Una sconfinata giovinezza (Italia 2010, drammatico) di Pupi Avati con Fabrizio Bentivoglio, Francesca Neri, Serena Grandi, Gianni Cavina, Lino Capolicchio, Manuela Morabito, Erika Blanc, Osvaldo Ruggieri, Vincenzo Crocitti, Brian Fenzi, Marcello Caroli, Riccardo Lucchese, Lucia Gruppioni.
Lino Settembre è un giornalista sportivo amato dai colleghi e apprezzato dal pubblico. La sua vita con la moglie Chicca prosegue serena, nonostante la famiglia di lei non lo abbia mai visto di buon occhio e continui a rimarcare la mancanza di figli nonostante un’età non più giovane. Alcuni segnali, come la perdita della memoria o l’utilizzo di un vocabolario forbito, sono i primi sintomi di un terribile male che si sta per abbattere sulla loro vita. I primi problemi vengono vissuti da Chicca e Lino con il sorriso sulle labbra, ma progressivamente dovranno fare i conti con una malattia che non da tregua, l’alzheimer.
Dopo oltre quaranta film in carriera, Pupi Avati affronta per la prima volta una storia d’amore attraverso la forma classica del melodramma. Lino e Chicca, nonostante siano sposati da tanti anni, rappresentano una forma di amore impossibile che è destinato a trasformarsi in una tragedia. Il percorso però che porterà a una fine inevitabile, per lo meno terrena, di questo rapporto è costituito da alcuni passaggi necessari, scanditi dalla progressione inesorabile della malattia. Il tema della malattia è sempre un argomento difficile da affrontare al cinema, soprattutto quando viene raccontato in forma così diretta e immediata. Il dolore viene necessariamente esibito in modo estremamente diretto al limite di sublimarlo in un crescendo drammatico che rischia facilmente di avere un sapore ricattatorio nei confronti del pubblico.
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Debutterà sugli schermi cinematografici della Penisola dopodomani, venerdì 8 ottobre, il nuovo lavoro di Pupi Avati, presentato ieri alla stampa milanese (qui le foto ed il nostro resoconto). Una Sconfinata Giovinezza, al centro di numerose polemiche estive, causate dalla mancata selezione del film per la sezione competitiva dello scorso Festival di Venezia, vede protagonisti Fabrizio Bentivoglio e Francesca Neri, accanto a Serena Grandi, Gianni Cavina e Lino Capolicchio.
Qui trovate il trailer del film, mentre per vedere tutte le foto basta che clicchiate su continua.
Lino Settembre e sua moglie Chicca conducono una vita coniugale serena e senza serie difficoltà. Sono entrambi soddisfatti delle loro professioni, lui prima firma alla redazione sportiva del Messaggero e lei docente di Filologia Medievale alla Gregoriana. L’unico vero dispiacere che ha accompagnato i venticinque anni di matrimonio è la mancanza di figli. Una mancanza che non ha compromesso la loro unione ma l’ha al contrario rinsaldata. L’oggi però, in modo totalmente inatteso, presenta loro una grossa preoccupazione: Lino da qualche tempo accusa problemi di memoria che mano a mano si accentuano andando a compromettere in modo sempre più evidente il quotidiano svolgersi delle sue attività sia nell’ambito professionale che familiare. Dapprima sia lui che Chicca decidono di riderci sopra ma il disturbo si manifesta sempre più fino a rendere necessari attenti e approfonditi esami.
A 72 anni Pupi Avati si scopre un regista capace di raccontare una storia d’amore, un racconto di un rapporto reso impossibile da una terribile malattia come l’alzheimer. Dopo oltre quaranta lungometraggi infatti per la prima volta è proprio l’amore incondizionato a diventare il protagonista, non è mai troppo tardi. Ma Una sconfinata giovinezza è anche molto di più.
Sebbene il film inizi con una dichiarazione di come la storia raccontata sia frutto di immaginazione, è lo stesso Avati a sottolineare come sia la storia dell’anziana coppia formata dalla Neri e da Bentivoglio, sia i flashback dell’infanzia di quest’ultimo, sono in gran parte frutto della sua personale autobiografia, compreso la vicinanza con questa terribile malattia che non lascia scampo.
Il film è stato realizzato sotto la supervisione di alcuni importanti ricercatori medici nel campo dell’alzheimer e il lavoro di Fabrizio Bentivoglio e di Francesca Neri, secondo la loro diretta testimonianza, si e trasformato in un vero e propria empatia nei confronti di chi realmente vive l’incubo di un male così terribile.
Avati presenta un film molto difficile, come sempre accade quando si tocca un tema così delicato, e lo definisce immediatamente un film imperfetto che si stacca da quello che aveva in mente prima di iniziare a girare. Il suo commento è stato “Se riuscissi a realizzare un film esattamente per come lo ho in mente quando mi viene l’idea, allora sarebbe il mio punto d’arrivo. Fino a quando faccio film che considero imperfetti allora avrò uno stimolo per realizzarne altri. E’ una minaccia!”.
Foto | Carlo Prevosti
Grande escluso da Venezia, con annesse polemiche, Una Sconfinata Giovinezza del più che prolifico Pupi Avati (10 film in 7 anni) uscirà l’8 ottobre nei cinema italiani, grazie alla 01. Oggi, a meno di un mese dall’approdo in sala, ecco arrivare il primo trailer del film, da vedere e commentare insieme a noi. Interpretato da Fabrizio Bentivoglio, Francesca Neri, Serena Grandi, Gianni Cavina e Lino Capolicchio, il film potrà probabilmente trarre profitto dall’esclusione veneziana, visto come sono state accolte dalla critica le altre pellicole italiane presentate in Concorso.
Questa la trama: Lino Settembre e sua moglie Chicca conducono una vita coniugale serena e senza serie difficoltà. Sono entrambi soddisfatti delle loro professioni, lui prima firma alla redazione sportiva del Messaggero e lei docente di Filologia Medievale alla Gregoriana. L’unico vero dispiacere che ha accompagnato i venticinque anni di matrimonio è la mancanza di figli. Una mancanza che non ha compromesso la loro unione ma l’ha al contrario rinsaldata. L’oggi però, in modo totalmente inatteso, presenta loro una grossa preoccupazione: Lino da qualche tempo accusa problemi di memoria che mano a mano si accentuano andando a compromettere in modo sempre più evidente il quotidiano svolgersi delle sue attività sia nell’ambito professionale che familiare.
Il papà di Giovanna (Drammatico, Italia 2008) Regia di Pupi Avati, con Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Francesca Neri, Ezio Greggio, Serena Grandi, Manuela Morabito, Paolo Graziosi, Gianfranco Jannuzzo, Valeria Bilello.
Bologna 1938 - Michele Casali insegna arte al liceo Galvani, istituto frequentato anche da sua figlia Giovanna, adolescente fragile con evidenti problemi nello stabilire dei rapporti interpersonali. Improvvisamente, l’esistenza di Michele viene sconvolta: Giovanna uccide per gelosia la sua compagna di banco ed unica amica. La ragazza viene ritenuta mentalmente instabile ed evita il carcere, ma viene rinchiusa in un ospedale psichiatrico a Reggio Emilia, dove rimarrà fino alla fine della seconda guerra mondiale. Durante questo periodo di quasi totale isolamento, l’unica persona che si occupa di lei è il padre, che si trasferisce appositamente a Reggio.
Delia, moglie di Michele e madre di Giovanna, non ha il coraggio per affrontare la situazione, non vuole parlare di quanto accaduto ed accusa il marito, che ha sempre rivolto troppe attenzioni a Giovanna, di essere responsabile del gesto compiuto dalla figlia. Dopo la tragedia decide quindi di rimanere a vivere a Bologna rinnegando, con una disperazione solo interiore, la propria famiglia. Testimone sempre presente e confidente del piccolo nucleo familiare, un ispettore di polizia, aitante, simpatico e amico intimo di Michele: Sergio Ghia, segretamente innamorato da anni di Delia. Nell’inverno del 1953, in una Bologna che sta ricostruendosi dopo i massacri della guerra, una sera, per caso, nel buio fumoso di un piccolo cinema, Delia incontra lo sguardo della figlia Giovanna accompagnata dal padre che è rimasto sempre con lei…
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Venezia 65
Il papà di Giovanna, di Pupi Avati
Le speranze riposte in un leone tutto italiano si sono riaccese. Pupi Avati ci ha regalato davvero un bellissimo film! Realizzato con grande attenzione al particolare e girato con colori morbidi e seppiati come le fotografie dell’epoca, per evocare al meglio il contesto storico all’interno del quale l’azione si svolge (la seconda guerra mondiale), il film di Avati si discosta quanto più possibile da gran parte di quella che è la recente produzione cinematografica italiana, troppo vicina alle fiction televisive, e torna ad essere grande cinema d’autore.
Oltre ad una solidissima sceneggiatura, parte del merito va senz’altro riconosciuto alle straordinarie interpretazioni di Silvio Orlando e della strepitosa Alba Rohrwacher, entrambi in odore di Coppa Volpi, vere colonne portanti dell’intera pellicola. Accanto a loro Francesca Neri ed un’inedito Ezio Greggio che stupisce e dimostra di poter essere un valido interprete drammatico, se diretto da un buon regista. Ieri, durante la conferenza stampa, Greggio ha raccontato: “ho cercato, con grande umiltà, di abbandonare gli abiti del comico e di sintonizzarmi sulle onde del resto del cast per eseguire al meglio la melodia composta da un grande direttore d’orchestra com’è Pupi. A prescindere da quale tipo di storie scriverà in futuro, se Pupi mi vorrà, io ci sarò sempre.”
Belli i dialoghi, spesso sussurrati, lontani dagli stereotipi e dalle banalità. Bellissimi tutti i personaggi. Ben delineati, ben approfonditi, con caratteri sfaccettati e dinamiche complesse. Il film sarà nelle sale italiane a partire dal prossimo 12 settembre, distribuito in 250 copie. Io consiglio caldamente di andarlo a vedere, tanto per ricordarsi che il cinema italiano ha ancora molto da dire, ha solo bisogno che gli venga data fiducia.
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Sarà presentato questa sera in concorso alla 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il film Il papà di Giovanna, scritto e diretto da Pupi Avati.
Avati torna ad indagare sul delicato rapporto padre-figlia, con una vicenda ricca di colpi di scena, interpretata da Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Francesca Neri, Ezio Greggio, Serena Grandi e Manuela Morabito.
Bologna 1938 - Michele Casali si trova a vivere una situazione disperata: Giovanna, sua figlia unica ancora adolescente, ha ucciso per gelosia la sua compagna di banco e migliore amica. Nell’ambiente borghese in cui il delitto è avvenuto la vicenda provoca forte emozione ed incredulità. Evitando il carcere, la ragazza viene ritenuta non sana di mente e perciò rinchiusa in un ospedale psichiatrico a Reggio Emilia dove rimarrà fino all’età di 24 anni (1945). Qui trovate l’interessante intervista di Cinema.it ad Alba Rohrwacher.
Caldo torrido (più del solito) oggi al Lido di Venezia, con temperature superiori ai 30 gradi ed un tasso di umidità variabile - a seconda delle ore della giornata - dal 50 al 93%… E c’è stato chi - non avendo il tempo di andare in spiaggia fra una proiezione e l’altra - ha deciso di prendere il sole e fare un pisolino sulla scalinata del Casinò. Quel che io chiamo ‘ottimizzazione dei tempi’!
E’ sbarcato all’Hotel Exelsior l’intero cast del secondo film italiano in concorso, quello di Pupi Avati che verrà presentato al pubblico domani sera: Il papà di Giovanna. Oltre ad Avati stesso, sono arrivati in laguna Francesca Neri, Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Ezio Greggio e Serena Grandi. Avvistato anche Joaquim de Almeida, amante di Kim Basinger in The Burning Plain.
Hanno fatto tappa alla 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Eva Riccobono e Jane Alexander, mentre Takeshi Kitano ci ha salutati un’ultima volta, prima di ripartire per il natio Giappone.
Cartoline da Venezia 65: sbarcato al Lido il cast de Il papà di Giovanna di Pupi Avati

Pupi Avati torna in competizione a Venezia tre anni dopo aver presentato al Lido quello che è forse il suo film migliore dell’ultimo periodo, ovvero La seconda notte di nozze. Torniamo quindi a parlare de Il papà di Giovanna, film drammatico che uscirà nelle sale in contemporanea con la sua presentazione al festival il 5 settembre.
Il protagonista del film è Michele, un artista fallito, marito e padre di una piccola che si chiama Giovanna. L’uomo cerca di educare la bimba nel miglior modo possibile, ma non è così facile. Giovanna un giorno uccide la sua migliore amica, viene ritenuta malata di mente e spedita in un ospedale psichiatrico dove resterà per molti anni. La madre Delia rinnega la famiglia e la stessa Giovanna, e solo il padre le resta vicino…
Il cast è formato da Silvio Orlando, Francesca Neri, Alba Rohrwacher e Ezio Greggio.
Trovate il trailer dopo il salto.
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Si intitola Il Papà di Giovanna il prossimo film di Pupi Avati che sarà nelle nostre sale il 5 settembre e che vede nel cast Silvio Orlando, Francesca Neri, Alba Rohrwacher e… Ezio Greggio.
Ecco la storia: Silvio Orlando interpreta Michele, un artista fallito, marito e padre di una piccola che si chiama Giovanna. L’uomo cerca di educare la bimba nel miglior modo possibile ma non è facile. E tutto finirà in tragedia.
Sì perché la figlia (interpretata da Alba Rohrwacher) ucciderà la sua migliore amica. La ragazza viene ritenuta malata di mente e per lei c’è un ospedale psichiatrico dove resta per molti anni. Solo il padre le rimane vicino. La madre Delia (Francesca Neri) rinnega la famiglia e la stessa Giovanna. Ezio Greggio interpreta un ispettore di polizia.