Soul Kitchen - di Fatih Akin (Concorso)
C’è poco da fare: Fatih Akin è una vera forza della natura. Il mondo cinefilo lo ha imparato definitivamente ad apprezzare con i bellissimi La sposa turca e Ai confini del paradiso, rispettivamente Orso d’Oro a Berlino e premio della sceneggiatura a Cannes. Per la prima volta a Venezia, il regista di origini turche (ri)dimostra che con la commedia ci sa fare alla grande.
Infatti non è la prima volta che Akin usa il tono da commedia: basta rivedersi tutta la prima parte de La sposa turca, una commedia bellissima e a tratti esagerata che poi cede il passo ad un doloroso mèlo. Invece Soul Kitchen è tutta una vivace, brillante, divertentissima commedia.
Una commedia sugli affetti, sulla fatica che bisogna fare per tenere in piedi un progetto, sulle seconde possibilità che difficilmente bisogna negare alle persone. E poi sull’amore, sul cibo, sul sesso, sull’amicizia. Un film vitale sulla vita. Diretto magistralmente, con tante idee registiche da parte di Akin che mantengono interessante la pellicola sempre, fino al bel finale. Da applausi tutto il cast, di cui alcuni componenti ovviamente tornano alcuni attori-feticcio di Akin. Da segnalare il montaggio, soprattutto quello “coreografico” delle ricette culinarie. Da non perdere.
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Oggi i riflettori sono puntati sul quarto ed ultimo dei film italiani presentati in concorso in questa 66esima edizione della Mostra Internazionase d’Arte Cinematografica di Venezia. La Doppia Ora, opera prima di Giuseppe Capotondi, interpretasto dai bravi Filippo Timi e Ksenia Rappoport, è stato proiettato questa mattina per la stampa, mentre il pubblico lo potrà vedere questa sera alle 22. Le 10 del 10…non è proprio una doppia ora, ma quasi. Prima dell’inizio del Festival, fra i pronostici “al buio” di Ciak, la pellicola di Capotondi veniva indicata come favorita…incrociamo le dita ed auguriamo buona fortuna al regista ed a tutto il cast!
Presente oggi in Laguna anche il grande Omar Sharif, un uomo dal carisma e dal fascino non indifferenti, sl Festival per la premiere di The Traveller. Da notare la borsetta della co-protagonista del film, Cyrine Aabdel Nour: un accessorio cinefilo da copiare assolutamente! Catturati dal nostro obiettivo anche il regista Fatih Akin ed i simpatici protagonisti di Soul Kitchen.
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Cartoline da Venezia 66 - la Doppia Ora di Filippo Timi e Ksenia Rappoport
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Marco Müller si è detto particolarmente felice di avere in concorso Fatih Akin, che non era mai stato prima alla Mostra di Venezia. Dopo i due film che l’hanno definitivamente consacrato, ovvero gli acclamati e riusciti La sposa turca e Ai confini del paradiso (rispettivamente Orso d’Oro a Berlino e Prix du scénario per la miglior sceneggiatura a Cannes), Akin torna al cinema con una commedia, ovvero Soul Kitchen.
Il giovane Zinos, proprietario di un ristorante, non naviga in buone acque. La fidanzata, Nadine, si è trasferita a Shanghai, i clienti del suo “Soul Kitchen” stanno boicottando la cucina del nuovo cuoco e Zinos soffre anche di mal di schiena. Per il locale, le cose iniziano a girare nel verso giusto quando l’innovativo stile culinario comincia a venire apprezzato da un pubblico alla moda. Zinos, invece, continua a soffrire per amore. Decide quindi di andare a trovare Nadine in Cina, lasciando il ristorante in mano all’inaffidabile fratello Illias, ex-detenuto. Entrambe le decisioni si rivelano però un disastro: Illias perde al gioco il ristorante che finisce in mano a un losco agente immobiliare e Nadine ha ora un altro compagno.
Il cast è composto da Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Uenel, Anna Bederke e Pheline Roggan. Soul Kitchen scenderà in campo giovedì 10 settembre, alle 19.30 in Sala Grande. In attesa di vederlo, gociamoci questa gallery di immagini.
Festival di Venezia 2009: Soul Kitchen di Fatih Akin - Gallery d’immagini



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New York, I love you è un film corale, composto da una serie di 12 cortometraggi incentrati su diverse storie d’amore tutte ambientate nella Grande Mela. Sugli schermi d’oltre oceano debutterà il prossimo 16 ottobre.
Fra i registi che hanno firmato gli episodi, ci sono Yvan Attal, Allen Hughes, Shunji Iwai, Wen Jiang, Joshua Marston, Mira Nair, Brett Ratner, Andrei Zvyagintsev, Fatih Akin, Randall Balsmeyer e Shekhar Kapur (che sostituisce lo scomparso Anthony Minghella), Natalie Portman. Avrebbe dovuto esserci anche un corto diretto da Scarlett Johansson al suo debutto registico, ma è stato scartato da parte della produzione.
Nel cast, variegato e stellare, figurano: Andy Garcia, Shia LaBeouf, John Hurt, Julie Christie, James Caan, Robin Wright Penn, Natalie Portman, Hayden Christensen, Blake Lively, Rachel Bilson, Anton Yelchin, Kevin Bacon, Christina Ricci, Maggie Q, Ethan Hawke, Olivia Thirlby, Chris Cooper, Eli Wallach, Bradley Cooper, Drea de Matteo, Orlando Bloom, Cloris Leachman.
New York, I love you - due locandine e un nuovo trailer
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Un programma al di sopra delle aspettative. Chiariamolo fin da subito, a scanso di equivoci: il cartellone della 66. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia sulla carta promette un’edizione molto buona. Concentriamoci per ora sui film in concorso, e più tardi parleremo delle altre sezioni. Non preoccupatevi se vedete qualche nome mancante: è probabile che il film che cercate sia fuori concorso, ma qui le sorprese non mancano.
Confermati innanzitutto i rumors delle ultime settimane sugli italiani: ancora una volta, come l’anno scorso, i titoli nostrani del concorso ufficiale sono quattro. Si tratta ovviamente del film d’apertura Baaria di Giuseppe Tornatore, de Il Grande Sogno di Michele Placido, con Scamarcio, Trinca, Argentero, Orlando e Morante, La doppia ora, opera prima di Giuseppe Capotondi con Filippo Timi e Ksenia Rappoport, e, unico film Rai contro tre Medusa, Lo spazio bianco di Francesca Comencini, con Margherita Buy.
Sorprendente la sestina americana: dopo gli ormai sbandieratissimi Moore, Herzog, l’esordio di Tom Ford con A single man, fa piacere anche vedere confermato il nuovo Todd Solondz, The Road di Hillcoat e soprattutto -in concorso!- Survival of the Dead di zio Romero. Nella triade orientale, spunta la sopresona Tsukamoto con il suo nuovo capitolo di Tetsuo. Ottima la selezione francese, con Denis, Rivette, Chéreau confermati e la “new entry” Mr. Nobody di Jaco Van Dormael. Due lavori tedeschi (ma ovviamente Akin ha origini turche e Shirin Neshat iraniane), uno austriaco, e poi ancora Sri Lanka, Egitto e Israele. E manca ancora il film a sorpresa, per un totale di 24 film in corsa per il Leone d’Oro.
Dopo il salto, tutti i titoli del concorso ufficiale di Venezia 66.