Il cinema italiano degli ultimi anni ci ha abituato a racconti adolescenziali scritti con le frasi raccolte sulle carte dei cioccolatini. Da Moccia a Muccino il mondo degli under18 sembra essere una bolla di sapone profumata in cui entrano solo cellulari, abiti firmati e tutto il resto è vuoto assoluto. Per fortuna in mezzo a tutte le commedie con titolo da canzonetta (da La notte prima degli esami è nato un vero sottogenere) ogni tanto emerge un piccolo gioiellini, un fiore raro in mezzo a tanta erbaccia, che purtroppo non sempre riesce a sollevarsi quel tanto per ottenere gli sguardi che meriterebbe.
Bruno Beltrame è uno che ha la scrittura nel sangue, ma che da un pezzo ha deciso di vivere una vita disillusa. Abbandonato il sogno di diventare uno scrittore, lasciato anche il mondo dell’insegnamento, per campare scrive su commissione libri che altri firmeranno al suo posto come le auto/biografie di personaggi di successo. Bruno è un pesce fuor d’acqua, un uomo grigio con un forte accento veneto in una Roma popolare dove la cadenza e lo slang sono molto connotati. Mentre sta lavorando alla biografia di Tina, una famosa ex-pornostar diventata produttrice di film hard, scopre che uno fra i più svogliati dei ragazzi a cui da ripetizioni è in realtà suo figlio. Frutto di una notte di passione risalente a oltre quindici anni prima, Luca (chiamato dagli amici Scialla) è un ragazzo con poca voglia di studiare, ma vitale e irriverente. Dovendo partire per alcuni mesi, la madre si è decisa a chiedere aiuto a Bruno, che però non deve rivelare al ragazzo di essere suo padre.
Il rapporto tra Luca e Bruno subisce una serie di evoluzioni, prima lente poi sempre più repentine, con la loro convivenza forzata. Luca trova la passione per lo studio e Bruno inizia a comprendere il significato di responsabilità nei confronti di un’altra persona. Non sarà facile accettare l’altro sotto una luce nuova, ma prima o poi questo passo andrà fatto…
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E’ un Fabrizio Bentivoglio decisamente diverso da quello che siamo abituati a vedere il protagonista di Scialla!, commedia vincitrice della sezione Controcampo Italiano alla 68a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia lo scorso settembre. Opera prima di Francesco Bruni, sceneggiatore storico di Paolo Virzì, il film è stato accolto da applausi scroscianti ed unanime apprezzamento tanto da parte degli addetti ai lavori, quanto da parte del pubblico. Accanto a Bentivoglio, l’esordiente Filippo Scicchitano, Barbora Bobulova, Vinicio Marchioni e Giuseppe Guarino. Scialla! di cui oggi guardiamo insieme il trailer e la gallery fotografica (qui, invece, le foto fatte a Venezia), sarà sugli schermi dal 18 novembre.
Bruno Beltrame ha tirato i remi in barca, e da un bel po’. Del suo antico talento di scrittore è rimasto quel poco che gli basta per scrivere su commissione “i libri degli altri”, le biografie di calciatori e personaggi della televisione (attualmente sta scrivendo quella di Tina, famosa pornostar slovacca divenuta produttrice di film hard); la sua passione per l’insegnamento ha lasciato il posto ad uno svogliato tran-tran di ripetizioni a domicilio a studenti altrettanto svogliati, fra i quali spicca il quindicenne Luca, ignorante come gli altri, ma vitale ed irriverente. Un bel giorno la madre del ragazzo si fa viva, come un fantasma dal passato, con una rivelazione che butta all’aria la vita di Bruno: Luca è suo figlio, un figlio di cui ignorava l’esistenza… Non solo: la donna è in procinto di partire per un lavoro di sei mesi da cooperante in Africa, e il ragazzo non può e non vuole certo seguirla laggiù. La donna chiede a Bruno di ospitare a casa sua il ragazzo, e di prendersi cura di lui, ma senza rivelargli la sua vera identità. Inizia così una convivenza improbabile fra l’apatico ex-professore e l’inquieto adolescente, sei mesi durante i quali Luca si troverà a confrontarsi con una figura maschile adulta e Bruno, suo malgrado, non potrà fare a meno di prendersi cura di quel figlio segreto, che oltretutto sembra destinato ad infilarsi in un grosso guaio…
Scialla! - Trailer, locandina e foto del film vincitore a Venezia 2011 di Controcampo italiano
Una sconfinata giovinezza (Italia 2010, drammatico) di Pupi Avati con Fabrizio Bentivoglio, Francesca Neri, Serena Grandi, Gianni Cavina, Lino Capolicchio, Manuela Morabito, Erika Blanc, Osvaldo Ruggieri, Vincenzo Crocitti, Brian Fenzi, Marcello Caroli, Riccardo Lucchese, Lucia Gruppioni.
Lino Settembre è un giornalista sportivo amato dai colleghi e apprezzato dal pubblico. La sua vita con la moglie Chicca prosegue serena, nonostante la famiglia di lei non lo abbia mai visto di buon occhio e continui a rimarcare la mancanza di figli nonostante un’età non più giovane. Alcuni segnali, come la perdita della memoria o l’utilizzo di un vocabolario forbito, sono i primi sintomi di un terribile male che si sta per abbattere sulla loro vita. I primi problemi vengono vissuti da Chicca e Lino con il sorriso sulle labbra, ma progressivamente dovranno fare i conti con una malattia che non da tregua, l’alzheimer.
Dopo oltre quaranta film in carriera, Pupi Avati affronta per la prima volta una storia d’amore attraverso la forma classica del melodramma. Lino e Chicca, nonostante siano sposati da tanti anni, rappresentano una forma di amore impossibile che è destinato a trasformarsi in una tragedia. Il percorso però che porterà a una fine inevitabile, per lo meno terrena, di questo rapporto è costituito da alcuni passaggi necessari, scanditi dalla progressione inesorabile della malattia. Il tema della malattia è sempre un argomento difficile da affrontare al cinema, soprattutto quando viene raccontato in forma così diretta e immediata. Il dolore viene necessariamente esibito in modo estremamente diretto al limite di sublimarlo in un crescendo drammatico che rischia facilmente di avere un sapore ricattatorio nei confronti del pubblico.
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Debutterà sugli schermi cinematografici della Penisola dopodomani, venerdì 8 ottobre, il nuovo lavoro di Pupi Avati, presentato ieri alla stampa milanese (qui le foto ed il nostro resoconto). Una Sconfinata Giovinezza, al centro di numerose polemiche estive, causate dalla mancata selezione del film per la sezione competitiva dello scorso Festival di Venezia, vede protagonisti Fabrizio Bentivoglio e Francesca Neri, accanto a Serena Grandi, Gianni Cavina e Lino Capolicchio.
Qui trovate il trailer del film, mentre per vedere tutte le foto basta che clicchiate su continua.
Lino Settembre e sua moglie Chicca conducono una vita coniugale serena e senza serie difficoltà. Sono entrambi soddisfatti delle loro professioni, lui prima firma alla redazione sportiva del Messaggero e lei docente di Filologia Medievale alla Gregoriana. L’unico vero dispiacere che ha accompagnato i venticinque anni di matrimonio è la mancanza di figli. Una mancanza che non ha compromesso la loro unione ma l’ha al contrario rinsaldata. L’oggi però, in modo totalmente inatteso, presenta loro una grossa preoccupazione: Lino da qualche tempo accusa problemi di memoria che mano a mano si accentuano andando a compromettere in modo sempre più evidente il quotidiano svolgersi delle sue attività sia nell’ambito professionale che familiare. Dapprima sia lui che Chicca decidono di riderci sopra ma il disturbo si manifesta sempre più fino a rendere necessari attenti e approfonditi esami.
A 72 anni Pupi Avati si scopre un regista capace di raccontare una storia d’amore, un racconto di un rapporto reso impossibile da una terribile malattia come l’alzheimer. Dopo oltre quaranta lungometraggi infatti per la prima volta è proprio l’amore incondizionato a diventare il protagonista, non è mai troppo tardi. Ma Una sconfinata giovinezza è anche molto di più.
Sebbene il film inizi con una dichiarazione di come la storia raccontata sia frutto di immaginazione, è lo stesso Avati a sottolineare come sia la storia dell’anziana coppia formata dalla Neri e da Bentivoglio, sia i flashback dell’infanzia di quest’ultimo, sono in gran parte frutto della sua personale autobiografia, compreso la vicinanza con questa terribile malattia che non lascia scampo.
Il film è stato realizzato sotto la supervisione di alcuni importanti ricercatori medici nel campo dell’alzheimer e il lavoro di Fabrizio Bentivoglio e di Francesca Neri, secondo la loro diretta testimonianza, si e trasformato in un vero e propria empatia nei confronti di chi realmente vive l’incubo di un male così terribile.
Avati presenta un film molto difficile, come sempre accade quando si tocca un tema così delicato, e lo definisce immediatamente un film imperfetto che si stacca da quello che aveva in mente prima di iniziare a girare. Il suo commento è stato “Se riuscissi a realizzare un film esattamente per come lo ho in mente quando mi viene l’idea, allora sarebbe il mio punto d’arrivo. Fino a quando faccio film che considero imperfetti allora avrò uno stimolo per realizzarne altri. E’ una minaccia!”.
Foto | Carlo Prevosti

Uscirà il prossimo 22 ottobre, con tanto di distribuzione Warner Italia, Figli delle Stelle, atipica commedia all’italiana con un ricco cast al suo interno, composto da Pierfrancesco Favino, Lidia Biondi, Fabio Volo, Giorgio Tirabassi, Edoardo Gabbriellini, Fabrizio Bentivoglio, Claudia Pandolfi e il sempre più bravo Giuseppe Battiston. Costato poco più di 3 milioni di euro, il film, diretto da Lucio Pellegrini, ci regala oggi la prima locandina alla ‘I Love Radio Rock’ e il primissimo trailer, da vedere e commentare insieme a noi.
Un portuale di Marghera, un precario cronico, un ricercatore universitario un po’ stagionato, un’incerta giornalista tv ed un uomo appena uscito di galera, delusi dalla loro vita ed in preda alla “passione antipolitica”, decidono di rapire un ministro e di chiedere un riscatto, per risarcire la famiglia di un uomo morto in un incidente sul lavoro, ritrovandosi così in una esilarante fuga tra le splendide valli della Valle d’Aosta. Sono un gruppo improvvisato ed eterogeneo, con un’organizzazione sommaria, l’inesperienza prevale e la missione si trasforma nell’avventura più incredibile della loro vita…
Dove vedere il trailer? Dopo il saltino.
Grande escluso da Venezia, con annesse polemiche, Una Sconfinata Giovinezza del più che prolifico Pupi Avati (10 film in 7 anni) uscirà l’8 ottobre nei cinema italiani, grazie alla 01. Oggi, a meno di un mese dall’approdo in sala, ecco arrivare il primo trailer del film, da vedere e commentare insieme a noi. Interpretato da Fabrizio Bentivoglio, Francesca Neri, Serena Grandi, Gianni Cavina e Lino Capolicchio, il film potrà probabilmente trarre profitto dall’esclusione veneziana, visto come sono state accolte dalla critica le altre pellicole italiane presentate in Concorso.
Questa la trama: Lino Settembre e sua moglie Chicca conducono una vita coniugale serena e senza serie difficoltà. Sono entrambi soddisfatti delle loro professioni, lui prima firma alla redazione sportiva del Messaggero e lei docente di Filologia Medievale alla Gregoriana. L’unico vero dispiacere che ha accompagnato i venticinque anni di matrimonio è la mancanza di figli. Una mancanza che non ha compromesso la loro unione ma l’ha al contrario rinsaldata. L’oggi però, in modo totalmente inatteso, presenta loro una grossa preoccupazione: Lino da qualche tempo accusa problemi di memoria che mano a mano si accentuano andando a compromettere in modo sempre più evidente il quotidiano svolgersi delle sue attività sia nell’ambito professionale che familiare.
Sono iniziate a Roma pochi giorni fa le riprese del film Scialla, debutto alla regia dello sceneggiatore Francesco Bruni (Premio David di Donatello e Nastro d’Argento 2010 per La prima cosa bella di Paolo Virzì), prodotto da ITC Movie in collaborazione con Rai Cinema e con Fabrizio Bentivoglio, Barbora Bobulova, Vinicio Marchioni ed il giovanissimo esordiente Filippo Scicchitano protagonisti.
Scialla - espressione tipica del gergo giovanile romano per intendere “lascia stare”, “stai tranquillo” - racconta di Luca, un quindicenne romano, irrequieto, cresciuto senza un padre e inconsciamente alla ricerca di una guida, e di Bruno (Fabrizio Bentivoglio), un professore senza figli che ha lasciato l’insegnamento per rifugiarsi nell’apatia delle lezioni private. Bruno non è mai stato una guida neppure per se stesso ma la sua flemmatica quotidianità subisce un’improvvisa accelerazione quando l’uomo scopre che Luca è suo figlio. L’alunno ribelle ed il professore malinconico si trovano costretti ad una convivenza forzata che apre a ciascuno la misteriosa esistenza dell’altro, soprattutto al padre che stenta a capire come rapportarsi con un adolescente insofferente alle regole e allo studio, ma pieno di vita.
Happy Family, regia di Gabriele Salvatores con Fabio De Luigi, Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Carla Signoris, Valeria Bilello, Corinna Agustoni, Gianmaria Biancuzzi, Alice Croci, Sandra Milo.
Uno sceneggiatore e i suoi personaggi in cerca d’autore, il riferimento pirandelliano è tutt’altro che velato. In un continuo intrecciarsi tra realtà e finzione, Gabriele Salvatores racconta attraverso le parole di Ezio le storie dei protagonisti di quello che sarà il suo film, con cui però si troverà direttamente a contatto. Ci sono Filippo e Marta, due sedicenni che sembra abbiano deciso di sposarsi. Ci sono le loro due famiglie che si ritrovano alla stessa tavola per il grande annuncio, ma non tutti sono d’accordo. La madre di Marta reagisce in modo isterico mentre suo padre invece sembra inerte. Filippo dovrà convincere la madre ma ha l’appoggio del suo nuovo compagno Vincenzo. Seduti alla stessa tavola (con una strizzata d’occhi al cinema di Ozpetek) al posto dell’anticipato annuncio si assiste a un gran rifiuto, un momento intimo al quale partecipa anche Ezio, narratore e al contempo protagonista della storia.
In una Milano magica (da lungo tempo nessuno la descriveva più come una città fotogenica e fantastica) Ezio percorre i luoghi fisici e quelli della mente alla ricerca della storia che vuole raccontare (e forse vorrebbe vivere). Ezio è l’alter ego di Salvatores, regista che nuovamente affronta un cortocircuito narrativo in cui narrazione e narrante si intersecano (era già accaduto nell’esperimento fantascientifico di Nirvana). Demiurgo della parola e dell’immagine, Salvatores gioca a confondere le acque, a mischiare la realtà e la finzione scoprendo le carte in tavola solo all’ultimo momento. Ispirato a una pieces teatrale di Alessandro Genovesi, il film si apre con un sipario che crea un’ideale trait d’union trade union con il mondo del teatro, ma anche l’esordio cinematografico di Salvatores, quel Kamikazen che già allora dimostrava la sua capacità di far ridere pur avendo un nodo malinconico alla gola.
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Esce oggi nelle sale italiane l’ultimo film di Gabriele Salvatores, con protagonista Fabio De Luigi nei panni di uno sceneggiatore alle prese con i propri personaggi in cerca di autore. Un film che ritorna alla commedia e che gioca su livelli metanarrativi con gli attori di un film nel film interpretati da Diego Abatantuono, Margherita Buy (assente per lavoro, è sul set con Nanni Moretti), Fabrizio Bentivoglio, Fabio De Luigi, Carla Signoris, Valeria Bilello, Gianmaria Biancuzzi ed Alice Croci.
Il tour promozionale del film ha fatto tappa anche a Milano, splendidamente descritta dalle immagini del film di Salvatores. Siamo andati a incontrare il cast, ecco le foto più belle!
Qui potete vedere il trailer del film.
Foto | Carlo Prevosti