Interessante scambio di opinioni fra Lietta Tornabuoni e Marco Giusti sulle pagine del quotidiano torinese La Stampa. La prima, pubblicava ieri un articolo dal titolo Il brutto sdoganato resta brutto in cui stroncava, sparando a zero, i B-movies italiani deli anni settanta e ottanta; incolpando Alvaro Vitali, Edwige Fenech, Bombolo, Lino Banfi, soldatesse, professoresse e dottoresse varie, di essere responsabili di tutti i mali della odierna società nel nostro Paese. Il secondo, risponde oggi firmando un pezzo (Ma la Fenech non ha inventato il berlusconismo) in difesa di quel genere cinematografico che seppur non “alto” ha generato un vero e proprio culto, e viene ancora oggi celebrato da spettatori ed autori, e non solo entro i confini italiani. Di certo non si può mettere sotto processo il cinema trash di trent’anni fa, per gli scandali di Palazzo Grazioli, di Papi e di Patrizia D’addario.
Mettere in parallelo le pellicole di Franco Franchi & Ciccio Ingrassia con i cinepanettoni (e cinecocomeri vari) targati Massimo Boldi & Christian De Sica, a chi scrive sembra un insulto alla memoria di due grandi attori del nostro cinema. Di questo passo si arriverà a paragonare Totò e Peppino ai Fichi d’India. Apriamo dunque il dibattito e chiediamo a voi di leggere i due articoli linkati e tornare poi a dirci cosa ne pensate. Sostenete la tesi della Tornabuoni o state dalla parte di Giusti? Scrivetelo nei commenti!

Le partecipanti al gioco sfida saranno: Edwige Fenech, Lilli Carati, Gloria Guida, Paola Senatore, Annamaria Rizzoli, Barbara Bouchet, Michela Miti, Nadia Cassini, Carmen Russo, Laura Antonelli, Laura Gemser, Janet Agren, Agostina Belli, Silvia Dionisio, Lory Del Santo, Dagmar Lassander.
Nella pagina seguente una lista delle attrici che hanno fatto la storia della commedia sexy specie tra la fine dei 70 e l’inizio degli anni 80. Per poter votare clicca su gioca!
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Edwige Fenech dopo essere stata “semplicemente” l’eroina della commedia sexy è diventata l’attrice simbolo di un’epoca. Più ci si allontana dal cinema della fine degli anni 70 e più ci si rende conto che quella stagione inimitabile sta assumendo i connotati di una forma d’arte che va al di là della semplice commedia di costume (a volte anche senza, perdonatemi la facile battuta).
La commedia anni 70 era non solo il semplice uso della macchina cinema per ottenere facili profitti era anche l’ultimo stadio di un modo di produrre il cinema, almeno in Italia. Non sarà un caso che la nostra Edwige, sia ora proprio una produttrice. Personaggi, situazioni ed alcune stilizzazioni facevano assomigliare questo tipo di cinema ad un fumetto, facendo assumere una forma più colorata, ammiccante e divertita alla satira di costume.
Edwige Fenech (vero nome: Edwige Sfenek) è nata il 24 Dicembre 1948, a Bône (ora Annaba) in Algeria. Inizia a muovere i primi passi come foto modella e a partecipare a vari concorsi di bellezza (tra i quali uno al Festival di Cannes). Da questa carriera a quella cinematografica il passo, come spesso accade, è breve, specie alla fine degli anni sessanta.
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In Hostel 2 Tarantino ha voluto Edwige Fenech per un cameo. Lo facciamo anche noi un omaggio ad Edwige Fenech? Si dai si dai.
Ai lettori più giovani probabilmete la Fenech non farà né caldo né freddo ma negli anni ‘70 e ‘80 solleticava le fantasie degli spettatori con film di grande spessore culturale come La poliziotta della squadra del Buon Costume o L’insegnante va in collegio o il mitico Giovannona Coscialunga disonorata con onore. Tutti film cult, ora, (Tarantino docet), ai tempi (anche adesso?) disprezzati dalla critica e trattati con (dovuta) sufficienza e anche meno.
Oggi non parleremo di Giovannona ma di uno dei thriller cult (a mio parere) della carriera di Edwige: Lo strano vizio della signora Wardh di Sergio Martino, film con sfumatore sadomasochistiche. Non un capolavoro certo, ma un genere che ora si respira decisamente poco nel cinema italiano.
Grazie a Wikipedia ho scoperto anche che…
“Una delle tracce del film, Dies Irae 2 - orchestrata da Nora Orlandi - è stata utilizzata in Kill Bill vol. 2 di Quentin Tarantino. La canzone può essere ascoltata durante la seconda parte del capitolo sei e la prima parte del capitolo sette, esattamente nella scena in cui Budd parla con suo fratello e quella in cui questi si reca al lavoro allo strip-bar. Poco dopo, quando Budd ritorna al suo capannone nel deserto, si sente di nuovo l’estratto da Lo strano vizio della signora Wardh: questa volta però, esso viene modificato da Robert Rodriguez”
Su continua trovate il trailer. Fatevi un’idea.
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