Stiamo arrivando alla fine del 2010 e cominciano a fioccare le classifiche. Ci sarà anche quella di Cineblog con i migliori ed i peggiori film dell’anno e le vostre (state votando e giocando ai Cineblog Movie Awards 2010?). Oggi vi segnaliamo la scelta del regista John Waters che ha dichiarato alla rivista statunitense Art Forum:
“Domaine: il mio film dell’anno. Una quarantenne zia alcolizzata ed il suo giovane nipote gay formano una relazione strettamente perversa che si sviluppa attraverso numerose passeggiate insieme. Molte passeggiate. Così tante da rimanere senza fiato per la sublime eleganza di questo incredibile allenamento”.
Domaine – La Tenuta è diretto da Patric Chiha, nel cast c’è Béatrice Dalle, Isaïe Sultan, Alain Libolt ed è uno dei film di QueerFrame, la sezione a tematica GLBT di Atlantide Entertainment, ed è disponibile in video on demand in streaming o download sul portale QueerFrameTv.
Ahasin Wetei (Between Two Worlds) - di Vimukthi Jayasundara (Concorso)
Il tipico “film da festival”? Molto probabilmente, ma non privo di interesse e di fascino. Il secondo lungometraggio di Jayasundara, nato nello Sri Lanka nel 1977, è un film dai forti simbolismi, molto criptico e difficile, ma che riesce a mantenere comunque viva l’attenzione dello spettatore grazie alla sua realizzazione.
Movimenti di macchina dolci per una pellicola dall’ottima fotografia, che illustra in modo interessante le ambientazioni di città, campagna e montagna. Non tutto è chiaro, si diceva, e ci si potrebbe perdere tra metafore e storie nella storia, ma alcuni momenti anche abbastanza forti rendono Between Two Worlds una visione non troppo tortuosa.
Continua a leggere: Giorno 5 a Venezia 2009: Between Two Worlds - Domaine
Questa che vedete qui sopra è la sigla della terza edizione del Queer Lion, premio collaterale del Festival di Venezia che premierà il miglior film a tematica omosessuale tra quelli visti in tutte le sezioni. Due anni fa vinse The Speed of Life di Ed Radtke, con menzione speciale per Sleuth di Kenneth Branagh, mentre l’anno scorso vinse Un altro pianeta di Stefano Tummolini.
La giuria del 3. Queer Lion è composta dai Presidenti di Giuria Gustav Hofer e Luca Ragazzi, autori del meraviglioso Improvvisamente l’inverno scorso, e da Mark Smith (classe 1980, vice direttore della rivista mensile “Time Out Amsterdam” e collaboratore per “Style.com” e per “Dazed & Confused”), Peter Marcias (regista e sceneggiatore sardo, autore di numerosi spot, documentari e cortometraggi), Roberto Schinardi (giornalista, critico cinematografico e televisivo, collabora con il manifesto, Ciak, Ciak in Mostra, Torino Magazine, Pride ed il portale Gay.it).
Si segnalano anche quattro film di interesse queer anche nella retrospettiva Questi fantasmi 2: cinema italiano ritrovato: La nave delle donne maledette di Raffaello Matarazzo, nella versione francese non censurata e con accenni di scene lesbiche per l’epoca abbastanza espliciti; Morte di un amico di Franco Rossi, con Pasolini collaboratore in fase di sceneggiatura; Nudi per vivere di Elio Montesti (ovvero lo pseudonimo di Elio Petri, Giuliano Montaldo, Giulio Questi), in una Parigi by night dove non mancano i locali omosessuali; Il tramontana di Adriano Barbano, ambientato in un collegio maschile, tra cameratismo e qualche sguardo di troppo da parte dei frati.
Sono 14 i film ufficialmente in gara, ma la giuria potrà prendere in considerazione anche altre pellicole di tutte le sezioni (ad esempio: è strano non vedere il film di Yonfan, sempre vicino alle tematiche LGBT). Per leggere l’elenco, cliccate su continua.
Continua a leggere: Venezia 66 - Queer Lion: i film candidati della terza edizione

E’ un programma bellissimo e stimolante quello della 24. Settimana Internazionale della Critica, sezione collaterale della Mostra del Cinema di Venezia numero 66, che si terrà dal 2 al 12 settembre. Non a caso la sezione, solo nelle ultime due edizioni, ha scoperto gioielli come La ragazza del lago, Sell Out! o Pranzo di ferragosto, e quest’anno promette ancora di sdoganare film piccoli ma che colpiscono bene il loro bersaglio.
Un programma composto da 10 film, di cui 7 in concorso, tutti da conoscere. Apre, fuori concorso, il film d’animazione svedese Metropia, fiore all’occhiello della sezione che ci narra di un futuro prossimo in cui la crisi energetica mondiale ha indotto a creare una gigantesca rete metropolitana europea. Attesissimo evento speciale, in collaborazione con l’altra sezione collaterale del festival, ovvero le Giornate degli Autori, è Videocracy, documentario svedese (ma il regista è italiano di nascita) sulla televisione nostrana.
E poi ancora un esordio italiano, due film che fanno il punto sulla cinematografia iraniana (tra cui il film di chiusura, Chaleh), un film coreano di più di 3 ore che mescola assieme Le notti bianche e I dolori del giovane Werther, un altro film svedese (già acquistato dalla Lucky Red), e altro ancora.
Il programma completo lo trovate subito dopo il salto.
Continua a leggere: Venezia 66: ecco la 24. Settimana della Critica