Aspettando la 62. edizione del Festival di Berlino e tutte le gustose anticipazioni della nostra ‘talpa’ berlinese, possiamo concederci una sbirciata a Cesare deve morire, il nuovo film di Paolo e Vittorio Taviani (Padre padrone, San Michele aveva un gallo, La notte di San Lorenzo), titolo italiano (e unico documentario) in concorso per il prestigioso Orso d’Oro, nelle nostre sale il 02 Marzo 2012.
Un documentario che mette in scena il potere, la mancanza di libertà, la colpa e il rimorso, nella Sezione di Alta Sicurezza del carcere Rebibbia di Roma, dove la maggior parte dei detenuti sono condannati all’ergastolo perché appartenenti alla criminalità organizzata (mafia, camorra, ‘ndrangheta).
Un documentario girato in carcere, con un gruppo di detenuti, una ’sceneggiatura’ cucita sulle peculiarità e i dialetti dei detenuti-attori, un bianco e nero che segue le prove dei laboratori teatrali e le trame della tragedia shakespeariana del “Giulio Cesare” insieme a quelle personali dei vari detenuti, fino alla rappresentazione finale dello spettacolo ripresa a colori. Nell’attesa possiamo sbirciare il trailer, qualche foto dal set, e la scheda tecnica (dopo il salto), insieme all’intervista ai Fratelli Taviani (in inglese), realizzata per la stampa internazionale dall’ufficio Stampa della FilmPressPlus, qui anche tradotta.
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E’ on-line la prima locandina ufficiale (cliccate sull’immagine per ingrandirla) di Bel Ami, dramma tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore francese Guy de Maupassant, che verrà presentato in anteprima alla Berlinale 2012. La pellicola vede protagonista Robert Pattinson affiancato da Uma Thurman, Christina Ricci, Kristin Scott Thomas e Colm Meaney.
La trama è incentrata su George Duroy, un giovane giornalista libertino ed arampicatore sociale che diede scandalo nell’ambiente dell’alta società Parigina e riuscì a conquistare fama e ricchezza passando di letto in letto. Christina Ricci indossa i panni di Clotilde, una giovane e promiscua casalinga che inizia una relazione erotica con il protagonsta. La Scott Thomas ha il ruolo di una ricca donna dell’alta società che perde la testa per lui. La Thurman, invece, incarna la moglie di un amico del protagonista, donna molto ben informata sulla vita della società “bene” di Parigi, che aiuta Duroy nella sua ascesa e ne diventa, più tardi, la moglie.
Scritto da Rachel Bennette e diretto a quattro mani da Declan Donnellan e Nick Ormerod (al loro debutto dietro la macchina da presa dopo una lunga carriera ricca di successi come registi teatrali), il film si è già mostrato attraverso due trailer. Qui il più recente.
Bel Ami - prima locandina ufficiale del film con Robert Pattinson ed Uma Thurman
Partirà il 9 febbraio con la proiezione, in concorso, di Les adieux à la reine la 62. edizione del Festival di Berlino, che si concluderà il 19 febbraio con l’assegnazione dell’Orso d’oro (vinto l’altr’anno da Una separazione) e degli altri premi ufficiali. Il programma del festival è come sempre articolato e costruito in diversi percorsi, tra cui Berlinale Special, Forum, Panorama (tra i quali troviamo i nuovi de la Iglesia, Maddin, McDonald, Herzog…).
Oggi vi presentiamo le due sezioni ufficiali del Festival di Berlino, ovvero quella competitiva e la sezione fuori concorso, in cui troviamo anteprime internazionali e tedesche. Il concorso come sempre è molto cinefilo, meno glamour di Cannes e Venezia, ma non per questo ovviamente meno interessante. Qui troviamo ad esempio il già citato Captive, l’attesissimo nuovo film di Brillante Mendoza con Isabelle Huppert progioniera nella giungla. Ma anche un titolo italiano, ovvero Cesare deve morire dei fratelli Taviani. Non è l’unico titolo nostrano presente a Berlino: ad esempio c’è anche Diaz di Vicari in Panorama Special.
Tra le anteprime di rilievo nella sezione non competitiva troviamo, oltre al “doveroso” omaggio a Meryl Streep, Orso d’Oro alla carriera, di cui verrà proiettato The Iron Lady: Bel Ami di Declan Donnellan e Nick Ormerod, con Robert Pattinson e Uma Thurman, The Flowers Of War di Zhang Yimou con Christian Bale, Flying Swords Of Dragon Gate di Tsui Hark, Knockout - Resa dei conti di Steven Soderbergh, il candidato a sorpresa degli Oscar Molto forte, incredibilmente vicino di Stephen Daldry, ed infine Shadow Dancer di James Marsh con Clive Owen, direttamente dal Sundance.
Dopo il salto trovate tutti i titoli.
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Sarà presentato alla 62ma edizione del Festival di Berlino, il documentario Side by Side, un film che cerca di ricostruire la storia del cinema recente, attraverso il parere di registi e produttori, a proposito dell’annoso tema se le tecnologie digitali siano meglio di quello tradizionale.
Nel corso degli anni i pareri espressi sono stati tanti e differenti. Qualcuno crede che i film perdano l’anima senza la pellicola, altri invece vedono nel digitale (in particolare il 3D) il futuro della settima arte.
Side by Side, di cui possiamo vedere un trailer, attraverso la voce di Keanu Reeves cerca di mettere in luce le opinioni di alcuni dei più grandi registi come James Cameron, Christopher Nolan, George Lucas, Steven Soderbergh e Martin Scorsese. La regia è di Christopher Kenneally.
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Ricordandovi la nostra recensione del film, nonchè il trailer italiano, vi offriamo oggi una galleria di immagini di Almanya - la mia famiglia va in Germania, da oggi nelle sale.
Al centro della trama, a metà tra East Is East e un film di Fatih Akin, capace di divertire e commuovere raccontando una storia attualissima, una famiglia turca che ha vissuto in Germania per tre generazioni, per poi partire per un turbolento viaggio alla riscoperta delle proprie radici. Sceneggiato e diretto dalle sorelle Yasemin e Nesrin Samdereli, per la prima volta alle prese con un lungometraggio, il film è stato accolto benissimo al Festival di Berlino di undici mesi fa ed è riuscito ad incassare in patria oltre 11 milioni di Euro.
Almanya - la mia famiglia va in Germania: fotogallery del film
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Orso d’Argento al Festival di Berlino 2009 con About Elly, Asghar Farhadi - coaudiuvato dallo stesso cast del film precedente (”squadra che vince, non si cambia” n.d.r.) - mette a nudo il suo Iran e lo racconta con sincera semplicità, trionfando alla Berlinale 2011 con Una Separazione (Orso d’Oro per il Miglior Film, Orso d’Argento per la Migliore Interpretazione Femminile, Orso d’Argento per la Migliore Interpretazione Maschile, Ecumenical Jury Prize; Peace Award College). Una separazione è stato scelto come rappresentante iraniano nella corsa all’Oscar.
Nader e Simin hanno finalmenre ottenuto il visto per lasciare l’Iran e trasferirsi all’estero, ma Nader si rifiuta di partire ed abbandonare il padre affetto da Alzheimer. Simin intende chiedere il divorzio per partire lo stesso, lasciare Teheran ed assicurare alla figlia Termeh un futuro migliore in un Paese più libero. Nel frattempo, torna a vivere da sua madre. Nader si vede quindi costretto ad assumere una giovane donna, Razieh, che si prenda cura dell’anziano genitore mentre lui lavora; ma non sa che la donna, molto religiosa, non solo è incinta ma sta anche lavorando senza il permesso del marito ultra-religioso, disoccupato e pieno di debiti.
Ben presto Nader si troverà coinvolto in una rete di bugie, dubbi, manipolazioni e confronti che lo porteranno ad un passo dall’essere addirittura condannato per omicidio, mentre la sua separazione va avanti e sua figlia deve scegliere da che parte stare e quale futuro avere…
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L’opera seconda della francese di Céline Sciamma, Tomboy (traducibile con ‘maschiaccio’) ha vinto il Teddy Award all’ultimo Festival di Berlino e ha trionfato al 26° Torino GLBT Film Festival, ottenendo il premio del pubblico come miglior lungometraggio e il premio Ottavio Mai, massimo riconoscimento assegnato dalla giuria per la maestria, la sensibilità e la leggerezza, ma anche per la profondità con cui viene trattato il tema dell’identità sessuale nel tempo dell’infanzia. La pellicola sarà sugli schermi italiani a partire dal prossimo 7 ottobre e oggi vi facciamo vedere il trailer italiano, la locandina e le foto ufficiali (cliccate sulle anteprime per ingrandirle). E se ve la siete persa, qui c’è la nostra recensione in anteprima, direttamente dal Los Angeles Film Festival.
Protagonista del film è Laure, 10 anni, appena arrivata in un nuovo quartiere di Parigi con i genitori e la sorella più piccola, Jeanne. Un po’ per gioco, un po’ per realizzare un sogno segreto, Laure decide di presentarsi ai nuovi amici come fosse un maschio, Mickaël: il modo in cui si veste e si pettina, l’impeto con cui si azzuffa e gioca a calcio, non sembrano lasciar dubbi sulla sua identità e Mickaël è accettato nella comitiva. L’inizio della scuola però è dietro l’angolo e il gioco dei travestimenti si complica, tanto più che i genitori sono all’oscuro di tutto e Laure/Mickaël ha stretto un legame speciale con la coetanea Lisa…
Nel cast Zoé Héran, Malonn Lévana, Jeanne Disson, Sophie Cattani, Mathieu Demy, Ryan Boubekri, Yohan Véro, Noah Véro e Cheyenne Lainé.
Sarà tra i film fuori concorso della 61° edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino (in programma dal 10 al 20 febbraio nella capitale tedesca) Pina, documentario sulla danza in 3D diretto da Wim Wenders e dedicato alla leggendaria coreografa Pina Bausch, scomparsa inaspettatamente durante la lavorazione della pellicola. Pellicola che, proprio a causa dell’improvvisa morte della donna, ha seriamente rischiato di non vedere mai la luce. Wenders si è visto costretto a cambiare in corsa il progetto, che avrebbe ovviamente dovuto essere interamente incentrato sulla figura della grande e rivoluzionaria coreografa, e si è invece trasformato in un affettuoso omaggio alla sua memoria.
Leggiamo sul sito della Berlinale: Girato in 3D con l’ensemble del Wuppertal Tanztheater di Pina Bausch, questo lungometraggio sulla danza ritrae l’arte inimitabile della grande coreografa tedesca, morta nell’estate del 2009. Invitando lo spettatore in un sensuale e sorprendente viaggio di scoperta in una nuova dimensione sul palco del leggendario ensemble, il film accompagna i ballerini anche oltre il teatro, in città e nella zona industriale di Wuppertal - luogo che fu la casa ed il centro della vita creativa di Pina Bausch per più di 35 anni. Wim Wenders vide per la prima volta un balletto coreografato da Pina Bausch - ‘Café Müller’ - nel 1985, e fu subito conquistato. Il loro primo incontro si è ben presto trasformato in un’amicizia di lunga data, che ha infine portato ad un progetto di film comune. L’idea è però rimasta in un cassetto fino al 2008 quando, con il diffondersi della stereoscopia, il regista ha finalmente trovato la giusta chiave per realizzarlo.
La locandina vi attende dopo il saltino.

Il trailer del nuovo progetto di Uwe Boll dal titolo Auschwitz, dedicato all’olocausto dei prigionieri ebrei nei campi di stermino tedeschi ha suscitato molte polemiche (anche sul nostro blog). Sono moltissimi i commenti negativi che si leggono in giro per la rete e che ritengono che il progetto sia offensivo per la memoria fin dal suo trailer.
Non è tardata quindi la risposta scocciata di Boll, che ha detto: “Che cosa mi può fregare se qualcuno pensa che un film come questo debba per forza concorrere all’Oscar? Io lo faccio lo stesso e prenderò tutti i colpi che mi vorranno dare. Perché mi considerano un idiota? Ho una laurea in letteratura e ho studiato economia. L’opinione pubblica su di me sbaglia di grosso.”
E continua: “Il cinquanta percento della gente pensa che l’Olocausto non sia realmente successo, e io ci voglio fare un film per dare una visione critica. Negli oltre venti film che ho realizzato, lo staff è stato per oltre la metà composto da ebrei. Il mio migliore amico è ebreo. E’ completamente assurfo. Mi hanno messo in un angolo e hanno preso il mio progetto come un insulto alla memoria. E’ una stron*ata. E’ tutto l’opposto”.
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Al Festival di Berlino del 2009 London River fruttò il premio per la migliore interpretazione maschile a Sotigui Kouyate. Con un anno e mezzo di ritardo (ma in alcuni casi è ancora valido il motto ‘meglio tardi che mai’) a partire dal prossimo 27 agosto potremo finalmente vedere il film sceneggiato e diretto da Rachid Bouchareb anche sugli schermi italiani. Nel cast Brenda Blethyn, Roschdy Zem, Sami Bouajila e Bernard Blancan.
Qui di seguito e dopo il salto trovate la locandina italiana ed una gallery di immagini della pellicola. Il trailer italiano lo trovate qui, mentre qui c’è la nostra recensione in anteprima.
Foto e locandina italiana di London River, nei cinema dal 27 agosto
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