The Loss of a Teardrop Diamond è l’ultimo copione scritto dal leggendario Tennessee Williams, creduto perduto e poi ritrovato. La sceneggiatura avrebbe dovuto dare vita alla terza collaborazione fra Williams ed il regista Elia Kazan, dopo Un Tram Chiamato Desiderio e Baby Doll, ma per qualche ragione è finita in un cassetto e rimasta dimenticata per troppi anni. Il film che ne è stato tratto vede Jodie Markell in cabina di regia ed un cast di tutto rispetto a portare in vita sullo schermo i personaggi nati dalla penna del grande drammaturgo.
Bryce Dallas Howard, figlia di Ron Howard recentemente entrata a far parte del cast della saga di Twilight, veste i panni di Fisher Willow, una ricca ereditiera ribelle nella Memphis degli anni ‘20. Per far dispetto al proprio avido padre, la ragazza convince Jimmy Dobyne (Chris Evans), un affascinante quanto spiantato ragazzo del posto, a farle da accompagnatore ad un’elegante serata mondana a cui si vede costretta a partecipare. Le cose cominciano ad andare storte quando un preziosissimo orecchino di diamanti viene perduto ed il giovane Jimmy viene accusato di averlo rubato. Nel cast ci sono anche Ann-Margret ed Ellen Burstyn.
Dopo il saltino vi aspettano due trailer del melodramma e la prima locandina. Che ne dite?
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Karl Malden, una carriera cinematografica lunga sette decadi, si è spento serenamente ieri sera nella sua abitazione di Brentwood - Hollywood, alla invidiabile età di 97 anni. Ciao Karl, Cineblog ti abbraccia!
L’attore vinse l’Oscar come miglior interprete non protagonista per Un tram chiamato desiderio di Elia Kazan, nel 1952. Tornò successivamente a lavorare al fianco di Marlon Brando in Fronte del Porto (che fruttò a Malden una seconda nomination all’Oscar) e in I due volti della vendetta.
Per il pubblico del piccolo schermo Malden era famoso soprattutto per il suo ruolo nella serie televisiva degli anni ‘70 Le strade di San Francisco, che lo vedeva protagonista accanto ad un giovanissimo Michael Douglas. Per il personaggio del tenente Mike Stone ottenne una nomination agli Emmy Award, premio che si aggiudicò nel 1985 per la sua interpretazione di Fatal Vision.
La valle dell’Eden (East of Eden, USA, 1955). Regia di Elia Kazan. Con Raymond Massey, Burl Ives, James Dean, Julie Harris, Jo Van Fleet, Richard Davalos. Drammatico, 115′
Oggi Venerdì 18 Gennaio, Rete4 ore 16:00
Siamo a Salinas Valley, un centro agricolo della California settentrionale, nel 1917: in una terra dai grandi contrasti durante un’epoca in cui la vita era dura e difficile si svolge la tormentata saga della famiglia Trask. Il padre, Adam (Raymond Massey), è incapace di gestire il rapporto fra i due figli, Aaron e Cal, causando l’odio tra i ragazzi.
Cal (James Dean), ritenendosi non amato dal padre, si ribella ad esso e si mette in competizione col fratello. Il giovane scopre inoltre che la madre (Jo Van Fleet), ritenuta morta da tempo, ha in realtà abbandonato il marito e ora gestisce un bordello a Monterey. I rovesci economici, lo scoppio della guerra e i tormenti personali porteranno alla rovina la famiglia…
Fango sulle stelle (Wild river) di Elia Kazan con Montgomery Clift, Lee Remick, Jo Van Fleet.
Stanotte alle 2:55 su Rete4
Grande classico stanotte su rete 4: vi consiglio, se non avete voglia di far nottata, di registrarlo.
Siamo nell’America degli anni ’30 quella del new deal di Rooselvet. Tra le azioni di riforma del Presidente statunitense c’è anche la costituzione della T.v.a. (Tennessee Valley Authority), che sta costruendo una diga per porre fine alle continue inondazioni del Tennessee, il “fiume selvaggio” del titolo. Naturalmente il progresso ha i suoi costi, e il più alto è quello pagato dai proprietari terrieri che devono lasciare le loro case che saranno inondate a diga ultimata.
Chuck Glover, interpretato da Montgomery Clift, è un funzionario della TVA mandato per convincere un’anziana signora a lasciare la propria isola. Questo non è l’unico ostacolo che Chuck deve affrontare: per ultimare i lavori ha bisogno di manodopera. L’uomo recluta così anche i neri della zona ed intende pagarli quanto gli operai bianchi: inaccettabile per quella America sulle rive del Tennessee, del sud arretrato e razzista.
Lo sfondo sociale di questo poco noto film di Elia Kazan è evidente e con esso il razzismo, il progresso in contrasto con le ragioni della terra e del cuore, la dignità delle persone. Ciò che colpisce nel film è, comunque, la costruzione dei personaggi, il loro progressivo mutare e soprattutto le interpretazioni degli attori.
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E Johnny prese il fucile. Regia: Dalton Trumbo Con: Timothy Bottoms, Kathy Fields, Donald Sutherland, Diane Varsi, Jason Robards
USA 1971, 111′ col. Dram.
Sinossi: Mandato sul fronte francese, un giovane soldato americano viene colpito, nel corso dell’ultimo giorno di guerra da un obice, che lo trasforma in un tronco umano, senza né occhi né bocca. Trasportato in ospedale, riuscirà però a sopravvivere…
Dalton Trumbo, il regista di questo film, ha avuto vita difficile ad Hollywood. Presunto comunista fu esiliato, in seguito al suo rifiuto di testimoniare davanti alla commisione per le attività antiamericane (commissione alla quale Elia Kazan, un regista sopravvalutato, collaborò entusiasticamente), dall’industria cinematografica conseguentemente al processo di epurazione avviato dal senatore McCarthy e che prese il nome di caccia alle streghe. Pur con le mille difficoltà l’allora sceneggiatore riuscì a collaborare, sotto falso nome, ad altre pellicole anche negli anni successivi, come per esempioa Spartacus di Stanley Kubrick, in seguito al successo del quale potè reinserirsi nel sistema hollywoodiano.
Quando, a più di sessant’anni, esordì come regista con questo film (tratto dall’omonimo libro del regista, pubblicato nel 1939), offrì al cinema una delle più potenti pellicole antimilitariste mai prodotte, nonchè un valido contributo alla libertà di scelta contro l’accanimento terapeutico. Il film, purtroppo non di facile reperibilità, e rintracciabile raramente e solo a tarda notte sulle reti televisive nazionali (una fascia oraria che però contribuisce al fascino della visione) è difficile, per i fortunati che lo hanno visto, da dimenticare.
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