Arriverà nelle sale italiane il 9 settembre, dopo la presentazione in Concorso al Festival di Venezia fra tre settimane. L’ultimo terrestre, scritto (ispirandosi al romanzo a fumetti Nessuno mi farà del male di Giacomo Monti) e diretto da Gian Alfonso Pacinotti - fumettista di fama internazionale meglio noto come Gipi - al proprio esordio alla regia. Prodotto e distribuito dalla Fandango di Domenico Procacci, il film ci regala oggi la locandina ed alcune foto ufficiali. Se non lo avete ancora visto, qui trovate il trailer.
Seguiteci dopo il continua, troverete la sinossi ufficiale ed una clip video che durante il week-end ha creato qualche scompiglio in rete. Si tratta di un servizio del TG3 in cui la giornalista Maria Cuffaro annuncia l’imminente arrivo degli alieni in Italia. Ovviamente il filmato non è mai stato trasmesso sulla terza rete nazionale, ma è tratto dal film di Pacinotti ed è stato diffuso nelll’ambito della campagna di viral-marketing che la Fandango ha iniziato un mese fa sul sito www.esseridiluce.it. Il video di un alieno che si aggirava per i boschi della Toscana ha avuto circa 10.000 visualizzazioni e l’analisi del video che ne è scaturita successivamente ha registrato più di 15.000 click. Gli esperti ufologi che hanno curato il sito sono in realtà i personaggi del film, Walter Rasini e Joseph Palla. Il sito ufficiale del film è on line da ieri: www.ultimoterrestre.it.
Venezia 2011 - locandina e foto di L’Ultimo Terrestre di Gian Alfonso ‘Gipi’ Pacinotti

Dopo aver incassato ben 15.864.000 euro, Antonio Albanese tornerà a vestire i panni di Cetto LaQualunque per il più scontato dei sequel, Qualunquemente 2. Vinto il Premio Riccione 2011, in occasione delle Giornate del Cinema, Domenico Procacci, patron della Fandango, ha infatti annunciato:
“Continuiamo a lavorare con Giulio e Antonio sul capire se e come le avventure di Cetto possano andare avanti”. “Stiamo ragionando con Albanese, il regista e Rai Cinema di dare un seguito alle avventure di Cetto LaQualunque”.
Luigi Lonigro, in rappresentanza dei due brand, ha infine affermato: “Aspettiamo Cetto 2!”. Qui da noi recensito, Qualunquemente ci regalerà un sequel. Non è ancora ufficiale, ma praticamente quasi certo.

Sbollita la delusione Cannes, che l’ha accolto con un mare di applausi per poi lasciarlo a bocca asciutta, This Must Be The Place di Paolo Sorrentino punterà ora agli Oscar. A parlarne apertamente al Corriere della Sera, per la prima volta, Giampaolo Letta, AD di Medusa che ha coprodotto la pellicola. Queste le sue parole:
“La delusione è forte ed è inutile negarla, ma siamo consapevoli di aver fatto un grande film, che ha avuto dieci minuti di applausi e tante recensioni positive che hanno sottolineato il talento libero e originale di Paolo. Purtroppo in una competizione entrano in gioco diversi fattori”. “Ci batteremo per la candidatura italiana agli Oscar”.
Anche Domenico Procacci della Fandango, coproduttore di Habemus Papam, è dispiaciuto del mancato premio del film di Moretti, ma senza arrivare a farne una tragedia. “Ai festival l’atteggiamento giusto è concentrarsi su ciò che è succede, come viene recepito un film, se viene preso in distribuzione all’estero, e noi l’abbiamo venduto a più di 36 Paesi, dall’Australia a Taiwan. Il verdetto della giuria è frutto di dinamiche difficili da poter indovinare, se alla fine cambi uno o due componenti della giuria cambiano tutti i premi“.
Da noi già recensito, This Must Be The Place, lo ricordiamo, approderà nei cinema italiani a novembre. Per ora non ci resta che attendere, e incrociare le dita.
Dovrebbe arrivare nei cinema entro la fine dell’anno Barney’s Version, adattamento per lo schermo diretto da Richard J. Lewis dell’omonimo romanzo di Mordecai Richler. Lo script è opera di Michael Konyves ed il ruolo del protagonista, Barney Panofsky, ebreo canadese irascibile, impulsivo e sfacciato, che a settant’anni scrive la propria versione dei fatti sulla morte del caro amico Boogie, è affidato a Paul Giamatti. Nel cast anche Dustin Hoffman, nel ruolo di un poliziotto in pensione, padre del protagonista; Scott Speedman in quello del defunto amico; Rosamund Pike, Minnie Driver e Rachelle Lefevre nella parte delle tre mogli di Barney. (Le Twilighters probabilmente ricorderanno che questo è il film “della discordia” che ha portato al licenziamento della Lefevre ed a tutta la bagarre mediatica che ne è seguita).
Girato in parte a Roma (abbiamo visto qualche foto rubata sul set), il film è una produzione Italo-Canadese, prodotto da Robert Lantos per Serendipity Point Films e da Domenico Procacci per Fandango.

Dopo il suo attacco al mondo dei fast food con Super Size Me, Morgan Spurlock è diventato una sorta di anti-star del mondo del documentario made in usa.
Il suo progetto più recente è un documentario di inchiesta in cui lo stesso Spurlock, con il suo modo di fare irriverente, si lancia alla ricerca niente meno del nascondiglio segreto in cui è nascosto lo sceicco del terrore Osama Bin Laden.
In Italia abbiamo dovuto aspettare a lungo per Che fine ha fatto Osama Bin Laden (forse anche un po’ troppo per dovere di attualità) ma finalmente la Fandango di Domenico Procacci riesce a farcelo vedere. Ecco in anteprima la locandina (integrale dopo il continua)
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Ferzan Ozpetek e il cast di Mine Vaganti al gran completo hanno presentato alla stampa milanese il film che sarà nei cinema a partire da venerdì 12 marzo.
Insieme Riccardo Scamarcio, Nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi, Ennio Fantastichini, c’erano lo sceneggiatore Ivan Controneo, il produttore Domenico Procacci e l’autrice del brano Cinquantamila inserito nella colonna sonora Nina Zilli.
Ecco tutte le foto!

A dieci anni di distanza da L’ultimo Bacio, il prossimo 29 gennaio 2010 debutterà nelle sale Baciami Ancora, nuovamente scritto e diretto da Gabriele Muccino ed interpretato dal medesimo cast di attori (con l’eccezione di Giovanna Mezzogiorno, sostituita da Vittoria Puccini).
Baciami ancora vede di nuovo insieme Stefano Accorsi, Claudio Santamaria (Paolo), Pierfrancesco Favino (Marco), Marco Cocci (Alberto), Giorgio Pasotti (Adriano), Sabrina Impacciatore (Livia), Daniela Piazza (Veronica). Nel cast anche alcune new entry: Valeria Bruni Tedeschi, Adriano Giannini e Primo Reggiani. Produce Domenico Procacci per Fandango.
Cliccate su continua per vedere il teaser trailer della pellicola e poi, mi raccomando, fermatevi un momento per dirci cosa ne pensate…
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L’abbiamo visto a Venezia 66, e abbiamo seguito lo sviluppo della sua storia, sin da quando è stato presentato al Lido come film d’apertura di Orizzonti (apertura che era stata offerta al Diritti de L’uomo che verrà, che ha poi preferito l’anteprima romana). Andiamo quindi con ordine. Francesca è l’opera prima del produttore romeno Bobby Paunescu, e racconta la storia di una ragazza che vuole emigrare dalla Romania per arrivare in Italia, per aprire poi un asilo per i figli degli immigrati.
Il film contiene due insulti verso due personalità della politica di destra del nostro paese, ovvero Alessandra Mussolini e Flavio Tosi, sindaco di Verona. Nella scena Francesca ha appena dichiarato al padre la sua volontà di emigrare, e il padre mette in allerta la ragazza dei pericoli: possibile che non capisca che l’Italia non è certo il paese che vede di buon occhio i romeni, nonostante esempi come quella “troia che vuole ammazzare tutti i romeni” o il “sindaco di Verona di merda”?
Alle anteprime stampa in Sala Perla e Sala Darsena, applausi a scena aperta durante gli insulti. I due politici (non presenti a Venezia) vengono a sapere della pellicola e della natura degli insulti. La Mussolini si muove e diffida la Fandango di Domenico Procacci, che avrebbe voluto far uscire Francesca già ad ottobre. Il Circuito Cinema Comunali sospende la distribuzione del film, che però ora uscirà in sala il 20 novembre con un doppiaggio decisamente fedele alla versione originale, anche negli insulti.
Saranno Baarìa di Giuseppe Tornatore, Fortapasc di Marco Risi, Il grande sogno di Michele Placido, Vincere di Marco Bellocchio e (forse la sorpresa maggiore) Si può fare di Giulio Manfredonia i cinque film italiani in lizza per una nomination alla cerimonia degli ottantaduesimi Oscar, che si svolgerà a Los Angeles il prossimo 7 marzo. Saranno quattordici i giurati italiani che selezioneranno il prescelto tra questi titoli che dovrà poi essere valuto dai membri dell’Academy, passo successivo per arrivare poi alla cinquina che si contenderà la sognata statuetta.
Sapremo entro il 1° di ottobre il risultato della consulta che vedrà insieme i registi Lina Wertmuller e Paolo Sorrentino, i portavoce della critica cinematografica Alberto Barbera, Fulvia Caprara e Piera Detassis. I produttori saranno invece rappresentati da Pio Angeletti, Aurelio De Laurentiis, Valerio De Paolis, Nicola Giuliano, Fulvio Lucisano, Andrea Occhipinti, Domenico Procacci e Riccardo Tozzi. Completa il gruppo il direttore generale per il Cinema, Gaetano Blandini.
Personalmente punterei sul film di Bellocchio, che è anche quello ad aver ricevuto la migliore accoglienza dal pubblico anche internazionale. Ma sappiamo che gli Oscar non sono un festival…voi che ne pensate?
Matt Damon ed il regista Steven Soderbergh hanno presentato oggi alla Mostra Internazionele d’Arte Cinematografica di Venezia The Informant!
Anche il Presidente Hugo Chavez è sbarcato al Lido ed ha sfilato sul red carpet al fianco di Oliver Stone, prima della proiezione ufficiale di South of the Border. Il leader politico venezuelano si è divertito a scherzare con i fotografi ed a firmare autografi al pubblico assiepato ai bordi della passerella.
Catturati dal nostro obiettivo anche Sergio Castellitto con la moglie Margaret Mazzantini, Jane Birkin e Jaques Rivette, regista di 36 vues du Pic Saint Loup (Questione di Punti di Vista); Margherita Buy con Francesca Comencini e Domenico Procacci. Tilda Swinton è ancora presente in Laguna, in compagnia di Luca Guadagnino; nel pomeriggio entrambi hanno assistito alla proiezione del documentario-intervista-incontro di Stone. Cliccate su continua per vedere le immagini e tornate domani sera per le foto di George Clooney!
Venezia 66 - ecco Matt Damon, Steven Soderbergh e il ciclone Hugo Chavez
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