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Tutti gli articoli con tag Duel

Richard Matheson: quando i suoi romanzi diventano film

pubblicato da Carla Cigognini

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Richard Matheson (classe 1926) è un ottimo scrittore che ha realizzato bellissime storie. Molto spesso i suoi romanzi e racconti sono stati usati per essere trasformati in film con un successo altalenante. Da oggi vi parleremo di lui e delle trasposizioni cinematografiche. Ecco alcuni titoli tratti dalle sue opere:

- Radiazioni BX: distruzione uomo (The Incredible Shrinking Man, 1957) - dal romanzo Tre millimetri al giorno
- L’ultimo uomo della Terra (The Last Man on Earth, 1962) - da Io sono leggenda;
- Angeli nell’inferno (The Young Warriors, 1967) - da I ragazzi della morte
- L’uomo dalle due ombre (De la part des copains, 1970) - da Cavalca l’incubo
- 1975 occhi bianchi sul pianeta Terra (The Omega Man, 1971) - da Io sono leggenda
- Dopo la vita (The Legend of Hell House, 1973) - da La casa d’inferno
- Duel (Duel, 1973) - dal racconto Duel
- Trilogia del terrore (Trilogy of Terror, 1975) - da La Preda
- Ovunque nel tempo (Somewhere in Time, 1980) - da Appuntamento nel tempo
- Nient’altro che guai (Nothing But Trouble, 1991) - liberamente tratto da I figli di Noè
- Al di là dei sogni (What Dreams May Come, 1998) dal romanzo omonimo
- Echi mortali (Stir of Echoes, 1999) - da Io sono Helen Driscoll
- Io sono leggenda (I Am Legend, 2007) - da Io sono leggenda
- The Box (The Box, 2009) - dal racconto Button, Button

L’ultimo film è Real Steel (2011), in lavorazione, diretto da Shawn Levy e tratto da un suo racconto. Nel 2010 un racconto di Matheson è stato anche alla base di una puntata de I Griffin, The Splendid Source (episodio 19 stagione 6).

Insomma, Matheson è un po’ come Stephen King, pieno di idee e saccheggiato per dare vita a centinaia di film. Forse avete già letto la nostra recensione di The Box; nei prossimi giorni vi parleremo di qualcuno dei film sopra citati.

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La realtà vi ricorda mai un film?

pubblicato da Carla Cigognini

La realtà vi ricorda mai un film?

Quando guido e vedo dietro di me un tir penso inevitabilmente all’angosciante film Duel (1971) di Steven Spielberg. Non vi succede mai di vivere la vostra vita, di vedere qualcosa e di collegarlo ad una pellicola? Che so? Un pagliaccio lo associate a It, un cimitero a Cimitero Vivente… continuate voi!

(Toh guarda, ho citato 3 due film da Stephen King…)

La realtà vi ricorda mai un film?
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Film on the road: la top ten

pubblicato da Carla Cigognini

Film on the road: la top ten

Sulla strada: è uno dei luoghi più cari al cinema dove sceneggiatori e registi hanno ambientato e girato pellicole rimaste nel cuore degli spettatori e che passano dalla commedia al thriller. Cineblog ne sceglie 10: a voi il compito di segnalarci altri titoli.

- Il sorpasso (di Dino Risi - 1962)
- Easy Rider (di Dennis Hopper - 1969)
- Duel (di Steven Spielberg - 1971)
- The Hitcher (di Robert Harmon - 1986)
- Thelma e Louise (di Ridley Scott - 1991)
- Un mondo perfetto (di Clint Eastwood - 1993)
- Priscilla la regina del deserto (di Stephan Elliott - 1994)
- Una storia vera (di David Lynch - 1999)
- Radio Killer (di John Dahl - 2001)
- Little Miss Sunshine (di Jonathan Dayton - 2006)

Film on the road: la top ten
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La Top 10 dei camionisti al cinema

pubblicato da Cleaned

1. Lincoln Hawk (Sylvester Stallone) guida come Rambo e si allena come Rocky (nella cabina del TIR!) per vincere un torneo di braccio di ferro in Over The Top.

2. Anatra di Gomma. Nel film Convoy Kris Kristofferson interpreta un “truck driver” duro come un cofano. Anche se il soprannome non gli rende affatto giustizia.

3. Il conducente senza nome di Duel, invisibile quanto bastardo, protagonista muto del primo cult di Steven Spielberg che rende un TIR più minaccioso di uno squalo.

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Io sono leggenda - dal romanzo al film

pubblicato da andrea

Io sono leggenda“, il recente film di successo, diretto da Francis Lawrence, rappresenta un’ottima occasione per riflettere il rapporto fecondo, ma al tempo spesso controverso, fra cinema e letteratura. Il romanzo omonimo da cui il film è tratto (uscito in una prima edizione italiana con il titolo molto meno seducente de “I Vampiri”), è stato scritto nel 1954 da quello che Ray Bradbury, l’autore di “Cronache Marziane” ha definito, a ragione, uno dei migliori scrittori del nostro secolo: Richard Matheson.

Matheson non è certo nuovo a frequentazioni cinematografiche. Oltre ad aver scritto episodi per serie come “Star Trek” e “Alfred Hitchcock Presenta”, è stato uno dei maggiori autori della serie “Ai confini della realtà”, che rivoluzionò l’immaginario di più di una generazione. Per il cinema scrisse due sceneggiature tratte da suoi romanzi (”Radiazioni BX distruzione uomo” da “Tre millimetri al giorno” e da “Io sono leggenda”, per “L’ultimo uomo della terra”), oltre a vari lavori per Roger Corman. Fra le sue innumerevoli produzioni i più lo ricorderanno soprattutto per aver fornito a Spielberg il soggetto per il film televisivo “Duel”.

Io sono leggenda si basa su uno dei meccanismi classici della letteratura di genere: quello del ribaltamento. Se il vampiro è una figura terribile e romantica, predatore solitario in un mondo di uomini, e da questi perseguitato, perché non invertire i termini di questa formula e trasformare la terra in un mondo luogo ormai ostile dove la quasi totalità della popolazione è stata trasformata in mostri dediti al cannibalismo e dove, solitario, sopravvive un ultimo uomo (Robert Neville), dedito alla ricerca di un vaccino che possa sconfiggere questo terribile virus? In realtà, questo semplice ragionamento, che avrebbe potuto dar frutto a niente più che a un innocuo divertissmant, viene ulteriormente approfondito da Matheson nella seconda parte del romanzo dove i vampiri, superata l’iniziale fase di abbrutimento, si riorganizzano in una società la quale, inevitabilmente, Neville è visto come il nuovo orrore: la leggenda del titolo appunto.

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