Seymour Hoffman che appare per pochi secondi in questo video?
Il suo nome proprio lo ricordano in pochi, ma il suo cognome insieme a quello dell’amico e collega Agenore Incrocci (scomparso nel 2005) è diventato un marchio di fabbrica conosciuto in tutto il mondo, Age & Scarpelli.
Si è infatti spento lo scrittore, vignettista e sceneggiatore Furio Scarpelli, considerato uno dei padri della commedia all’italiana. Scarpellli aveva da poco compito 90 anni.
Age & Scarpelli hanno firmato alcuni dei più celebri film di Totò, tra cui Il vedovo allegro (1949) e Totò sceicco (1950) di Mario Mattoli; La banda degli onesti (1956) di Camillo Mastrocinque. A loro va il merito di aver dato vita a capolavori come I soliti ignoti (1958), La grande guerra (1959), e L’armata Brancaleone (1966) di Mario Monicelli, ma anche I mostri (1963) e In nome del popolo italiano (1971) e tanti altri.
Lo salutiamo con una scena entrata nella storia da I soliti ignoti.
Sulla strada: è uno dei luoghi più cari al cinema dove sceneggiatori e registi hanno ambientato e girato pellicole rimaste nel cuore degli spettatori e che passano dalla commedia al thriller. Cineblog ne sceglie 10: a voi il compito di segnalarci altri titoli.
- Il sorpasso (di Dino Risi - 1962)
- Easy Rider (di Dennis Hopper - 1969)
- Duel (di Steven Spielberg - 1971)
- The Hitcher (di Robert Harmon - 1986)
- Thelma e Louise (di Ridley Scott - 1991)
- Un mondo perfetto (di Clint Eastwood - 1993)
- Priscilla la regina del deserto (di Stephan Elliott - 1994)
- Una storia vera (di David Lynch - 1999)
- Radio Killer (di John Dahl - 2001)
- Little Miss Sunshine (di Jonathan Dayton - 2006)
1. Nonna Shaolin (nel video). Scusate se è solamente la nonna più potente della storia, capace di generare e direzionare palle di fuoco con un mocio. All’occorrenza, esegue anche balletti sexy per distrarre i nemici.
2. Nonna Lily di Cocco di nonna. La più esilarante e generosa: offre un posto letto al nipote senza quattrini e conseguentemente lo fa schiavizzare dalle sue due coinquiline e coetanee, di cui una ninfomane.
3. La nonna di Marjane in Persepolis. La vera bomba motivazionale di una vita difficile, la nonna-amica che tutti avremmo voluto avere, anche se non fossimo stati iraniani ribelli.
4. Tina De Cupis in Mia nonna poliziotto. Nessuna esclusione di colpi per nessuna fidanzata del nipote, perché ne ferisce più la lingua della spada, soprattutto se appartiene a Tina Pica.
5. La nonna Sabella. Creatura di Dino Risi e di Pasquale Festa Campanile, si finge morente per far accorrere il nipote della città al paesino, per combinare un matrimonio secondo i suoi gusti, che non sono affatto male.
I Mostri Oggi (Ita, 2009) diEnrico Oldoini; con Diego Abatantuono, Sabrina Ferilli, Claudio Bisio, Carlo Buccirosso, Angela Finocchiaro, Giorgio Panariello.
“Aridatece i Vanzina“. Un urlo tanto disperato quando impensabile nasce spontaneo dopo la visione de I Mostri Oggi, terzo folle capitolo di una saga ad episodi nata 46 anni fa per mano di Dino Risi e continuata nel 1977 con I nuovi Mostri. A tentare l’impossibile Enrico Oldoini, suo La fidanzata di Papà con Massimo Boldi e Simona Ventura, capace di realizzare forse una delle “commedie all’italiana” più brutte, inutili e meno divertenti degli ultimi 10 anni.
Se 46 anni fa Risi raccontava con occhio cinico ed una satira amara l’Italia del boom economico, portando in sala vizi e contraddizioni dell’italiano medio, Oldoini tenta di attualizzare il tutto, riuscendo nell’impresa di realizzare ben 16 episodi capaci di non far ridere nemmeno una volta… se non è un record, poco ci manca!
I Mostri Oggi, dicono gli autori, è da considerarsi come un ideale terzo capitolo degli illustri precedenti I Mostri, diretto nel 1963 Dino Risi e I Nuovi Mostri , diretto a sei mani da Dino Risi, Mario Monicelli ed Ettore Scola nel 1977. Anche in questa nuova pellicola, diretta da Enrico Oldoini, in sedici episodi al vetriolo vengono parodiati tutti i vizi, le debolezze e le paure dell’Italia contemporanea.
Interpreti dei vari episodi - di durata e struttura diverse (alcuni hanno la durata e la struttura di uno sketch, altri presentano invece le costruzioni più elaborate di un racconto) - Diego Abatantuono, Giorgio Panariello e Claudio Bisio, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Carlo Buccirosso e molti altri ancora.
La pellicola arriverà sugli schermi venerdì 27 marzo. Nel frattempo, dopo il salto trovate il trailer. Maggiori info sul sito ufficiale. Che ne pensate: pollice alzato o pollice verso?
Oltre alla leggendaria Lancia Aurelia de Il sorpasso, auto simbolo del boom economico italiano è la Fiat 500, diventata icona mondiale in Cars-motori ruggenti. Le automobili in generale venivano usate dagli sceneggiatori della commedia all’italiana degli anni 60, come il veicolo simbolo delle distorsioni sociali che si verificavano a causa della grande vitalità economica del periodo. Inutile aggiungere che l’auto simbolo del conseguente flop economico (dagli anni 70 in poi) è la Bianchina del ragionier Ugo Fantozzi…
Ho intenzione di fare un gioco sfida sulle auto simbolo del cinema, datemi una mano (oltre alla Delorean, il maggiolino Herbie, Ferrari di Magnum PI, il Generale Lee, Aston Martin di 007, Lamborghini Countach di Automan, la batmobile ve ne ricordate altre?): nella pagina seguente l’elenco provvisorio di quelle che ho trovato…
La scena che vi propongo riguarda la preparazione del primo book fotografico dell’aspirante attore Antonio Barozzi (Renato Pozzetto). Un po’ di anni fa l’avrò vista una dozzina di volte. Poi il film è inspiegabilmente scomparso dai palinsesti. Finale con battuta fulminante: Nudo te! Ma se fai schifo anche vestito. Vai vai…
Sono fotogenico (Italia, 1980, 117′) Regia Dino Risi; soggetto e sceneggiatura Dino Risi, Marco Risi, Massimo Franciosa; fotografia Tonino Delli Colli; montaggio Alberto Gallitti; musiche Manuel De Sica; con Renato Pozzetto, Edwige Fenech, Aldo Maccione, Massimo Boldi, Michel Galabru, Jimmy il fenomeno, Gino Santercole, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Mario Monicelli, Barbara Bouchet.
Trama del film: Antonio Barozzi è un aspirante attore che per inseguire il suo sogno decide di lasciare la natia Laveno per Roma. Dopo una serie di vicissitudini che lo portano anche a conoscere alcune stelle del cinema italiano, culattoni - perdonate l’epiteto - e una giovane attrice un po’ zoccola - una splendida Edwige Fenech -, un incidente sul set lo azzopperà costringendolo a tornare a casa. Finirà per sposare la fidanzata storica e a lavorare in banca.