
Quentin Tarantino doveva tornare all’epoca d’oro degli spaghetti western per superarsi. Django Unchained è infatti entrato nella storia della filmografia del regista, avendo incassato 341,616,627 dollari in tutto il mondo. Inglourious Basterds, uscito nel 2009, si fermò ai 321, mentre Pulp Fiction, uscito nel 1994, arrivò ai 214 (inflazione esclusa). Nel giro di 22 anni, Tarantino è così passato dai 2,832,029 dollari incassati con Le Iene ai 341 di Django, confermando la propria crescita non solo autoriale ma anche di pubblico, sempre più ‘fedele’ al sorprendente regista.
Con l’incompreso Jackie Brown, uscito nel 1997, i dollari raccolti sul suolo americano furono 39,673,162, ovvero in brusco calo dopo i 107,928,762 portati a casa con Pulp Fiction. Passati sei anni, Quentin da’ vita al doppio capitolo Kill Bill, diviso in due volumi per la gioia dei Weinstein, che raddoppiano di punto in bianco gli incassi. 181 con il primo capitolo, 152 con il secondo. Nel 2007, in coppia con Robert Rodriguez, Tarantino subisce l’unico brusco stop della propria carriera. Ovvero Grindhouse.

Il ‘nuovo Twilight’ ha subito colpito nel segno, ma senza fare sfracelli. Warm Bodies ha fatto sua la vetta del box office Usa, incassando 20 milioni di dollari in 72 ore. Promosso dalla critica americana e costato circa 35 milioni, il titolo della Summit Entertainment dovrebbe facilmente rientrare dei costi di produzione, dando così via all’annunciato sequel. Tutt’altri numeri per l’altra new entry di peso del weekend, ovvero Bullet to the Head. Presentato ed applaudito al Festival Internazionale del film di Roma, il film di Walter Hill non è riuscito ad andare oltre i 4 milioni e mezzo all’esordio, con una disastrosa media per sala di 1,872 dollari. Sesta piazza per l’ottimo action con Sly Stallone protagonista, riuscito a far peggio del ‘collega’ Arnold Schwarzenegger, flop certificato appena 20 giorni fa con The Last Stand. Per i vecchi ‘divi’ dell’azione a stelle e strisce un brusco ed inatteso stop. Chissà se The Tomb, titolo che li vedrà l’uno al fianco dell’altro, saprà farli ‘risorgere’ dalle ceneri.
Calo del 53%, seconda posizione e 34,462,794 milioni di dollari in tasca per Hansel and Gretel: Witch Hunters, che ne è costati 50, con Il Lato Positivo che tiene in terza posizione. -14% sugli incassi per il film diretto da David O. Russell, arrivato all’incredibile cifra di 80,377,558 dollari. Ne è costati solo 21. In quarta e quinta piazza si fa strada Jessica Chastain, grazie a Mama e Zero Dark Thirty. Addirittura 58,262,100 i dollari incassati dall’horror Universal, mentre sono 77,797,550 quelli raccolti dal thriller della Sony/Columbia. Per la Chastain, a poche settimane dagli Oscar, un vero e proprio trionfo d’incassi.
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“Attenzione! L’articolo pubblicato in questo spazio contiene sfiziose informazioni, che qualcuno potrebbe anche considerare spoiler“. Chi ha già visto Django Unchained, il nuovo film di Quentin Tarantino attualmente nelle sale, avrà probabilmente notato che per un paio di volte l’inquadratura si sofferma su una misteriosa ragazza bionda con il volto parzialmente coperto da una sciarpa, indossata come la classica bandana da fuorilegge. Che senso ha la sua presenza? Questo è forse l’unico, piccolo interrogativo che il film lascia in sospeso.
Gli occhi della donna mascherata appartengono alla stuntwoman Zoe Bell, collaboratrice di lunga data di Tarantino che ha recitato nel film Grindhouse - A Prova di Morte e ha sostituito Uma Thurman nelle scene più pericolose di Kill Bill. In Django Unchained la ragazza neozelandese si limita a giocare con accette da boscaiolo e stereopticon, senza mai spiccicare una parola, anche se sembra che il suo personaggio abbia già incontrato il protagonista in passato.
Il magazine E!Online ha intervistato Zoe per capire il senso della sua partecipazione in questo nuovo lavoro del regista pulp. Si è trattato solo dell’ennesima strizzatina d’occhio ai fan, infilata nel calderone insieme a tutte le altre citazioni, o era prevista una fetta di storia anche per lei? La risposta è qui sotto, subito dopo il salto!
Continua a leggere: Django Unchained e il misterioso cameo di Zoe Bell

Ancora polemiche e interventi sulle action figures dedicate al western Django Unchained di Quentin Tarantino, che ricordiamo ritraggono schiavi e schiavisti, tra questi il personaggio che sembra aver fatto scattare l’indignazione di alcuni gruppi afro-americani pare sia stato quello dello “schiavo di casa” Stephen, personaggio interpretato nel film da Samuel L. Jackson.
Il ritiro dal mercato delle prime figures ufficiali si è verificato a seguito delle proteste scaturite da diversi gruppi di attivisti per i diritti civili tra cui il National Action Network del reverendo Al Sharpton e la Project Islamic Hope, quest’ultima organizzazione di Los Angeles che tramite il suo portavoce Najee Ali ha voluto sottolineare:
Questi giocattoli sono schiaffi dati ai nostri antenati. Siamo scioccati, riteniamo che banalizzino gli orrori della schiavitù.
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3.454.936 euro in 4 giorni, con 500.458 spettatori paganti e una media per sala di 6.386 euro. Django Unchained di Quentin Tarantino sbanca il botteghino tricolore, come mai accaduto prima con un suo film. Bastardi senza Gloria, uscito nel 2009, raccolse 2.000.490,14 euro in 3 giorni, staccando 305.745 ticket. Per Quentin un successo annunciato, tanto da puntare con forza a quel traguardo, quello dei 10 milioni di euro, al momento mai abbattuto. Proprio i Bastardi, nel 2009, si fermarono infatti ai 9.335.000 euro.
Altra neww entry e altro successo con Ghost Movie. Ben 1.439.045 euro in cassa per la pellicola parodistica (4.813 euro a copia), vista da 205.934 spettatori paganti in 96 ore, mentre tra le novità ha fortemente deluso Frankenweenie. Oltre 200 copie a disposizione per la pellicola Disney e solo 443.429 euro in cassa, con annesso 3D. 59.316 i ticket staccati, per un risultato immeritatamente disastroso, figlio probabilmente dell’enorme ritardo distributivo nel nostro Paese, praticamente tra gli ultimi al mondo a poterlo ammirare. Peggio di noi solo Germania, Norvegia e Svizzera, che dovranno attendere ancora 7 giorni. Ne 2005 La Sposa Cadavere esordì con 1.044.000 euro. Per Tim Burton, solitamente molto amato in Italia, un debutto monster.
Continua a leggere: Django Unchained boom in Italia: 3 milioni e mezzo di euro all'esordio

Poco più di 400.000 euro giovedì, e ben 588.453 euro ieri. Totale? 1.010.768 euro in 48 ore. Prosegue la corsa di Django Unchained al box office tricolore, con le giornate di oggi e domani chiamate a far furore. Perché c’è un muro ‘minimo’, quello dei 3 milioni, da abbattere. Un po’ a sorpresa è invece risalito in seconda posizione Quello che so sull’Amore, con 177.316 euro in cassa e un totale arrivato ai 2.685.211 euro, seguito da La Migliore Offerta di Giuseppe Tornatore. In questo caso sono 5.680.023 gli euro incassati fino ad oggi, con il traguardo dei 6 certo di cadere entro domenica sera.
276.149 gli euro in mano a Ghost Movie, uscito in 264 copie, con Cloud Atlas che arriva ai 2.248.867 euro e Frankenweenie ancora zoppicante, tanto da fare immaginare un debutto ‘flop’. Immeritato, e assolutamente inatteso. Volando in America, venerdì da urlo per l’horror Mama, costato solo 15 milioni e riuscito a schiantare la ricca concorrenza con 10 milioni di dollari incassati in 24 ore. Praticamente il ‘Jessica Chastain Show’, visto che l’attrice è anche seconda con Zero Dark Thirty. Frantumati Broken City, solo quarto con meno di 3 milioni, Silver Linings Playbook, ‘diffuso ‘in oltre 2500 copie dopo la release limitata delle scorse settimane ma incapace di andare oltre i 3 milioni, e soprattutto The Last Stand, disastroso con meno di 2 milioni di dollari.
Domani sera, come al solito, pubblicheremo il resoconto del weekend americano, mentre lunedì mattina quello tricolore. Non perdeteci di vista.
Ha vinto due Golden Globes, incassato 130 milioni di dollari solo sul suolo americano, e corre per gli Oscar in più categorie, tanto da promettere sorprese. Django Unchained sbarca oggi in 500 cinema d’Italia, chiamando a duello Ghost Movie (300 copie) e Frankenweenie (200 copie). Da noi recensito, amato ed esaltato, l’atipico spaghetti wenstern di Quentin Tarantino dovrà provare a far meglio di Bastardi senza Gloria, che nel 2009 raccolse 2 milioni di euro all’esordio.
Per riuscirci, Quentin si è affidato ad una storia che trasuda originalità, grazie soprattutto ad un immenso Christoph Waltz. Già premiato con un Oscar grazie a Inglourious Basterds, l’attore tedesco trascina l’intera pellicola, tanto dall’oscurare il teorico protagonista, Jamie Foxx, ed un ‘certo’ Leonardo DiCaprio, atipico villain anche in questo caso snobbato dall’Academy.
Dopo avervi presentato la colonna sonora del film, oggi ‘omaggiamo’ Django Unchained grazie a delle ricche note di produzione, che vi attendono dopo il saltino, insieme a 8 clip in italiano. Semplicemente imperdibili.
Dopo diverse anteprime, l’ottima accoglienza di critica e pubblico, 114,334,122 dollari incassati solo sul suolo americano, e la nostra recensione, domani arriva nelle sale italiane Django Unchained di Quentin Tarantino, fresco di Golden Globe 2013 per la Miglior sceneggiatura e il Miglior attore non protagonista a Christoph Waltz.
Bisogna aspettare la Notte degli Oscar del 24 febbraio per l’esito delle 5 nomination assegnate al miglior film, sceneggiatura originale, attore non protagonista a Christoph Waltz, fotografia e montaggio sonoro, che escludendo la regia dalla cinquina, hanno di certo già rovinato un po’ la festa al regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico dal linguaggio ‘colorito’ e lo stile pulp, che ama giocare con i generi le citazioni, senza lasciarsi intimidire da critica e polemica, pur non essendo immune alle sfuriate.
Dopo la carrellata di film trasmessi da Sky Cinema Cult, chiusa in bellezza questa sera con l’anteprima esclusiva dei primi 5 minuti di Django Unchained, seguiti da Pulp Fiction e un punto di riferimento e di ispirazione per lo “spaghetti western” e il film di Tarantino, come il “Django” di Sergio Corbucci, o I Bastardi senza gloria pronti a tornare in tv domani su Italia 1, i tempi sono invece maturi per regalare a questo grande appassionato di classifiche, quella dei suoi 5 film migliori, scelti tra i 10 portati sul grande schermo in un ventennio, compreso Django Unchained, l’episodio di Four Rooms e la guest direction di Sin City, che trovate dopo il salto per un ripassino, insieme alla mia cinquina, mentre lascio lo spazio inesauribile dei commenti alle vostre.
Continua a leggere: Quentin Tarantino: 10 film e 5 migliori da votare aspettando Django Unchained

Nomination agli Oscar 2013: ormai ci siamo. Sia chiaro sin da subito: quest’anno fare previsioni sulle nomination dell’Academy Awards è difficilissimo. Sarà che metà delle previsioni del 2012 sono state letteralmente buttate nel cestino. Sarà che è un anno particolare, visto che molte pellicole importanti sono state presentate da poco. Non mancano le “ovvietà”, certo: ma le situazioni in bilico sono tantissime, forse troppe.
Poco, a questo punto, è sicuro. Le nomination prenotate ci sono come ogni anno, e qualche statuetta sembra già essere stata assegnata (qualcuno ha detto Daniel Day-Lewis?). Ma bando alle ciance, ed entriamo nel vivo delle nostre ultimissime previsioni sulle nomination degli Oscar 2013. A pochissimi giorni dall’annuncio, che si terrà il 10 gennaio, Cineblog prova a fare il punto della situazione, giocando e scommettendo con voi.
Miglior film
Secondo alcuni, quest’anno ci saranno 8 film nominati. Non entriamo nel merito: il calcolo della previsione ci sembra sin troppo cervellotico. Quindi, facciamo finta che verranno nominati 10 film (anche se 9, personalmente, mi sembra il numero più corretto). 9 titoli sono i più certi, e si ritrovano tutti nelle segnalazioni dei PGA. L’unico titolo su cui nutro dubbi è proprio Skyfall. Perché? Si tratta del 50esimo anniversario di Bond, il film è bellissimo ed ha conquistato critica e pubblico, ha degli incassi da panico… eppure mi sembra potrebbe essere il film che, dalla lista dei PGA, non ce la fa ad entrare nei migliori titoli dell’anno secondo l’Academy.
Dopo il salto, tutte le previsioni delle nomination degli Oscar 2013.
Continua a leggere: Oscar 2013: le previsioni delle nomination di Cineblog
Da ragazzina cresciuta con i western ‘per tutte le occasioni’ di papà, un fratello armato di colt che mi chiamava Jonny, Diango, Ringo e tutti i buoni, brutti e cattivi del west come compagni di giochi nel fortino Playmobil, aspettando il Diango nero di Quentin Tarantino in sala, ho deciso di concedermi un Amarcord, con il Franco Nero di Sergio Corbucci, e tutti i pistoleri dal grilletto facile, a caccia di taglie e vendetta, a partire dalla Trilogia del dollaro di Sergio Leone.
Una Trilogia del dollaro o dell’Uomo senza nome, (Per un pugno di dollari 1964; Per qualche dollaro in più 1965; Il buono, il brutto, il cattivo 1966), con la faccia di Clint Eastwood e le colonne sonore di Ennio Morricone, che insieme al Diango (1966) cult di Corbucci, hanno elevato il sotto-genere Spaghetti Western e ispirato l’omaggio di Tarantino, che dopo l’anteprima di ieri sera con premiazione, arriva nelle nostre sale dal 17 gennaio 2013.
Uno spaghetti western che conta centinaia di pellicole, ma dal quale emergono anche i pistoleri con la faccia di Giuliano Gemma, diretti da Giorgio Ferroni (Un dollaro d’argento 1965, Per Pochi Dollari Ancora 966, Wanted 1967), e quelli che sparano come Ringo (Una pistola per Ringo 1964 e Il ritorno di Ringo 1965) dirette da Duccio Tessari, insieme alla Trinità con la faccia di Terence Hill (Lo chiamavano Trinità 1970, Continuavano a chiamarlo Trinità 1971), il Tomas Milian di Klaus Kinsky che Prega il Morto e Ammazza il Vivo (1971), e i vari Minnesota Clay (1965, Corbucci) o Arizona Colt (1966, Lupo). Tanti film che un amante delle liste come Tarantino ha incluso in una classifica di venti titoli, dai quali faccio partire questo viaggetto a cavallo del west, perché pur con un ordine diverso, annovera tanti film che ricordo con nostalgia e amo moltissimo. Tutti dopo il salto con video, per consentirte anche a chi lo desiderata di votare i preferiti, facendo un piccolo ripasso.